Diario fiscale del 7 maggio 2014: obbligo di POS per i professionisti

Pubblicato il 7 maggio 2014



obbligo di Pos professionisti: Tar del Lazio respinge la richiesta di sospensiva di architetti e ingegneri; fisco con meno formalismi; confisca beni della società; aumentano le entrate tributarie nel primo trimestre; controllo della produzione per i microbirrifici; fondo speciale per il personale del settore del trasporto aereo; misure sul pagamento dei debiti delle PA previste dal D.L. n. 66/2014; riduzione del cuneo fiscale per lavoratori dipendenti e assimilati

 

 Indice:

 1) Obbligo di Pos professionisti: Tar del Lazio respinge la richiesta di sospensiva di architetti e ingegneri

 2) Fisco con meno formalismi

 3) Confisca beni della società

 4) Aumentano le entrate tributarie nel primo trimestre

 5) Controllo della produzione per i microbirrifici

 6) Fondo speciale per il personale del settore del trasporto aereo

 7) Misure sul pagamento dei debiti delle PA previste dal D.L. n. 66/2014

 8) Riduzione del cuneo fiscale per lavoratori dipendenti e assimilati

 

1) Obbligo di Pos professionisti: Tar del Lazio respinge la richiesta di sospensiva di architetti e ingegneri

Ok al decreto: Pagamenti con il Bancomat da luglio. I professionisti non sfuggono al Bancomat. Il decreto sul Pos (Point of sale) non è illegittimo «né sotto il profilo della violazione di legge né sotto quello dell'eccesso del potere».

Il Tar del Lazio, con l’ordinanza cautelare n. 04477/14 ha respinto la richiesta di sospensiva avanzata dal Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori del DM del 24 gennaio 2014 che ha introdotto l’obbligo per i professionisti di dotarsi entro il 30 giugno di sistemi di pagamento elettronico per l'incasso delle parcelle.

Nella richiesta di annullamento del provvedimento in questione che si applica ai pagamenti per l'acquisto di prodotti o la prestazione di servizi di importo superiore a 30 euro, gli architetti denunciavano «un eccesso di potere» e «di sviamento», evidenziando anche la presenza di profili di illegittimità costituzionale.

Tutte accuse respinte dal Tribunale capitolino, che innanzitutto ribadisce l’impossibilità di entrare nel merito di tali questioni evidenziando la necessità di ulteriori approfondimenti «non consentiti in fase cautelare».

Il Tar si sofferma poi sui rilievi sollevati in relazione ai costi organizzativi e economici per l’obbligo del Pos, precisando però come questo aspetto non possa essere riferito al «consiglio dell’ordine come ente esponenziale mentre con riferimento al singolo professionista tale pregiudizio non può esaurirsi nella generica allegazione di danni meramente patrimoniali».

Per tutti questi motivi la terza sezione del Tar respinge l’istanza cautelare.

Una decisione che non sposta comunque la posizione degli architetti che fanno sapere l’intenzione di andare avanti fino alla fase di merito.

 

2) Fisco con meno formalismi

Decisamente nel nostro sistema tributario servono meno formalismi. Il direttore dell’Agenzia delle entrate Befera scrive ai vertici. «Se un accertamento non ha solido fondamento non va fatto e se da una verifica non emergono fatti o elementi concreti da contestare, non è corretto cercare a ogni costo pseudoinfrazioni formali da sanzionare solo per evitare che la verifica sembri essersi chiusa negativamente». Parola di Attilio Befera, il direttore dell’Agenzia delle entrate, il quale, in una lettera scritta nell’aprile scorso ai direttori provinciali, afferma che «se il contribuente ha dato prova sostanziale di buona fede e di lealtà nel suo rapporto con il fisco, ripagarlo con la moneta dell'accanimento formalistico significa venir meno a un obbligo morale di reciprocità, ed essere perciò scorretti nei suoi confronti. Allo stesso modo non è ammissibile pretendere dal contribuente adempimenti inutili, ripetitivi, e defatiganti. E costituisce una grave inadempienza ritardare l’esecuzione di sgravi o rimborsi sulla cui spettanza non vi sono dubbi».

