Diario fiscale del 12 maggio 2014: IRAP e professionisti, le ultime dalla Cassazione

Pubblicato il 12 maggio 2014



riduzione dei premi e contributi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali; esenzione Irap professionisti: prestazioni non occasionali al vaglio della Cassazione; dal prossimo mese di ottobre quasi tutti i modelli F24 dovranno essere presentati sul web delle Entrate; acconti Irpef: nel Modello Unico predisposto un rigo dedicato ai casi particolari di ricalcolo; Srl: non può essere cancellata d’ufficio dal Registro delle Imprese; il venditore che ha pagato l’imposta di registro a seguito di concordato non può poi rivalersi sull’acquirente; niente ricorso “per saltum” in Cassazione; condanna al pagamento di interessi: violato il principio di effettività del diritto comunitario

 

 Indice:

 1) Riduzione dei premi e contributi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali

 2) Esenzione Irap professionisti: prestazioni non occasionali al vaglio della Cassazione

 3) Dal prossimo mese di ottobre quasi tutti i modelli F24 dovranno essere presentati sul web delle Entrate

 4) Acconti Irpef: nel Modello Unico predisposto un rigo dedicato ai casi particolari di ricalcolo

 5) Srl: non può essere cancellata d’ufficio dal Registro delle Imprese

 6) Il venditore che ha pagato l’imposta di registro a seguito di concordato non può poi rivalersi sull’acquirente

 7) Niente ricorso “per saltum” in Cassazione

 8) Condanna al pagamento di interessi: violato il principio di effettività del diritto comunitario

 

1) Riduzione dei premi e contributi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali

L’Inail, con la circolare n. 25 del 07 maggio 2014, ha illustrato i criteri e le modalità operative per l’applicazione della riduzione dei premi e contributi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali per l’anno 2014 (come previsto dall’art. 1, comma 128, della Legge n. 147/2013 - c.d. Legge di stabilità 2014).

La riduzione si applica a tutte le tipologie di premi e contributi dovuti per l’anno 2014 e per gli anni seguenti fino alla revisione delle tariffe e precisamente:

- ai premi della gestione industria di cui al titolo I del d.p.r. 1124/1965 determinati ai sensi dell’art. 41 in base ai tassi previsti dalle Tariffe approvate con il D.M. 12 dicembre 2000 (cd. premi ordinari);

- ai premi della gestione navigazione di cui al citato titolo I determinati in base al piano tariffario vigente;

- ai premi speciali di cui al citato titolo I determinati ai sensi dell’art. 42 del d.p.r. 1124/1965 e ai premi speciali per l’assicurazione contro le malattie e le lesioni causate dall’azione dei raggi X e delle sostanze radioattive di cui alla legge 93/1958;

ai contributi assicurativi della gestione agricoltura di cui al titolo II del citato d.p.r. 1124/1965, riscossi in forma unificata dall’Inps.

Per espressa previsione di legge sono invece esclusi dalla riduzione:

- i premi per l’assicurazione contro gli infortuni in ambito domestico;- i contributi per fini assicurativi contro gli infortuni per il lavoro occasionale accessorio;- i contributi per l’assicurazione degli apprendisti, riscossi dall’Inps in forma unificata;

- i contributi dovuti per l’assicurazione degli addetti ai servizi domestici e familiari, anch’essi riscossi in modalità unificata dall’Inps.

La misura della riduzione percentuale dell’importo dei premi e contributi é pari al 14,17%.

La percentuale del 14,17% si applica in uguale misura a tutte le tipologie di premi e contributi oggetto di riduzione, in presenza dei criteri generali esposti nella circolare stessa.

(Inail, circolare n. 25 del 07 maggio 2014)

 

2) Esenzione Irap professionisti: prestazioni non occasionali al vaglio della Cassazione

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9790 del 07 maggio 2014, conferma quanto già statuito in precedenza:

Il professionista che si avvale di un dipendente ovvero di un collaboratore non occasionale integra il requisito della “stabile organizzazione” e come tale è assoggettabile ad Irap.

