Diario quotidianodel 17 giugno 2014: in arrivo una riduzione dei diritti camerali?

Pubblicato il 17 giugno 2014



sarà ridotto del 50% l’importo del diritto annuale a carico delle imprese; proroga al 7 luglio per i versamenti delle dichiarazioni fiscali: interessati tutti i contribuenti con studi di settore; F24: istituito codice tributo per il versamento delle somme dovute per spese di notifica a seguito degli avvisi di liquidazione; compensazione bonus Irpef possibile anche con debiti iscritti a ruolo; mancanza di certificazioni del sostituto: è possibile scomputare; intermediari fiscali: tutte le regole in vista delle imminenti scadenze; indice TFR del mese di maggio 2014; contenzioso tributario: -3% ricorsi presentati nel 2013 e -7,35% quelli pendenti

 

Indice:

 1) Sarà ridotto del 50% l’importo del diritto annuale a carico delle imprese

 2) Proroga al 7 luglio per i versamenti delle dichiarazioni fiscali. Interessati tutti i contribuenti con studi di settore

 3) F24: Istituito codice tributo per il versamento delle somme dovute per spese di notifica a seguito degli avvisi di liquidazione

 4) Compensazione bonus Irpef possibile anche con debiti iscritti a ruolo

 5) Mancanza di certificazioni del sostituto: è possibile scomputare

 6) Intermediari fiscali: tutte le regole in vista delle imminenti scadenze

 7) Indice TFR del mese di maggio 2014

 8) Contenzioso tributario: -3% ricorsi presentati nel 2013 e -7,35% quelli pendenti

 

1) Sarà ridotto del 50% l’importo del diritto annuale a carico delle impreseIl Consiglio dei Ministri del 13 giugno 2014, su proposta del Presidente Renzi, ha approvato misure urgenti per la semplificazione e per la crescita del Paese. Tra queste, le seguenti misure.

Riduzione del diritto annuale dovuto alle Camere di commercio a carico delle imprese

L’importo del diritto annuale a carico delle imprese è ridotto del 50%.

Semplificazione e flessibilità nel turn over per assunzioni a tempo indeterminato.Sempre nell’ottica di un ricambio generazionale e di rendere possibile nuova occupazione viene semplificato e reso più flessibile il turn over nella Pubblica Amministrazione.

Un unico modulo in tutta Italia per la Scia.

Fatturazione elettronica nella PA.

Semplificazioni di norme in materia agroalimentare.

Semplificazioni in materia di permesso di costruire e altre misure in materia edilizia.

Unità operativa speciale per EXPO – 2015.

Misure straordinarie di gestione e monitoraggio di imprese coinvolte in procedimenti penali.

Divieto di transazioni della p.a. con società o enti esteri aventi sede in Stati che non permettono l'identificazione dei soggetti che ne detengono la proprietà o il controllo.

Trasmissione ad Anac delle varianti in corso d’opera.

Misure per l’efficienza del processo civile telematico.

Verifica dei requisiti delle offerte negli appalti pubblici.

Detassazione degli investimenti in impianti e macchinari.

Taglio dei costi delle bollette energetiche per le Pmi del 10%.

Rafforzamento aiuto crescita economica (Ace).

Semplificazioni per facilitare le quotazioni.

Semplificazione fiscale e dichiarazione dei redditi precompilata (decreto legislativo)

Infine, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle Finanze, Pietro Carlo Padoan, ha avviato l’esame di uno schema di decreto-legislativo di semplificazione fiscale e dichiarazione dei redditi precompilata.

Avvio procedura incarico a direttore dell’Agenzia delle entrate e dell’Agenzia del demanio

Su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, Pietro Carlo Padoan, si è dato avvio alla procedura per la nomina di:

- Rossella ORLANDI a Direttore dell’Agenzia delle entrate.

Sempre su proposta del Ministro Padoan, si è dato avvio alla procedura per la nomina di:

- Stefano SCALERA a Direttore dell’Agenzia del Demanio.

 

2) Proroga al 7 luglio per i versamenti delle dichiarazioni fiscali. Interessati tutti i contribuenti con studi di settore

Slitta dal 16 giugno al 7 luglio 2014, il termine per effettuare i versamenti derivanti dalla dichiarazione dei redditi, dalla dichiarazione Irap e dalla dichiarazione unificata annuale da parte dei contribuenti che esercitano attività economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore.

