Diario quotidiano del 19 maggio 2014: studi di settore, è finalmente arrivato Gerico 2014

Pubblicato il 19 maggio 2014



studi di settore: è finalmente arrivato Gerico 2014; Cassazione: tolleranza zero verso le aziende in dissesto finanziario; fondo patrimoniale: le massime del Notariato; decreto Lavoro: convertito in Legge; rapporto sulle entrate tributarie e contributive di gennaio-marzo 2014 e Report delle entrate tributarie internazionali; confermata la deducibilità dalle imposte sui redditi degli interessi per tardivo versamento dell’Imu; la disciplina in materia di rating di legalità delle imprese; disciplina delle incompatibilità e delle autorizzazioni a svolgere attività esterne all’ufficio per i dipendenti dell’INPS; disciplina IVA delle prestazioni rese alle imprese assicuratrici

 

 Indice:

 1) Studi di settore: è arrivato Gerico 2014

 2) Cassazione: tolleranza zero verso le aziende in dissesto finanziario

 3) Fondo patrimoniale: le massime del Notariato

 4) Decreto Lavoro: convertito in Legge

 5) Rapporto sulle entrate tributarie e contributive di gennaio-marzo 2014 e Report delle entrate tributarie internazionali

 6) Confermata la deducibilità dalle imposte sui redditi degli interessi per tardivo versamento dell’Imu

 7) La disciplina in materia di rating di legalità delle imprese

 8) Disciplina delle incompatibilità e delle autorizzazioni a svolgere attività esterne all’ufficio per i dipendenti dell’INPS

 9) Disciplina IVA delle prestazioni rese alle imprese assicuratrici

 

1) Studi di settore: è arrivato Gerico 2014

È online dal 15 maggio 2014, sul sito internet dell’Agenzia delle entrate, la versione definitiva di Gerico 2014, il software per la compilazione degli studi di settore, aggiornata con i correttivi “crisi” (approvati con il Dm del 2 maggio 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 12 maggio 2014).

Gerico 2014 prevede, per tutti i quadri del modello, una specifica funzionalità che mostra a video i dati rilevanti ai fini dell’analisi discriminante, della stima, della coerenza e della normalità economica.

Utilizzando Gerico, le imprese e i lavoratori autonomi interessati dagli studi di settore possono calcolare la congruità, tenuto conto della normalità economica, la coerenza economica e l’effetto dei correttivi “crisi” per i 205 studi di settore applicabili al periodo d’imposta 2013, ai fini della presentazione della dichiarazione dei redditi 2014.

La nuova versione di Gerico prende, quindi, in considerazione anche le modifiche agli studi previste dai Decreti ministeriali del 24 marzo 2014 e del 2 maggio 2014.

Il software e la guida alle nuove funzionalità di Gerico sono disponibili nella sezione Studi di settore del sito internet dell’Agenzia delle entrate – www.agenziaentrate.it

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 59 del 15 maggio 2014)

 

 

2) Cassazione: tolleranza zero verso le aziende in dissesto finanziario

Niente scuse per gli imprenditori che non pagano le imposte a causa della crisi. Le accuse di evasione fiscale non cadono, infatti, solo per l’impossibilità di riscuotere i crediti dai clienti. Né rileva la scelta di pagare prima i dipendenti e poi l’Erario o i debiti verso i fornitori. Denunciando un eccesso di giustificazioni legate alla crisi finanziaria da parte degli imprenditori accusati di evasione fiscale, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20266 del 15 maggio 2014, ha mostrato tolleranza zero verso le aziende in dissesto finanziario. Una decisione certo non al passo con i tempi ma che, di fatto, fa tramontare la speranza di quanti hanno usato come grimaldello per ottenere l’assoluzione la mancanza incolpevole di denaro.

In altre parole per la terza sezione penale non ci sono scuse: l’imprenditore deve accantonare il denaro per versare le imposte e risponde sempre a titolo di dolo generico.

 

3) Fondo patrimoniale: le massime del Notariato

Le massime del notariato delle Tre Venezie per proteggere il patrimonio familiare. Ammesso l'accordo per liquidare l’immobile del trust.

