Diario fiscale dell’11 giugno 2014: la prassi sui crediti che nascono da 730 e superano i 4000 euro

Pubblicato il 11 giugno 2014



fattura falsa: si paga comunque l’Iva; beni dell’azienda non possono essere sequestrati per frode fiscale dell’amministratore; aggiornate le istruzioni relative al modello di dichiarazione Unico 2014-SP; aggiornate anche le istruzioni relative al modello di dichiarazione Unico 2014-SC; la cartella esattoriale deve essere preceduta da comunicazione al contribuente; controlli preventivi sui crediti da 730 over 4mila euro se presenti familiari a carico o eccedenze dell’anno precedente; nuove partite Iva in leggero calo; versamenti imposte 2014

 

 Indice:

 1) Fattura falsa: si paga comunque l’Iva

 2) Beni dell’azienda non possono essere sequestrati per frode fiscale dell’amministratore

 3) Aggiornate le istruzioni relative al modello di dichiarazione Unico 2014-SP

 4) Aggiornate anche le istruzioni relative al modello di dichiarazione Unico 2014-SC

 5) La cartella esattoriale deve essere preceduta da comunicazione al contribuente

 6) Controlli preventivi sui crediti da 730 over 4mila euro se presenti familiari a carico o eccedenze dell’anno precedente

 7) Nuove partite Iva in leggero calo

 8) Versamenti imposte 2014

 

 

1) Fattura falsa: si paga comunque l’Iva

Ebbene sì, anche se se è stata emessa una fattura falsa occorre comunque pagarne l’Iva.

Infatti, basta la consegna della fattura falsa a fare scattare l’obbligo del pagamento dell’Iva anche se è stata emessa dal fornitore una nota di credito.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con l’ordinanza n. 12955 del 9 giugno 2014, ha respinto il ricorso di una società immobiliare alla quale il fisco aveva notificato un accertamento Iva in virtù di fatture false.

L’imprenditore si era difeso sostenendo di aver emesso subito una nota di credito ma, per i giudici della Ctp e della Ctr di Milano, ai quali è stato chiesto l’annullamento dell’atto impositivo, la circostanza è del tutto irrilevante poiché una fattura può dirsi falsa per il solo fatto che è stata consegnata. La sesta sezione della Suprema corte ha condiviso la decisione di merito chiarendo in motivazione che l’emittente di fatture fittizie non può giovarsi dell’emissione di una nota di credito per evitare il pagamento dell’Iva indebitamente fatturata perché la speciale procedura di variazione prevista dall’art. 26 del dpr n. 633/72, presuppone necessariamente, come si desume univocamente dalla considerazione della funzione perseguita dalla norma, che l’operazione per la quale sia stata emessa fattura, da rettificare perché venuta meno in tutto o in parte in conseguenza di uno degli specifici motivi indicati nel secondo comma della norma stessa, sia una operazione vera e reale e non già del tutto inesistente. Ciò proprio in forza dell’art. 21 del dpr 633/72 che, da un lato incide direttamente sul soggetto emittente la fattura, costituendolo debitore d’imposta sulla base dell’applicazione del solo principio di cartolarità, e, dall’altro, incide indirettamente, in combinato disposto con gli artt. 19, comma 1, e 26, comma 3, dello stesso dpr, anche sul destinatario della fattura medesima, il quale non può esercitare il diritto alla detrazione o alla variazione dell’imposta in totale carenza del suo presupposto, e cioè dell’acquisto (o dell'importazione) di beni e servizi nell’esercizio dell’impresa, arte o professione.

 

2) Beni dell’azienda non possono essere sequestrati per frode fiscale dell’amministratore

I beni dell’azienda non possono essere sequestrati per la frode fiscale commessa dall’amministratore quando l’attività illecita ha finito per danneggiare l’impresa.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 23973 del 9 giugno 2014, ha annullato senza rinvio il sequestro disposto sui conti bancari di una società per la frode fiscale della quale era accusato il suo vertice.

Se la società di cui l’imputato era amministratore pagava realmente i corrispettivi di operazioni inesistenti, questa veniva danneggiata anziché beneficiata dalla condotta, nei suoi confronti mendace e truffaldina, dell’amministratore, da definirsi quindi infedele, ovvero soggetto che agiva in modo effettivamente non correlato a un rapporto organico.