Lo prevede il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, che é stato firmato dal premier Matteo Renzi e che é in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

La proroga riguarda anche i contribuenti che, pur facendo parte delle categorie per le quali sono previsti gli studi di settore, presentano cause di esclusione o inapplicabilità (ad esempio, nel caso di non normale svolgimento di attività, o per il primo anno di attività) o i contribuenti che rientrano nel regime fiscale di vantaggio per l'imprenditoria giovanile e per i lavoratori in mobilità.

Usufruiscono inoltre della proroga i contribuenti che partecipano a società, associazioni e imprese soggette agli studi di settore.

Dopo il 7 luglio e fino al 20 agosto 2014 i versamenti possono essere eseguiti con una maggiorazione, a titolo di interesse, pari allo 0,40%.

Contribuenti interessati

Tipologia di versamenti

Vecchia scadenza

Nuova scadenza

Scadenza con interessi

Contribuenti per i quali sono previsti gli studi di settore  

Versamenti derivanti dalla dichiarazione dei redditi, dichiarazione Irap e dichiarazione unificata annuale

16 giugno 2014

7 luglio 2014

Dall’8 luglio al 20 agosto 2014 con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse

(Comunicato stampa n. 144 del 14 giugno 2014)

 

3) F24: Istituito codice tributo per il versamento delle somme dovute per spese di notifica a seguito degli avvisi di liquidazione

Consente il versamento, tramite il modello “F24 Accise”, delle somme dovute per la consegna dell’avviso riguardante premi e accessori incassati in ciascun mese solare.

Istituito, dall’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 62/E del 16 giugno 2014, il codice tributo “A120” denominato “Spese di notifica per atti impositivi” per il versamento, tramite modello F24 accise, delle spese di notifica degli avvisi di liquidazione relativi all’imposta dovuta sui premi e accessori incassati dalle società assicurative, ai sensi dell’art. 9, Legge 1216/1961.

Tale disposizione disciplina la materia di denuncia e versamento all’Ufficio del registro, da parte delle società assicurative, dell’imposta dovuta su premi e accessori incassati in ciascun mese solare.

Con precedente risoluzione (n. 38/E del 31 maggio 2013) erano già stati istituiti i codici per le somme dovute a seguito degli avvisi di liquidazione. La risoluzione di oggi aggiunge quello per le spese di notifica di tali atti impositivi.

Nella compilazione, il codice è esposto nella sezione “Accise/Monopoli e altri versamenti non ammessi in compensazioni”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”. Nel campo “ente”, va indicata la lettera “A” e nei campi specifici, il codice ufficio, l’atto e l’anno di riferimento, nel formato “AAAA”, reperibili nell’avviso di liquidazione.

 

4) Compensazione bonus Irpef possibile anche con debiti iscritti a ruolo

Il recupero delle somme anticipate per conto dell’Erario dai sostituti d’imposta, è stato contrassegnato da diversi dubbi. In particolare, quello relativi al divieto di compensazione mediante F24 fino a concorrenza dell'importo dei debiti, di ammontare superiore a 1500 euro, iscritti a ruolo per imposte erariali e relativi accessori. A tal proposito, la Fondazione Studi del Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro, con parere n. 1 del 13 giugno 2014, sostiene che il bonus cd. 80 euro non soggiace ad alcuna limitazione in materia di compensazioni, poiché l’utilizzo del modello F24 per il recupero dell’anticipazione non è prevista dall’art. 1 del D.L. n. 66/2014.

Bonus irpef: i debiti Equitalia non impediscono la compensazione

Il bonus di 80 euro non soggiace, quindi, alla limitazione prevista per la compensazione dei crediti mediante il modello F24, perché la norma non prevede tale modalità per il recupero.

Questo il parere della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, in cui si fa notare che la stessa Agenzia delle entrate, che aveva adottato questa metodologia, ha reputato negativa l’applicazione del limite massimo di compensazione di 700 mila. Il bonus, quindi, potrà essere compensato in presenza di debiti iscritti a ruolo di importo superiore a 1.500 euro.