Fondo patrimoniale senza vincoli. Il piccolo trust del diritto italiano (serve per proteggere il patrimonio familiare) non è una cassa blindata. Con alcune accortezze, ci si può garantire di poter liquidare l’immobile inserito nel fondo. Basta un accordo tra i genitori per poter vendere senza chiedere autorizzazione al giudice, quando ci sono figli minori, o per consentire l’operazione di smobilizzo a un solo coniuge, anche senza il consenso dell’altro. È questa una delle massime curate dal Comitato interregionale dei consigli notarili delle Tre Venezie, rese note il 16 maggio 2014. Le massime si occupano anche della disciplina della pubblicità degli studi notarili (sì al sito web e al profilo facebook, ma no a banner commerciali).

Fondo patrimoniale

Il Fondo patrimoniale è uno strumento per riservare alcuni beni ai bisogni della famiglia, mettendoli al riparo da possibili aggressioni di terzi creditori. Visto da altra ottica è una specie di trust o, comunque, un mezzo per tutelare il patrimonio familiare. Le massime in esame intervengono in particolare sulla possibilità di svincolare alcuni beni dal fondo. In effetti, soprattutto quando ci sono figli minori, la reversibilità del bene alla libera disponibilità potrebbe incontrare alcuni ostacoli.

Ostacoli legali, che servono ad assicurare la effettività della destinazione del bene a necessità del nucleo. Partendo, tuttavia, dall’art. 169 del codice civile, le massime dei notai del Triveneto attribuiscono all’istituto una maggiore flessibilità. La norma citata, infatti, prevede che, se non è stato espressamente consentito nell’atto di costituzione, non si possono alienare, ipotecare, dare in pegno o comunque vincolare beni del fondo patrimoniale se non con il consenso di entrambi i coniugi e, se vi sono figli minori, con l’autorizzazione concessa dal giudice, con provvedimento emesso in camera di consiglio, nei soli casi di necessità od utilità evidente. Valorizzando la possibilità di libera determinazione nell’atto di costituzione del fondo, le massime sostengono possibile prevedere nell’atto costitutivo del fondo, oppure ma anche in un atto modificativo della disciplina dello stesso, la facoltà dei coniugi di alienare, ipotecare, dare in pegno o comunque vincolare i beni del fondo senza necessità di autorizzazione giudiziale, in presenza di figli minori. Una clausola di questo tipo libererà il notaio senza necessità di ricorrere l’autorità giudiziaria, e senza alcun potere/dovere di verificare la rispondenza dell’atto alle esigenze della famiglia. Altra semplificazione dell’amministrazione del fondo deriva dalla legittimità della clausola che preveda la deroga al consenso congiunto dei coniugi; questo a meno che i coniugi non siano comproprietari del bene. La deroga può essere contenuta nell’atto costitutivo del fondo o in un atto modificativo. Sempre in materia di fondo patrimoniale, un’altra massima elaborata dai notai afferma che, in caso di alienazione di un bene del fondo patrimoniale, non sussiste un obbligo di reimpiego del ricavato, né a carico dei coniugi né a carico del giudice, quando sia chiamato a dare l’autorizzazione.

Pubblicità

Il notaio può avere il suo sito web, ma con domini propri e senza reindirizzamento. Il sito, comunque, non deve contenere banner pubblicitari o pop up. Il notaio può avere un profilo su un social network, ma, se si tratta di un profilo personale, non può essere usato per scopi professionali e viceversa.

 

 

4) Decreto Lavoro: convertito in Legge

Il Decreto Legge n. 34 del 20 marzo 2014, recante “Disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell'occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese”, che é stato convertito in Legge, contiene misure di semplificazione per i datori di lavoro.

In materia di lavoro a termine:

- possibilità di instaurare contratti a termine fino ad un massimo di 36 mesi senza indicazione di alcuna causale;

- possibilità di prorogare il contratto a termine (nel limite di 36 mesi) fino ad un massimo di 5 volte;

- fissazione di un tetto legale del 20% all’utilizzo dei contratti a termine al superamento del quale dovrà essere pagata una sanzione.

