Diario quotidiano del 16 maggio 2014: chiarimenti dalle Entrate su società di comodo, perdite su crediti, Imu e non solo

Pubblicato il 16 maggio 2014



chiarimenti dalle Entrate su società di comodo, perdite su crediti, Imu e non solo; Tasi: chiarimenti; depenalizzazione del reato di omesso versamento di ritenute previdenziali; rimborsi fiscali, data certa ma provenienza da stabilire; bonus mobili: cade il limite delle spese di ristrutturazione; scheda del due per mille: disponibile la versione editabile; commercialisti: richiesta la proroga della scadenza di versamento della Tasi; modificati Unico 2014-ENC, Unico 2014-SC, Unico 2014-SP, Consolidato nazionale e mondiale 2014 e Irap 2014; titoli di Stato: nessuna modifica alla tassazione

 

 Indice:

 1) Chiarimenti dalle Entrate su società di comodo, perdite su crediti, Imu e non solo

 2) Tasi: chiarimenti dal Ministero dell’Economia

 3) Depenalizzazione del reato di omesso versamento di ritenute previdenziali

 4) Rimborsi fiscali, data certa ma provenienza da stabilire

 5) Bonus mobili: cade il limite delle spese di ristrutturazione

 6) Scheda del due per mille: disponibile la versione editabile

 7) Commercialisti: richiesta la proroga della scadenza di versamento della Tasi

 8) Modificati Unico 2014-ENC, Unico 2014-SC, Unico 2014-SP, Consolidato nazionale e mondiale 2014 e Irap 2014

 9) Titoli di Stato: nessuna modifica alla tassazione

 

 

1) Chiarimenti dalle Entrate su società di comodo, perdite su crediti, Imu e non solo

L’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 10/E del 14 maggio 2014, ha ufficializzato i chiarimenti fatti alla stampa specializzata su vari temi, tutti di estrema attualità.

Società di comodo

La società che non supera il test di operatività, che sia di comodo o in perdita sistematica, subisce tutte le penalizzazioni, anche quelle Iva (divieto di chiederne il rimborso, di utilizzarla in compensazione e di cessione), pure se si adegua al reddito minimo previsto per l’anno in cui risulta non operativa.

Perdite su crediti

La deduzione delle perdite su crediti prescritti nel periodo d’imposta in cui gli stessi crediti sono andati in prescrizione è corretta anche se effettuata prima del periodo d’imposta in corso al 12 agosto 2012, data di entrata in vigore della legge 134/2012 che ha introdotto la novità normativa.

Reddito d’impresa

Concorrono alla formazione della base imponibile Irap delle imprese, anche se classificate tra i componenti straordinari di reddito, le sopravvenienze attive e passive relative a cespiti persi a causa di un evento calamitoso.

I maggiori valori che, per qualunque motivo, sono imputati in aumento dell’onere sostenuto per l’acquisto di beni merce, valutati a costo specifico, sono fiscalmente irrilevanti.

Per i veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo di imposta, come per gli altri beni mobili d’impresa, la deduzione dei canoni di leasing relativi a contratti stipulati a decorrere dall’1 gennaio 2014, deve avvenire in un tempo minimo pari alla metà del periodo di ammortamento (due anni).

Imu

Non è ammessa la deducibilità del 50% della quota Imu deducibile (30% per il 2013, 20% dal 2014) versata per gli immobili utilizzati promiscuamente da imprese o professionisti.

La deduzione dell’Imu dal reddito di impresa e di lavoro autonomo è consentita a partire da quella relativa all’anno 2013; pertanto, un’eventuale Imu 2012 versata tardivamente nel 2013 è indeducibile. La deducibilità dell’imposta è legata al suo effettivo pagamento: l’Imu 2013 versata tardivamente nel 2014 non potrà essere “scalata” nel 2013, ma nel 2014.

Rivalutazioni

Non è possibile effettuare una rivalutazione dei beni d’impresa con rilevanza solo civilistica: l’operazione fatta a livello contabile assume necessariamente anche una valenza fiscale e, dunque, si perfeziona solo con il versamento dell’imposta sostitutiva che serve, appunto, per il riconoscimento fiscale del maggior valore iscritto in bilancio.

