Diario quotidiano del 26 maggio 2014: è disponibile il simulatore TASI

Pubblicato il 26 maggio 2014



disponibile il software e la relativa procedura di controllo per la compilazione di Unico PF 2014; Irap 2014: pronti gli strumenti per compilare, controllare, inviare; misure per agevolare le erogazioni liberali riguardanti i beni culturali (c.d. “ArtBonus”); antiriciclaggio: le linee guida per l’adeguata verifica della clientela adottate dal CNN; risarcimento da dichiarazione dei redditi; chiarimenti in tema di “Aiuto alla crescita economica” (ACE); nota rivolta ai comuni: simulatore TASI - IMU; modello 730/2014: detrazione spese di locazione per studenti fuori sede

 

 Indice:

 1) Disponibile il software e la relativa procedura di controllo per la compilazione di Unico PF 2014

 2) Irap 2014: pronti gli strumenti per compilare, controllare, inviare

 3) Misure per agevolare le erogazioni liberali riguardanti i beni culturali (c.d. “ArtBonus”)

 4) Antiriciclaggio: le Linee guida per l’adeguata verifica della clientela adottate dal CNN

 5) Risarcimento da dichiarazione dei redditi

 6) Chiarimenti in tema di “Aiuto alla crescita economica” (ACE)

 7) Nota rivolta ai comuni: simulatore TASI - IMU

 8) Modello 730/2014: detrazione spese di locazione per studenti fuori sede

 

 

1) Disponibile il software e la relativa procedura di controllo per la compilazione di Unico PF 2014

Dal 23 maggio 2014 è disponibile il software e la relativa procedura di controllo che consentono, rispettivamente, la compilazione di Unico PF 2014 (con annesso F24) e la verifica dei dati inseriti. Riguardo al secondo pacchetto, infatti, messaggi di errore segnalano eventuali anomalie o incongruenze riscontrate tra i dati inseriti nel modello e nei relativi allegati e le indicazioni fornite dalle specifiche tecniche e dalla circolare dei controlli dell’Agenzia delle Entrate.L’applicazione UnicOnLine PF 2014 dà la possibilità, inoltre, di “ripescare” le informazioni inserite nelle dichiarazione dei redditi dello scorso anno (Unico 2013 e 730/2013), così da poter sfornare un modello precompilato per quel che riguarda le notizie già conosciute.

In particolare, le persone fisiche abilitate, possono recuperare i dati rilevanti comunicati nel 2013 dalla sezione “Comunicazioni” dei servizi telematici del sito dell’Agenzia delle Entrate, dove è anche disponibile l’elenco dei versamenti effettuati con il modello F24 per lo scorso periodo d’imposta. Per scaricare il file il contribuente deve essere in possesso del codice Pin attribuito dall’Amministrazione al momento dell'abilitazione a Fisconline.

Prima di procedere con la compilazione di Unico PF 2014, gli utenti di Fisconline dovranno installare l’applicazione FileInternet, e i contribuenti registrati a Entratel l’applicazione Entratel, scaricabili, entrambi, gratuitamente dalla sezione “Software” del sito dell’Agenzia.

 

2) Irap 2014: pronti gli strumenti per compilare, controllare, inviare

Dal 23 maggio 2014 sono disponibili, sul sito dell’Agenzia delle entrate, le versioni di ultima generazione del software e della procedura di controllo dedicati alla dichiarazione Irap 2014. Il primo prodotto informatico consente la compilazione del modello e genera il file da trasmettere in via telematica, il secondo, attraverso appositi messaggi, evidenzia gli eventuali errori, anomalie o incongruenze riscontrate tra i dati contenuti nel modello di dichiarazione e nei relativi allegati e le indicazioni fornite dalle specifiche tecniche e dalla circolare dei controlli.

Entrambe le applicazioni, al momento dell’avvio, si connettono al server web per verificare l’esistenza di una versione più recente del software e, in caso positivo, procedono all’aggiornamento. Così il contribuente ha la garanzia di utilizzare sempre l’ultima versione dei prodotti senza dover eseguire complesse procedure di aggiornamento.