In materia di apprendistato:

- il contratto di apprendistato deve contenere in forma “sintetica” il Piano Formativo Individuale;

- possibilità, per i datori di lavoro che occupano almeno 50 dipendenti, di procedere all’assunzione di nuovi apprendisti solo se nei 36 mesi precedenti, si sia verificata la prosecuzione a tempo indeterminato del rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato di almeno il 20% degli apprendisti dipendenti dallo stesso datore di lavoro;

- nell’ambito dell’apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale la retribuzione è calcolata tenendo conto delle ore di lavoro effettivamente prestate, nonché delle ore di formazione almeno nella misura del 35% del relativo monte ore complessivo;

- l’obbligo a carico della Regione di comunicare al datore di lavoro le modalità di svolgimento dell'offerta formativa pubblica, anche con riferimento alle sedi e al calendario delle attività previste, entro 45 giorni dalla comunicazione dell'instaurazione del rapporto di lavoro;

- ai fini del programma sperimentale di cui alla Legge n. 128/2013 (conversione in legge del c.d. Decreto “Istruzione”) i contratti di apprendistato possono essere stipulati anche in deroga ai limiti di età previsti per l’apprendistato di alta formazione e ricerca.

Infine, in materia di DURC è previsto che la verifica della regolarità contributiva avvenga, da chiunque vi abbia interesse, compresa la medesima impresa, con modalità esclusivamente telematiche e in tempo reale.

 

 

5) Rapporto sulle entrate tributarie e contributive di gennaio-marzo 2014 e Report delle entrate tributarie internazionali

E’ disponibile sui siti www.finanze.gov.it e www.rgs.mef.gov.it il Rapporto sull’andamento delle entrate tributarie e contributive del periodo gennaio-marzo 2014, redatto congiuntamente dal Dipartimento delle Finanze e dal Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato ai sensi dell’art. 14, comma 5, della legge di contabilità e finanza pubblica (L. 31 dicembre 2009, n.196).

GENNAIO–MARZO 2014

Le entrate tributarie e contributive nel periodo gennaio-marzo 2014 mostrano nel complesso una contrazione dello 0,6% (-860 milioni di euro), rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente.

La variazione registrata è la risultante della crescita del gettito tributario pari al 2,5% (+2.212 milioni di euro) e della flessione, in termini di cassa, nel comparto delle entrate contributive pari a -5,6% (-3.075 milioni di euro). Il dato sulle entrate tributarie comprende anche i principali tributi degli enti territoriali e le poste correttive, quindi integra quello già diffuso con la nota del 5 maggio scorso. La diminuzione delle entrate contributive nel primo trimestre 2014, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, invece è attribuibile allo slittamento dei termini per il pagamento dei premi INAIL al mese di maggio.Sul sito del Dipartimento Finanze è altresì disponibile il Report delle entrate tributarie internazionali del periodo gennaio-marzo 2014, che fornisce l’analisi dell’andamento tendenziale del gettito tributario per i principali Paesi europei, sulla base delle informazioni diffuse con i “Bollettini mensili” di Francia, Germania, Irlanda, Portogallo, Regno Unito e Spagna.

(MEF, comunicato stampa n. 125 del 15 maggio 2014)

 

 

6) Confermata la deducibilità dalle imposte sui redditi degli interessi per tardivo versamento dell’Imu

Confermata (implicitamente) la deducibilità dalle imposte sui redditi degli interessi per tardivo versamento dell’Imu.

E’ quanto constata Assonime nella nota del 16 maggio 2014 che, inoltre, afferma quanto segue.

L’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 10/E del 14 maggio 2014, ha ufficializzato, come di consueto, i chiarimenti interpretativi resi a fronte dei quesiti posti dalla stampa specializzata nell’ambito di Telefisco 2014, convegno annuale de “L’Esperto Risponde - Il Sole 24 Ore”, che si è tenuto il 30 gennaio scorso. Tra le varie questioni affrontate nella circolare n. 10/E, Assonime segnala le precisazioni dell’Amministrazione finanziaria sul tema della deducibilità dell’Imu relativa al 2012 ma versata tardivamente nel 2013 (imposta, com’è noto, deducibile dal reddito di impresa e di lavoro autonomo a partire dall’anno 2013, relativamente ad immobili strumentali nella misura del 20 per cento. Cfr. art. 1, commi 715 e 716, della legge 7 dicembre 2013, n. 147, c.d. legge di stabilità 2014).