 

5) Mancanza di certificazioni del sostituto: è possibile scomputare

Nei casi in cui il contribuente non abbia ricevuto, nei termini di legge, dal sostituto d’imposta la certificazione delle ritenute effettivamente subite, l’Agenzia ritiene che il contribuente sia comunque legittimato allo scomputo delle ritenute subite, a condizione che sia in grado di documentare l’effettivo assoggettamento a ritenuta tramite esibizione congiunta della fattura e della relativa documentazione, proveniente da banche o altri intermediari finanziari, idonea a comprovare l’importo del compenso netto effettivamente percepito, al netto della ritenuta, così come risulta dalla predetta fattura (risoluzione n. 68/E del 19 marzo 2009).

(Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro, nota del 16 giugno 2014)

 

6) Intermediari fiscali: tutte le regole in vista delle imminenti scadenze

Il Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro, con una nota del 16 giugno 2014, riepiloga, di seguito, tutte le regole per gli intermediari fiscali in vista delle imminenti scadenze:

IMPEGNI DELL’INTERMEDIARIO

 

 

 

 

data

evento

modalità

note

particolarità

Prima della presentazione della dichiarazione

Modello 770

Intermediario rilascia al contribuente l’impegno alla trasmissione del modello 770

La data dell’impegno va indicata anche sulla dichiarazione

Contestuale a ricezione dell’incarico alla predisposizione o all’incarico all’invio della dichiarazione predisposta dal contribuente

Prima della presentazione della dichiarazione in caso di predisposizione della stessa da parte dell’intermediario

Indicando quale modalità

è oggetto dell’impegno

- compilata dal contribuente

oppure

- predisposta dall’

Intermediario

L’impegno può essere redatto su carta libera

Entro 30 giorni dalla data di scadenza della presentazione della dichiarazione

Consegna al contribuente da parte dell’intermediario abilitato

Intermediario rilascia copia della dichiarazione e copia della ricevuta di trasmissione telematica al contribuente

Su modello conforme

Sottoscritta dal contribuente

La ricevuta costituisce prova della presentazione e deve essere conservata dal contribuente

unitamente al mod. 770

 

 

ADEMPIMENTI DELL’INTERMEDIARIO

 

1)

OBBLIGO DI PRESENTAZIONE

 

L’INTERMEDIARIO E’OBBLIGATO A TRASMETTERE LE DICHIARAZIONI DA LUI STESSO PREDISPOSTE NONCHE’ QUELLE PER LE QUALI HA ACCETTATO L’INCARICO DELLA TRASMISSIONE.

2)

PRESENTAZIONE

CIRCOLARE 24/09/1999N. 195/E

  1. COMMA 7-TER

LA DICHIARAZIONE SI CONSIDERA PRESENTATA TEMPESTIVAMENTE ANCHE NEL CASO IN CUI L’INVIO SIA AVVENUTO ENTRO I TERMINI PREVISTI ED IL SISTEMA INFORMATICO DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE ABBIA SCARTATO IL FILE CONTENENTE LA DICHIARAZIONE, PURCHE’ VENGA RITRASMESSA CORRETTA ENTRO CINQUE GIORNI DALLA DATA DI RICEVIMENTO DELLA RICEVUTA MINISTERIALE RIPORTANTE I MOTIVI DELLO SCARTO.

PRESENTAZIONE OLTRE IL TEMRINE DI SCADENZA

LE DICHIARAZIONI CONSEGNATE ALL’INTERMEDIARIO, SUCCESSIVAMENTE AL TERMINE PREVISTO PER LA PRESENTAZIONE IN VIA TELEMATIA, DEVONO ESSERE TRASMESSE ENTRO UN MESE DALLA DATA CONTENUTA NELL’IMPEGNO ALLA TRASMISSIONE RILASCIATO DALL’INTERMEDIARIO STESSO AL CONTRIBUENTE O AL SOSTIUTO D’IMPOSTA.

3)

DOCUMENTAZIONE DA RILASCIARE

COMMA 6

CIRCOLARE 25/01/2002

L’INTERMEDIARIO DEVE RILASCIARE AL CONTRIBUENTE O AL SOSTITUTO D’IMPOSTA (anche se non richiesto) L’IMPEGNO IN VIA TELEMATICA (ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE) I DATI CONTENUTI NELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI (RICEVUTA O PREDISPOSTA).

