Diario quotidiano del 2 maggio 2014: scheda carburante valida solo se compilata a regola d’arte

Pubblicato il 2 maggio 2014



restituzione di indebito di una Srl: il Fisco deve prima inviare l’avviso di accertamento all’amministratore; comunicazioni agli avvocati con Pec dal prossimo 16 giugno; decreto sulla detassazione produttività 2014 in G.U.; Camere di Commercio territorialmente competenti a sanzionare l’omessa convocazione dell’assemblea dei soci; scheda carburante valida solo se compilata a regola d’arte; prospetto informativo disabili: base di computo; Ministero Lavoro: garanzia giovani - dal 1° maggio al via il piano nazionale; convertito in Legge il D.L. 16/2014; disponibile l’aggiornamento del software di compilazione del modello di versamento F24; gestioni pubbliche: chiarimenti sull’obbligo di iscrizione alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali

 

Indice:

 1) Restituzione di indebito di una Srl: il fisco deve prima inviare l’avviso di accertamento all’amministratore

 2) Comunicazioni agli avvocati con Pec dal prossimo 16 giugno

 3) Decreto sulla detassazione produttività 2014 in G.U.

 4) Camere di commercio territorialmente competenti a sanzionare l’omessa convocazione dell’assemblea dei soci

 5) Scheda carburante valida solo se compilata a regola d’arte

 6) Prospetto informativo disabili: base di computo

 7) Ministero Lavoro: Garanzia Giovani - dal 1° maggio al via il Piano Nazionale

 8) Convertito in Legge il D.L. 16/2014

 9) Disponibile l’aggiornamento del software di compilazione del modello di versamento F24

 10) Gestioni Pubbliche: chiarimenti sull’obbligo di iscrizione alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali

 

 

 

1) Restituzione di indebito di una Srl: il fisco deve prima inviare l’avviso di accertamento all’amministratore

La sola iscrizione a ruolo di un debito non è sufficiente per chiedere all’amministratore della società il rimborso di somme erogate alla stessa dal Fisco e non dovute.

Somme indebitamente corrisposte dall'amministrazione finanziaria ad una S.r.l..

La Sesta Sezione civile, sottosezione tributaria, ha ritenuto che le somme indebitamente corrisposte dall’Amministrazione finanziaria in favore di una S.r.l., in forza di una sentenza tributaria poi cassata e ribaltata in sede di rinvio, costituiscono un debito della società stessa che, in ambito tributario, può riversarsi su coloro che l’hanno amministrata ove sussista un avviso di accertamento, ossia in presenza di un motivato provvedimento impositivo nel quale siano evidenziate le ragioni di un siffatto passaggio, non potendosi considerare sufficiente, a tale fine, la mera iscrizione a ruolo.

(Corte di Cassazione, Ordinanza n. 8701 del 14 aprile 2014)

 

 

2) Comunicazioni agli avvocati con Pec dal prossimo 16 giugno

Al via la Pec obbligatoria nella giustizia amministrativa arriva. Dal 16 giugno 2014, infatti, le comunicazioni agli avvocati difensori costituiti vanno inviate esclusivamente tramite posta elettronica certificata. Lo ha comunicato il segretariato generale della giustizia amministrativa a dirigenti e segretari del consiglio di stato e dei Tar, fornendo le linee operative relative alle comunicazioni ai difensori costituiti a mezzo Pec. Istruzioni che il Consiglio nazionale forense ha inviato a sua volta ai presidenti dei consigli dell’ordine degli avvocati in una circolare (n. 8-C-2014 del 28 aprile 2014) recante sull’incontro del 24 maggio sui temi del processo civile telematico e della giustizia amministrativa.

