La sanatoria sui contratti decentrati illegittimi

Da alcuni anni i controlli sui contratti decentrati del personale sono diventati uno dei temi più spigolosi della revisione degli enti locali.

L’obbligo della verifica è stabilito dall’art. 40-bis, c. 1, d.lgs. 30/3/2001 n.165 (testo unico impiego) che prevede che: “il controllo sulla compatibilità dei costi della contrattazione collettiva integrativa con i vincoli di bilancio e quelli derivanti dall’applicazione delle norme di legge, con particolare riferimento alle disposizioni inderogabili che incidono sulla misura e sulla corresponsione dei trattamenti accessori è effettuato dal collegio dei revisori dei conti, dal collegio sindacale, dagli uffici centrali di bilancio o dagli analoghi organi previsti dai rispettivi ordinamenti. Qualora dai contratti integrativi derivino costi non compatibili con i rispettivi vincoli di bilancio delle amministrazioni, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 40, comma 3-quinquies. sesto periodo“.

La stessa norma prevede:

  • (art. 40 c. 3-bis): “Le pubbliche amministrazioni attivano autonomi livelli di contrattazione collettiva integrativa, nel rispetto dell’articolo 7, comma 5, e dei vincoli di bilancio risultanti dagli strumenti di programmazione annuale e pluriennale di ciascuna amministrazione. La contrattazione collettiva integrativa assicura adeguati livelli di efficienza e produttività dei servizi pubblici, incentivando l’impegno e la qualità della performance ai sensi dell’articolo 45, comma 3. A tale fine destina al trattamento economico accessorio collegato alla performance individuale una quota prevalente del trattamento accessorio complessivo comunque denominato. Essa si svolge sulle materie, con i vincoli e nei limiti stabiliti dai contratti collettivi nazionali, tra i soggetti e con le procedure negoziali che questi ultimi prevedono; essa può avere ambito territoriale e riguardare più amministrazioni. I contratti collettivi nazionali definiscono il termine delle sessioni negoziali in sede decentrata. Alla scadenza del termine le parti riassumono le rispettive prerogative e libertà di iniziativa e decisione”;

  • (art. 40 c. 3-quinquies): “Le pubbliche amministrazioni non possono in ogni caso sottoscrivere in sede decentrata contratti collettivi integrativi in contrasto con i vincoli e con i limiti risultanti dai contratti collettivi nazionali o che disciplinano materie non espressamente delegate a tale livello negoziale ovvero che comportano oneri non previsti negli strumenti di programmazione annuale e pluriennale di ciascuna amministrazione“;

  • (art. 40, comma 3-sexies): “A corredo di ogni contratto integrativo le pubbliche amministrazioni, redigono una relazione tecnico-finanziaria ed una relazione illustrativa; utilizzando gli schemi appositamente predisposti e resi disponibili tramite rispettivi siti istituzionali dal Ministero dell’economia e delle finanze di intesa con il Dipartimento della funzione pubblica. Tali relazioni vengono certificate dagli organi di controllo di cui all’articolo 40-bis. comma”.

Va precisato come i commi da 3-bis a 3-sexies sono stati aggiunti dall’art. 54 del d.lgs. n. 150 del 2009 (c.d. Brunetta) dalla cui entrata in vigorel’organo di revisione non può limitarsi alla verifica della compatibilità dei costi ma anche a quella sulla corretta applicazione delle norme di legge.

Circa i tempi della verifica, come stabilito dall’articolo 4 del CCNL 22/01/2004, l’invio all’organo di revisione dei conti deve essere effettuato entro i 5 giorni successivi alla stipula della bozza che deve essere “corredata da apposita relazione illustrativa tecnico finanziaria”, realizzata dagli uffici dell’ente e/o direttamente dalla delegazione trattante di parte pubblica secondo il modello RGS. I revisori hanno 15 giorni di tempo per esprimere il proprio parere.

Se il parere è positivo, la bozza di contratto va all’esame della giunta per la deliberazione di autorizzazione del presidente della delegazione trattante di parte…

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