TASI: le regole per il doppio termine di pagamento

Dopo le indecisioni delle ultime settimane, il Governo ha sciolto le riserve sulla decisione di prorogare da giugno a settembre la scadenza per il pagamento della prima rata TASI nei Comuni che, entro il 23 maggio, non avranno deliberato aliquote e detrazioni per il 2014. Il rinvio, tuttavia, non dovrebbe interessare le abitazioni principali. Se da un da un lato la proroga, disposta a meno di un mese dalla scadenza del 16 giugno, è rivolta alle esigenze determinate dal rinnovo dei consigli comunali, dall’altro risponde alla necessità (tutt’altro che scontata di questi tempi) di garantire ai contribuenti certezza sugli adempimenti fiscali. La proroga interesserà buona parte delle amministrazioni comunali tenuto conto che, a oggi, si aggira intorno al 12% la quota dei Comuni che hanno deliberato le aliquote per il 2014. Stando infatti ai dati diffusi in uno studio del Servizio Politiche Territoriali della UIL, sono appena 832 i Comuni (su un totale di 8.092) che al 19 maggio hanno già stabilito le aliquote correnti, e di questi solo 514 hanno comunicato al Ministero dell’Economia la relativa delibera. Per l’ufficialità del rinvio, in ogni caso, bisognerà attendere l’adozione di un’apposita disposizione di legge, da inserire in un decreto ad hoc, salva decisione del Governo di intervenire in sede emendativa di uno dei provvedimenti attualmente in fase di conversione. Dovendosi fin qui attenere allo scarno comunicato del Ministero dell’Economia – al quale dovrà necessariamente far seguito (a breve) l’adozione di una delibera del Consiglio dei Ministri, che indichi precisamente la data di scadenza di settembre ed il nuovo termine per la pubblicazione delle delibere – si inizia così a definire il fitto calendario di scadenzeche interesserà nei prossimi mesi i contribuenti e i professionisti che li assistono. Al riguardo, il Decreto Legge n. 16/2014 (articolo 1, comma 1, lettera b), modificando l’articolo 1, comma 688, Legge n. 147/2013, nel disciplinare il calcolo dell’acconto 2014, ha introdotto regole differenziate per le abitazioni principali, rispetto agli altri fabbricati(seconde case, uffici, locali commerciali…).
In particolare, la norma prevede che:
1) per gli immobili adibiti ad abitazione principale

il versamento è effettuato in unica scadenza entro il 16 dicembre 2014, salvo il caso in cui entro il 31 maggio 2014 sia pubblicata la delibera di approvazione sul Portale del federalismo fiscale del MEF. In questo caso, infatti, i proprietari delle abitazioni principali sono tenuti a rispettare la scadenza del 16 giugno per il versamento del primo acconto, tenendo conto, nel calcolo dell’imposta dovuta, delle aliquote e delle detrazioni effettivamente deliberate.

2) per gli immobili diversi dall’abitazione principale

anche laddove il Comune non abbia stabilito le aliquote definitive, i proprietari sono comunque tenuti a versare la TASI con riferimento all’aliquota di base dell’1 per mille, qualora il Comune non abbia deliberato una diversa aliquota entro il 31 maggio 2014. In quest’ultima ipotesi, infatti, l’acconto (pari al 50% dell’imposta complessiva a debito) dovrà tenere conto di quanto stabilito nelle delibere comunali.

È opportuno evidenziare come le suddette regole siano applicabili limitatamente al primo anno di applicazione dell’imposta (ossia per il 2014). A partire dal 2015, infatti, la norma prevede che ove il Comune non abbia deliberato, il versamento della prima rata della TASI sia effettuato sulla base dell’aliquota e delle detrazioni dell’anno precedente. Il medesimo meccanismo opera (già quest’anno) con riferimento alle modalità di versamento dell’IMU (che, insieme alla TARI, rappresenta l’altro asse portante della nuova IUC – imposta unica …

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