Secondo il segretario generale della giustizia amministrativa “la comunicazione a mezzo Pec deve ritenersi strumento di comunicazione privilegiato, ai sensi del combinato disposto degli artt. 136 c.p.a. e 16-ter legge 228/2012, mentre la comunicazione a mezzo fax e tramite biglietto di cancelleria a mezzo posta deve ritenersi strumento residuale utilizzabile, solo ove la comunicazione all'indirizzo Pec del difensore non risulti tecnicamente possibile o non vada, comunque, a buon fine”. Infine, con la circolare del 28 aprile il Cnf comunica agli ordini che il 24 maggio prossimo si terrà un incontro in vista dell’entrata in vigore del nuovo processo civile telematico, il 30 giugno, organizzato in collaborazione con la Cassa forense, dove saranno invitati tutti i presidenti e i referenti informatici forensi.

 

 

3) Decreto sulla detassazione produttività 2014 in G.U.

Parte la detassazione della retribuzione di produttività. Per l’anno 2014 la possibilità di pagare le tasse in misura ridotta (Irpef all’aliquota del 10%) si applica, tra l’altro, alle voci di retribuzione che prevedano misure di flessibilità dell’orario di lavoro, delle ferie, dell’impiego di nuove tecnologie e di adattamento delle mansioni.

Lo ha disposto il Dpcm 19 febbraio 2014 pubblicato sulla G.U. n. 98 del 29 aprile 2014, che autorizza l’agevolazione ai lavoratori che nell’anno 2013 hanno avuto un reddito non superiore a 40 mila euro e nel limite massimo di 3.000 euro lordi di paga (500 euro in più rispetto all’anno scorso, quando il limite è stato di 2.500 euro).

Detassazione 2014

La “detassazione”, nonché “decontribuzione”, è una speciale agevolazione prevista per l’incremento della produttività del lavoro ed è stata prorogata per gli anni 2013 e 2014 dalla Legge n. 228/2012 (legge Stabilità 2013). Il dpcm pubblicato in G.U. dà attuazione per il corrente anno stabilendo che trova applicazione con esclusivo riferimento al settore privato e per i titolari di reddito da lavoro dipendente non superiore, nell’anno 2013, a euro 40 mila al lordo delle eventuali somme assoggettate nello stesso anno 2013 alla speciale detassazione.

 

 

4) Camere di commercio territorialmente competenti a sanzionare l’omessa convocazione dell’assemblea dei soci

Il Ministero dello Sviluppo economico, con la circolare n. 72265 del 29 aprile 2014, si è pronunciato sulla competenza del potere di irrogazione della sanzione per omessa convocazione dell’assemblea dei soci ex art. 2631 c.c..

Dunque gli organismi territorialmente competenti per tali violazioni sono le Camere di Commercio che sono subentrate in tutte le funzioni di accertamento, di contestazione e di irrogazione delle sanzioni in precedenza svolte dal Prefetto (in particolare, dagli Uffici Provinciali per l’Industria, il commercio e l’artigianato).

 

 

5) Scheda carburante valida solo se compilata a regola d’arte

La Suprema Corte ribadisce: Occorre la completa e puntuale compilazione della scheda carburante (necessaria per ciascun veicolo utilizzato nell’esercizio dell’impresa), nonché la sua sottoscrizione da parte dell’addetto alla distribuzione, rappresentano condizioni imprescindibili per la deducibilità del costo di acquisto del carburante per autotrazione e per la detraibilità della relativa Iva, non essendo ammessi adempimenti alternativi.

A ciò non influisce l’avvenuta contabilizzazione dell’operazione nelle scritture dell’impresa.

In merito alla procedura di netting, i giudici hanno precisato che la stessa non esonera il contribuente (sul quale ricade l’onere probatorio) dal comprovare l’inerenza dell’acquisto di carburante all’attività di impresa.

Per conseguenza, laddove la fatturazione (nel caso di specie, il documento che l’utilizzatore del veicolo è tenuto a compilare mensilmente) sia priva degli elementi che consentono di riferire specificamente e univocamente l’acquisto di carburante ai singoli mezzi strumentali all’attività di impresa, va esclusa la possibilità di dedurre il costo.

