La riforma degli enti locali: ecco le principali novità

di Marco Castellani

Pubblicato il 6 maggio 2014

le principali novità introdotte per gli enti locali dalla Legge n. 56/2014 recante “Disposizioni sulle citta' metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni” (cosiddetta Legge Delrio): facciamo il punto su città metropolitane e province

CITTA’ METROPOLITANE

I commi 5 e seguenti della riforma Delrio istituiscono nove città metropolitane che andranno rispettivamente a sostituire le istituzioni provinciali che insistono sul rispettivo territorio. Le città sono Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Bari, Reggio Calabria. A queste si aggiungeranno le Città metropolitane che eventualmente potranno essere istituite dalle Regioni Friuli-Venezia Giulia, Sicilia, Sardegna in ossequio alla loro autonomia speciale.

Territorio

Il comma 6 si preoccupa di individuare il territorio della Città metropolitana, che in via ordinaria è ritenuto coincidente con quello della omonima Provincia.

Variazioni a questa configurazione territoriale possono essere possibili nei casi in cui i Comuni interessati assumano l'iniziativa in tal senso, sentita la Regione - secondo il procedimento disegnato dall'articolo 133, primo comma della Costituzione, il quale prescrive appunto l'iniziativa dei Comuni, il parere della Regione e la determinazione con legge statale.

Il comma 6 prevede espressamente che l'iniziativa può essere assunta dai Comuni interessati, anche nei casi in cui essi siano capoluoghi di Province limitrofe. Lo stesso comma 6 approfondisce la disciplina del procedimento, con particolare riferimento all’evenienza in cui il parere della Regione sia negativo, disponendo che sta al Governo promuovere un'intesa entro i novanta giorni successivi, e se questa non sopraggiunge, decidere entro quel medesimo termine - sentito il Presidente della Regione - circa l'approvazione e presentazione al Parlamento del conseguente disegno di legge di variazione territoriale.

 

Istituzione

I commi da 12 a 18 regolano le procedure di prima istituzione delle Città metropolitane, da completarsi entro il 31 dicembre 2014. Il Sindaco del Comune capoluogo, che ne diviene Sindaco metropolitano, indice le elezioni per una conferenza statutaria, incaricata della stesura di un progetto di statuto. La conferenza è formata da 14 o 18 o 24 membri (a seconda che la Città metropolitana abbia popolazione inferiore a 800.000 abitanti o tra 800.001 e 3 milioni ovvero superiore a 3 milioni). Queste conferenze statutarie vengono elette indirettamente, con ponderazione dei voti secondo un indice commisurato alla popolazione complessiva della fascia demografica dei Comuni appartenenti alla Città metropolitana, secondo quanto previsto ai commi 25 e seguenti del testo di legge. Di fatto perciò l’elezione della Conferenza metropolitana segue le medesime modalità di formazione previste “a regime” per l'elezione del Consiglio metropolitano. La conferenza statutaria è tenuta a terminare i suoi lavori il 30 settembre 2014, trasmettendo al Consiglio metropolitano la proposta di statuto. Entro la stessa data si dovranno tenere le elezioni per il Consiglio metropolitano e della Conferenza metropolitana, sempre indette dal Sindaco del Comune capoluogo.

Il passaggio di consegne fra la Provincia uscente e la Città metropolitana è regolato dal comma 16 in base al quale le città metropolitane il prossimo 1 gennaio 2015 dovranno subentrare in tutti i rapporti attivi e passivi delle vecchie istituzioni provvedendo ad esercitarne le funzioni. A partire da tale data il Sindaco del Comune capoluogo assume le funzioni di Sindaco metropolitano e la Città metropolitana opera con il proprio statuto ed i propri organi. Nei casi in cui al 1 gennaio 2015 non risulti essere stato ancora approvato lo statuto della Città metropolitana, troverà applicazione lo statuto della Provincia, con le disposizioni dello statuto relative al Presidente della Provincia e alla Giunta provinciale che andranno riferite al Sindaco metropolitano; le disposizioni relative al Consiglio provinciale si applicheranno invece al Consiglio metropolitano.

Nel periodo transitorio compreso fra la data di entrata in vigore della Riforma Delrio e l’entrata a regime delle nuove Città metropolitane, il comma 14 dispone la permanenza in carica, fino al 31 dicembre 2014, del Presidente della Provincia (che assume anche le funzioni del Consiglio provinciale) e della Giunta in carica, per l'ordinaria amministrazione e per gli atti urgenti improrogabili. È in tal modo disposta la deroga, espressa, all'articolo 1, comma 325 della legge n. 147 del 2013 (Legge di stabilità 2014), che estendeva le disposizioni sul commissariamento delle Province ai casi di scadenza naturale o cessazione anticipata del mandato di organi provinciali, intervenienti tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2014. Si sottolinea che il testo di legge specifica che questa permanenza in carica del Presidente della Provincia e dei membri della Giunta deve avvenire a titolo gratuito.

Organizzazione

La nuova città metropolitana si presenta come un organo di secondo livello, i cui organi non sono eletti, salvo particolari eccezioni, direttamente dalla popolazione. La riforma Delrio delinea al comma 7 gli organi della città metropolitana con un'organizzazione tripartita in:

  • un Sindaco metropolitano;

  • un Consiglio metropolitano;

  • una Conferenza metropolitana.

La disciplina degli organi è demandata allo statuto metropolitano, fuorché alcuni profili, che il disegno di legge disciplina direttamente ai commi 8 e 9.

 

Sindaco metropolitano

Il sindaco del Comune capoluogo è di diritto il sindaco metropolitano. Al primo periodo del comma 8 troviamo indicazione delle funzioni attribuite al Sindaco metropolitano:

rappresentanza dell’ente;

convocazione e presidenza del Consiglio metropolitano e della Conferenza metropolitana;

sovrintendenza al funzionamento dei servizi e degli uffici e all’esecuzione degli atti;

esercizio di altre funzioni eventualmente attribuite dallo statuto.

 

Consiglio metropolitano

Il Consiglio metropolitano è l'organo di indirizzo e di controllo dell’ente. È deputato ad approvare regolamenti, piani, programmi, nonché ogni altro sottopostogli dal Sindaco ed è il titolare dell'iniziativa circa l'elaborazione dello statuto e le sue modifiche. Ad esso è inoltre riservata l’approvazione del bilancio ad esso presentato dal Sindaco.

Il Consiglio metropolitano ha una composizione numerica variabile, a seconda della popolazione "residente":

  • 24 componenti, per una popolazione sopra 3.000.000 "abitanti":

  • 18 componenti, per una popolazione tra 800.001 e 3.000.000 abitanti;

  • 14 componenti, per un popolazione fino a 80