Diario fiscale del 21 maggio 2014: pubblicati i modelli degli studi di settore

Pubblicato il 21 maggio 2014



Tasi: proroga a settembre nei comuni in ritardo con la delibera; le spese di ammissione agli esami universitari sono detraibili ai fini Irpef; vale la «sede effettiva» per i reati fiscali dichiarativi; pubblicata la Legge di conversione del D.L. n. 34/2014 (c.d. Jobs Act); studi di settore: pronti i modelli definitivi per il periodo d’imposta 2013; decreto sull’emergenza abitativa: approvato in via definitiva; trattamento fiscale da applicare agli oli e grassi animali e vegetali impiegati nella produzione di sola energia elettrica; ricongiunzione dei periodi assicurativi ai fini previdenziali per i liberi professionisti: rateizzazione oneri relativi alle domande presentate nel 2014; pagamento attraverso RID bancario dei contributi da riscatto, ricongiunzione e rendite vitalizie

 

 Indice:

 1) Tasi: proroga a settembre nei comuni in ritardo con la delibera

 2) Le spese di ammissione agli esami universitari sono detraibili ai fini Irpef

 3) Vale la «sede effettiva» per i reati fiscali dichiarativi

 4) Pubblicata la Legge di conversione del D.L. n. 34/2014 (c.d. Jobs Act)

 5) Studi di settore: pronti i modelli definitivi per il periodo d’imposta 2013

 6) Decreto sull’emergenza abitativa: approvato in via definitiva

 7) Trattamento fiscale da applicare agli oli e grassi animali e vegetali impiegati nella produzione di sola energia elettrica

 8) Ricongiunzione dei periodi assicurativi ai fini previdenziali per i liberi professionisti: rateizzazione oneri relativi alle domande presentate nel 2014

 9) Pagamento attraverso RID bancario dei contributi da riscatto, ricongiunzione e rendite vitalizie

 

1) Tasi: proroga a settembre nei comuni in ritardo con la delibera

Dopo aver incontrato l’Anci, per venire incontro da un lato alle esigenze determinate dal rinnovo dei consigli comunali, e dall’altro all’esigenza di garantire ai contribuenti certezza sugli adempimenti fiscali, il Governo ha deciso che nei Comuni che entro il 23 maggio non avranno deliberato le aliquote la scadenza per il pagamento della prima rata della Tasi è prorogata da giugno a settembre. Per tutti gli altri Comuni la scadenza per il pagamento della prima rata della Tasi resta il 16 giugno.

(Ministero dell’Economia e delle Finanze, comunicato stampa n. 128 del 19 maggio 2014)

 

2) Le spese di ammissione agli esami universitari sono detraibili ai fini Irpef

Le spese per i test di accesso alle università sono detraibili ai fini Irpef. Si può usufruire del bonus mobili anche pagando la fattura con il bancomat o la carta di credito mentre è possibile pagare il canone di locazione anche in contanti versando l’importo dovuto su una carta di credito del locatario. Può fare il modello 730 anche il contribuente senza sostituto d’imposta che ha percepito nel 2013 compensi per lavori socialmente utili.

Sono queste alcune delle principali risposte fornite il 19 maggio 2014 dall’Agenzia delle entrate a una serie di quesiti ricorrenti dei contribuenti (c.d. Faq). Gli argomenti ai quali le entrate hanno fornito risposta spaziano dalle detrazioni Irpef, al modello 730/2014 fino alle spese per il risparmio energetico, al bonus arredi e ai contratti di locazione.

Tutte le risposte sono accessibili agli utenti all’interno dell’apposita sezione del sito internet delle Entrate denominata «Faq» dell’area «contatta l’Agenzia».

Tra le più importanti precisazioni fornite dalle Entrate figura l’apertura alla possibilità di scaricare dall’Irpef le spese per la partecipazione alle prove di accesso ai corsi universitari nella misura del 19% dell’importo sostenuto. I dubbi dei contribuenti circa tale possibilità erano avvalorati dal fatto che la norma agevolativa parlava solo di spese per le frequenza e iscrizione ai corsi universitari mentre le spese per i test di ammissione non sono letteralmente riconducibili a nessuna delle due fattispecie.