Al riguardo, viene ricordato che le agenzie di stampa avevano riportato la risposta al quesito n. 18 di Telefisco, ove l’Agenzia delle Entrate, dopo aver confermato la deducibilità dell’Imu nel periodo di imposta di materiale pagamento del tributo, aveva tuttavia escluso la deducibilità dell’Imu versata nel 2013 ma relativa al 2012, posto che il legislatore avrebbe consentito la deducibilità della predetta imposta esclusivamente “a partire da quella relativa all’anno 2013” e, dunque, a partire dall’Imu afferente a tale anno. Nell’occasione, l’Agenzia delle Entrate aveva altresì evidenziato come in relazione alla fattispecie non fossero “comunque deducibili gli interessi e le sanzioni dovute in caso di pagamento tardivo”.

Ferma restando l’indiscussa indeducibilità delle sanzioni, la posizione assunta dall’Agenzia delle Entrate in merito agli interessi afferenti al tardivo versamento di tributi aveva destato molte perplessità tra gli operatori che auspicavano, pertanto, un pronto ripensamento sul punto.

Opportunamente, con la circolare n. 10/E in esame, l’Agenzia delle Entrate limita il proprio intervento al trattamento dell’Imu relativa al 2012 e versata in ritardo nel corso del 2013, confermandone l’indeducibilità. Come si evince dalla lettura del par. 8.2. (“Imu versata tardivamente”), infatti, sia dal testo della domanda che dalla risposta fornita, è stato espunto qualsiasi riferimento al trattamento degli interessi per ritardata iscrizione a ruolo.

Il renvirement erariale si dimostra senz’altro apprezzabile. Il tema ha dato luogo in passato a contrastanti orientamenti.

La relazione ministeriale illustrativa del Tuir del 1986 aveva chiarito come rientrassero “nell’accezione di interessi passivi anche le somme corrisposte a norma del decreto n. 602, in quanto appare indubbia la loro natura di interessi passivi, ancorché accessori dell’imposta”. In assenza di sostanziali novità normative e giurisprudenziali sul punto, pare corretto ritenere, quindi, che gli interessi per tardivo versamento di tributi rappresentino un costo deducibile ai fini delle imposte sui redditi secondo gli ordinari criteri di deducibilità stabiliti dalle disposizioni del Tuir.

Assonime in più occasioni ha sostenuto la deducibilità degli interessi di mora, considerato che essi rappresentano “semplicemente la quantificazione di un danno patrimoniale recato ad altri soggetti – siano essi privati o pubblici – con cui l’impresa è venuta a relazionarsi”.

 

 

7) La disciplina in materia di rating di legalità delle imprese

Per promuovere l’introduzione di principi etici nei comportamenti aziendali, l’articolo 5-ter del D.L. n. 1/2012 ha introdotto nel nostro ordinamento il rating di legalità per le imprese e ha affidato all’Autorità garante della concorrenza e del mercato il compito di elaborarlo e attribuirlo su istanza di parte. Il possesso del rating comporta per l’impresa un beneficio in termini reputazionali e, per espressa previsione normativa, rileva in sede di concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni e in sede di accesso al credito bancario. In attuazione dell’articolo 5-ter sono stati adottati il regolamento 14 novembre 2012 dell’Autorità garante, che fissa i requisiti e il procedimento per l’attribuzione del rating, e il decreto n. 57/2014 del Ministro dell’economia e delle finanze e del Ministro dello sviluppo economico, che disciplina le modalità in base alle quali si tiene conto del rating ai fini della concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni e di accesso al credito bancario.

Assonime con la circolare n. 16 del 16 maggio 2014 illustra il quadro normativo in materia di rating di legalità, evidenziando in una prospettiva sistematica i molteplici collegamenti con le altre discipline. Viene analizzata inoltre la questione se, oltre a comportare un effetto premiale per l’impresa sul piano della reputazione, dell’accesso ai finanziamenti pubblici e al credito bancario, il rating possa rilevare nell’ambito delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici. A questo riguardo, la circolare si sofferma sui vincoli derivanti dal diritto europeo, tra cui in particolare la tassatività delle cause di esclusione dalla partecipazione alle gare. Dall’analisi emerge che nel settore degli appalti pubblici gli strumenti preposti ad assicurare il rispetto della legalità e l’eticità dei comportamenti d’impresa sono specifici e distinti rispetto al rating.