 

3) Confisca beni della società

Non facile la confiscabilità dei beni della società per i reati tributari commessi dall'amministratore. La misura è infatti prevista solo nel caso in cui venga dimostrato il risparmio d’imposta ottenuto dall’azienda.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18311 del 5 maggio 2014, che evidenzia il vuoto normativo colmato dalla «231», ha accolto il ricorso di un imprenditore legando la possibilità della confisca sui beni aziendali a un parametro ulteriore rispetto a quanto già affermato dalle S.U. della Cassazione con sentenza 10561/2014: è necessario che l’accusa dimostri, con tutte le difficoltà del caso, il profitto del reato incassato dall’ente in seguito agli illeciti fiscali commessi dal rappresentante legale. Piazza Cavour ricorda che è consentito nei confronti di una persona giuridica il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di denaro o di altri beni fungibili o di beni direttamente riconducibili al profitto di reato tributario commesso dagli organi della persona giuridica stessa, quando tale profitto (o beni direttamente riconducibili al profitto) sia nella disponibilità di tale persona giuridica. Inoltre, non è consentito il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente nei confronti di una persona giuridica qualora non sia stato reperito il profitto di reato tributario compiuto dagli organi della persona giuridica stessa, salvo che la persona giuridica sia uno schermo fittizio. E ancora, dice la terza sezione penale, non è consentito il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente nei confronti degli organi della persona giuridica per reati tributari da costoro commessi, quando sia possibile il sequestro finalizzato alla confisca di denaro o di altri beni fungibili o di beni direttamente riconducibili al profitto di reato tributario compiuto dagli organi della persona giuridica stessa in capo a costoro o a persona (compresa quella giuridica) non estranea al reato.

 

4) Aumentano le entrate tributarie nel primo trimestre

Entrate Tributarie gennaio-marzo 2014: Nel primo trimestre del 2014 le entrate tributarie aumentano dell’1,8% rispetto al 2013, il gettito IVA sugli scambi interni continua a crescere (+7,3%).

Nel periodo gennaio-marzo 2014 le entrate tributarie erariali, accertate in base al criterio della competenza giuridica, ammontano a 88.925 milioni di euro, registrando una crescita tendenziale dell’1,8% (+1.533 milioni di euro), rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

IMPOSTE DIRETTE

Si registra un gettito complessivamente pari a 49.024 milioni di euro e una diminuzione dell’1,8% (–917 milioni di euro), rispetto al primo trimestre dello scorso anno.

L’IRPEF in lieve calo dello 0,3%, (–135 milioni di euro), riflette il decremento delle ritenute sui redditi dei dipendenti del settore privato (–1,1%) e dei lavoratori autonomi (–3,0%) e gli aumenti delle ritenute sui redditi dei dipendenti del settore pubblico (+1,2%) e dei versamenti in autoliquidazione (+3,4%).L’IRES mostra un calo dell’1,1% (–12 milioni di euro).

Tra le altre imposte dirette, si nota una diminuzione del 17,1% (–368 milioni di euro) del gettito dell’imposta sostitutiva su interessi e altri redditi di capitale, dovuta all’incremento di 10 punti percentuali dell’acconto versato nel mese di ottobre. L’imposta sostitutiva sul risparmio gestito e amministrato cala del 30,7% (–362 milioni di euro) anche per effetto dell’introduzione dell’acconto, versato nel mese di dicembre, per la componente del risparmio amministrato. Cresce invece il gettito derivante dalle ritenute sugli utili distribuiti dalle persone giuridiche pari al 22,9% (+27 milioni di euro) e dall’imposta sostitutiva sul valore dell’attivo dei fondi pensione del 6,7% (+36 milioni di euro).

IMPOSTE INDIRETTE

Registrano un gettito pari a 39.901 milioni di euro con un incremento del 6,5% (+2.450 milioni di euro), rispetto al primo trimestre dello scorso anno. Si conferma positivo l’andamento del gettito IVA che risulta in crescita del 4,4% (+894 milioni di euro). In particolare continua l’aumento della componente relativa agli scambi interni pari al 7,3% (+1.227 milioni di euro), che va avanti da alcuni mesi e che compensa la dinamica negativa che si osserva sulla componente delle importazioni pari a –9,7%, ( –333 milioni di euro). Tra le altre imposte indirette si segnala l’incremento del gettito dell’accisa sui prodotti energetici, (oli minerali) pari al 14% (+653 milioni di euro), per effetto dell’abolizione della riserva destinata alle regioni a statuto ordinario, che dal mese di dicembre viene contabilizzata tra le imposte erariali. Riprende a crescere l’accisa sul gas naturale per combustione (gas metano), che fa registrare una variazione positiva del 27,5% (+269 milioni di euro) e l’accisa sull’energia elettrica e addizionali, che sale del 26,6% (+164 milioni di euro).

