Diario quotidiano del 14 maggio 2014: tutti gli aggiornamenti sulla modulistica fiscale

Pubblicato il 14 maggio 2014



modificati i Modelli 770/2014, Unico PF 2014; é’ disponibile il software “Parametri 2014”; stabile l’apertura delle partite IVA a marzo 2014; una PEC per ogni azienda; pubblicati in G.U. i correttivi anticrisi agli studi di settore 2013; pubblicate le analisi nel nuovo Rapporto Immobiliare 2013; come recuperare il bonus di € 80,00; omesso versamento: basta il modello 770 per condannare il datore di lavoro; destinazione dell’8 e 5 per mille: disponibile il software di compilazione; ditte con impianti in Sicilia: i codici tributo

  Indice:

 1) Modificati i Modelli 770/2014, Unico PF 2014

 2) E’ disponibile il software “Parametri 2014”

 3) Stabile l’apertura delle partite IVA a marzo 2014

 4) Una PEC per ogni azienda

 5) Pubblicati in G.U. i correttivi anticrisi agli studi di settore 2013

 6) Lo scenario del mercato residenziale nel 2013: pubblicate le analisi nel nuovo Rapporto Immobiliare

 7) Come recuperare il bonus di € 80,00

 8) Omesso versamento: basta il modello 770 per condannare il datore di lavoro

 9) Destinazione dell’8 e 5 per mille: disponibile il software di compilazione

 10) Ditte con impianti in Sicilia: istituiti i codici tributo per la quota Ires/Irpef

 

 

1) Modificati i Modelli 770/2014, Unico PF 2014

Con il provvedimento direttoriale n. 64842 del 12 maggio 2014 sono state approvate alcune modifiche ai modelli di dichiarazione 770/2014 Semplificato, 770/2014 Ordinario e Unico 2014–PF, nonché alle relative istruzioni e specifiche tecniche.

Le modifiche si sono rese necessarie per correggere alcuni errori materiali riscontrati successivamente alla pubblicazione dei predetti modelli di dichiarazione sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate e delle relative specifiche tecniche.

L’aggiornamento delle istruzioni del modello Unico PF è necessario per tenere conto delle disposizioni modificative recate dal Decreto Legge n. 66 del 24 aprile 2014, relative alla disciplina sulla rivalutazione dei beni di impresa e delle partecipazioni.

 

2) E’ disponibile il software “Parametri 2014”

Dal 12 maggio 2014 è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate il software “Parametri 2014”.

Il prodotto informatico è rivolto a imprenditori, professionisti e lavoratori autonomi che esercitano attività per le quali non sono stati ancora approvati gli studi di settore o, seppure approvati, operano condizioni di inapplicabilità non estensibili ai parametri.

Il sistema di calcolo, che permette di determinare i ricavi e i compensi realizzati nel periodo di imposta 2013, si basa sulle variabili contabili che caratterizzano l’attività del contribuente e sulla combinazione di diverse tecniche statistico-matematiche.I valori di tali variabili servono per individuare i “parametri di riferimento” da impiegare per il calcolo del maggior ricavo o del maggior compenso.

Il software è gratuito ed è possibile scaricarlo nella sezione “Strumenti” seguendo il percorso Software di compilazione - Modelli di dichiarazione - Parametri 2014.

In rete, insieme all’applicazione destinata a piattaforme tipo Windows XP, Windows Vista, Windows 7, Windows 8, le caratteristiche tecniche e le istruzioni per l’impiego della stessa.

Una volta precisata la configurazione informatica necessaria a farlo funzionare, l’utente viene guidato nell’installazione del prodotto e, successivamente, nel suo utilizzo.

Come di consueto, l’Agenzia ha predisposto un servizio di assistenza telefonica, al numero verde 800279107, attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18 e il sabato dalle 8 alle 14. Il servizio di assistenza è a disposizione dei contribuenti che incontrano difficoltà sia nell’istallazione del software sia nella gestione del prodotto stesso.

 

3) Stabile l’apertura delle partite IVA a marzo 2014

A marzo 2014 sono state aperte 52.520 nuove partite Iva, in confronto al corrispondente mese dell’anno precedente si registra una sostanziale stabilità (+0,4%).