Dopo aver più volte chiarito che per fruire del c.d. bonus arredi non è vincolante il pagamento del fornitore tramite bonifico bancario, l’Agenzia delle entrate risponde poi favorevolmente a un quesito con il quale si chiedeva la possibilità di pagare le fatture di acquisto attraverso il bancomat o la carta di credito. Per questi tipi di pagamento, si legge nel testo di risposta, la data di pagamento utile ai fini della detrazione è individuata nel giorno di utilizzo della carta di credito o di debito da parte del titolare e non nel giorno di addebito sul conto corrente del titolare stesso.

Sempre in tema di pagamenti e di tracciabilità delle spese l’Agenzia ha avuto modo di precisare che il canone di locazione potrà essere corrisposto al locatore anche tramite il versamento su una carta prepagata allo stesso intestata (tipo PostePay o simili). I pagamenti di somme inferiore a 1.000 euro, precisano alle Entrate, possono essere effettuati anche in contanti. È però necessaria una prova documentale chiara che attesti che quel trasferimento di contanti è giustificato dal pagamento del canone di locazione.

Sempre in tema di contratti di locazione abitativa l’Agenzia delle entrate ha invece chiarito la non necessità di allegare al contratto stesso l’attestazione di prestazione energetica dell’edificio (c.d. Ape). È tuttavia necessario inserire nel contratto una clausola con la quale il conduttore dichiara di aver ricevuto le informazioni e la documentazione, comprensiva dell’attestato, relativa alla suddetta attestazione.

Importanti anche alcuni chiarimenti forniti in tema di Modello 730/2014. Il primo riguarda la possibilità di ricorrere al modello in questione anche nel caso di contribuenti che nel 2014 non hanno un sostituto d’imposta ma che nel 2013 hanno percepito somme per lavori socialmente utili. In casi del genere, si legge nel testo di risposta, si potrà utilizzare il modello 730 anche in assenza del sostituto d'imposta presentando il modello a un Caf o a un professionista abilitato e indicando nella casella «730 senza sostituto» del frontespizio la lettera «A» e barrando nel riquadro «Dati del sostituto d’imposta che effettuerà il conguaglio» la casella «Mod. 730 dipendenti senza sostituto».

Chiarita anche la collocazione all’interno del Modello 730/2014 del contributo di solidarietà di cui all’art. 2, comma 2, del D.L. n. 138/2011, che deve essere indicato nella Sezione V, rigo C14.

 

3) Vale la «sede effettiva» per i reati fiscali dichiarativi

Il giudice competente a decidere sulla dichiarazione infedele presentata dalla società è quello del luogo dove è stata fissata la sede effettiva dell’azienda, centro di interessi e di affari, e non necessariamente quello della sede legale stabilita dallo Statuto.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20504 del 19 maggio 2014, con la quale ha, inoltre, chiarito che per il reato di dichiarazione infedele sono utilizzabili le intercettazioni disposte per l’associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale.

Secondo la Suprema Corte, ai fini tributari l’Amministrazione finanziaria può attribuire un domicilio fiscale in luogo diverso da quello nel quale è stata fissata la sede legale di una società, se ed in quanto la sede amministrativa, ossia quella da cui provengono gli impulsi volitivi inerenti all’attività di gestione dell’ente, si trovi in altro comune.

Sul fronte delle intercettazioni, l’art. 270 c.p.p. pone, da un lato, un divieto di utilizzazione dei risultati dell’intercettazione allorché si intenda versarli in un altro (ossia diverso) procedimento, consentendone però la piena utilizzazione quando i detti risultati, ancorché conseguiti in un diverso procedimento, risultino indispensabili.

