Diario quotidiano del 10 giugno 2014: i termini di presentazione di Unico dopo un bilancio d'esercizio

 

 Indice:

 1) Il bilancio approvato in seconda convocazione non cambia i termini di presentazione

 2) L’impatto nel nostro ordinamento della nuova direttiva comunitaria in materia di bilancio d’esercizio e bilancio consolidato

 3) INAIL: pagamento dei premi e accessori – modifica del tasso di interesse di rateazione e di dilazione

 4) Pubblica amministrazione: è ormai scattato l’obbligo della fatturazione elettronica

 5) Relazione di revisione: diviene più dettagliata

 6) Modello F24: istituita nuova causale per versare i contributi alla Cassa di assistenza sanitaria

 7) Istituiti i codici tributo per l’utilizzo con F24 delle agevolazioni a favore delle micro e piccole imprese localizzate nelle ZFU

 8) Modello F24: Ridenominati i codici tributo per il versamento delle imposte sostitutive dovute per la rivalutazione dei beni d’impresa

 

1) Il bilancio approvato in seconda convocazione non cambia i termini di presentazione

Il bilancio approvato in seconda convocazione non cambia i termini di presentazione del Modello Unico.

L’approvazione del bilancio in seconda convocazione non influisce sui termini per la presentazione della dichiarazione, rilevando a tal fine il solo dato normativo.

Lo ha ribadito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11452 del 23 maggio 2014.

Infatti, l’art. 9, comma 2, Dpr 600/1973, nella formulazione applicabile “ratione temporis”, prevedeva, per i soggetti Irpeg, l’obbligo di presentazione della dichiarazione annuale entro il termine di un mese dalla scadenza di quello previsto per l’approvazione del bilancio o rendiconto, oppure, nel caso in cui detta approvazione non fosse avvenuta nel termine stabilito dalla legge o dall’atto costitutivo, nel giorno di scadenza del termine stesso.

Attualmente, la data di scadenza per la presentazione della dichiarazione dei redditi scade l’ultimo giorno del nono mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta, ex art. 2, comma 2, Dpr 322/1998. Ai fini della presentazione, pertanto, ora non rileva più la data di approvazione del bilancio o del rendiconto, piuttosto la data di chiusura del periodo d’imposta.

 

2) L’impatto nel nostro ordinamento della nuova direttiva comunitaria in materia di bilancio d’esercizio e bilancio consolidato

Assonime ha pubblicato il “note e studi” n. 6 del 09 giugno 2014, incentrato sull’impatto nel nostro ordinamento della nuova direttiva comunitaria in materia di bilancio d’esercizio e bilancio consolidato.

Si tratta di un documento per discussione (composto da 118 pagine) con le possibili scelte in sede di recepimento.

Semplificazioni per le imprese di minori dimensioni

La direttiva, una volta fissato il regime base per tutte le imprese, introduce una serie di semplificazioni per le imprese di minori dimensioni. Le semplificazioni sono modulate a seconda della dimensione e riguardano: le medie imprese; le piccole imprese; le microimprese.

Alcune semplificazioni presentano natura obbligatoria, altre invece assumono la forma di opzioni che lo Stato membro può decidere di adottare o meno.

Piccole imprese

Un primo ordine di semplificazioni relative alle piccole imprese assume la natura di vincolo per lo Stato membro. Lo Stato membro non può richiedere alle piccole imprese:

a) prospetti ulteriori di bilancio, oltre a stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa; b) informazioni ulteriori rispetto a quelle richieste dalla direttiva, ad eccezione di quelle previste a fini fiscali; c) informazioni da rendere in nota integrativa superiori a quelle previste dall’articolo 1651 con l’eccezione di alcune limitate informazioni previste dall’articolo 1752.

Abbiamo poi una serie di semplificazioni di natura opzionale che lo Stato membro può decidere o meno di esercitare. In particolare le piccole imprese possono essere autorizzate: a) a redigere uno stato patrimoniale in forma abbreviata; a non preparare la relazione di gestione; c) a non pubblicare il conto economico e la relazione di…

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