Acquisto di mobili e grandi elettrodomestici

In linea generale, gli interventi finalizzati alla prevenzione di atti illeciti da parte di terzi, agevolati con il “bonus ristrutturazioni”, non danno diritto all’ulteriore detrazione prevista per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati all’arredo dell’immobile ristrutturato. Tuttavia, è fruibile anche il “bonus arredi”, nel caso in cui le misure di prevenzione siano inquadrabili come interventi di manutenzione ordinaria (solo se sulle parti comuni), manutenzione straordinaria, restauro o risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia.

Compensazioni e crediti d’imposta

Il limite di 15mila euro – introdotto dalla Stabilità 2014 – superato il quale diventa obbligatorio il visto di conformità della dichiarazione per l’utilizzo in compensazione dei crediti fiscali (derivanti da imposte sui redditi e relative addizionali, da ritenute alla fonte, da imposte sostitutive), riguarda esclusivamente la “compensazione orizzontale”.

Il limite va riferito alle singole tipologie di crediti emergenti dalla dichiarazione. Le compensazioni oltre soglia possono avvenire anche prima di presentare la dichiarazione da cui emergono i crediti, diversamente da quanto previsto per le compensazioni Iva.

La disposizione riguarda i crediti maturati a partire dall’anno d’imposta 2013. Pertanto, il credito risultante dalla dichiarazione 2012, non utilizzato nel corso del 2013, può essere compensato senza tener conto del nuovo limite fino a quando non confluisce nella dichiarazione 2014 (relativa al 2013), all’interno della quale viene “rigenerato” sommandosi al credito maturato nel 2013.

Solo per dipendenti e assimilati

La misura introdotta dalla Stabilità 2014, che dispone controlli preventivi sui rimborsi da 730 superiori a 4mila euro (con erogazione delle eventuali somme spettanti da parte, non del sostituto d’imposta, ma della stessa Agenzia delle Entrate, una volta effettuati i controlli), non trova applicazione in assenza di richiesta di detrazioni per carichi di famiglia e di riconoscimento di eccedenze d’imposta derivanti da precedenti dichiarazioni. In tali circostanze, quindi, i rimborsi, anche se superiori a 4mila euro, sono effettuati “ordinariamente” dal sostituto d’imposta, senza alcun controllo preventivo.

Inoltre, l’importo utilizzato in compensazione per i versamenti di altri tributi (Imu, Tasi, eccetera), non risultando come eccedenza nel quadro F del modello 730, non rileva ai fini della verifica dei 4mila euro.

Giudizi avverso gli accertamenti esecutivi

Nei giudizi relativi ad accertamenti esecutivi, riguardo ai quali l’ufficio riscuote le somme dovute a seguito di sentenza notificando al contribuente un’intimazione di pagamento, qualora si ritenga che l’ufficio abbia sbagliato a richiedere somme in pendenza di giudizio di secondo grado o di legittimità, ferma restando la possibilità di chiedere il riesame dell’atto in autotutela, l’intimazione può essere impugnata (previa mediazione tributaria, quando prevista) davanti alla Ctp per vizi propri dell’atto.

Indagini finanziarie

Nelle indagini finanziarie nei confronti di privati non si applicano le presunzioni sui prelevamenti, poiché gli stessi non sono tenuti a conservare alcun documento contabile; la presunzione sui prelevamenti opera soltanto per gli esercenti attività di impresa o di lavoro autonomo.

Diversamente, la presunzione per i versamenti si estende alla generalità dei soggetti passivi e delle diverse categorie reddituali.

Redditometro

In base ai contenuti del parere del Garante, le spese medie Istat sono legittimamente utilizzabili per il calcolo delle spese connesse ad elementi certi (in particolare, per il calcolo delle spese di manutenzione ordinaria degli immobili, acqua e condominio, parametrate ai metri quadri della casa, e delle spese relative all’utilizzo di veicoli, parametrate ai kw di potenza).

