Diario quotidiano del 9 maggio 2014, tra cui: bonus Irpef, ecco il codice tributo per il recupero del credito da parte dei datori di lavoro in F24

 

 Indice:
 1) Bonus Irpef: istituito il codice tributo per il recupero del credito da parte dei datori di lavoro con il Modello F24
 2) Commercialista: appropriazione indebita dei documenti contabili
 3) Strumenti per la determinazione diretta dell’alcole etilico
 4) Incentivi INAIL ISI 2013: click day il 29 maggio
 5) Fisco: Renzi, da prossimo anno addio a modello “740”
 6) Riduzione aliquote IRAP a partire dal 2014
 7) Studi di settore: l’avviso di accertamento deve essere motivato altrimenti è irregolare
 8) Fatto l’accertamento il fisco non può più integrarne i motivi nel giudizio
 9) Ente bilaterale Confimprese Italia: istituita causale per il finanziamento

 
 
1) Bonus Irpef: istituito il codice tributo per il recupero del credito da parte dei datori di lavoro con il Modello F24
L’Agenzia della Entrate, con la risoluzione n. 48/E del 07 maggio 2014, ha istituito il codice tributo per consentire ai sostituti d’imposta che erogano il bonus Irpef (introdotto dal D.L. n. 66/2014), di utilizzare in compensazione, tramite modello F24, le somme riconosciute in busta paga ai lavoratori dipendenti e assimilati.
Il codice tributo da utilizzare è il 1655.
Erogazione compensazione del bonus Irpef
Il bonus Irpef per lavoratori dipendenti e assimilati è riconosciuto in busta paga, a partire da maggio, senza dover fare alcuna domanda. Per consentirne la rapida fruizione, infatti, il credito sarà erogato direttamente dai datori di lavoro ai beneficiari che ne hanno i requisiti.
Dunque, per consentire ai datori di lavoro il recupero di quanto corrisposto ai beneficiari è stato istituito l’apposito codice tributo 1655, da utilizzare in compensazione mediante il modello F24.
 
2) Commercialista: appropriazione indebita dei documenti contabili
Il Commercialista non riceve il pagamento del proprio onorario dal cliente e allora decide di trattenerne le scritture contabili rifiutandone la restituzione.
Tutto ciò costituisce appropriazione indebita dei libri contabili del proprio cliente, cui si applicano le conseguenti sanzioni penali (con la possibile reclusione).
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18027 del 30 aprile 2014, ammonendo, quindi, tutti i professionisti che non devono ritardare nel consegnare i documenti contabili ai propri clienti.
Dunque, il Commercialista è obbligato a ridare le scritture contabili, non è solo una questione di deontologia professionale. I professionisti non possono, infatti, rinviare all’infinito il proprio cliente, adducendo scuse di vario tipo (ad es., il mancato pagamento degli onorari, il trasferimento dello studio, ecc.).
Secondo la Suprema Corte il Commercialista che non rispetta tale dovere risponde del reato di appropriazione indebita aggravata, rischiando addirittura la reclusione e multe salate.
Il rifiuto del professionista di restituire al cliente la documentazione ricevuta in precedenza costituisce un comportamento che eccede i limiti del possesso originario.
In tali casi, il delitto di appropriazione indebita si consuma già dal momento in cui il possessore ha compiuto un atto di dominio sulla “cosa”, manifestando l’intenzione di tenerla come propria.
Il reato, dunque, scatta semplicemente con la mancata restituzione della contabilità dal Commercialista al cliente: a tal fine basta una semplice richiesta di restituzione avanzata da parte del cliente.
Per ultimo la Cassazione precisa che il conto alla rovescia per la prescrizione del reato di appropriazione indebita parte dal momento in cui si mette in atto la condotta indebita, a prescindere dal fatto che il danneggiato ne venga a conoscenza.
 
 3) Strumenti per la determinazione diretta dell’alcole etilico
La determinazione diretta …

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