Diario quotidiano del 19 giugno 2014: parte il riordino della normativa sul diritto d'autore

frode carosello e fatture false; direttiva sulla risoluzione delle crisi bancarie; avvio del riordino della materia dei diritti connessi al diritto d’autore; TASI: nuovi termini di versamento dell’acconto; obbligo del POS dal 30 giugno; modello 730/2014: rimborsi superiori a 4.000 euro; aggiornamento del catasto terreni: funzionalità di Pregeo 10; D.L. Irpef: Camera, sì definitivo al testo

 

 Indice:

 1) Frode carosello e fatture false

 2) Direttiva sulla risoluzione delle crisi bancarie

 3) Avvio del riordino della materia dei diritti connessi al diritto d’autore

 4) TASI: nuovi termini di versamento dell’acconto

 5) Obbligo del POS dal 30 giugno

 6) Modello 730/2014: rimborsi superiori a 4.000 euro

 7) Aggiornamento del catasto terreni: efficienza e velocità con le nuove funzionalità di Pregeo 10

 8) D.L. Irpef: Camera, sì definitivo al testo

 

 

1) Frode carosello e fatture false

Frode carosello, la prova è del fisco. Infatti, la detrazione Iva non può essere negata all’imprenditore che acquista dalla cartiera se questa ha una parvenza di regolarità che prova la sua buona fede.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 13787 del 17 giugno 2014. Respinto il ricorso dell’Amministrazione finanziaria. La buona fede dell’operatore è dimostrata dalla parvenza di regolarità della cartiera.

Fatture false, ok detrazioni Iva. Diventa difficile per il Fisco dimostrare le fatture soggettivamente false. Con l’ordinanza n. 13792 del 17 giugno 2014 la Corte di Cassazione ha stabilito che la detrazione Iva, nell’ambito di una presunta frode carosello, non può essere negata dall’Amministrazione all’impresa che ha avuto pochissimi contatti con la cartiera. In queste circostanze, quindi, si ritiene provata la buona fede del contribuente. Respinto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate.

Accertamento prima dei sessanta giorni. L’Agenzia delle Entrate può emettere l’accertamento anche prima del termine di 60 giorni se l’atto impositivo scaturisce da controlli a tavolino dell’ufficio, in questo caso sul questionario, e non da una vera e propria ispezione nella sede del contribuente. A tanto è giunta la Corte di cassazione con la sentenza n. 13588 del 13 giugno 2014 che ha accolto il secondo motivo del ricorso presentato dall’Amministrazione finanziaria. I giudici di legittimità hanno ribaltato il verdetto pronunciato dalla Commissione tributaria di Torino che aveva invece ritenuto necessari più di 60 giorni in caso di mancanza di particolare urgenza per le verifiche, per spiccare l’atto impositivo.

 

2) Direttiva sulla risoluzione delle crisi bancarie

Nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea del 12 giugno 2014 (L 173) è stata pubblicata la direttiva 2014/59/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 maggio 2014 che armonizza le procedure per la risoluzione delle crisi degli enti creditizi o delle imprese di investimento. Lo comunica Assonime con una nota del 17 giugno 2014.

La novità principale della direttiva è l’introduzione del principio secondo cui, al fine di limitare l’impatto sui bilanci pubblici degli interventi per il salvataggio delle banche in difficoltà (bail-out), la copertura delle perdite è affidata in primo luogo agli azionisti, agli obbligazionisti e ai creditori delle stesse (bail-in).

La direttiva prevede che ogni ente prepari e tenga aggiornato, in via preventiva, un piano di risanamento, sottoposto alla valutazione dell’autorità competente, che indichi le misure che l’ente sarà tenuto a prendere per ripristinare la sua situazione finanziaria a seguito di un eventuale deterioramento significativo.

La procedura di risoluzione viene avviata quando un’autorità competente, previa consultazione dell’autorità di risoluzione, determina che l’ente è in dissesto o a rischio di dissesto. Un ente è considerato tale quando viola i requisiti per il mantenimento dell’autorizzazione (o è probabile che li violi in un prossimo futuro); quando le sue attività sono inferiori alle passività (o è probabile che lo siano in un prossimo futuro); quando non è in grado di pagare i propri debiti in scadenza (o è probabile che non li sia in un prossimo futuro); quando necessita di un sostegno finanziario pubblico straordinario (tranne casi specifici individuati dalla direttiva).

Tra i principi che governano la risoluzione vi sono: che azionisti e creditori sostengano una…

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