Nel caso di specie, un consulente aziendale, impugnava il silenzio-rifiuto dell’Agenzia delle entrate sull’istanza di rimborso delle somme versate a titolo di Irap per un biennio. L’Agenzia resisteva al ricorso rilevando l’utilizzo da parte del professionista di prestazioni di lavoro continuative da parte di terzi in entrambi gli anni di imposta. La CTP respingeva il ricorso riscontrando la sussistenza di indici di autonoma organizzazione, tra i quali l’utilizzo di dipendenti e collaboratori. Proponeva appello il professionista affermando di non aver avuto dipendenti se non meramente occasionali e che l’attività svolta avveniva con il suo preponderante apporto personale. L’Agenzia nel costituirsi chiedeva la reiezione dell’appello, sottolineando come dalle dichiarazioni dei redditi presentate dal consulente emergevano compensi da lavoro dipendente erogate a terzi. La CTR accoglieva l’appello affermando che la natura di lavoro dipendente o autonomo delle collaborazioni esterne cui il professionista abbia fatto ricorso non sia di per sé determinante ai fini della decisione in merito alla sussistenza dell’autonoma organizzazione, che costituisce presupposto e base di commisurazione dell’imposta, dovendo farsi luogo ad una valutazione complessiva di tutti i fattori impiegati dal professionista. Per la cassazione di detta sentenza ha proposto ricorso l’Agenzia delle Entrate, sottoponendo alla suprema Corte il seguente quesito:

Se il requisito dell’autonoma organizzazione di cui al combinato disposto degli artt. 2 e 3 comma 1 lett c), il cui accertamento spetta al giudice di merito, ricorre quando il contribuente si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui; dica pertanto se abbia errato la CTR nel ritenere che essersi avvalso in modo non occasionale di lavoro altrui non conduca senz’altro a ritenere sussistente il presupposto d’imposta rappresentato dall’autonoma organizzazione.

Ha premesso la Corte che, come più volte chiarito, in tema di Irap, l'esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, di attività di lavoro autonomo diversa dall’impresa commerciale costituisce, secondo l’interpretazione costituzionalmente orientata fornita dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 156 del 2001, presupposto dell’imposta soltanto qualora si tratti di attività autonomamente organizzata. Il requisito dell’autonoma organizzazione, il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente che eserciti attività di lavoro autonomo;

a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia quindi inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse;

b) impieghi beni strumentali eccedenti le quantità che, secondo “l’id quod plerumque accidit”, costituiscono nell'attualità il minimo indispensabile per l'esercizio dell'attività anche in assenza di organizzazione;

c) oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui.

Costituisce onere del contribuente che chieda il rimborso dell’imposta asseritamente non dovuta dare la prova dell'assenza delle predette condizioni.

Secondo il consolidato orientamento, conforme all’indirizzo espresso dalla Corte costituzionale e pienamente condivisibile e che va dunque riaffermato, nonostante qualche isolato precedente contrario, l’impiego non occasionale di lavoro altrui, deve ritenersi di per sè integrativo del requisito dell’autonoma organizzazione, non rilevando che la struttura posta a sostegno e potenziamento dell'attività professionale del contribuente sia fornita da personale dipendente o da un terzo in base ad un contratto di collaborazione.

In presenza di detto requisito si è dunque necessariamente in presenza di una struttura organizzativa avente rilevanza esterna e che richiede un’attività di coordinamento dei diversi fattori produttivi da parte del professionista, si da assorbire e rendere superfluo la valutazione complessiva degli altri fattori e del valore dei beni strumentali complessivamente impiegati. Occorre dunque ribadire che l’essersi avvalso di un dipendente ovvero di un collaboratore non occasionale integra di per sé il requisito della stabile organizzazione. La sentenza della CTR, che ha al contrario affermato l’irrilevanza, ai fini della valutazione del requisito dell’autonoma organizzazione, dell’eventuale apporto di lavoro dipendente o di collaborazioni continuative esterne nell’attività del professionista, è stata dunque cassata.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 9790 del 07 maggio 2014)

 

3) Dal prossimo mese di ottobre quasi tutti i modelli F24 dovranno essere presentati sul web delle Entrate

Dal 1 ottobre 2014, sarà obbligatoria la presentazione telematica per tutti i modelli F24 contenenti compensazioni o di saldo superiore a 1.000 euro.

In particolare, dal mese di ottobre, tutti i modelli F24 contenenti compensazioni, oppure con un saldo finale superiore a 1.000 euro, dovranno essere presentati esclusivamente mediante i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle ‘ntrate, dalle banche, dalle Poste o dagli agenti della riscossione.

Ciò a seguito di quanto disposto dall’art. 11, comma 2, del recente D.L. n. 66 del 24 aprile 2014.