(Corte di Cassazione, Ordinanza n. 8699 del 14 aprile 2014)

6) Prospetto informativo disabili: base di computo

Per determinare il numero di lavoratori disabili da assumere, la riforma Fornero ha stabilito che sono computabili tra i dipendenti tutti i lavoratori subordinati, salvo alcune eccezioni.

La circolare n. 10 del 30 aprile 2014 della Fondazione Studi del Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro esamina le esclusioni di computabilità previste dalle discipline di settore e dalla nota del Ministero del Lavoro del 12 dicembre 2012, evidenziando le criticità d'interpretazione per il calcolo dell’organico.

A decorrere dal 18 luglio 2012, la Riforma del lavoro ha stabilito che al fine di determinare il numero di soggetti disabili da assumere, sono computati di norma tra i dipendenti tutti i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato.

Non sono computabili, invece:

- i lavoratori occupati ai sensi della normativa in materia di disabili (L. n. 68/1999);

- i lavoratori occupati con contratto a tempo determinato di durata fino a sei mesi (art. 4, co. 1, L. n. 68/1999 come dall’art. 4, co. 27, lett. a), L. 28 giugno 2012, n. 92 e successivamente dalla L. 7 agosto 2012, n. 134);

- i soci di cooperative di produzione e lavoro;

- i dirigenti, i quali devono essere individuati sulla base del contratto collettivo di lavoro applicato dal datore di lavoro (Nota del Ministero del lavoro del 12 dicembre 2012, n. 17699);

- i lavoratori assunti con contratto di inserimento;

- i lavoratori occupati con contratto di somministrazione presso l’utilizzatore.

Tali soggetti non sono computati dall’agenzia che li somministra e il soggetto

somministrato non è computato nell’organico dell’utilizzatore (Nota del Ministero del lavoro del 12 dicembre 2012, n. 17699);

- i lavoratori assunti per attività da svolgersi all’estero per la durata di tale attività;

- i soggetti impegnati in lavori socialmente utili (art. 7, D.Lgs. n. 81/2000);

- i lavoratori a domicilio;

- i lavoratori che aderiscono al programma di emersione (art. 1, co. 4-bis, L. n. 383/2001). Il Ministero del Lavoro con nota operativa n. 17699 del12/12/2012 precisa che per effetto di specifiche disposizioni di legge, tra i soggetti non computabili.

Sono da ricomprendere:

- gli apprendisti (Art. 7 - comma 3 Decreto Legislativo n. 167/2011);

- i lavoratori con contratto di formazione-lavoro (Art. 3 - comma 10 legge n. 863/1994);

-i lavoratori con contratto di reinserimento (art. 20 - comma 4 legge n. 223/1991).

Sempre Il Ministero del Lavoro con nota operativa n. 17699 del 12/12/2012 puntualizza che, ai fini del computo, i lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato parziale sono considerati per la quota di orario effettivamente svolto, tenendo conto, a tale proposito, che il computo delle unità lavorative fa

riferimento all’orario previsto dalla contrattazione collettiva del settore.

I lavoratori intermittenti sono computati nell'organico dell’impresa in proporzione all’orario effettivamente svolto nell’arco di ciascun semestre (art. 39 Decreto Legislativo n. 276/2003).

L’art. 4 - comma 2 della legge 68/99 prevede che, nel computo, le frazioni percentuali superiori allo 0,50 sono considerate unità.

Sono inoltre esclusi dalla base di calcolo e sono computabili nella quota di riserva:

- lavoratori disabili già occupati (anche a domicilio o con telelavoro) ai sensi della stessa legge n. 68/1999, nonché quelli in forza avviati ai sensi della precedente normativa sul collocamento obbligatorio degli invalidi. L’art. 4 - comma 3 della legge 68/99 prevede che sono computati ai fini della copertura della quota d’obbligo i lavoratori disabili dipendenti occupati a domicilio o con modalità di telelavoro, ai quali l’imprenditore affida una quantità di lavoro atta a procurare loro una prestazione continuativa corrispondente all’orario normale di lavoro;