 

 

8) Disciplina delle incompatibilità e delle autorizzazioni a svolgere attività esterne all’ufficio per i dipendenti dell’INPS

Già in precedenza erano state (con la circolare INPS n. 37 del 24 marzo 2014) illustrate le modifiche al Regolamento recante la “Disciplina delle incompatibilità e delle autorizzazioni a svolgere attività esterne all’ufficio per i dipendenti dell’INPS, ai sensi dell’art. 53 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165” (regolamento) approvate con determinazione commissariale n. 19 del 6 marzo 2014 e fornite indicazioni in ordine alla disciplina applicabile alle autorizzazioni rilasciate in base alle previgenti disposizioni.

Adesso, l’INPS con la circolare n.62 del 16 maggio 2014 ha fornito le indicazioni operative per l’applicazione del suddetto regolamento al personale inquadrato nell’Area medica.

Ai sensi dell’art. 5 del Regolamento, è assolutamente incompatibile con il rapporto di lavoro dei dipendenti dell’Istituto lo svolgimento di incarichi che generano conflitto di interessi anche potenziali con le funzioni svolte dal dipendente o dalla struttura cui lo stesso è assegnato e, in generale, con l’attività istituzionale dell’Amministrazione, nonché le attività che, per l’impegno richiesto o per le modalità di svolgimento, non consentono un tempestivo e puntuale svolgimento dei compiti di ufficio da parte del dipendente in relazione alle esigenze della struttura cui è assegnato.

In forza dell’espresso richiamo contenuto all’art. 2, comma 1, lett. b) del Regolamento, tale disciplina è applicabile anche ai medici dipendenti dell’Istituto, per i quali lo svolgimento di attività professionale esterna è consentito solo al di fuori dell’orario di servizio e al di fuori delle Strutture dell’Istituto. Lo svolgimento delle attività esterne è subordinato al rilascio delle autorizzazioni nel rispetto di quanto previsto nel Regolamento e secondo le istruzioni impartite con la presente circolare, nonché all’obbligo di comunicazione nei casi previsti dall’art. 8, comma 3 del Regolamento.

 

 

9) Disciplina IVA delle prestazioni rese alle imprese assicuratrici

L’Agenzia delle entrate ha pubblicato la circolare n. 52/E del 16 maggio 2014, incentrata sulla disciplina IVA delle prestazioni, rese alle imprese assicuratrici, di gestione degli attivi a copertura delle riserve tecniche poste a garanzia degli impegni assunti dalle stesse imprese verso gli assicurati.

I contratti unit linked e index linked assolvono a finalità di investimento del tutto analoghe, per il singolo investitore, alla sottoscrizione di fondi comuni d’investimento. Si tratta, a tutti gli effetti, di forme di investimento “standardizzato”, in cui la compagnia di assicurazione agisce alla stregua di un intermediario, non potendo influenzare la sostanza o il rendimento dell’investimento.

Le prestazioni di gestione degli attivi relativi a tali contratti sono esenti da IVA ai sensi dell’articolo 10, primo comma, n. 1), del D.P.R. n. 633.

Ad analoga conclusione si perviene, più in generale, per le prestazioni di gestione degli attivi posti a copertura delle polizze assicurative sulla vita di carattere finanziario che prevedono l’erogazione di un capitale a scadenza. Si è effettivamente in presenza, anche in questo caso, non già di forme di investimento predisposte “su misura”, tenendo conto delle caratteristiche del singolo investitore, bensì di forme di investimento standardizzate del tutto assimilabili a quelle in fondi comuni di investimento.

Non è possibile, invece, estendere il regime di esenzione - almeno in linea generale - alle prestazioni di gestione degli attivi posti a copertura delle riserve relative alle assicurazioni danni, costituite sugli attivi di classe C.

Diversamente dalle prestazioni di gestione relative agli attivi posti a copertura dei contratti unit linked e index linked e di quelli posti a copertura delle polizze assicurative sulla vita di carattere finanziario che prevedono l’erogazione di un capitale a scadenza, infatti, per le prestazioni di gestione degli attivi posti a copertura delle riserve relative alle assicurazioni danni non è ravvisabile il carattere oggettivo della fattispecie di esenzione, ovvero una sottostante forma di investimento finanziario di carattere standardizzato. Ne consegue l’inapplicabilità, per le stesse, della previsione di esenzione di cui al citato articolo 10, primo comma, n. 1), e l’imponibilità, quindi, a IVA con l’applicazione dell’aliquota ordinaria.

 

Vincenzo D’Andò