La distribuzione per natura giuridica evidenzia che la quota relativa alle persone fisiche nelle nuove aperture è pari al 73,1% del totale, le società di capitali sono pari al 20%, le società di persone si attestano al 6,4%, mentre la quota dei “non residenti” ed “altre forme giuridiche” rappresenta solo lo 0,6%. Rispetto al marzo 2013 le società di persone accusano un considerevole calo di aperture (-15%), al contrario le società di capitali mostrano un sensibile aumento (+11,7%) legato verosimilmente alle recenti norme civilistiche che facilitano l’apertura di società a responsabilità limitata. Le nuove partite iva intestate a persone fisiche rimangono sostanzialmente stabili.

Riguardo alla ripartizione territoriale circa il 42,2% delle partite Iva avviate a marzo 2014 è localizzato al Nord, il 22,9% al Centro ed il 34,8% al Sud ed Isole. Il confronto con lo stesso mese dell’anno precedente mostra un aumento di aperture nelle regioni del Mezzogiorno, in particolare in Calabria (+12%), mentre al Centro-Nord prevalgono le flessioni, con il calo più significativo nella Provincia Autonoma di Trento (-7,3%).

In base alla classificazione per settore produttivo il commercio si conferma al primo posto con un numero di aperture di partite Iva pari al 23% del totale, seguito dalle attività professionali con il 15% ed entrambe l’agricoltura e l’edilizia al 9,6%. Rispetto al marzo 2013, tra i principali settori, gli incrementi maggiori si notano nei servizi informativi (+5,9%), nell’alloggio/ristorazione (+5,7%) e nella sanità (+5,1%). Un calo più marcato si rileva invece nelle attività finanziarie (-22,4%), mentre flessioni più contenute si osservano per i trasporti (-6,7%) e le attività artistiche (-5,1%).

Relativamente alle persone fisiche, la ripartizione per sesso è stabile, con i maschi che risultano intestatari del 63,7% di nuove partite Iva. Il 49% delle aperture è dovuto a giovani fino a 35 anni ed il 34% alla classe 36-50 anni. Rispetto al marzo 2013 risultano in calo le partite Iva aperte da giovani fino a 35 anni (-3,4%) ed aumentano quelle attivate da soggetti appartenenti alla fascia di età 51-65 anni (+3,1%).

Le adesioni al regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità in questo mese sono state circa 14.800, pari al 28% del totale delle nuove aperture, con un aumento del 4,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il 67% delle adesioni al nuovo regime fiscale è avvenuto da parte di giovani fino a 35 anni. Il regime di vantaggio limita per cinque anni l’imposta dovuta al 5% degli utili dichiarati, esonerando da Iva ed Irap.

(MEF, comunicato del 12 maggio 2014)

 

4) Una PEC per ogni azienda

Le imprese non possono più indicare l’indirizzo di PEC di un terzo ai fini dell’iscrizione nel registro delle imprese.

Dunque, non é possibile, per le imprese societarie e individuali, indicare l’indirizzo di PEC di un terzo ai fini dell’adempimento pubblicitario presso il registro delle imprese. Per ogni impresa (sia essa societaria o individuale) deve essere iscritto, nel registro delle imprese, un distinto indirizzo di PEC.

Lo ha precisato il MISE con la circolare n. 77684 del 09 maggio 2014 che evidenzia come non sia più possibile riportare l’indirizzo PEC di un terzo ai fini dell’adempimento pubblicitario. Per ogni impresa, infatti, deve essere iscritto nel Registro delle imprese un indirizzo di PEC alla stessa esclusivamente riconducibile.

Dunque, l’iscrizione del medesimo indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC) per due distinte imprese, tra loro non collegate, comporta la cancellazione d’ufficio del dato ex art. 2191 c.c..

 

5) Pubblicati in G.U. i correttivi anticrisi agli studi di settore 2013

Pubblicato il DM 2 maggio 2014, sulla GU Serie Generale n.108 del 12-5-2014, recante Approvazione della revisione congiunturale speciale degli studi di settore per il periodo di imposta 2013.