- lavoratori divenuti disabili in costanza di rapporto di lavoro: l'art.4 -comma 4 della legge 68/99 consente al datore di lavoro di computare nella quota di riserva i lavoratori che assunti come normodotati sono diventati inabili allo svolgimento delle proprie mansioni in conseguenza di infortunio o malattia. Il computo dei lavoratori nella quota di riserva è possibile nei seguenti casi:

- lavoratore divenuto disabile in costanza di rapporto di lavoro in conseguenza di infortunio o malattia con riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 60% (art. 4 - comma 4 Legge n. 68/1999 e art. 3 - comma 2 D.P.R. n. 333/2000);

- lavoratore divenuto disabile in costanza di rapporto di lavoro per infortunio sul lavoro o malattia professionale con un grado di invalidità superiore al 33% (art. 3 - comma 4 D.P.R. n. 333/2000);

- l’invalidità non deve essere stata determinata da violazione da parte del datore di lavoro delle norme in materia di sicurezza del lavoro accertata in sede giurisdizionale (art. 4 - comma 4 Legge n. 68/1999 e art. 3 - commi 2 e 4 D.P.R. n. 333/2000).

7) Ministero Lavoro: Garanzia Giovani - dal 1° maggio al via il Piano Nazionale

E’ partito il 1° maggio il Piano Nazionale per offrire ai giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni, disoccupati o Neet (né occupati, né studenti, né coinvolti in attività di formazione) un’offerta qualitativamente valida di lavoro, proseguimento degli studi, apprendistato, tirocinio, altra misura di formazione o inserimento nel servizio civile.

Fino al 31 dicembre 2015, i giovani interessati potranno aderire all'iniziativa attraverso il sito web nazionale www.garanziagiovani.gov.it o i siti attivati dalle Regioni, comunque collegati in rete tra loro.

Con l’adesione i giovani potranno scegliere la Regione in cui vogliono lavorare (non necessariamente quella di residenza). La Regione scelta “prenderà in carico” la persona attraverso i Servizi per l’Impiego, o le Agenzie private accreditate, per effettuare la profilazione, la registrazione al programma (è necessario infatti verificare i requisiti di età e di condizione occupazionale) e le fasi successive di orientamento.

In base al profilo e alle disponibilità territoriali, i giovani stipuleranno con gli operatori competenti un “Patto di servizio” e, entro i 4 mesi successivi, riceveranno una o più opportunità tra:

- Inserimento al lavoro;

- Apprendistato;

- Tirocinio;

- Istruzione e Formazione;

- Autoimprenditorialità;

- Servizio civile.

L’allocazione delle risorse tra le diverse misure del Programma è stabilita dalle singole Regioni, che definiscono anche le modalità organizzative e di attuazione degli interventi sul proprio territorio a partire da linee guida condivise a livello nazionale.

I costi sostenuti per i servizi per l’impiego e per le misure saranno riconosciuti in base ai risultati e ai percorsi attivati, non per le “prese in carico”.

 

 

8) Convertito in Legge il D.L. 16/2014

Il Senato ha convertito in legge il provvedimento con 132 voti favorevoli, 71 contrari e 9 astensioni.

Si tratta del Decreto Legge 16/2014, contenente disposizioni urgenti in materia di finanza locale e misure volte a garantire la funzionalità dei servizi svolti nelle istituzioni scolastiche. L’Assemblea ha dato l’ok alla conversione in legge del provvedimento con 132 voti favorevoli, 71 contrari e 9 astensioni.

Tra le novità intervenute durante l’iter parlamentare, si ricorda la proroga della “rottamazione” delle cartelle e alcune modifiche alla disciplina della Tasi, il nuovo tributo comunale sui servizi indivisibili.