Gli importi corrisposti per le spese per beni e servizi di uso corrente, per il cui contenuto induttivo si fa esclusivo riferimento alla media Istat della tipologia di nucleo familiare e area geografica di appartenenza, concorrono alla ricostruzione sintetica del reddito e formano oggetto di contraddittorio esclusivamente se individuati puntualmente dall’ufficio. Anche le spese per elettrodomestici e arredi e altri beni e servizi per la casa, che seppure ancorate al possesso di uno o più immobili non sono determinate in base alle caratteristiche degli stessi, concorrono alla ricostruzione del reddito soltanto in presenza di importi effettivamente risultanti dai dati disponibili in Anagrafe tributaria.

Concorrono alla ricostruzione sintetica del reddito le spese certe, le spese per elementi certi, il fitto figurativo e la quota di risparmio formatasi nel corso dell’anno e non utilizzata per spese di investimento o per consumi.

La mancata presentazione del contribuente all’invito a fornire dati e notizie rilevanti per l’accertamento da redditometro rappresenta un comportamento sanzionabile (articolo11, comma 1, lettera c) del Dlgs 471/1997): di ciò sarà data specifica avvertenza nell’invito. Il contribuente può fornire chiarimenti sugli elementi di spesa individuati e sul proprio reddito fin dal primo incontro. Tuttavia, non è da escludere che il contribuente possa presentare i giustificativi non forniti secondo momento obbligatorio di confronto (articolo 38, comma 7, Dpr 600/1973).

Modello Cud

Il modello Cud non può essere considerato una dichiarazione validamente presentata (come invece previsto, in materia di condono, dalla legge 289/2002). Pertanto, se il contribuente titolare di un Cud ha omesso di presentare la dichiarazione dei redditi, pur essendo obbligato all’adempimento, il potere di accertamento sarà esercitabile fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la stessa avrebbe dovuto essere presentata (articolo 43 del Dpr 600/1973).

Attività finanziarie detenute all’estero

Le attività detenute all’estero per il tramite di una società italiana non vanno indicate nel quadro RW; se detenute per il tramite di una società localizzata in un Paese collaborativo, occorre limitarsi a indicare il valore della partecipazione

nella società estera. Qualora il contribuente detenga una partecipazione superiore al 25% in una società localizzata in un Paese non collaborativo, invece, dovrà indicare, in luogo della partecipazione, le attività patrimoniali e finanziarie detenute all’estero dalla società.

Gli amministratori con potere di firma sui conti correnti della società in uno Stato estero, che non siano beneficiari (ossia possessori) dei relativi redditi, non devono compilare, relativamente a dette consistenze/trasferimenti, il quadro RW della propria dichiarazione dei redditi.

Se un contribuente non fornisce all’intermediario depositario del proprio conto scudato la provvista per il pagamento dell’imposta di bollo speciale (articolo 19, commi da 6 a 12, Dl 201/2011), l’intermediario deve comunicare il nominativo nel quadro SO del modello 770. La riservatezza si perde dal 1° gennaio dell’anno successivo, considerato che per l’anno per il quale non si è pagato, l’imposta è prelevata in maniera forzosa dall’Agenzia.

Per le attività finanziarie detenute all’estero alla data del 1° gennaio, si applica il cambio medio del mese di dicembre dell’anno precedente, determinato con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

 

2) Tasi: chiarimenti dal Ministero dell’Economia

La delibera di approvazione delle aliquote Tasi deve essere inviata telematicamente entro il 23 maggio per la pubblicazione, con efficacia costitutiva, entro il 31 maggio 2014.

E’ questa l’importante precisazione fornita dal Ministero dell’Economia al question time del 14 maggio 2014.

Le preoccupazioni dei comuni sono legate ai possibili effetti negativi di cassa che si verificherebbero a causa della posticipazione del termine di versamento a dicembre della Tasi.

Inoltre, il dipartimento delle finanze è al lavoro per predisporre una circolare che affronterà il problema delle delibere dei comuni che non risultino pubblicate entro il termine del 31 maggio 2014.

