Le novità sulle società partecipate dal DL 16/2014 al DL 66/2014: una nuova ricognizione e il ruolo dell’Organo di Revisione

Con la definitiva approvazione da parte del Senato del DL 16/2014 viene prorogato al 1° gennaio 2015 il termine per la nuova ricognizione secondo i criteri dell’art. 3 comma 27 Legge 244/2007 come previsto dall’articolo 1 comma 569 della Legge 147/2013 (Legge di Stabilità 2014) che aveva stabilito il predetto termine di quattro mesi oltre la data di entrata in vigore della medesima legge di stabilità, e dunque al 1° maggio 2014, disponendo contestualmente che, decorso tale tempo, la partecipazione non alienata mediante procedura di evidenza pubblica cessa ad ogni effetto.

È opportuno ricordare che il termine ultimo di tale delibera, più volte prorogato, è scaduto il 1° gennaio 2011 e non ha prodotto i sortiti effetti. Infatti la maggioranza degli enti in base a questa disposizione ha deliberato il mantenimento delle proprie partecipate certificando il superamento dei c.d. requisiti qualitativi previsti.
Si ricorda ce ai sensi dell’articolo 3 c. 27 le amministrazioni non possono costituire o detenere partecipazioni, dirette o indirette in società aventi ad oggetto attività di produzione di beni e di servizi non strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali.
Pertanto gli enti locali potranno legittimamente costituire o detenere partecipazioni in società aventi ad oggetto:

attività di produzione di beni e di servizi strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali

servizi di interesse generale e che forniscono servizi di committenza o di centrali di committenza a livello regionale a supporto di enti senza scopo di lucro e di amministrazioni aggiudicatrici di cui all’articolo 3, comma 25, (codice dei contratti)

L’insuccesso di questa disposizione ha portato il Legislatore ad introdurre i limiti quantitativi alla detenzione delle partecipazioni in società di capitali ex art. 14 comma 32 L. 122/2010 (DL 78/2010) e ss modifiche. Tuttavia questa disposizione insieme a gran parte dei limiti imposti dall’articolo 4 della c.d. Spending review-bis (L. 135/2012 – DL 95/2012) è stata abrogata dalla Legge di Stabilità.
In sostanza Il Legislatore ha cambiato rotta. Da un lato viene stabilito un limite implicito alla detenzione che consiste nell’equilibrio economico e nella sostenibilità con il bilancio dell’ente (obbligo di accantonamento delle perdite dal 2015 e bilancio consolidato con l’armonizzazione contabile) e dall’altro viene chiesto un maggior rigore alla verifica dei limiti qualitativi. In definitiva un ente locale non può detenere partecipazioni di qualsivoglia natura come accade ora.
Coerentemente con questa impostazione, l’articolo 23 del DL 66/2014 prevede che: «fermo restando quanto previsto dall’articolo 3, comma 29, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e dall’articolo 1, comma 569, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, il Commissario straordinario di cui all’articolo 49-bis del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, entro il 31 ottobre 2014 predispone un programma di razionalizzazione delle aziende speciali, delle istituzioni e delle società direttamente o indirettamente controllate dalle amministrazioni locali incluse nell’elenco di cui all’articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196»
Tale programma dovrà individuare specifiche misure:

per la liquidazione o trasformazione per fusione o incorporazione degli organismi sopra indicati, in funzione delle dimensioni e degli ambiti ottimali per lo svolgimento delle rispettive attività; 

per l’efficientamento della loro gestione, anche attraverso la comparazione con altri operatori che operano a livello nazionale e internazionale; 

per la cessione di rami d’azienda o …

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