Definizione agevolata delle cartelle

È stato spostato al 31 maggio 2014 il termine ultimo (inizialmente fissato al 28

febbraio e già slittato al 31 marzo) per avvalersi della disposizione contenuta nella Stabilità 2014 (articolo 1, commi 618-624, Legge 147/2013), che consente di definire con modalità agevolate gli avvisi esecutivi emessi dalle agenzie fiscali e le somme iscritte a ruolo da uffici statali, agenzie fiscali, regioni, province e comuni, affidati per la riscossione fino al 31 ottobre 2013.

Pagando in unica soluzione, entro fine maggio, l’intero importo iscritto a ruolo (o quello residuo), più le somme dovute per il servizio di riscossione, si beneficerà dell’azzeramento degli interessi di mora e degli eventuali interessi per ritardata iscrizione a ruolo.

Per conseguenza, è stato differito dal 15 aprile al 15 giugno 2014 il termine di sospensione della riscossione dei relativi carichi. Per il corrispondente periodo sono sospesi anche i termini di prescrizione.

Spostato, infine, dal 30 giugno al 31 ottobre 2014 il termine entro il quale gli agenti della riscossione dovranno trasmettere a ciascun ente interessato l’elenco dei debitori che hanno pagato tempestivamente e, tramite posta ordinaria, informare dell’avvenuta estinzione del debito coloro che hanno effettuato il versamento.

Tributo per i servizi indivisibili (Tasi)

La Tasi, a regime, andrà pagata alle stesse scadenze dell’Imu: 16 giugno e 16 dicembre, con facoltà di saldare l’importo dovuto per l’intero anno in unica soluzione, entro la prima data. La prima rata dovrà essere calcolata sulla base dell’aliquota e delle detrazioni dei dodici mesi dell’anno precedente; il saldo avverrà, a conguaglio, sulla base degli atti comunali pubblicati nell’apposito sito alla data del 28 ottobre (in caso di mancata pubblicazione, varranno gli atti adottati per l’anno precedente).

Sono previste regole particolari nel primo anno di applicazione del tributo (2014). Per gli immobili adibiti ad abitazione principale, si pagherà in un’unica rata entro il 16 dicembre, se, al 31 maggio, non risulterà pubblicata la delibera comunale di approvazione delle aliquote e delle detrazioni. Per gli altri immobili, la prima rata andrà versata applicando l’aliquota di base dell’1 per mille, nel caso in cui il Comune non abbia deliberato diversamente entro il 31 maggio 2014.

La Tasi dovrà essere pagata tramite modello F24 o apposito bollettino di conto corrente postale.

Inseriti nell’elenco dei beni esenti dal tributo per i servizi indivisibili i rifugi alpini non custoditi, i punti d’appoggio e i bivacchi.

Il gettito derivante dall’applicazione (facoltativa, da parte dei Comuni) della maggiorazione dell’aliquota (nella misura massima dello 0,8 per mille) sarà destinato all’introduzione di detrazioni o altre misure a favore delle abitazioni principali e delle unità immobiliari a esse assimilate, con effetti sul carico di imposta Tasi che, però, viene ora puntualizzato, potranno essere anche inferiori “a quelli determinatisi con riferimento all’Imu relativamente alla stessa

tipologia di immobili”.

 

 

9) Disponibile l’aggiornamento del software di compilazione del modello di versamento F24

Si tratta della versione software 2.6.1 del 30/04/2014. Il software “F24 online” è un prodotto che permette alle persone fisiche e alle società di compilare il modello F24 ed eseguire il pagamento online delle imposte senza doversi recare presso gli sportelli bancari.

Questi gli aggiornamenti:

- Correzione anomalia nella gestione dei tributi TASI

- Inserimento del Codice Identificativo '63 - Controparte'

- Adeguamento a quanto previsto dalla Risoluzione n. 14 del 24/01/14

- Adeguamento a quanto previsto dalla Risoluzione n. 16 del 04/02/14

- Adeguamento a quanto previsto dalla Risoluzione n. 73 del 5/11/2013.