 

4) Pubblicata la Legge di conversione del D.L. n. 34/2014 (c.d. Jobs Act)

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 114 del 19 maggio 2014 è stata pubblicata la Legge n. 78 del 16 maggio 2014, di conversione del Decreto Legge n. 34 del 20 marzo 2014, recante disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese. Il provvedimento entra in vigore il 20 maggio 2014. Dopo le modifiche introdotte dalla Legge n. 78/2014 nel D.L. n. 510/1996, convertito dalla Legge n. 608/1996, da quest’anno le imprese potranno ricominciare a fruire della riduzione contributiva, entro i limiti delle risorse disponibili, per i contratti di solidarietà difensivi di tipo “A”. Comunque, occorrerà attendere un decreto interministeriale che individui i criteri per la concessione del beneficio. In sede di conversione, inoltre, è stato stabilito che la misura della riduzione della contribuzione previdenziale ed assistenziale - dovuta per i lavoratori interessati dalla riduzione dell’orario di lavoro sopra il 20% - è fissata in maniera generalizzata al 35%.

 

5) Studi di settore: pronti i modelli definitivi per il periodo d’imposta 2013

Arrivano in veste definitiva i 205 modelli per la comunicazione dei dati rilevanti per l’applicazione degli studi di settore 2013, parte integrante del modello Unico 2014.

Il provvedimento dell’Agenzia delle entrate pubblicato il 20 maggio 2014, infatti, approva i modelli relativi alle attività economiche nel settore delle manifatture, dei servizi, delle attività professionali e del commercio, disponibili nella sezione dedicata sul sito dell’Agenzia.

I nuovi modelli tengono conto dei correttivi “crisi”, previsti dal Decreto ministeriale del 2 maggio 2014, con l’obiettivo di riequilibrare, alla luce delle mutate condizioni economiche, la stima dei risultati derivanti dall’applicazione degli studi di settore per il periodo d’imposta 2013.

In particolare i modelli interessano:

- 51 studi per il settore delle manifatture

- 60 studi per il settore dei servizi

- 24 studi per i professionisti

- 70 studi per il settore del commercio

Modelli rinnovati per snellire gli adempimenti

I contribuenti che nel periodo d’imposta 2013 hanno esercitato in via prevalente, in forma di lavoro autonomo, attività di conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari o attività di concessionarie e di altri intermediari di servizi pubblicitari sono tenuti alla compilazione del modello di riferimento (VG82U) solo per l’acquisizione dei dati. Lo stesso vale per i contribuenti che hanno esercitato in via prevalente l’attività di gestione di parcheggi e autorimesse e quella di consulenza per la gestione logistica aziendale (modelli UG96U e VG87U). In questo modo, infatti, vengono sfruttati i canali di trasmissione della dichiarazione Unico 2014, risparmiando ai contribuenti l’incombenza dell’invio di ulteriori informazioni tramite un apposito questionario.

“L’evoluzione” degli studi passa per il quadro Z

In alcuni dei modelli relativi agli studi di settore, che presumibilmente andranno in evoluzione per il periodo d’imposta 2015, è stato inserito il quadro “Z - Dati complementari” per chiedere ulteriori informazioni utili ai fini dell’aggiornamento degli studi stessi. Le informazioni sono state individuate sulla base di un confronto con le organizzazioni di categoria/professionali e delle proposte formulate da Sose.

Il testo del provvedimento è disponibile nella sezione Normativa e Prassi del sito internet www.agenziaentrate.it, mentre i modelli sono consultabili sullo stesso sito seguendo il percorso: Cosa devi fare > Dichiarare > Studi di settore e parametri > Studi di settore > Modelli e istruzioni 2014.

 

6) Decreto sull’emergenza abitativa: approvato in via definitiva

La Camera, dopo la trattazione degli ordini del giorno, ha approvato in via definitiva il disegno di legge di conversione, con modificazioni, del D.L. 28 marzo 2014, n. 47, recante Misure urgenti per l'emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per EXPO 2015.

Dunque, da Montecitorio è arrivato l’ok definitivo alla legge di conversione del decreto 47/2014: nessuna modifica rispetto al testo licenziato dal Senato la settimana scorsa.

Bonus arredi svincolato dal costo dei connessi lavori di ristrutturazione; cedolare secca con aliquota agevolata al 10% anche nei comuni colpiti da calamità naturali; assimilazione all'abitazione principale, ai fini Imu, per la casa posseduta da connazionali non residenti; tutela per chi ha denunciato gli affitti “in nero”.