 

3) Aggiornate le istruzioni relative al modello di dichiarazione Unico 2014-SP

Alla pag. 92 delle istruzioni del modello Unico 2014-SP, dopo il secondo capoverso è aggiunto il seguente capoverso: “Con particolare riferimento alle operazioni poste in essere nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2012, si ha riguardo ai valori residui di avviamento, marchi d’impresa ed altre attività immateriali iscritti nel bilancio consolidato riferibile all’esercizio in corso al 31 dicembre 2013.”.

Alla pag. 92 delle istruzioni del modello Unico 2014-SP, il quinto alinea è sostituito con il seguente alinea: “– nelle colonne 5, 6 e 7, rispettivamente, il corrispondente valore di avviamento, marchi d’impresa ed altre attività immateriali, in proporzione alla percentuale di partecipazione acquisita per effetto di una delle operazioni sopra richiamate, iscritto nel bilancio consolidato riferibile all’esercizio in corso al 31 dicembre 2013;”.

(Agenzia delle entrate, nota del 10 giugno 2014)

 

4) Aggiornate anche le istruzioni relative al modello di dichiarazione Unico 2014-SC

30 maggio 2014: Alla pag. 178 delle istruzioni del modello Unico 2014-SC, al settimo capoverso, in corrispondenza delle istruzioni di colonna 5, le parole, “Nel caso di acquisto o assegnazione di immobili ristrutturati (si veda il comma 3 dell’art. 17 del TUIR) la detrazione deve essere calcolata sull’importo forfetario pari al 25 per cento del prezzo di acquisto e, comunque, entro l’importo massimo di 96.000 euro”, sono eliminate.

10 giugno 2014: Alla pag. 84 delle istruzioni del modello Unico 2014-SC, dopo il quinto capoverso del paragrafo 9.19 è aggiunto il seguente capoverso: “Con particolare riferimento alle operazioni poste in essere nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2012, si ha riguardo ai valori residui di avviamento, marchi d’impresa ed altre attività immateriali iscritti nel bilancio consolidato riferibile all’esercizio in corso al 31 dicembre 2013.”.

Alla pag. 85 delle istruzioni del modello Unico 2014-SC, il terzo alinea è sostituito con il seguente alinea: “– nelle colonne 5, 6 e 7, rispettivamente, il corrispondente valore di avviamento, marchi d’impresa ed altre attività immateriali, in proporzione alla percentuale di partecipazione acquisita per effetto di una delle operazioni sopra richiamate, iscritto nel bilancio consolidato riferibile all’esercizio in corso al 31 dicembre 2013;”.

(Agenzia delle entrate, nota del 10 giugno 2014)

 

5) La cartella esattoriale deve essere preceduta da comunicazione al contribuente

Prima di inviare la cartella di pagamento, il contribuente deve essere portato a conoscenza, mediante comunicazione, della liquidazione delle imposte.

È, infatti, nulla la cartella di pagamento per violazione del procedimento di liquidazione qualora, nell'ambito della tassazione separata, non sia proceduta dalla comunicazione al contribuente dell'esito della liquidazione. Non rileva a tal riguardo la ricorrenza o meno di incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 11000del 20 maggio 2014.

La vicenda riguarda l’impugnazione da parte di un contribuente di una cartella di pagamento con la quale era stata liquidata l’imposta a conguaglio dovuta in relazione a redditi soggetti a tassazione separata per il 2004, unitamente all’irrogazione di sanzioni. La Commissione tributaria provinciale accoglieva il ricorso con sentenza che veniva riformata in sede di appello. In particolare, la Commissione tributaria regionale rilevava la nullità dell’atto impugnato in quanto non preceduto dall’invio della comunicazione di irregolarità. Proponeva ricorso per cassazione l’Agenzia delle entrate al fine di far valere la violazione dell’art. 6, comma 5, della L. n. 212/2000 (cd. Statuto dei diritti del contribuente), dell’art. 1, comma 412, della L. n. 311/2004 e dell’art. 36-bis del DPR n. 600/73, nonché l’insufficiente e contraddittoria motivazione della decisione impugnata. In particolare, l’Agenzia evidenziava che le predette disposizioni normative non prevedono un preventivo contraddittorio con il contribuente e che non sussistevano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione. Resisteva con controricorso il contribuente che si è, dunque, visto riconoscere le proprie ragioni dalla Suprema Corte di Cassazione.

 

6) Controlli preventivi sui crediti da 730 over 4mila euro se presenti familiari a carico o eccedenze dell’anno precedente

Misura necessaria per bloccare le frodi. Coinvolto lo 0,5% dei contribuenti che presentano il 730.

In relazione alle notizie diffuse da alcuni organi di stampa, l’Amministrazione finanziaria precisa che solo una parte dei rimborsi del modello 730 superiori a 4mila euro sarà sottoposta a controllo preventivo da parte dell’Agenzia delle entrate.