 

3) Depenalizzazione del reato di omesso versamento di ritenute previdenziali

La Legge 67/2014 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 100 del 2 maggio 2014 e in vigore dal 17 maggio 2014) delega il governo a scrivere decreti legislativi di depenalizzazione a tutto campo. Entro un anno e mezzo l’ordinamento penale sarà alleggerito a causa della derubricazione di numerosi reati trasformati in illeciti amministrativi e della abrogazione di altri reati puniti solo con sanzioni civili. Un primo intervento sarà diretto a trasformare in illeciti amministrativi tutti i reati per i quali è prevista la sola pena della multa o dell’ammenda, ad eccezione di alcune materie. Le esclusioni riguardano: edilizia e urbanistica; ambiente, territorio e paesaggio; alimenti e bevande; salute e sicurezza nei luoghi di lavoro; sicurezza pubblica; giochi d’azzardo e scommesse; armi ed esplosivi; elezioni e finanziamento ai partiti; proprietà intellettuale e industriale.

 

4) Rimborsi fiscali, data certa ma provenienza da stabilire

Rimborsi fiscali sopra i 4 mila con data certa. Ma per sapere chi effettivamente erogherà i rimborsi è ancora presto. Il 14 maggio 2014, infatti, in Commissione finanze alla Camera, è stata votata all’unanimità la risoluzione n. 7-00282, con la quale si stabilisce che entro i sei mesi di tempo messi a disposizione dell’Amministrazione finanziaria per effettuare i controlli sui contribuenti che hanno superato la soglia dei 4 mila euro in presenza di carichi familiari l’Agenzia delle entrate dovrà anche garantire l’erogazione dei rimborsi. Resta in forse, però, la provenienza del quantum. Mentre, infatti, è stabilito che se entro dei mesi le Entrate non avranno effettuato i controlli i sostituti di imposta potranno ritenersi autorizzati ad erogare il rimborso senza attendere oltre, non è ancora chiaro cosa accadrà nel caso in cui il controllo, invece, venisse effettuato. Al momento, alla luce di quanto previsto dall’art. 1, comma 586 della legge di Stabilità 2014, l’ente erogatore dovrebbe rimanere l’amministrazione finanziaria ma, non è esclusa una modifica in corso d’opera.

È, infatti, in corso ad opera del governo e del Comitato ristretto comune alle due commissioni finanze di Camera e Senato, la stesura dei decreti attuativi della delega fiscale. Uno dei primi dovrebbe proprio avere ad oggetto il riordino del sistema dei Caf e la predisposizione del modello 730 precompilato.

 

5) Bonus mobili: cade il limite delle spese di ristrutturazione

Il Senato ha dato il via libera al DDL di conversione del D.L. n. 47/2014 sull’emergenza abitativa. Il provvedimento é ora passato all’esame della Camera.

E’ saltato il limite delle spese di ristrutturazione per il bonus mobili, che però mantiene il tetto dei 10.000 euro; viene estesa la cedolare secca al 10% per chi affitta a canone concordato per i Comuni colpiti da calamità naturali per i quali sia stato dichiarato lo stato di emergenza; viene, infine, reinserita, fino al 31 dicembre 2015, la norma che tutela chi denuncia i contratti in nero concedendogli di accedere al regime di canone concordato, caduta a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 50 del 2014.

Bonus mobili

L’emendamento approvato prevede la soppressione dell’ultimo periodo del comma 2 dell’art. 16 del D.L. n. 63/2013, introdotto dall’art. 1, comma 139, lett. d), n. 3) della L. 147/2013, con il quale era stato stabilito che le spese agevolabili per il “bonus mobili” non potessero essere superiori a quelle sostenute per i lavori di ristrutturazione.