ENTRATE DA GIOCHI

Le entrate relative ai giochi presentano, nel complesso, un aumento del 4,3% (+119 milioni di euro).

ENTRATE DA ACCERTAMENTO E CONTROLLO

Continua a crescere il gettito delle entrate tributarie derivanti dall’attività di accertamento e controllo, che risulta in aumento del 9,1% (+141 milioni di euro).

Sul sito del Dipartimento delle Finanze è disponibile il Bollettino delle entrate tributarie del periodo gennaio-marzo 2014, corredato dalle appendici statistiche e dalla guida normativa, che fornisce l’analisi puntuale dell’andamento delle entrate tributarie, e la relativa Nota tecnica che illustra in sintesi i principali contenuti del documento.http://www.finanze.gov.it/export/finanze/index.htm

 

5) Controllo della produzione per i microbirrifici

L’Agenzia delle Dogane rende noto che per le fabbriche di birra con produzione annua non superiore ai 10.000 ettolitri (dette microbirrifici) è stato introdotto un regime semplificato di accertamento del prodotto finito che, nella piena tutela dell’imposta, mira a ridurre le incombenze fiscali a carico degli operatori del settore, è generalmente applicabile alle diverse tipologie di impianto che i microbirrifici presentano e, infine, consente il condizionamento del prodotto finito, ad imposta assolta, nella stessa fabbrica di produzione.

Atteso il valore modesto del carico di imposta annualmente generato presso un microbirrificio, le predette semplificazioni hanno, altresì, lo scopo di minimizzare l’attività degli Uffici delle dogane presso i predetti impianti, prevedendo che il riscontro dell’accertamento, lasciato alla cura ed alla responsabilità del depositario autorizzato, sia effettuato, in via eventuale e successiva, sulla base di appositi misuratori posti in opera nell’impianto e controllati, per quanto di competenza, dall’Amministrazione finanziaria.

E stata pubblicata sul sito internet dell’Agenzia delle Dogane la determinazione direttoriale prot. 140839 del 4 dicembre 2013, con la quale, in applicazione dell’art. 2, comma 12 del suddetto D. l. n.16 del 2012 sono stati definiti l’assetto del deposito fiscale e le modalità di accertamento, contabilizzazione e controllo della produzione per i microbirrifici.

Tale provvedimento, il cui effetto decorre dal 3 febbraio 2014 consta di nove articoli in relazione ai quali si forniscono i seguenti chiarimenti.

(Agenzia delle Dogane, circolare n. 5/D del 06 maggio 2014)

 

6) Fondo speciale per il personale del settore del trasporto aereo

L’Inps ha diramato le istruzioni per la gestione amministrativa delle domande per il finanziamento di programmi formativi di riconversione o riqualificazione professionale riguardanti gli interventi formativi conseguenti a processi di ristrutturazione o riorganizzazione aziendale e di riqualificazione di lavoratori in CIGS/mobilità finalizzati alla assunzione degli stessi presso l’azienda richiedente.

Tale Istituto previdenziale ha, quindi, disposto le istruzioni operative per la gestione delle attività istruttorie per il pagamento diretto ai lavoratori relative al finanziamento di interventi formativi per il mantenimento di brevetti, licenze o attestati di lavoratori collocati in CIGS/mobilità da un’azienda soggetta a procedura concorsuale per cessazione di attività.

Ai fini dell’erogazione della citata prestazione integrativa, il lavoratore deve presentare un’unica domanda di ammissibilità/erogabilità, tramite delega all’associazione datoriale “Assaereo”, compilando il modello di domanda COD. SR121, reperibile sul sito www.inps.it nella sezione moduli.

Il modello, compilato in ogni sua parte, sarà consegnato dal lavoratore alla predetta Associazione datoriale che lo inoltra direttamente al Comitato Amministratore del Fondo Speciale del trasporto aereo mediante il modello di domanda telematizzato COD SR121, utilizzando la procedura “DiResCo” (Dichiarazione di Responsabilità del Contribuente) disponibile sul sito www.inps.it.