L’IMPEGNO (SENZA VINCOLO DI FORMA) DATATO E FIRMATO DALL’INTERMEDIARIO DEVE ESSERE CONSEGNATO:

- CONTESTUALMENTE ALLA RICEZIONE DELLA DICHIARAZIONE (CONSEGNATA DAL CONTIBUENTE PER LA TRASMISSIONE)

- AL MOMENTO DELL’ASSUNZIONE DELL’INCARICO PER LA PREDISPOSIZIONE DELLA DICHIARAZIONE (PER TUTTE LE DICHIARAZIONI PREDISPOSTE DALL’INTERMEDIARIO)

4)

ADEMPIMENTI SUCCESSIVI ALL’INVIO

COMMA 6

ENTRO 30 GIORNI DAL TERMINE PREVISTO PER LA PRESENTAZIONE IN VIA TELEMATICA, L’INTERMEDIARIO E’ OBBLIGATO A RILASCIARE AL CONTRIBUENTE O AL SOSTITUTO D’IMPOSTA :

- LA DICHIARAZIONE TRASMESSA, REDATTA SU MODELLO CONFORME A QUELLO APPROVATO;

- COPIA DELLA COMUNICAZIONE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE CHE ATTESTA DI AVER RICEVUTO LA DICHIARAZIONE.

5)

CONSERVAZIONE DOCUMENTAZIONE

COMMA 9 – BIS

GLI INTERMEDIARI ABILITATI DEVONO CONSERVARE ANCHE SU SUPPORTO INFORMATICO FINO ALLA FINE DEL 4° ANNO SUCCESSIVO A QUELLO DI PRESENTAZIONE:

- COPIA DELLA DICHIARAZIONE TRASMESSA.

6)

REVOCA DELL’ABILITAZIONE

COMMA 4

L’ABILITAZIONE E’REVOCATA:

- IN CASO DI GRAVI O RIPETUTE IRREGOLARITA’ NELLO SVOLGIMENTO DELL’ATTIVITA’ DI TRASMISSIONE DELLE DICHIARAZIONI;

- IN PRESENZA DI PROVVEDIMENTI DI SOSPENSIONE IRROGATI DALL’ORDINE DI APPARTENENZA DEL PROFESSIONISTA

 

 

7) Indice TFR del mese di maggio 2014

L’Istat ha reso noto che l’indice dei prezzi al consumo per il mese di maggio 2014 è pari a 107,3 punti.

L’incidenza percentuale della differenza rispetto all’indice in vigore al 31 dicembre 2013 è pari a 0,186741; il calcolo del coefficiente di rivalutazione si esegue sommando il 75% di tale valore con un tasso fisso dell’1,5% annuo, per cui si avrà un indice di rivalutazione del TFR pari a 0,765056.

Prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati

Per adeguare periodicamente i valori monetari, ad esempio il canone di affitto o l'assegno dovuti al coniuge separato, si utilizza l'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) al netto dei tabacchi. Tale indice si pubblica sulla Gazzetta Ufficiale ai sensi dell'art. 81 della legge 27 luglio 1978, n. 392.

Periodo di riferimento: Maggio 2014Aggiornato: 13 giugno 2014Prossimo aggiornamento: 15 luglio 2014

 

Indice generale FOI

107,3

Variazione % rispetto al mese precedente

-0,1

Variazione % rispetto allo stesso mese dell'anno precedente

+0,4

Variazione % rispetto allo stesso mese di due anni precedenti

+1,6

 

 

8) Contenzioso tributario: -3% ricorsi presentati nel 2013 e -7,35% quelli pendenti

I dati sono contenuti nella Relazione sul monitoraggio dello stato del contenzioso tributario e sull’attività delle Commissioni tributarie.

Nel 2013 si registra una diminuzione del 3% (-7.937) dei ricorsi complessivamente pervenuti alle Commissioni tributarie, che sono passati da 264.751 nel 2012 a 256.814 nel 2013.