Ora, invece, è stata ripristinata di fatto la versione originaria del testo per l’utilizzo del bonus su mobili ed elettrodomestici, che prevede a favore dei contribuenti che fruiscono della detrazione delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio di cui all’art. 16-bis del TUIR, una detrazione del 50% delle ulteriori spese, fino a 10.000 euro, sostenute per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, nonché A per i forni, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. Inoltre, l’emendamento precisa che per un periodo dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2014 tali spese sono computate, ai fini della fruizione della detrazione di imposta, indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione che fruiscono delle detrazioni ex art. 16, comma 1 del D.L. n. 63/2013.

Cedolare secca

Infine, con la nuova formulazione che deve attendere il via libera della Camera, si ha l’estensione della cedolare secca al 10% per chi affitta a canone concordato per i Comuni colpiti da calamità naturali per i quali sia stato dichiarato lo stato di emergenza.

 

 6) Scheda del due per mille: disponibile la versione editabile

Può essere compilata direttamente sul computer, scaricandola dal sito delle Entrate, inserendo i propri dati e la firma in corrispondenza del partito che si intende sostenere.

On line la versione editabile della scheda per destinare il 2 per mille dell’Irpef ai partiti politici. È compilabile direttamente sul proprio computer, scaricandola dalla sezione “Modulistica” del sito dell’Agenzia delle Entrate e inserendo, negli appositi spazi, i propri dati anagrafici e la firma in corrispondenza del partito che si intende sostenere.

Possono attribuire una quota della propria imposta sui redditi a una delle undici formazioni ammesse al sistema di finanziamento anche coloro che, pur essendo titolari di redditi, sono esonerati dall’obbligo di presentare la dichiarazione.

La presentazione, da effettuare entro le ordinarie scadenze stabilite per le dichiarazioni dei redditi e, comunque, entro il termine per l’invio telematico del modello Unico (30 settembre), può avvenire in diversi modi.

Il contribuente può spedire la scheda direttamente dal proprio pc, avvalendosi dei servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, oppure consegnarla al proprio sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale, a un Caf, a un altro intermediario abilitato o, infine, a un ufficio postale.

Nel caso in cui non venga spedita tramite Entratel o Fisconline, la scheda andrà stampata e inserita in una busta, sigillata e siglata dal contribuente, dove deve essere riportata la scritta “Scelta per la destinazione volontaria del due per mille dell’Irpef”, con indicazione del codice fiscale e del nome e cognome di chi effettua la scelta.

 

7) Commercialisti: richiesta la proroga della scadenza di versamento della Tasi

Le associazioni sindacali dei Commercialisti chiedono la proroga del versamento della Tasi.

ADC – AIDC – ANC – ANDOC – UNAGRACO – UNGDCEC – UNICO con un comunicato stampa congiunto del 14 maggio 2014 sull’imposta Tasi.

Ancora una volta, a ridosso di un adempimento fiscale di nuova introduzione quale, nel caso specifico, la TASI, le suddette Associazioni sono costrette a segnalare e sottolineare le enormi difficoltà che stanno incontrando i professionisti nel provvedere al calcolo ed alla liquidazione dell’imposta, a maggior ragione dopo le nuove disposizioni del D.L. 16 del 06.03.2014. In particolare il comma 688 dell’art.1 della Legge 147/2013 prevede che:

- la scadenza dei pagamenti è confermata al 16 giugno ed al 16 dicembre;

- per l’anno 2014 il calcolo dell’imposta dovrà essere effettuato sulla base delle delibere TASI che saranno pubblicate sul sito del MEF entro il prossimo 31 maggio;

- per i Comuni le cui delibere saranno pubblicate entro la predetta data del 31 maggio si dovrà procedere al calcolo della TASI sia per l’abitazione principale che per gli altri immobili (quali abitazioni secondarie, capannoni, negozi, uffici e aree edificabili).

- nel caso in cui i Comuni non pubblichino le loro delibere entro il 31 maggio p.v., per le sole abitazioni principali il versamento dovrà essere eseguito in un'unica rata entro il 16 dicembre, mentre, per tutti gli altri immobili, i contribuenti saranno tenuti ad eseguire il pagamento dell'acconto al 16 giugno applicando l’aliquota dell'1 per mille, per poi conguagliare a dicembre.