Si tratta dei correttivi:

- all’indicatore di normalità economica legato alla rotazione del magazzino;

- specifici per la crisi;

- congiunturali di settore, applicabili a tutti i contribuenti non congrui e calcolati cluster per cluster, i quali andranno ad adattare la funzione di ricavo in relazione alla contrazione dei margini e al minor utilizzo degli impianti;

- congiunturali individuali, che saranno applicati sul singolo contribuente la cui crisi, manifestata dalla contrazione dei costi variabili rispetto al biennio precedente, sia superiore a quella media del cluster e, quindi, non possa essere colta dal correttivo specifico di settore.

Nel comparto dei professionisti, sono confermati il correttivo legato alla riduzione delle tariffe applicate e quello legato al ritardato pagamento dei clienti, colto dall’informazione fornita nello studio di settore sulla percentuale di compensi relativi a lavori iniziati e completati nell’anno.

Nel frattempo poiché GE.RI.CO. è in ritardo, i commercialisti cominciano a chiedere una proroga della scadenza per il versamento delle imposte.

 

6) Lo scenario del mercato residenziale nel 2013: pubblicate le analisi nel nuovo Rapporto Immobiliare

Migliora nel 2013 la possibilità di accesso delle famiglie italiane all’acquisto di un’abitazione, ma continua il calo delle compravendite che, con 407mila unità immobiliari scambiate, fa registrare un -9,2% rispetto all’anno precedente.

Sono solo alcuni dei dati contenuti nel Rapporto Immobiliare 2014, lo studio annuale sul mercato delle abitazioni presentato il 13 maggio 2014 a Roma, frutto della collaborazione tra l’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate (Omi) e l’Associazione Bancaria Italiana (Abi). I temi del convegno, presieduto dal Vice Direttore dell’Agenzia, Gabriella Alemanno, e dal Direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini, sono stati discussi e analizzati da Gianni Guerrieri, Direttore centrale Omi, e da Gianfranco Torriero, Direttore centrale Abi. Sono seguiti gli interventi di Roberto Monducci, Responsabile del Dipartimento per i Conti Nazionali e le Statistiche Economiche Istat, e di Mario Breglia, Presidente di Scenari Immobiliari, che hanno fornito ulteriori contributi al mosaico del mercato italiano.

L’indice di accessibilità e le famiglie

L’indice, elaborato dall’Ufficio Studi Abi secondo le prassi metodologiche di matrice anglosassone, sintetizza l’analisi dei vari fattori che influenzano la possibilità per le famiglie di comprare casa indebitandosi e ne descrive l’andamento (reddito disponibile, prezzi delle case, andamento, tassi di interesse sui mutui). Nel 2013 l’indice registra un significativo miglioramento che lo riporta in linea con i valori pre-crisi superando le difficoltà registrate in seguito alla crisi dei debiti sovrani. L’andamento è principalmente dovuto a un miglioramento del prezzo

relativo delle case rispetto al reddito disponibile, più precisamente alla diminuzione del prezzo delle case; al miglioramento contribuisce l’andamento dei tassi di interesse sui mutui. Il miglioramento delle condizioni di accesso all’acquisto di una abitazione ha riguardato non solo il totale delle famiglie ma anche segmenti di famiglie che continuano a presentare, comunque, particolari fragilità rispetto al tema dell’acquisto di una abitazione: quelle delle famiglie di giovani e quelle che abitano nei grandi centri urbani. In termini distributivi, la quota di famiglie che dispone di un reddito sufficiente a coprire almeno il 30% del costo annuo del mutuo per l’acquisto di una casa è, infatti, di poco superiore al 50%, valore in buon recupero rispetto a 5 anni prima. Il miglioramento dell’indice di accessibilità trova riscontro anche nella ripresa del mercato dei mutui. Nei primi tre mesi del 2014 le nuove erogazioni (riferite a un campione, altamente rappresentativo, di 88 banche) hanno registrato un incremento superiore al 20% rispetto allo stesso periodo del 2013.

Il panorama immobiliare del 2013

Il volume complessivo delle abitazioni compravendute nel 2013 è pari a 406.928 unità rispetto alle 448.364 del 2012 (-9,2%).