Vengono, quindi, introdotti ulteriori paletti alle modalità di presentazione dei modelli F24, in relazione ai versamenti di cui all’art. 17 del DLgs. 241/97 e alle compensazioni effettuate.

Si tratta, dunque, di nuovi vincoli che saranno operativi a partire dai modelli F24 presentati dal 1° ottobre 2014, e riguardano le tre seguenti ipotesi:

- F24 a saldo zero;

- F24 con saldo a debito, ma con compensazioni;

- F24 con saldo a debito superiore a 1.000 euro, senza compensazioni.

Riguardo al primo caso, i modelli F24 il cui saldo finale, per effetto delle compensazioni effettuate, sia di importo pari a zero, dovranno essere presentati esclusivamente mediante i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Diventerà quindi obbligatorio l’utilizzo dei seguenti servizi telematici:

- “F24 on line”, cui hanno accesso tutti i contribuenti in possesso del “pincode” di abilitazione; per usufruire di tale servizio è necessario avere un conto corrente presso una banca convenzionata con l’Agenzia delle Entrate o presso Poste Italiane, sul quale addebitare le somme dovute;

- “F24 web”, il quale consente ai contribuenti di compilare e trasmettere il modello di versamento senza la necessità di scaricare sul proprio computer alcun software; il pagamento avviene con un “ordine di addebito” sul conto corrente bancario o postale del contribuente, a beneficio dell’Agenzia delle Entrate;- “F24 cumulativo”, riservato agli incaricati della trasmissione telematica delle dichiarazioni, abilitati ad Entratel (es. dottori commercialisti, esperti contabili e consulenti del lavoro), che intendono eseguire i versamenti on line delle somme dovute dai propri clienti con addebito diretto sui conti correnti bancari o postali di questi ultimi o sul conto corrente dell’intermediario medesimo.

Non sarà, quindi, più possibile presentare i modelli F24:

- in formato cartaceo presso gli sportelli bancari, gli uffici postali o gli agenti della riscossione, qualora si tratti di contribuenti non titolari di partita IVA (a partire dal 2007, infatti, tutti i soggetti titolari di partita IVA sono già tenuti a presentare i modelli F24 esclusivamente con modalità telematiche);

- in via telematica, avvalendosi dei sistemi di home/remote banking collegati al circuito CBI (Corporate Banking Interbancari) del sistema bancario o di altri sistemi di home banking offerti dagli istituti di credito o dalle Poste.

Nel secondo caso rientrano, invece, i modelli F24 con un saldo finale positivo, ma nei quali siano state effettuate compensazioni; si tratta, quindi, dei modelli F24 in cui vengono indicati importi a debito superiori agli importi a credito.

In tale ipotesi la relativa presentazione dovrà avvenire esclusivamente mediante i servizi telematici messi a disposizione:

- dall’Agenzia delle Entrate, cioè mediante i suddetti servizi “F24 on line”, “F24 web” e “F24 cumulativo”;

- oppure dagli intermediari della riscossione convenzionati con la stessa, cioè banche, Poste e agenti della riscossione.

Infine, l’obbligo di utilizzare esclusivamente i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate o dagli intermediari della riscossione convenzionati con la stessa, si applicherà anche nel caso in cui il saldo finale del modello F24 sia di importo superiore a 1.000 euro, senza che siano state effettuate compensazioni.

Si tratta, quindi, del caso in cui il modello F24 evidenzia un importo a debito superiore a 1.000 euro, oppure comprenda più importi a debito che, sommati, danno un saldo finale superiore a 1.000 euro.

 

4) Acconti Irpef: nel Modello Unico predisposto un rigo dedicato ai casi particolari di ricalcolo

Novità per gli acconti Irpef 2014 nel modello Unico delle persone fisiche: Per il controlli degli acconti dovuti è stata inserita all’interno del quadro RN della dichiarazione delle persone fisiche una nuova sezione denominata “Acconti 2014”. Lo scopo della nuova sezione è dunque quella di monitorare gli importi dovuti dal contribuente a titolo di primo e di secondo acconto Irpef per l’anno 2014. Grazie ai dati che verranno infatti indicati dai contribuenti nei due righi aggiuntivi del quadro é possibile per l’Ufficio controllare il corretto versamento di quanto dovuto in sede di liquidazione del Modello Unico 2014.

La novità in questione riguarda per adesso soltanto la dichiarazione delle persone fisiche mentre per le società di capitali e di persone nessun dato viene richiesto in ordine agli acconti d'imposta dovuti.