La Legge di Stabilità 2014, infatti, ha previsto questa verifica da parte dell’Agenzia delle entrate esclusivamente nei casi in cui il rimborso di importo superiore a 4mila euro sia determinato anche da detrazioni per familiari a carico (e non da assegni per il coniuge separato) o da crediti riportati dalla dichiarazione dei redditi dell’anno precedente.

Questo significa che i rimborsi superiori ai 4mila euro derivanti, per esempio, da spese per le ristrutturazioni, interessi passivi sul mutuo prima casa, avranno il controllo preventivo solo se sono presenti familiari a carico (non assegni per il coniuge) oppure crediti riportati dalla dichiarazione dell’anno precedente. In queste due ipotesi, infatti, sono state intercettate diverse frodi dall’Agenzia delle Entrate sui rimborsi erogati direttamente e automaticamente dal sostituto d’imposta (datore di lavoro e ente pensionistico) nelle buste paga o nel cedolino della pensione.

Si tratta di un riscontro che riguarderà quindi una platea molto ristretta di contribuenti, pari a circa 100mila persone, ossia meno dello 0,5% dei 18 milioni di contribuenti che presentano il modello 730 (e meno dell’1% di chi richiede un rimborso attraverso il modello 730).

Nella maggior parte dei casi i rimborsi saranno disposti dall’Agenzia delle entrate non più tardi di ottobre, prima cioè del termine massimo di sei mesi previsto dalla Legge di Stabilità.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 74 del 10 giugno 2014)

 

7) Nuove partite Iva in leggero calo

Ad aprile sono state aperte 45.879 nuove partite Iva, in confronto al corrispondente mese dell’anno precedente si registra un moderato calo (-3,3%).

Lo evidenzia il Ministero dell’Economia e delle Finanze con una nota del 10 giugno 2014.

Osservatorio sulle partite IVA: Sintesi dei dati di aprile 2014

La distribuzione per natura giuridica evidenzia che la quota relativa alle persone fisiche nelle nuove aperture è pari al 72,8% del totale, le società di capitali sono pari al 20%, le società di persone si attestano al 6,4%, mentre la quota dei “non residenti” ed “altre forme giuridiche” rappresenta solo lo 0,7% del totale. Rispetto al mese di aprile 2013, si assiste ad un aumento di aperture delle società di capitali (+12,6%), legato verosimilmente alle recenti norme civilistiche che facilitano l’apertura di società a responsabilità limitata, calano invece le aperture di persone fisiche (-6,7%) e di società di persone (-7,1%).

Riguardo alla ripartizione territoriale, il 42,5% delle partite Iva avviate ad aprile 2014 è localizzato al Nord, il 22,6% al Centro e il 34,8% al Sud e Isole. Il confronto con lo stesso mese dell’anno precedente mostra aumenti di aperture più pronunciati in Valle d’Aosta (+19,5%) e Molise (+12,8%), mentre flessioni più evidenti si osservano in Puglia (-9,9%) e Toscana (-9,8%).

In base alla classificazione per settore produttivo il commercio si conferma al primo posto con un numero di aperture di partite Iva pari al 23% del totale, seguito dalle attività professionali con il 14% e dall’agricoltura con l’11%. Rispetto all’aprile 2013, tra i principali settori, gli incrementi maggiori si notano nell’agricoltura (+4,9%), nei servizi informativi (+4,4%) e nell’alloggio/ristorazione (+3,7%), mentre le flessioni più consistenti si osservano nelle attività finanziarie (-38,6%) e nell’edilizia (-9,2%).

Relativamente alle persone fisiche, la ripartizione per sesso è stabile, con i maschi che risultano intestatari del 64% di nuove partite Iva. Il 48% delle aperture è dovuta a giovani fino a 35 anni e il 34% alla classe 36-50 anni. Rispetto all’aprile del 2013 il maggiore calo di aperture si registra nella classe fino a 35 anni (-10,3%) mentre è in lieve crescita quella oltre i 65 anni (+0,5%).

Il 27,4% delle nuove aperture di partite Iva, pari a 12.551, in questo mese ha aderito al regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità. Il regime di vantaggio limita per cinque anni l’imposta dovuta al 5% degli utili dichiarati, esonerando i contribuenti interessati dal pagamento di Iva ed Irap.