Il calo, che nel corso dell’anno ha subito anche un lieve rallentamento, ha riguardato maggiormente le aree del Centro (-10,3%) e delle Isole (-10,8%). Seguono il Sud (-9,8%), il Nord Ovest (-8,8%) e il Nord Est (-7,5%). Nel 2013, in tutti i Comuni le perdite più elevate si sono registrate nelle compravendite di abitazioni “monolocali” (-10,5%) e “piccole” (-9%). Unica eccezione il rialzo del 5,6% per le abitazioni “medio piccole” nei capoluoghi del Nord Est. In generale, la tipologia abitativa più venduta è stata la “media”.

Il mattone nelle grandi città e loro province

Nelle maggiori città per numero di abitanti, le compravendite di case nel 2013 sono complessivamente diminuite del 5,5%.

Napoli (-15,2%) e Genova (-10,3%) mostrano le flessioni più marcate, mentre Roma segue con una discesa del 7,3%. Segnali positivi invece per Milano, che risale del 3,4% e, in maniera più contenuta, Bologna con l’1,5%. Nei Comuni delle province delle grandi città la flessione nella compravendita di case risulta più elevata (-10,6%). I cali maggiori si registrano a Roma (-13,8%) e a Milano (-11,1%); Torino e Genova seguono

ex aequo (-10,2%). Chiudono la serie, con il calo minore, i Comuni della provincia di Bologna (-5,7%).

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 56 del 13 maggio 2014)

 

7) Come recuperare il bonus di € 80,00

L’Inps, con la circolare n. 60 del 12 maggio 2014, ha reso note le modalità che i datori di lavoro/committenti dovranno utilizzare per il recupero del beneficio (c.d. bonus 80 euro) introdotto dall’art. 1 del D.L. n. 66/2014 sui contributi previdenziali.

Come noto il predetto provvedimento stabilisce che, ai fini del recupero degli importi riconosciuti, il sostituto d’imposta utilizza, fino a capienza, l’ammontare delle ritenute disponibili in ciascun periodo di paga e, per differenza, i contributi previdenziali dovuti per il medesimo periodo di paga.

L’INPS prima ricorda che ai predetti fini l’Agenzia delle entrate ha istituito il codice tributo 1655 da utilizzare nel modello F24, ed poi fornisce istruzioni per il recupero da parte delle Amministrazioni pubbliche limitandosi a precisare che i datori di lavoro/committenti potranno utilizzare il nuovo codice “anche a valere sui contributi previdenziali”.

 

8) Omesso versamento: basta il modello 770 per condannare il datore di lavoro

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 19454 del 12 maggio 2014, ha stabilito che per provare il reato di omesso versamento di ritenute effettivamente operate è sufficiente la loro indicazione nella dichiarazione del sostituto di imposta, non essendo necessarie le certificazioni rilasciate ai sostituti.

Il caso ha riguardato un contribuente che era stato denunciato per il delitto previsto dall’art. 10 bis del D.Lgs. 74/2000 in base al quale è punito con la reclusione da sei mesi a due anni chiunque non versa entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione annuale di sostituto di imposta ritenute risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituti, per un ammontare superiore a 50mila euro per ciascun periodo d'imposta. Tale contribuente aveva omesso di versare le ritenute operate sulle retribuzioni dei propri dipendenti.

9) Destinazione dell’8 e 5 per mille: disponibile il software di compilazione

Il software Scelte 2014 (versione 1.0.0. del 12 maggio 2014) consente la compilazione del modello relativo alle scelte del Cinque e dell'Otto per mille 2014 per i soggetti esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi e la creazione del relativo file da inviare telematicamente.

E’ on line “Scelte 2014”, per i contribuenti che non sono tenuti a presentare il modello 730 o Unico Pf. Con il software, disponibile sul sito dell’Agenzia, è possibile compilare la scheda per la destinazione dell’8 e del 5 per mille dell’Irpef e creare il file da trasmettere telematicamente all'Amministrazione finanziaria, direttamente o attraverso un intermediario autorizzato.