(Inps, messaggio n. 4411 del 05 maggio 2014)

 

7) Misure sul pagamento dei debiti delle PA previste dal D.L. n. 66/2014

Nuovi strumenti per favorire la cessione dei crediti certificati agli intermediari finanziari. Trasparenza nella gestione dei debiti contratti dalle pubbliche amministrazioni. Questi ed altro sono gli argomenti trattati da Assonime in una nota di ieri.

Il D.L. 24 aprile 2014, n. 66 (in GU n. 95 del 24 aprile 2014) recante “misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale” ha previsto al titolo III nuove disposizioni sul pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni. Queste disposizioni si aggiungono e in alcuni casi modificano quelle introdotte dal decreto legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito con modificazioni dalla legge 6 giugno 2013, n. 64 e, con riferimento ai pagamenti degli enti locali, le disposizioni previste dal titolo III del decreto legge 31 agosto 2013, n. 102, convertito con modificazioni dalla legge 28 ottobre 2013, n. 124.

In particolare, il decreto legge n. 66/2014, dispone nuovi stanziamenti per il pagamento dei debiti pregressi delle pubbliche amministrazioni, che ammontano a circa 9,6 miliardi di euro. Più nel dettaglio essi sono destinati: al pagamento delle regioni e degli enti locali per i debiti maturati al 31 dicembre 2013; al pagamento dei debiti degli enti locali nei confronti delle società partecipate; ad anticipazioni di liquidità nei confronti delle regioni per il settore sanitario; ad anticipazioni di liquidità per i comuni che hanno deliberato il dissesto finanziario; al pagamento dei debiti del Ministero dell’interno nei confronti delle aziende sanitarie locali; all’estinzione dei debiti dei Ministeri per spese di parte corrente.

Vengono introdotti nuovi strumenti per favorire la cessione dei crediti certificati agli intermediari finanziari con l’obiettivo di assicurare il pagamento di tutti i debiti di parte corrente delle amministrazioni diverse dallo Stato maturati al 31 dicembre 2013 e certificati. La principale novità riguarda la previsione della garanzia dello Stato sui debiti delle pubbliche amministrazioni nel caso di cessione ad un intermediario finanziario e la possibilità per le stesse amministrazioni, in caso di carenze di liquidità, di chiedere all’intermediario finanziario la ridefinizione delle condizioni di pagamento del debito ceduto (sino a un massimo di 5 anni), rilasciando a garanzia dell’operazione una delegazione di pagamento a valere sulle entrate di bilancio. Il credito assistito dalla garanzia dello Stato può essere ceduto alla Cassa Depositi e Prestiti o altro intermediario finanziario i quali possono ridefinire i termini di pagamento per una durata massima di 15 anni; viene comunque rilasciata all’intermediario delegazione di pagamento a valere sulle entrate di bilancio.

Il decreto legge n. 66/2014 contiene disposizioni volte ad aumentare la trasparenza nella gestione dei debiti contratti dalle pubbliche amministrazioni. Si prevede che nell’attesa dell’avvio della fatturazione elettronica, i creditori possano e le amministrazioni debbano comunicare i dati relativi alle fatture attraverso la piattaforma elettronica del Ministero dell’economia e delle finanze, facilitando così il monitoraggio del ciclo passivo delle pubbliche amministrazioni; viene altresì reso più cogente per le amministrazioni l’obbligo di certificazione dei crediti. Inoltre, le pubbliche amministrazioni devono comunicare attraverso la piattaforma, entro il 15 di ciascun mese, i dati relativi ai debiti non estinti, certi, liquidi ed esigibili per i quali nel mese precedente sia stato superato il termine oltre il quale scattano gli interessi moratori per il ritardato pagamento. Nelle certificazioni dei crediti deve essere indicata la data prevista per il pagamento. Per facilitare i controlli, ciascuna amministrazione deve adottare un registro unico delle fatture, sino a quando sarà implementato il sistema per registrare automaticamente le fatture elettroniche sulla piattaforma. Sono stabilite sanzioni per le amministrazioni inadempienti.

Infine sono previsti alcuni strumenti per prevenire il formarsi di nuovi debiti commerciali. In particolare, le pubbliche amministrazioni sono tenute ad allegare ai bilanci una relazione che attesta l’importo dei pagamenti effettuati in ritardo e il tempo medio di pagamento. Inoltre, le pubbliche amministrazioni (esclusi gli enti del servizio sanitario nazionale) i cui tempi medi di pagamento superano i 90 giorni nel 2014 e i 60 giorni a decorrere dal 2015, non possono procedere a assunzioni di personale a qualsiasi titolo, nell’anno successivo a quello di riferimento.