Rispetto al provvedimento originario, sono queste le principali modifiche in ambito tributario arrivate durante l'iter parlamentare del Dl 47/2014.

Bonus arredi (articolo 7, commi 2-bis e 2-ter)

Per il “bonus arredi” resta in piedi il solo limite del tetto massimo di 10mila euro, sancita l’irrilevanza del costo della ristrutturazione cui lo stesso è collegato. È stata infatti eliminata la disposizione introdotta dalla Legge di Stabilità 2014, in base alla quale la detrazione Irpef del 50% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2014 per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, destinati all’arredo di immobili ammessi al bonus ristrutturazioni con l’aliquota maggiorata del 50% (con spese, cioè, sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2014), poteva essere calcolata su un importo non superiore a quello dei costi per l’intervento edilizio cui è associato. In altre parole, la spesa agevolabile per mobili ed elettrodomestici potrà essere anche più elevata di quella per l'associata ristrutturazione, fermo restando il limite assoluto dei 10mila euro per unità immobiliare.

Cedolare secca al 10% (articolo 9, commi 2-bis e 2-ter)

Il testo originario del Dl n. 47 già aveva ridotto dal 15 al 10%, per il quadriennio 2014-2017, l’aliquota dell’imposta sostitutiva da applicare in caso di opzione per il regime della cedolare secca relativamente ai contratti di locazione abitativa a canone concordato, stipulati nei maggiori comuni italiani (Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia) e in quelli confinanti, in tutti gli altri capoluoghi di provincia e nei comuni ad alta tensione abitativa, individuati con la delibera n. 87/2003 del Cipe (tra l’altro, è previsto che l’elenco venga aggiornato entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del Dl 47).Tale possibilità (applicazione dell'aliquota ridotta al 10%), durante il percorso del provvedimento in Parlamento, è stata estesa ai contratti di locazione stipulati nei comuni per i quali, negli ultimi cinque anni, è stato deliberato lo stato di emergenza a seguito di eventi calamitosi.

Imu per cittadini residenti all’estero (articolo 9-bis)

Ai fini del trattamento Imu, viene meno la facoltà per i Comuni di assimilare all’abitazione principale l’unità immobiliare posseduta da cittadini italiani non residenti, purché non locata: a partire dal 2015, l’equiparazione opererà automaticamente. È stata però ristretta la platea dei beneficiari e sono state poste condizioni più stringenti. Infatti, perché scatti l’assimilazione, è richiesto che il possessore sia pensionato e risulti iscritto all’Anagrafe degli Italiani residenti all’estero; inoltre, l’immobile agevolabile - uno e uno solo - non deve non essere locato né concesso in comodato d’uso. In questi casi, dunque, niente Imu, se l’abitazione non è classificata in una delle categorie catastali A/1, A/8 o A/9; altrimenti, si applicheranno l’aliquota agevolata dello 0,4% e la detrazione di 200 euro.

Su questi immobili, inoltre, Tari e Tasi saranno dovute in misura ridotta di due terzi.Locazioni in nero (articolo 5, comma 1-ter)

Introdotta una clausola di salvaguardia, fino al 31 dicembre 2015, degli effetti venutisi a creare e dei rapporti giuridici sorti sulla base dei contratti di locazione registrati presso l’Agenzia delle entrate in base all’articolo 3, commi 8 e 9, del Dlgs 23/2011. Ciò per “contenere” le conseguenze derivanti dalla pronuncia di illegittimità da parte della Corte costituzionale (sentenza n. 50 del 14 marzo 2014) in merito a quelle disposizioni normative, che prevedevano, per le ipotesi di mancata registrazione del contratto entro i termini di legge oppure di indicazione di un affitto inferiore a quello effettivo o, ancora, di registrazione di un contratto di comodato fittizio, l’applicazione di sanzioni “particolari”: il canone annuo veniva fissato, ex lege, in un importo pari al triplo della rendita catastale, mentre per il contratto scattava la disciplina del “4+4”, cioè durata di quattro anni a partire dalla data di registrazione, volontaria o d'ufficio, rinnovabili di altri quattro anni.