La nuova sezione del modello Unico delle persone fisiche si compone di due soli righi: RN61 - acconto dovuto e RN62 - Casi particolari ricalcolo.

Come è noto per le persone fisiche l’acconto Irpef per l’anno 2014 risulta dovuto nella misura del 100% dell’importo indicato nel rigo differenza (RN33) qualora lo stesso sia pari o superiore ad Euro 52. Qualora invece l’importo del rigo differenza sia compreso tra 52 e 258 euro l'acconto sarà dovuto in unica soluzione entro il 30 novembre 2014.

Premesso ciò nel nuovo rigo RN61 il contribuente dovrà indicare nel campo 1 “primo acconto” l’importo pari al 40% del valore assunto dal suddetto rigo RN33, mentre la differenza pari al 60% dell’importo stesso, dovrà essere riportato nel campo 2 del nuovo rigo RN62 denominato appunto “secondo acconto dovuto”.

È ovvio che i valori degli acconti 2014 da indicare nel nuovo rigo RN61 sono quelli determinati sulla base del c.d. metodo storico. Pertanto eventuali minori versamenti non potrebbero venire sanzionati se frutto di una determinazione degli stessi sulla base di una previsione di un minor debito Irpef, poi effettivamente realizzatasi, per il periodo d’imposta 2014.

Il nuovo rigo RN62 deve essere, invece, utilizzato per indicare il reddito complessivo e gli acconti 2014 dovuti in alcuni casi particolari per i quali le norme vigenti prevedono la necessità di ricalcolare il reddito ai fini della determinazione degli acconti Irpef dovuti. È il caso, per es., dei c.d. transfrontaliero (titolari di reddito di lavoro dipendente prestato all'estero in via continuativa) per i quali l’acconto Irpef per il 2014 va calcolato senza tener conto delle franchigie di esenzione di Euro 6.700 previsto per il 2013. Questi soggetti dovranno compilare, in aggiunta al rigo RN61, anche il rigo RN62 indicando nel campo 1 l’importo del reddito netto complessivo ricalcolato, nel campo 2 l’imposta del rigo differenza ricalcolato.

 

5) Srl: non può essere cancellata d’ufficio dal Registro delle Imprese

Una società a responsabilità limitata, ove non abbia chiesto tramite il suo liquidatore, dopo l’approvazione ed il deposito del bilancio finale di liquidazione, la cancellazione dal registro delle imprese, non può essere cancellata d’ufficio, e continua ad essere tenuta all’obbligo di pagamento del diritto annuale camerale. Dunque, la Sezione Tributaria, pronunciandosi per la prima volta sulla relativa questione, ha sancito che una società a responsabilità limitata, ove non abbia chiesto tramite il suo liquidatore, dopo l’approvazione ed il deposito del bilancio finale di liquidazione, la cancellazione dal registro delle imprese, non può essere cancellata d’ufficio, e continua ad essere tenuta all’obbligo di pagamento del diritto annuale camerale.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 9007 del 18 aprile 2014)

 

6) Il venditore che ha pagato l’imposta di registro a seguito di concordato non può poi rivalersi sull’acquirente

Il venditore, il quale abbia pagato all’amministrazione finanziaria l’imposta integrativa di registro, definita soltanto nei suoi confronti mediante concordato fiscale, non ha azione di regresso verso l’acquirente rimasto estraneo al procedimento di accertamento per adesione.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 9859 del 07 maggio 2014)

 

7) Niente ricorso “per saltum” in Cassazione

Avverso l’ordinanza resa ai sensi dell’art. 1, comma 49, della Legge 28 giugno 2012, n. 92, non può trovare applicazione il ricorso “per saltum” di cui all’art. 360, comma 2, cod. proc. civ., in quanto contemplato soltanto in relazione ad una “sentenza appellabile”.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 10133 del 09 maggio 2014)

 

8) Condanna al pagamento di interessi: violato il principio di effettività del diritto comunitario

La sentenza di condanna al pagamento di interessi, dei quali sia indicata la decorrenza ma non la natura e la misura, si pone in contrasto con il principio di effettività del diritto comunitario, essendone impedita l’esecuzione ai sensi dell’art. 49 del Regolamento CE n. 44/2001 del 22 dicembre 2000.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 9862 del 7 maggio 2014)

 

Vincenzo D’Andò