Gli utenti possono accedere al programma aggiornato, tramite il web, senza compiere alcuna procedura di installazione, grazie alla nuova tecnologia di distribuzione basata su Java. Basta avere un pc che possa leggere e stampare file in pdf e collegarsi al sito dell’Agenzia.

Il contribuente può facilmente verificare la corretta trasmissione della scheda: con un clik accede alla sezione “Ricevute” e controlla che il sistema abbia prodotto la comunicazione di avvenuta presentazione. Nel caso di dati inesatti, il sistema stesso informa che il documento è stato scartato.

Le scelte della destinazione dell’8 e del 5 per mille del gettito Irpef, destinati rispettivamente allo Stato o alle associazioni religiose la prima, agli enti che perseguono interessi sociali la seconda, non sono alternative e possono essere espresse entrambe.

Oltre al canale telematico i contribuenti possono consegnare la scheda in busta chiusa, entro il 30 settembre, a un ufficio postale, che provvederà a trasmetterla all’Amministrazione finanziaria, oppure a un intermediario abilitato alla trasmissione telematica.

 

 

10) Ditte con impianti in Sicilia: istituiti i codici tributo per la quota Ires/Irpef

L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 50/E del 13 maggio 2014 ha istituito i codici tributo per la quota Ires/Irpef che consentono alle imprese industriali e commerciali con domicilio fiscale fuori dal territorio dell’isola di versare l’imposta sui redditi di spettanza della Regione.

Si tratta dei codici tributo a disposizione delle imprese tenute a liquidare alla regione Sicilia una quota dell’Ires o dell’Irpef e, in caso di ravvedimento, le sanzioni e gli interessi. Si tratta dei titolari di attività con sede centrale fuori dal territorio regionale, ma che in esso possiedono stabilimenti e impianti (decreto Mef 19 dicembre 2013).

Vanno esposti nella sezione “Erario” del modello F24, in corrispondenza delle somme riportate nella colonna “importi a debito versati”, con indicazione, nel campo “anno di riferimento”, dell’anno d’imposta per cui si effettua il versamento:

2031 - Quota Ires impianti in Sicilia (acconto prima rata)

2032 - Quota Ires impianti in Sicilia (acconto seconda rata o in unica soluzione)

2033 - Quota Ires impianti in Sicilia (saldo)

2034 - Quota Ires impianti in Sicilia (addizionale - settore petrolifero e gas - acconto prima rata)

2035 - Quota Ires impianti in Sicilia (addizionale - settore petrolifero e gas - acconto seconda rata o in unica soluzione)

2036 - Quota Ires impianti in Sicilia (addizionale - settore petrolifero e gas - saldo)

2037 - Quota Ires impianti in Sicilia (addizionale - enti creditizi, finanziari e assicurativi)

2038 - Quota Ires impianti in Sicilia (maggiorazione - società di comodo - acconto prima rata)

2039 - Quota Ires impianti in Sicilia (maggiorazione - società di comodo - acconto seconda rata o in unica soluzione)

2040 - Quota Ires impianti in Sicilia (maggiorazione - società di comodo - saldo)

4036 - Quota Irpef impianti in Sicilia (acconto prima rata)

4037 - Quota Irpef impianti in Sicilia (acconto seconda rata o in unica soluzione)

4038 - Quota Irpef impianti in Sicilia (saldo)

8083 - Quota Ires impianti in Sicilia (sanzione da ravvedimento)

1909 - Quota Ires impianti in Sicilia (interessi da ravvedimento)

8938 - Quota Irpef impianti in Sicilia (sanzione da ravvedimento)

1988 - Quota Irpef impianti in Sicilia (interessi da ravvedimento).

I codici 2033, 2036, 2037, 2040 e 4038 sono utilizzabili anche in corrispondenza degli “importi a credito compensati”.

Per i codici 2031, 2033, 2034, 2036, 2037, 2038, 2040, 4036 e 4038, in caso di versamento rateale, nel campo “rateazione/regione/prov./mese rif.” va riportato il numero della rata in pagamento (le prime due cifre) e il numero totale delle rate (le altre due cifre); in caso di pagamento in unica soluzione, va scritto “0101”.

 

Vincenzo D’Andò