Gli studi di settore in Unico 2014: tutte le novità di quest’anno

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 24 maggio 2014



pubblichiamo una guida a tutte le novità per gli studi di settore da compilare in Unico 2014 per l'anno 2013

Ecco come compilare gli studi di settore per il 2013. Sono stati pubblicati i correttivi anticrisi 2014, da applicare ai 205 studi di settore per il periodo d’imposta 2013 mentre, sul fronte dei parametri 2014, l’Agenzia delle entrate ha, prima, reso disponibile il software per determinare ricavi o compensi di imprenditori, professionisti e lavoratori autonomi per i quali non risultano approvati gli Studi o si verificano condizioni di inapplicabilità (sulla G.U. del 12 maggio 2014 è stato pubblicato il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze di revisione congiunturale), poi ha reso disponibile dal 15 maggio 2014, sul sito internet dell’Agenzia delle entrate, la versione definitiva di Gerico 2014, il software per la compilazione degli studi di settore, aggiornata con i correttivi “crisi” (approvati con il Dm del 2 maggio 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 12 maggio 2014).

La nuova versione di Gerico prende, quindi, in considerazione anche le modifiche agli studi previste dai Decreti ministeriali del 24 marzo 2014 e del 2 maggio 2014.

Gli studi di settore rappresentano uno strumento statistico attraverso il quale il Fisco rileva gli elementi con i quali monitorare la movimentazione economica delle imprese e dei lavoratori autonomi. Si tratta quindi di una raccolta sistematica di dati attraverso i quali poter valutare la capacità reale di produrre reddito; possono essere impiegati per l’accertamento induttivo qualora risultassero anomalie fra questi e il reddito dichiarato.

 

Correttivi anticrisi per il 2013

Pubblicato il Decreto del Ministero delle Finanze del 2 maggio 2014 con la revisione dei 205 studi (manifatture, servizi, attività professionali, commercio), a cui si applicano i correttivi anticrisi nel periodo d’imposta 2013. In particolare, sono previsti interventi sull’analisi della normalità economica e correttivi specifici (congiunturali di settore e individuali).

I dati diramati dalla Commissione degli esperti mostrano come la crisi economica sia tutt’altro che passata. L’analisi condotta su 2,1 milioni di contribuenti evidenzia ancora una volta tutta la gravità della situazione. Le informazioni acquisite attraverso vari canali ma soprattutto con le dichiarazioni e le comunicazioni annuali Iva presentate entro fine febbraio evidenziano come continui il trend in discesa dei ricavi nel 2013 rispetto ai dodici mesi precedenti:

-2,4% nel manifatturiero, -4,7% nei servizi, -6,3% nel commercio, -1,9% nelle professioni.

 

Novità per il 2013

Questa di seguito sono le novità recentemente introdotte dal D.M. 24 marzo 2014 che apporta alcune modifiche ai seguenti indicatori:

Indicatori di coerenza economica

Il D.M. 28 marzo 2013 aveva individuato ulteriori indicatori di coerenza applicabili agli studi di settore evoluti dal 2012, tra i quali si evidenzia quello relativo al margine per addetto non dipendente. Per il 2013, l’art. 2, comma 3, D.M. 24 marzo 2014, “sterilizza” l’applicazione di tale indicatore, prevedendo che il margine per addetto non dipendente “non fornisce esiti di coerenza per gli studi di settore approvati per il periodo di imposta 2013”.

Indicatori di anomalia

Dal 2011 sono stati introdotti, per tutti gli studi di settore (evoluti e non evoluti), gli indicatori di anomalia finalizzati ad evitare alcuni “errori” nella compilazione dei modelli dei dati degli studi e di conseguenza ridurre il numero delle comunicazioni di anomalia inviate dall’Agenzia delle Entrate ai contribuenti.

Il D.M. 24 marzo 2014 conferma i seguenti indicatori di anomalia già applicati lo scorso anno.

Dettaglio per la compilazione dei singoli quadri

Ecco di seguito una rapida illustrazione per singolo quadro.

Frontespizio

Devono essere indicati, oltre ai dati anagrafici, altre informazioni sulla tipologia del reddito, l’anno di inizio dell’attività e ulteriori informazioni relative alla cessazione e inizio dell’attività, da parte dello stesso soggetto, entro sei mesi dalla data di cessazione, nonché quando l’attività costituisce mera prosecuzione di attività svolte da altri soggetti, ovvero qualora il periodo d’imposta abbia una durata diversa da dodici mesi.

Il codice attività deve essere quello individuato dalla nuova codifica a sei cifre delle attività economiche Ateco 2007.

Imprese multiattività

Deve essere compilato esclusivamente dai soggetti che esercitano due o più attività d’impresa, non rientranti nel medesimo studio di settore, qualora l’importo delle attività non rientranti, superi il 30% dell’ammontare totale dei ricavi dichiarati.

Se le attività secondarie non superano il 30% (quindi dell’attività principale è almeno il 70%), il presente prospetto non deve essere compilato.

Personale addetto all’attività

I dati richiesti in tale quadro riguardano il numero delle giornate retribuite dei lavoratori dipendenti, il numero dei collaboratori coordinati e continuativi, quello dei collaboratori dell’impresa familiare, quello dei soci o associati nell’impresa e infine il numero degli amministratori non soci.

Per il personale dipendente va indicato il numero delle giornate retribuite, desumibile dai modelli di denuncia telematica UniEmens; per il personale con contratto di fornitura temporaneo o di somministrazione di lavoro, le giornate si determinano dividendo per otto il numero complessivo delle ore ordinarie lavorate indicate nelle fatture rilasciate dalle imprese fornitrici.