Tale riduzione è dovuta principalmente al minor numero, in termini assoluti, di controversie presentate presso le Commissioni tributarie provinciali; in termini percentuali, il calo dei ricorsi presentati rispetto all’anno precedente è pari a circa il 3% nel primo grado di giudizio (da 209.173 a 202.107), ed a circa il 2% nel secondo grado di giudizio (da 55.578 a 54.707). Il contenzioso relativo al primo grado, avente come controparte l’Agenzia delle entrate, nelle controversie di valore inferiore o uguale a 20 mila euro, registra una diminuzione di circa il 22% rispetto al 2012. Tale riduzione è attribuibile agli effetti prodotti dall’entrata in vigore dell’istituto del reclamo/mediazione, che ha consentito per la prima volta il raggiungimento di un valore assoluto del numero dei ricorsi presentati in primo grado inferiore alle centomila unità.Il totale dei ricorsi definiti nel 2013 mostra un leggero aumento dello 0,5% (pari a 307.059), rispetto al 2012 (pari a 305.611), dovuto all’immissione nelle funzioni di circa 500 nuovi giudici tributari.

Il 2013 evidenzia una diminuzione del numero complessivo delle controversie pendenti presso le Commissioni tributarie di primo e secondo grado del 7,35% (da 683.974 nel 2012 a 633.729 nel 2013). Analizzando il grado di anzianità degli stessi, i dati mostrano che il 59,38% (pari a 376.298) è in giacenza da meno di 2 anni, il 31,80% (pari a 201.555) lo è da un periodo compreso tra i 2 e i 5 anni e l’8,82% (pari a 55.876) da più di 5 anni.

Il valore complessivo dei ricorsi presentati nel 2013 è di poco superiore a 35 miliardi di euro e quello medio è pari a circa 138 mila euro; il totale delle controversie definite nel 2013 è di poco superiore a 36 miliardi di euro e il loro valore medio è pari a circa 118 mila euro.

Nel primo grado di giudizio circa il 77% dei ricorsi è di valore inferiore o uguale a 20 mila euro, il cui valore complessivo è pari a circa 711 milioni di euro, mentre solo l’1,2% delle controversie totali è superiore a 1 milione di euro, il cui valore complessivo è pari a circa 19,2 miliardi di euro.

Per quanto riguarda gli appelli definiti nel secondo grado di giudizio, circa il 63% è di valore inferiore o uguale a 20 mila euro, il cui valore complessivo è pari a circa 207 milioni di euro, mentre il 2,1% delle controversie totali è di valore superiore a 1 milione di euro, il cui valore complessivo è pari a circa 8 miliardi di euro.

Sia in primo che in secondo grado, gli esiti completamente favorevoli nei confronti dell’ufficio sono maggiori, in percentuale sul totale, rispetto a quelli completamente favorevoli al contribuente; in particolare si osserva il 40,82% contro il 30,66% nel primo grado di giudizio e il 41,81% contro 37,11% nel secondo grado.

Le istanze di sospensione presentate in primo grado risultano in diminuzione di circa il 2% (pari a circa 123.000), rispetto al dato del 2012, che è in linea con la riduzione dei ricorsi pervenuti. In secondo grado, invece, si registra un aumento di circa il 30% delle richieste di sospensione riguardanti le sanzioni.In primo grado circa il 60% dei ricorsi pervenuti presenta un’istanza di sospensione.L’analisi del tempo medio per un processo tributario rileva che nel 2013 esso è durato in media 1.043 giorni (2 anni e 10 mesi) nelle Commissioni tributarie provinciali e 730 giorni (2 anni) nelle Commissioni tributarie regionali.La Commissione tributaria centrale registra al 31 dicembre 2013 una diminuzione delle controversie in pendenza di giudizio di circa il 78% (pari a circa 13.500), rispetto al 2012.

Infine si rileva che l’età media del corpo giudicante è pari a circa 62 anni, in diminuzione rispetto a quella registrata nel 2012 che è stata pari a circa 65 anni. Il calo è imputabile alla immissione dei nuovi giudici compresi nella fascia di età 40-50 anni, avvenuta nel corso del 2013.

(MEF, comunicato stampa n. 145 del 16 giugno 2014)

 

Vincenzo D’Andò