 

3) Misure per agevolare le erogazioni liberali riguardanti i beni culturali (c.d. “ArtBonus”)

Il 22 maggio 2014, il Consiglio dei Ministri ha approvato un Decreto Legge per la tutela del patrimonio culturale (lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo) che introduce misure per agevolare le erogazioni liberali riguardanti i beni culturali (c.d. “ArtBonus”).

In particolare il decreto prevede che le erogazioni liberali per gli interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici, per il sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura pubblici o per la realizzazione di nuove strutture o il restauro e il potenziamento delle fondazioni lirico-sinfoniche e dei teatri pubblici possano beneficiare di un credito d’imposta nella misura del:

- 65% delle erogazioni liberali effettuate in ciascuno dei due periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2013 (2014 e 2015, per i “soggetti solari”);

- 50% delle erogazioni liberali effettuate nel periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2015 (2016, per i “soggetti solari”).

L’utilizzo del credito d’imposta va ripartito in tre quote annuali di pari importo ed é riconosciuta nei limiti:

- del 15% del reddito imponibile, nei confronti delle persone fisiche e gli enti non commerciali;

- del 5 per mille dei ricavi annui per i soggetti titolari di reddito d’impresa.

Per questi ultimi il credito d’imposta é utilizzabile anche in compensazione ai sensi dell’art. 17 del DLgs. 241/97, mediante modello F24, e non rileva ai fini delle imposte sui redditi e ai fini IRAP.

Per ottenere le agevolazioni fiscali il contribuente richiedente dovrà presentare al Ministero per i Beni e le Attività culturali una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà per le documentazioni e le certificazioni richieste.

I soggetti beneficiari delle erogazioni liberali dovranno invece dare pubblica comunicazione, anche con un’apposita sezione nei propri siti web istituzionali, dell’ammontare delle erogazioni liberali ricevute, della loro destinazione e dell’utilizzo delle stesse (fatte salve le disposizioni del Codice in materia di protezione dei dati personali).

Il decreto prevede inoltre:

- un potenziamento del “tax credit per il cinema”, al fine di attrarre investimenti esteri in Italia nel settore della produzione cinematografica. In particolare, viene aumentato da 5 a 10 milioni di euro il limite massimo di credito d’imposta riconosciuto alle imprese italiane di produzione esecutiva e di post produzione in relazione a film o parti di film stranieri girati sul territorio nazionale, utilizzando mano d`opera italiana, su commissione di produzioni estere.

Crediti d’imposta del 30% per la ristrutturazione edilizia e l’ammodernamento delle strutture ricettive e per le spese sostenute negli anni 2014, 2015, 2016, 2017 e 2018 per:

- l’acquisto di siti e portali web, inclusa l`ottimizzazione per i sistemi di comunicazione mobile;

- l’acquisto di programmi informatici integrabili all’interno di siti web e dei social media per automatizzare il processo di prenotazione e vendita diretta on-line di servizi e pernottamenti e per potenziarne la distribuzione sui canali digitali favorendo l’integrazione fra servizi ricettivi ed extra ricettivi;

- l’acquisto di servizi di comunicazione e marketing per generare visibilità e opportunità commerciali sul web e sui social media e comunità virtuali;

- l’acquisto di App per la promozione delle strutture, dei servizi e del territorio e la relativa commercializzazione;

- l’acquisto di spazi e pubblicità per la promozione e commercializzazione di servizi, pernottamenti e pacchetti turistici sui siti e piattaforme web specializzate, anche gestite da tour operator e agenzie di viaggio;

- le spese per la progettazione, la realizzazione e la promozione digitale di proposte di offerta innovativa in tema di inclusione e di ospitalità per persone con disabilità;

- l’acquisto di servizi relativi alla formazione del titolare o del personale dipendente per tutte tali attività.

 

4) Antiriciclaggio: le Linee guida per l’adeguata verifica della clientela adottate dal CNN

Il 22 maggio 2014 si è tenuta presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) una riunione del Comitato di Sicurezza Finanziaria (CSF), nel corso della quale si è svolta la discussione delle Linee guida per l’adeguata verifica della clientela adottate dal Consiglio Nazionale del Notariato.