- Rettifica dei controlli di obbligatorietà previsti per la sezione dei 'Dati anagrafici del Versante / Firmatario'. Dalla presente versione non sarà più necessario indicare i dati del 'Rappresentante Legale / Socio Amministratore' dei soggetti PNF, anche nel caso in cui quest'ultimi effettuino pagamenti in qualità di '50 - Obbligato Solidale', '51 - Intervento Sostitutivo', '60 - Garante/Terzo Datore' o '72 - Rappresentante Fiscale'.

- Adeguamento a quanto previsto dalla Risoluzione n. 62 del 04/10/2013

- Adeguamento a quanto previsto dalla Risoluzione n. 41 del 28/06/2013

- Adeguamento a quanto previsto dal Provvedimento con protocollo n. 2013/75075 del 19/06/2013, riguardante l'estensione delle modalità di versamento

- Correzione anomalie per i tributi sezione Erario 910B, 911B e 912B.

 

 

10) Gestioni Pubbliche: chiarimenti sull’obbligo di iscrizione alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali

I dipendenti iscritti ai fini pensionistici e/o previdenziali alla Gestione Dipendenti Pubblici sono obbligatoriamente iscritti alla “Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali”, di seguito “gestione credito“ di cui all’art. 1, comma 245, della Legge 23 dicembre 1996 n. 662 e successivo Decreto Ministeriale attuativo del 28 luglio 1998, n. 463.

L’iscrizione ai fini pensionistici a gestioni o fondi speciali diversi dalla gestione pensionistiche ex INPDAP, quali ad esempio INPGI, ENPAM, Fondo speciale Ferrovie dello Stato, in presenza dell’iscrizione previdenziale (INADEL o ENPAS) nell’ambito della Gestione Dipendenti Pubblici comporta, comunque, l’obbligo di iscrizione alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali e il versamento del contributo pari allo 0,35%, a carico del dipendente, commisurato alla retribuzione contributiva e pensionabile, determinata ai sensi dell’articolo 2, commi 9 e 10, della legge n.335 dell’8 agosto 1995 (art. 1 comma 242, Legge 23/12/1996 n.662, art. 2 D.M. 28 luglio 1998 n. 463).

Si evidenzia che i soggetti iscritti obbligatoriamente alla gestione credito sono esclusi dall’ambito di applicazione del Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 7 marzo 2007, n. 45 “Regolamento di attuazione dell'articolo unico, comma 347 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, in materia di accesso alle prestazioni creditizie agevolate erogate dall'INPDAP” e, pertanto, non devono essere qualificati come aderenti.

In sede di denuncia, per i dipendenti iscritti alla sola gestione previdenziale (ENPAS o INADEL) non deve essere valorizzato l’elemento <AderenteCredito45_2007>

La facoltà di adesione di cui al D. M. n. 45/2007 per il personale in servizio è, infatti, una prerogativa riconosciuta, nei termini richiamati dalla circolare n.6 del 16 gennaio 2014, ai dipendenti di Enti e Amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 30 marzo 2001 non iscritti alle gestioni pubbliche (gestioni pensionistiche e/o previdenziali) al fine di consentire a tutti i dipendenti pubblici l’accesso alle prestazioni creditizie e sociali.

Il controllo inserito, recentemente, in sede di invio del flusso è stato introdotto per evitare l’invio di denunce non corrette che determinerebbero, a seguito dei controlli sul dovuto contributivo, l’emissione delle note di rettifica per notificare il credito dell’Istituto conseguente al ricalcolo del dovuto contributivo per la gestione in esame.

Essendo l’imponibile della gestione credito commisurato alla retribuzione contributiva e pensionabile, qualsiasi variazione di quest’ultima si riflette anche sulla quantificazione dell’imponibile della gestione credito.

Le aziende e le amministrazioni pubbliche sono invitate ad regolarizzare le situazioni pregresse irregolari utilizzando i quadri V1, causale 5 ed a provvedere al versamento dei contributi comprensivi delle somme per sanzioni ed interessi.

(Inps, messaggio n. 4325 del 30 aprile 2014)

 

Vincenzo D’Andò