 

7) Trattamento fiscale da applicare agli oli e grassi animali e vegetali impiegati nella produzione di sola energia elettrica

L’Agenzia delle Dogane, con la nota n. 42337 del 19 maggio 2014, ha illustrato il trattamento fiscale da applicare agli oli e grassi animali e vegetali impiegati nella cogenerazione e nella produzione di sola energia elettrica tramite motori a combustione interna.

Sotto il profilo dell’accisa, gli oli e grassi animali e vegetali assumono il trattamento fiscale del prodotto energetico a cui si sostituiscono, per equivalenza, nell’uso di carburazione o combustione.

Riguardo la problematica esaminata, il comma 9 dell’articolo 21 del TUA, in conformità all’art. 14 della Direttiva 2003/96/CE, ha introdotto la tassazione per motivi di politica ambientale nel caso in cui i prodotti energetici di cui al comma 1 del medesimo articolo 21 vengano utilizzati per la produzione di energia elettrica, rinviando, per l’applicazione della specifica tassazione, al punto 11 della tabella A allegata al TUA, nel quale sono fissate le aliquote da applicare ai prodotti energetici impiegati, sia in funzione diretta che indiretta, nella produzione di energia elettrica.

 

8) Ricongiunzione dei periodi assicurativi ai fini previdenziali per i liberi professionisti: Rateizzazione oneri relativi alle domande presentate nel 2014

I piani di rateizzazione degli oneri di ricongiunzione, relativi a domande presentate nel corso del corrente anno 2014, in applicazione del terzo comma dell’art. 2 della Legge 45/90, devono essere predisposti in base ai coefficienti riportati nelle allegate tabelle.

Ai fini della predisposizione dei piani di ammortamento degli oneri relativi alle domande di ricongiunzione presentate nel corrente anno 2014, sono state aggiornate le tabelle allegate alla circolare n. 79 del 14/05/2013 in base al tasso di variazione medio annuo dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati accertato dall'ISTAT per il 2013, pari al 1,1%.

(Inps, circolare n. 64 del 20 maggio 2014)

 

9) Pagamento attraverso RID bancario dei contributi da riscatto, ricongiunzione e rendite vitalizie

Il messaggio Inps n. 4786 del 20 maggio 2014 verte sul pagamento attraverso RID bancario dei contributi da riscatto, ricongiunzione e rendite vitalizie. Rimessione nei termini per il versamento delle rate di onere per quei soggetti a cui è stata revocata d’ufficio la delega RID inizialmente rilasciata senza sottoscrizione della clausola dell’importo fisso predeterminato.

L’Inps ha reso note le modalità per consentire agli utenti la modifica delle deleghe RID già attive presso i propri istituti bancari ma sprovviste della sottoscrizione della clausola in deroga, indispensabile per l’Istituto, dell’importo fisso predeterminato, grazie alla quale il contribuente non può rifiutare l’addebito nei tempi stabiliti dalla PSD (Payment Services Directive).

A causa della complessità dell’operazione e dei tempi ristretti con i quali è stata realizzata, sono state rilevate difficoltà di varia natura nella gestione della continuità dei pagamenti a carico dell’utenza.

Attese le conseguenze pregiudizievoli derivanti dal tardivo o mancato pagamento degli oneri di riscatto e ricongiunzione (archiviazioni e/o decadenze), l’Inps consente agli assicurati ai quali sia stata disattivata d’ufficio la delega Rid a dicembre 2013 di provvedere al pagamento di tutte le rate non pagate per i mesi da dicembre 2013 a maggio 2014, entro e non oltre il 31 luglio 2014 (le rate versate in ritardo nel suddetto intervallo temporale saranno invece considerate come tempestivamente e regolarmente versate).

Con successiva comunicazione sarà fornito alle strutture territoriali l’elenco contenente i nominativi dei soggetti interessati affinché siano contattati (telefonicamente, per posta elettronica o cartacea) ed informati della possibilità di effettuare i pagamenti mancanti entro il termine stabilito.

Apposito avviso sarà pubblicato sul portale dei Pagamenti sul sito internet dell’Istituto.

(Inps messaggio n. 4786 del 20 maggio 2014)

 

Vincenzo D’Andò