 

8) Versamenti imposte 2014

In scadenza per il 16 giugno 2014 il termine entro il quale i contribuenti dovranno provvedere al versamento delle imposte derivanti dal modello Unico 2014. Il versamento riguarda sia il saldo relativo al periodo di imposta 2013 sia il primo acconto per il periodo di imposta 2014. Il versamento di quanto dovuto alla scadenza del 16 giugno 2014 può essere effettuato anche entro il 17 luglio 2014, pagando una maggiorazione dello 0,40%. Il secondo acconto per il periodo di imposta 2014 dovrà essere versato entro il 1° dicembre 2014.

Rateazione

Il versamento del saldo 2013 e del primo acconto 2014 in scadenza al 16 giugno 2014 ovvero al 17 luglio 2014 possono essere rateizzati. Il numero massimo di rate varia a seconda che il contribuente sia titolare o meno di partita Iva e a seconda della data di versamento della prima rata. La rateazione comporta l’applicazione del tasso di interesse mensile forfetario pari allo 0,33%, indipendentemente dal giorno in cui avviene il versamento. Il secondo acconto per il periodo di imposta 2014 non può essere rateizzato.

L’importo dovuto a titolo di saldo Iva per il periodo di imposta 2013 (in scadenza ordinaria lo scorso 17 marzo 2014) può essere versato dai soggetti che presentano la dichiarazione Iva assieme al modello Unico entro il 16 giugno 2014. Dovrà essere applicata una maggiorazione dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese per il periodo compreso tra il 18 marzo 2014 e il 16 giugno 2014.

Versamento e compensazione

I versamenti d’imposta devono essere effettuati attraverso il modello di pagamento F24; i principali codici utilizzati per il versamento dei tributi sono i seguenti:

 

Soggetti Irpef

Soggetti Ires

Imposte sui redditi – saldo

4001

2003

Imposte sui redditi – acconto prima rata

4033

2001

Imposte sui redditi – acconto seconda rata

4034

2002

Iva annuale saldo

6099

 

Irap - saldo

3800

 

Irap - acconto prima rata

3812

 

Irap - acconto seconda rata

3813

 

Interessi pagamento dilazionato – importi rateizzabili – Sez. Erario

1668

 

Interessi pagamento dilazionato – importi rateizzabili – Sez. Regioni

3805

 

I crediti di imposta che emergono dalla presentazione del modello Unico 2014 potevano essere già utilizzati in compensazione a decorrere dalla data del 1° gennaio 2014, in tal caso è necessario che il credito utilizzato per effettuare la compensazione sia quello effettivamente spettante sulla base del modello Unico 2014 che verrà trasmesso in via telematica all’Agenzia delle Entrate entro il 30 settembre 2014.

Dal 2014 il limite massimo dei crediti di imposta che possono essere chiesti a rimborso o compensati ordinariamente mediante modello F24 è pari ad € 700.000,00 per ciascun anno solare; il contribuente può avvalersi, a sua scelta:

- della compensazione orizzontale, compensando crediti e debiti aventi natura diversa nel modello F24;

- della compensazione verticale, compensando crediti e debiti della stessa natura scegliendo se esporre la compensazione presentando il modello F24 (scelta consigliabile, anche nel caso di F24 “a zero”) ovvero non presentandolo e gestendo la compensazione esclusivamente nel modello di dichiarazione (Irpef, Ires, Iva o Irap).

La legge di stabilità 2014 ha esteso anche alla compensazione dei crediti di importo superiore a 15.000,00 euro relativi alle imposte sui redditi e addizionali, alle ritenute alla fonte, alle imposte sostitutive e all’Irap, l’obbligo di apporre alle relative dichiarazioni il visto di conformità.

In assenza di visto verrà preclusa, per l’eccedenza dei 15.000,00, la possibilità di operare compensazioni orizzontali. In caso di utilizzo di un credito esistente, ma in assenza di visto di conformità, si applica una sanzione pari al 30%.

Società di capitali

Per le sole società di capitali la scadenza per il versamento delle imposte è legata alla data di approvazione del bilancio:

- se l’approvazione del bilancio del periodo di imposta 2013 avviene entro il 120° giorno successivo al 31/12/2013, il termine per il versamento delle imposte coincide con il 16 giugno 2014;

- se l’approvazione del bilancio del periodo di imposta 2013 avviene oltre il 120° giorno successivo al 31/12/2013, il termine di versamento delle imposte coincide con il giorno 16 del mese successivo a quello in cui è avvenuta l’approvazione;

- se il bilancio non viene approvato entro i 180 giorni dal 31/12/2013, il versamento delle imposte dovrà comunque essere effettuato entro il 17 luglio 2014.

 

Vincenzo D’Andò