Senza entrare nel merito delle complicazioni poste dal rispetto del limite massimo previsto dalla Legge di stabilità, la quale impone, per ogni tipologia di immobile, che la somma delle aliquote IMU e TASI non possa superare il 10,6 per mille (come, ad esempio, nel caso in cui un comune avesse già fissato l’aliquota IMU massima per gli immobili a disposizione e/o locati), il primo aspetto che appare immediatamente evidente è che, considerato che le delibere pubblicate entro il 31 maggio esplicano efficacia rispetto alla liquidazione della prima rata di giugno, sia con riguardo alle abitazioni principali che rispetto a tutti gli altri immobili, ai professionisti resterebbero solo 10 giorni lavorativi per il reperimento delle delibere (e le relative complesse interpretazioni), l’adeguamento dei software, l’acquisizione di dati mai richiesti prima a taluni contribuenti (si pensi ai detentori di immobili per i quali ora necessitano gli identificativi catastali degli immobili detenuti), l’elaborazione dei modelli di pagamento.

Inoltre, nel caso della delibera comunale non pubblicata entro il 31 maggio, al quale sono interessati solo gli immobili diversi dalle abitazioni principali, oltre ai problemi già evidenziati, si pone l’ulteriore criticità del versamento della prima rata relativo a immobili che il comune potrebbe escludere dalla TASI con la delibera da adottarsi entro il 31 di Luglio (secondo la scadenza ad oggi conosciuta). Come conseguenza i versamenti di giugno potrebbero risultare non dovuti, generando così il diritto al rimborso e un ulteriore disagio ai contribuenti tenuti a presentare apposita istanza al comune. In particolare tale disagio colpirebbe ancor più gli inquilini impossibilitati ad effettuare eventuali compensazioni del credito TASI con l’IMU se non proprietari di altri immobili.

Queste motivazioni appaioni già di per sé più che sufficienti per chiedere a gran voce una cospicua proroga, senza applicazione di sanzioni e interessi, del termine di versamento della prima rata del tributo.

 

8) Modificati Unico 2014-ENC, Unico 2014-SC, Unico 2014-SP, Consolidato nazionale e mondiale 2014 e Irap 2014

Con il provvedimento direttoriale n. 67438 del 15 maggio 2014 sono state approvate alcune modifiche alle istruzioni e ai modelli di dichiarazione Unico 2014-ENC, Unico 2014-SC, Unico 2014-SP, Consolidato nazionale e mondiale 2014 e Irap 2014, approvati con separati provvedimenti del 31 gennaio 2014, nonché alle istruzioni e al modello per la Comunicazione relativa al regime di tassazione del consolidato nazionale, approvato con provvedimento del 2 agosto 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 194 del 19 agosto 2004.

Inoltre, con il presente provvedimento vengono approvate alcune modifiche alle specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati contenuti nei modelli Unico 2014-ENC, Unico 2014-SC, Unico 2014-SP, Consolidato nazionale e mondiale 2014 e Irap 2014, approvate con separati provvedimenti del 17 febbraio 2014, nonché alle specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati contenuti nella Comunicazione relativa al regime di tassazione del consolidato nazionale, approvato con provvedimento del 2 agosto 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 194 del 19 agosto 2004.

Le modifiche alle istruzioni e ai modelli di dichiarazione si rendono necessarie per gli aggiornamenti e per la correzione di alcuni errori materiali riscontrati successivamente alla loro pubblicazione sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate.

 

9) Titoli di Stato: nessuna modifica alla tassazione

In merito alle voci riferite da alcuni operatori di mercato, molto probabilmente alla base del movimento di queste ore sullo spread tra BTp e Bund, secondo le quali un paese dell’area Euro valuterebbe l’ipotesi di modificare retroattivamente la tassazione sui propri titoli di Stato, il Ministero dell’Economia e delle Finanze segnala che il Governo italiano non ha mai ipotizzato alcun intervento di questa natura.

(MEF, comunicato stampa n. 123 del 15 maggio 2014)

 

Vincenzo D’Andò