Per i collaboratori (co.co.co. o a progetto) deve essere indicato il numero di collaborazioni presenti al 31 dicembre. Se il programma o progetto è terminato prima del 31 dicembre, non si indicherà nulla.

Tra gli amministratori non soci vanno indicati soltanto coloro che svolgono l’attività di amministratore e che non possono essere inseriti nei righi precedenti.

Unità locali utilizzate per l’attività

Per la compilazione di questo quadro, occorre indicare i dati relativi a tutte le unità locali utilizzate nel corso del periodo di imposta, indipendentemente dalla loro esistenza alla data del 31 dicembre.

Se nel corso del periodo di imposta si è verificata l’apertura e/o la chiusura di una o più unità locali, tale informazione deve essere riportata con l’indicazione della data di apertura e/o di chiusura nelle note al modello ministeriale.

Elementi specifici dell’attività

I dati richiesti nel quadro D sono relativi alla modalità di svolgimento dell’attività e variano da uno studio all’altro, tanto da non poter essere stabilito un criterio unico di compilazione.

Per quanto riguarda l’indicazione dei dati contabili, essi devono essere comunicati senza considerare eventuali variazioni fiscali derivanti dall’applicazione di disposizioni tributarie, poiché il dato rilevante è quello risultante dalle scritture contabili.

Per la compilazione deve essere richiesta la competenza specifica dell’imprenditore o del referente tecnico-operativo aziendale.

Beni strumentali

Il quadro E è destinato a raccogliere informazioni relative alla quantità dei beni e non al loro valore, che deve essere indicato nel quadro degli elementi contabili. Va tenuto presente che i beni strumentali da indicare sono quelli posseduti e/o detenuti a qualsiasi titolo alla data del 31 dicembre.

Si ricorda che non è obbligatorio indicare il valore dei beni strumentali che già prima del periodo d’imposta oggetto di dichiarazione si sia concluso il periodo di ammortamento. Così come il valore dei beni utilizzati promiscuamente deve indicato in rapporto al valore relativo al reddito d’impresa o di lavoro autonomo.

In particolare, al fine della compilazione dei modelli, il valore dei beni strumentali si ottiene sommando:

- il costo storico, comprensivo degli oneri accessori di diretta imputazione, al lordo degli ammortamenti;

- il costo di acquisto sostenuto dal concedente per i beni acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria (leasing), al netto dell’Iva; non assume alcun rilievo il prezzo di riscatto, anche successivamente all’esercizio dell’opzione di acquisto;

- il valore normale al momento dell’immissione nell’attività per i beni in comodato, ovvero in dipendenza di contratti di locazione non finanziaria (noleggi). In caso di affitto o usufrutto di azienda, va considerato il valore attribuito ai beni strumentali nell’atto di affitto o di costituzione di usufrutto, o in loro mancanza il valore normale determinato con riferimento al momento di stipula dell’atto;

- il valore dei beni strumentali di costo unitario non superiore a 516,46 euro.

Il valore dei beni strumentali posseduti per una parte dell’anno deve essere ragguagliato ai giorni di possesso.

Al riguardo va ricordato che la circolare 54/E del 13 giugno 2001 ha consentito la possibilità di non considerare ai fini della determinazione del valore i beni inutilizzati nel corso dell’esercizio, per i quali non è stata calcolata la relativa quota di ammortamento. Ne deriva che i beni strumentali inutilizzati nel corso dell’esercizio per i quali è possibile non indicare il relativo valore, possono essere quelli per i quali non si è ancora iniziato a dedurre quote di ammortamento, ma anche i beni strumentali completamente ammortizzati.

Non si deve mai tenere conto degli immobili; i beni utilizzati promiscuamente vanno conteggiati al 50%.

Elementi contabili

I soggetti che dichiarano redditi di impresa devono fornire le informazioni contabili mediante la compilazione del quadro F; coloro che invece dichiarano redditi derivanti dall’esercizio di arti e professioni devono fornire le informazioni contabili mediante la compilazione del quadro G.

Occorre precisare che i dati devono essere forniti tenendo conto delle variazioni fiscali determinate dall’applicazione di disposizioni tributarie.

Ad es. per i costi afferenti le autovetture si dovrà tenere conto delle disposizioni di cui all’art. 164 del Tuir.

I soggetti che determinano il reddito con criteri forfetari non devono indicare i dati contabili richiesti nel presente quadro.

Soci amministratori

E’ la sezione che richiede informazioni relative ai soci amministratori (collaboratori, dipendenti o altro), nella quale indicare il numero, la percentuale di lavoro prestato con la qualifica di amministratore ed i compensi corrisposti. I dati dovrebbero servire a correggere le anomalie di calcolo derivanti da elevati livelli di adeguamento in presenza di compensi elevati.

Ulteriori dati specifici

Nel quadro V sono richieste informazioni relative alle modalità applicative di determinate tipologie di soggetti; prestare attenzione ai contribuenti che in precedenza adottavano il regime dei minimi.

Congiuntura economica

Nel quadro T è prevista l’indicazione di ulteriori informazioni necessarie ad adeguare le risultanze dello studio di settore alla situazione di crisi economica.

Note aggiuntive

Serve per annotare tutte le informazioni ritenute utili dal contribuente, comprese le cause di mancata congruità del reddito.

Sanzioni

Per i contribuenti che non dichiarano correttamente i dati richiesti per l’applicazione degli studi di settore, sono ormai entrate in vigore sanzioni più pesanti rispetto al passato.

 

Vincenzo D’Andò

23 maggio 2014