La presa d’atto del documento da parte del CSF rappresentava l’ultimo passaggio formale anche ai fini della definitiva adozione e divulgazione all’esterno delle Linee guida. Il documento, frutto del confronto costante e della partecipazione fattiva del Gruppo Antiriciclaggio del CNN con il MEF, l’Unità d’Informazione Finanziaria (UIF) e la Guardia di Finanza (GDF), è stato valutato in termini estremamente positivi dai componenti del CSF che ne hanno evidenziato l’utilità ed espresso apprezzamento per la proficua collaborazione del Consiglio Nazionale del Notariato con i soggetti istituzionalmente coinvolti nella predisposizione e nell’applicazione della normativa in tema di antiriciclaggio.

Nella riunione è stata rilanciata dal Notariato la proposta di istituire presso il CNN un sistema di conservazione informatica degli atti (archivio) che possa essere utilizzato dalla Guardia di Finanza e dalla Direzione Investigativa Antimafia, così come previsto dall’art. 38 numero 6-bis del d.lgs. n. 231/2007 e richiesto da Procura antimafia, UIF e GdF anche in occasione del Convegno tenutosi a Napoli l’11 aprile u.s. "Notariato e antiriciclaggio. Le nuove linee guida e gli aspetti operativi".

 

5) Risarcimento da dichiarazione dei redditi

Per ottenere il risarcimento a seguito di sinistro è onere del danneggiato dimostrare la contrazione dei suoi redditi dopo il sinistro dando prova di quali siano stati i suoi redditi e quindi i mancati introiti (Corte di Cassazione, sentenza n. 11361 del 22 maggio 2014).

Accertamento

Nella cessione di beni dalla società del padre ai figli, è necessario che il giudice di merito dimostri effettivamente che si tratta di beni distrutti e senza valore. In caso contrario, in appello devono essere riconsiderati i beni, la loro natura e soprattutto il loro valore (Corte di Cassazione, ordinanza n. 11437 del 22 maggio 2014).

Omessi versamenti

Nel caso di omesso versamento, è corretto ritenere che il dolo sia generico ma occorre considerare come, a fronte di una tale connotazione dell’elemento soggettivo del reato, il dolo non può essere considerato in re ipsa e per il suo accertamento non è possibile ricorrere (nel diritto penale) a presunzioni di dolo (Corte di Cassazione, sentenza n. 20777 del 22 maggio 2014).

In caso di omesso versamento di ritenute certificate, la prova delle certificazioni attestanti le ritenute operate dal datore di lavoro, quale sostituto d’imposta sulle retribuzioni effettivamente corrisposte ai sostituiti, può essere fornita dal pm anche mediante prove documentali, testimoniali o indiziarie (Corte di Cassazione, sentenza n. 20778 del 22 maggio 2014).

 

6) Chiarimenti in tema di “Aiuto alla crescita economica” (ACE)

L’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 12/E del 23 maggio 2014, ha fornito alcune precisazioni in relazione alle modalità di applicazione dell’agevolazione ACE e chiarimenti in ordine alla disciplina antielusiva contenuta nell’articolo 10 del decreto ACE, avendo riguardo alle fattispecie sottoposte all’attenzione dell’Agenzia delle entrate.

A causa delle analogie che caratterizzano alcuni aspetti della norma sull’ACE con le disposizioni già previste per la DIT, sono considerati ancora attuali i chiarimenti forniti dall’amministrazione finanziaria in merito alle fattispecie che risultino assimilabili per le due discipline di riferimento (in primis, circolare n. 76/E del 6 marzo 1998 del Ministero delle finanze).

L’agevolazione consiste nell’ammettere in deduzione dal reddito complessivo netto dichiarato un importo corrispondente al rendimento nozionale del nuovo capitale proprio.

Tale rendimento è stato fissato al 3% per i primi tre periodi d'imposta di applicazione della normativa di riferimento, mentre per il periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2014, al 31 dicembre 2015 e al 31 dicembre 2016 l’aliquota è fissata, rispettivamente, al 4%, al 4,5% e al 4,75%.

