Le indagini finanziarie sui conti dei soci

di Sonia Cascarano

Pubblicato il 18 aprile 2014

quando il Fisco può provare il collegamento tra i conti bancari dei soci e la società accertata, può considerare come ricavi gli accrediti ingiustificati da parte dei soci

La Suprema Corte di Cassazione, Sesta Sezione Civile, con la sentenza nr. 2029/2014, investita della discussione precisa che se viene dimostrato il legame tra la società ed i rapporti bancari intestati ai soci, il Fisco non deve provare la pertinenza delle operazioni di movimentazioni con le operazioni aziendali.

In vero gli Ermellini sottolineano che lo sfruttamento di quanto risulta dalle copie dei conti correnti bancari non è limitato ai conti intestati alla società ma tocca anche i conti intestati ai soci, amministratori o procuratori generali se il Fisco riesce a dimostrare, anche con presunzione, la fittizietà dell'intestazione od il collegamento dei conti o di alcuni dati.

Il caso di specie parte dal ricorso del Fisco contro la società srl per la cassazione della sentenza con la quale la Commissione Tributaria Regionale, chiamata a decidere sull’impugnativa di avvisi di accertamento, ha detratto dai redditi e dal volume di affari a carico della società gli importi delle movimentazioni dei conti bancari dei soci, in qualità di institore ed amministratore, in base al fatto che, in mancanza di altri riscontri, l’art. 32 DPR 600/73 si applica per le movimentazioni dei conti banc