Terreni agricoli in UNICO 2014: come girano IMU, mini IMU e IRPEF

Come noto, anche per i terreni agricoli vale quanto disposto dall’art. 8, c. 1, del D.Lgs. n. 23/2011 secondo cui l’IMU sostituisce, per “la componente immobiliare”, l’IRPEF e relative addizionali dovute sui redditi fondiari degli immobili non locati.
Più precisamente, per i summenzionati terreni agricoli, l’effetto sostitutivo dell’IMU sull’IRPEF comporta che il reddito dominicale (reddito derivante dal semplice possesso del terreno a titolo di proprietà o di altro diritto reale), già assoggettato ad IMU, non è più imponibile ai fini IRPEF e relative addizionali, qualora lo stesso non sia stato concesso in affitto: continua, invece, ad essere assoggettato alle ordinarie imposte erariali sui redditi, il reddito agrario di cui all’art. 9, c. 9 del D. Lgs. n. 23 del 2011 (reddito derivante dall’esercizio dell’attività agricola sul fondo). Per i terreni non concessi in affitto risultano dovute, pertanto, l’IRPEF e le relative addizionali sul reddito agrario, mentre l’IMU (se dovuta) sostituisce l’IRPEF e le relative addizionali sul solo reddito dominicale.
 
Per i terreni concessi in locazione non opera, invece, in capo al locatore, il citato effetto sostitutivo dell’IMU per la componente dominicale e il relativo reddito agrario dovrà essere dichiarato dal conduttore, il quale dovrà scontare le relative imposte sui redditi. In buona sostanza, il terreno affittato sconta la tassazione Irpef su entrambe le componenti di reddito (dominicale in capo al proprietario e agrario in capo all’affittuario). Rimangono in ogni caso assoggettati a IRPEF, anche se affittati, i terreni esenti IMU quali, ad esempio, i terreni ricadenti in aree montane e della cosiddetta collina depressa, delimitate dalla circolare Finanze n. 9 del 14 giugno 1993. Con riferimento a quest’ultima tipologia di terreni esenti da IMU, si precisa che l’art. 22 co. 2 del DL 66/2014 ( c.d. Decreto Renzi) è intervenuto sull’art. 4 co. 5-bis del DL 16/2012, ridefinendo il perimetro di applicazione dell’IMU su terreni agricoli in aree montane. La nuova norma, infatti, dispone che con decreto ministeriale siano obbligatoriamente individuati i Comuni nei quali, a decorrere dall’annualità 2014, troverà applicazione, ai fini IMU, lo stesso regime di esenzione ICI. Il beneficio in questione dovrà essere modellato tenuto conto dell’altitudine riportata nell’elenco di Comuni predisposto dall’ISTAT ed eventualmente diversificato tra terreni posseduti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola e quelli posseduti da soggetti diversi.
 
Peraltro, è bene ricordare che, nel corso del 2013, il Legislatore è intervenuto in maniera significativa sulla tassazione ai fini IMU dei terreni agricoli disponendo, in prima battuta, l’abolizione della prima rata IMU 2013 per la generalità dei terreni agricoli (DL n. 102/2013) e successivamente statuendo l’abolizione della seconda Rata IMU 2013 dei soli terreni agricoli posseduti e condotti da coltivatori diretti e IAP iscritti nella previdenza agricola (DL n. 133/2013). Alla luce del quadro impositivo sopra delineato hanno scontato, quindi, la seconda rata IMU 2013, i terreni agricoli posseduti da soggetti diversi dai coltivatori diretti e IAP, mentre nulla era dovuto, a titolo di IMU nel 2013, per i terreni agricoli posseduti da coltivatori diretti e IAP. Per quest’ultimi poteva essere richiesta, però, la cosiddetta “MINI IMU” se il Comune avesse deliberato un incremento dell’aliquota rispetto a quella base. In tal caso era dovuta, infatti, a norma dell’art. 1, comma 5 del DL n. 122/2013, una quota pari al 40% della differenza tra l’aliquota IMU e la relativa detrazione deliberata dal Comune e l’aliquota IMU e …

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