Le imprese estere che hanno trasferito la propria residenza in Italia hanno diritto all’agevolazione Ace (Aiuto alla Crescita Economica), dal momento in cui assumono la residenza. È una delle precisazioni contenute nella suddetta circolare dell’Agenzia delle entrate, che fornisce chiarimenti sulle modalità di applicazione dell’agevolazione alle imprese Ace, introdotta dal Decreto “Salva Italia” nel 2011, e sulla disciplina antielusiva prevista dall’articolo 10 del Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 14 marzo 2012. L’Ace prevede la possibilità di dedurre dal reddito imponibile i capitali che vengono utilizzati per incrementare il patrimonio delle imprese, con lo scopo di favorire il finanziamento delle Pmi mediante capitale proprio.

Beneficiari

L’agevolazione è riservata esclusivamente alle imprese e agli enti italiani e agli stessi soggetti non residenti, relativamente alle stabili organizzazioni nel nostro Paese. In riferimento ai contribuenti esteri che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia nei periodi d'imposta successivi a quello di prima applicazione dell’Ace, la circolare precisa che la società estera rientra nell’ambito soggettivo di applicazione del beneficio, dal momento in cui assume la qualifica di soggetto residente.

Solo da allora potrà, pertanto, applicare le disposizioni Ace, tenendo conto di tutti gli incrementi e decrementi di capitale proprio realizzati a partire dall'esercizio in corso al 31 dicembre 2011.

In generale, dallo sconto fiscale sono escluse le società assoggettate a procedure di fallimento, liquidazione coatta e amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi; questo perché tali procedure, in particolare le prime due, non hanno come obiettivo la continuazione dell’esercizio dell'attività economica. La terza procedura concorsuale può avere, invece, esiti diversi e, se finalizzata al risanamento dell'impresa, ben venga l’Ace.

Per quanto riguarda le società di comodo, nell’ipotesi in cui registrino una variazione patrimoniale rilevante ai fini dell'applicazione dell'agevolazione, dovranno ridurre il reddito minimo dichiarato per un importo pari al rendimento nozionale del capitale proprio.

La disciplina Ace coinvolge anche le società controllate localizzate in Paesi a fiscalità ordinaria, per le quali è necessario il calcolo del tax rate domestico, partendo dall'ipotesi che la società controllata estera “non black list” sia residente in Italia. Il tax rate va determinato secondo le regole del Tuir e, per il suo calcolo, non serve considerare l'effetto dell'Ace.

Possono, quindi, fruire del beneficio fiscale anche le società estere che hanno trasferito la propria residenza in Italia, a partire dal periodo d’imposta in cui assumono la qualifica di soggetto residente. Per fruire dell’agevolazione devono essere considerati gli incrementi e i decrementi di capitale proprio realizzati a partire dall’esercizio in corso al 31 dicembre 2011.

Ambito soggettivo

Sono escluse dall’Ace le società assoggettate alle procedure di fallimento, liquidazione coatta e amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi. Per quest’ultima tipologia l’Ace è esclusa solo quando la procedura non è finalizzata alla continuazione dell’esercizio dell’attività mentre è ammessa per il risanamento della società (con continuazione dell’esercizio d’impresa).

Disapplicazione della disciplina antielusiva per incrementi Ace legati agli utili non distribuiti

La disciplina antielusiva ha l’obiettivo di impedire che la stessa somma di denaro conferita accresca il capitale proprio di più società che fanno capo ad una holding. Il contribuente può presentare un’istanza di disapplicazione della disciplina per dimostrare che l’incremento di capitale proprio Ace non è stato preceduto da un’immissione di denaro (che ha aumentato il capitale di un altro soggetto del gruppo), ma è stato determinato unicamente dall’accantonamento di utili non distribuiti.

Conferimenti in denaro in favore di società non residenti

Gli apporti in denaro provenienti da soggetti domiciliati in Paesi diversi da quelli che consentono lo scambio di informazioni non fanno aumentare la base di calcolo dell’Ace, poiché l’assenza di scambio di informazioni tra lo Stato italiano e quello di residenza della società conferente non consente di valutare con certezza se i conferimenti costituiscano nuova ricchezza.

 

7) Nota rivolta ai comuni: simulatore TASI - IMU

Il Dipartimento delle Finanze, con la nota del 22 maggio 2014, informa tutti i Comuni italiani che dal 22 maggio 2014 è disponibile nell’area loro riservata sul portale del Federalismo fiscale uno strumento di simulazione per il calcolo della TASI, che supporterà gli enti nella fase di definizione delle aliquote e di eventuali agevolazioni stimandone il relativo effetto sul gettito.

