Riforma degli enti locali: le novità per i Comuni

Unioni di comuni

La Legge Delrio propone una serie di rilevanti modifiche con riguardo alla disciplina e all’organizzazione delle Unioni di Comuni.

Disciplina

La Legge Delrio ai commi 104 e seguenti opera innanzitutto un’unificazione della disciplina delle Unioni dei comuni, disponendo l’abrogazione della fattispecie delle Unioni di Comuni regolate secondo i commi da 1 a 16 dell’articolo 16 del D.L. n. 138/2011, convertito dalla Legge n. 148/2011, come modificate dall’articolo 14 del D.L. n. 95/2012 convertito dalla Legge n. 135/2012 (Legge Spending review-bis). La stessa fattispecie delle cosiddette Unioni di Comuni “speciali” (costituite da Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, ovvero fino a 3.000 abitanti se appartengono o sono appartenuti a comunità montane che esercitano obbligatoriamente in forma associata tutte le funzioni fondamentali ad eccezione dell’anagrafe) regolata dal comma 28 dell’articolo 14 del D.L. n. 78/2010 convertita dalla Legge n. 122/2010 è ricondotta dal comma 107 della Legge Delrio alla disciplina “ordinaria” delle Unioni prevista dall’articolo 32 del TUEL.

Limiti minimi delle nuove Unioni

Il comma 107 ritocca la soglia minima di abitanti per dare vita ad unioni o convenzioni “speciali” tra i piccoli Comuni ai sensi del citato comma 28 dell’articolo 14 del D.L. n. 78/2010, che viene fissata in almeno 10mila abitanti per le Unioni senza Comuni montani appartenuti a Comunità montane e a 3.000 abitanti per le Unioni con Comuni “montani”, fermo restando che, in tale ultimo caso, le Unioni devono essere formate da almeno tre Comuni, e salvi i diversi limiti demografici ed eventuali deroghe in ragione di particolari condizioni territoriali, individuati dalla regione. Tali limiti peraltro non troveranno applicazione nelle Unioni di comuni già costituite.

Per effetto delle modifiche introdotte dalla Legge Delrio il panorama delle autonomie locali conterà su due tipologie di Unioni di comuni, pur accomunate dalla disciplina di riferimento:

  • Le Unioni di comuni già costituite ai sensi dell’articolo 32 TUEL;

  • Le Unioni di comuni “speciali” costituitesi o da costituirsi ai sensi dei commi 28 e seguenti dell’articolo 14 del citato D.L. n. 78/2010.

Statuto e organi

Sul contenuto dello statuto e sull’organizzazione degli organi delle Unioni si soffermano altresì i commi 105 e seguenti della Legge Delrio.

Il comma 105, attraverso una riformulazione del comma 4 dell’articolo 32 del TUEL, stabilisce che l’Unione ha potestà statutaria e regolamentare e ad essa si applicano in via residuale, in quanto compatibili e non derogati con le disposizioni della legge recante disposizioni sulle Città metropolitane, sulle Province, sulle Unioni e fusioni di comuni, i principi previsti per l’ordinamento dei Comuni, con particolare riguardo allo status degli amministratori, all’ordinamento finanziario e contabile, al personale e all’organizzazione.

Il contenuto dello statuto deve osservare il rispetto dei principi organizzativi e funzionali e le soglie demografiche minime eventualmente disposte da leggi regionali nonché una coerenza con gli ambiti territoriali che esse determinino.

Viene rimessa agli statuti la composizione dei Consigli delle Unioni, garantendo la rappresentanza delle minoranze e assicurando la rappresentanza di ogni Comune. La nuova disposizione introdotta dalla Legge Delrio sostituisce il precedente limite massimo inserito nel comma 3 del citato articolo 32 TUEL, per il quale il numero di consiglieri non poteva eccedere quello previsto per un Comune avente la popolazione pari a quella della intera Unione. La nuova norma di fatto potrebbe tradursi nella creazione di Consigli delle Unioni con una composizione più ampia rispetto a quella concessa dalla disciplina previgente.

Per effetto delle modifiche apportate, l’istituzione della Giunta non è più obbligatoria ed è rimessa alla facoltà dello statuto dell’Unione.

Agli statuti delle Unioni viene dato, in aggiunta, il…

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