(Assonime, nota del 06 maggio 2014)

 

8) Riduzione del cuneo fiscale per lavoratori dipendenti e assimilati

Nuovo bonus fiscale esaminato dall’Ufficio studi tributari della F.I.G.C.: Viene riconosciuto un credito ai titolari di reddito di lavoro dipendente e di taluni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, la cui imposta lorda, determinata sui redditi stessi, sia di ammontare superiore alle detrazioni da lavoro loro spettanti, di € 640 per i possessori di reddito complessivo non superiore a 24.000 euro.

Il credito decresce fino ad azzerarsi al raggiungimento di un livello di reddito complessivo pari a 26.000 euro.

Il credito è corrisposto in ciascun periodo di paga rapportandolo al periodo stesso ed il sostituto d’imposta utilizza, fino a capienza, l’ammontare delle ritenute disponibili in ciascun periodo di paga e, per la differenza, i contributi previdenziali dovuti per il medesimo periodo di paga.

Il credito è riconosciuto per l’anno 2014, in attesa dell’intervento normativo strutturale da attuare con la legge di stabilità per l’anno 2015..

Con la Circolare n. 8/E del 28 aprile u.s., l’Agenzia delle entrate ha precisato che potenziali beneficiari del credito sono i contribuenti il cui reddito complessivo è formato da: a) redditi di lavoro dipendente; b) redditi assimilati quali i compensi percepiti dai lavoratori soci delle cooperative; c) le indennità e i compensi percepiti a carico di terzi dai lavoratori dipendenti per incarichi svolti in relazione a tale qualità; d) le somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio, premio o sussidio per fini di studio o addestramento professionale; e) i redditi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa; f) le remunerazioni dei sacerdoti; g) le prestazioni pensionistiche di cui al d.lgs. n. 124 del 1993 comunque erogate ( forme pensionistiche complementari); h) i compensi per lavori socialmente utili.

I contribuenti titolari dei suddetti redditi devono, altresì, avere un’imposta lorda, determinata sui medesimi redditi, di ammontare superiore alle detrazioni di lavoro loro spettanti, il cui importo è stato modificato con l’art. 1 della legge di stabilità per il 2014. Per la determinazione di dette detrazioni il reddito complessivo va assunto al netto del reddito dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e delle relative pertinenze.

Ne consegue che sono esclusi dal credito: a) i contribuenti il cui reddito complessivo non è formato dai redditi sopra specificati; b) i contribuenti che non hanno un’imposta lorda generata dai redditi medesimi superiore alle detrazioni per lavoro dipendente e assimilati; c) i contribuenti che, pur avendo un’imposta lorda capiente, sono titolari di un reddito complessivo superiore a euro 20.000.

I sostituti d’imposta sono tenuti a riconoscere il credito “in via automatica” e, cioè, senza attendere alcuna richiesta esplicita da parte dei beneficiari ed inoltre dovranno riconoscere il credito a partire dalle retribuzioni erogate nel mese di maggio; soltanto per ragioni esclusivamente tecniche legate alle procedure di pagamento delle retribuzioni, i sostituti riconosceranno il credito a partite dalle retribuzioni erogate nel mese di giugno, ferma restando la ripartizione dell’intero importo del credito spettante tra le retribuzioni dell’anno 2014.

L’importo del credito riconosciuto è indicato nella certificazione unica CUD – e gli importi non versati dal sostituto d’imposta per effetto delle disposizioni riguardanti i credito, dovranno essere indicati nel Modello 770.

I soggetti le cui remunerazioni sono erogate da un soggetto che non è sostituto d’imposta, possono chiedere il credito nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo 2014.

Il credito non concorre alla formazione del reddito e, quindi, le somme incassate a tale titolo non sono imponibili ai fini delle imposte sui redditi, comprese le relative addizionali regionali e comunali.

Non costituendo retribuzione per il percettore, i crediti non incidono sul calcolo dell’IRAP dei soggetti eroganti.

(Ufficio Studi Tributari della F.I.G.C., circolare n. 39 del 05 maggio 2014)

 

Vincenzo D’Andò