La simulazione si basa sulla banca dati immobiliare integrata relativa al 2012, costituita dai dati catastali al 31/12/2012 abbinati con le informazioni utili estratte dalle dichiarazioni Irpef1 per l’anno d’imposta del 2012, i versamenti IMU ed i contratti di locazione registrati.

E’ possibile con il Simulatore effettuare analisi distinte per le abitazioni principali e gli altri immobili oggetto dell’imposizione, tenendo conto della differente normativa applicabile. Al momento è disponibile solo la funzione relativa all’abitazione principale, entro pochi giorni verrà attivata anche la funzione riguardante gli altri immobili.

Per la stima relativa alle abitazioni principali, il Simulatore consente di impostare aliquota e detrazioni (detrazione base, per figli e per figli disabili) con la possibilità di differenziare per:

- categoria catastale dell’immobile

- fascia di reddito imponibile del proprietario oppure per fascia di rendita dell’immobile.

Ulteriori elementi informativi per il Comune, disponibili nel Simulatore, sono costituiti dalla banca dati dei versamenti IMU per gli anni 2012 e 2013 e dalla stima del gettito IMU ad aliquota di base predisposta dal Dipartimento delle Finanze.

Lo strumento è disponibile sul Portale del Federalismo Fiscale www.portalefederalismofiscale.gov.it previo accesso all’area riservata, dove è possibile consultare il “Manuale Utente” e la nota metodologica per ogni informazione di dettaglio.

 

8) Modello 730/2014: detrazione spese di locazione per studenti fuori sede

Nel Modello 730/2014, le spese per canoni di locazione sostenute da studenti universitari fuori sede vanno indicate nei righi da E8 a E12 indicando il codice spesa 18.

Difatti, nella dichiarazione dei redditi, oltre alla detrazione del 19% delle spese legate alle tasse universitarie, gli studenti fuori sede che hanno stipulato un contratto di affitto in un comune fuori dal comune di residenza possono usufruire di una detrazione (in misura del 19%).

I beneficiari dell’agevolazione sono gli studenti universitari iscritti ad un corso di laurea di una università situata in un comune diverso da quello di residenza e che hanno stipulato:

- un contratto di locazione a canone convenzionale ai sensi della L. n. 431/98;

- un contratto di ospitalità, nonché un atto di assegnazione in godimento o locazione, stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fini di lucro e cooperative.

Per beneficiare della detrazione delle spese per i canoni di locazione è necessario che l’università sia ubicata in un comune distante da quello di residenza dello studente almeno 100 chilometri e che il comune di residenza dello studente appartenga ad una provincia diversa da quella in cui è ubicata l’università oppure nel territorio di uno Stato membro dell’Unione Europea o in uno degli Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo con i quali sia possibile lo scambio di informazioni.

Al fine di verificare il rispetto del primo requisito si può fare riferimento alla distanza chilometrica più breve tra il comune di residenza e quello in cui ha sede l’università, calcolata in riferimento ad una qualsiasi delle vie di comunicazioni esistenti, rete ferroviaria o stradale, con esclusione dei percorsi pedonali. Si può esser certi che il diritto alla detrazione sussista se almeno uno dei suddetti collegamenti risulta pari o superiore a 100 chilometri. Il beneficio spetta anche se le spese sono state sostenute per i familiari a carico.

Documenti occorrenti per potere usufruire della detrazione

I documenti da conservare ed esibire in caso di controlli o richiesta da parte dell’Agenzia delle entrate sono costituiti dal contratto di locazione o dai contratti di ospitalità o atti di assegnazione in godimento o locazione, e dalle ricevute e quietanze di pagamento dei canoni di locazione.

La detrazione delle spese di locazione per studenti spetta per un importo di spesa non superiore a 2.633 euro ed è riconosciuta in relazione ai canoni effettivamente pagati.

Se il contratto di locazione è stipulato da entrambi i genitori, in favore del figlio studente universitario fuori sede, dovendosi presumere che la spesa verrà ripartita tra i genitori in parti uguali, la detrazione connessa al pagamento del canone spetta a entrambi in eguale misura nel limite massimo, per ciascun genitore, di 1.316,50 euro.

 

Vincenzo D’Andò