Il problema della continuità aziendale

Premessa generale

La continuità aziendale è un principio fondamentale (noto anche con il nome di going concern) nella redazione del bilancio in quanto l’impresa viene normalmente considerata in grado di continuare a svolgere la propria attività in un prevedibile futuro senza che vi sia né l’intenzione né la necessità di metterla in liquidazione, di cessare l’attività o di assoggettarla a procedure concorsuali. Vi è da sottolineare che soprattutto nelle piccole e medie imprese il concetto di continuità aziendale è spesso trascurato e lo stesso imprenditore/amministratore tende a non evidenziare le difficoltà aziendali in contrasto con la normativa della correttezza e veridicità dei bilanci societari. La normativa vigente prevede che le attività e le passività debbano essere contabilizzate in base al presupposto che l’impresa sia in grado di realizzare le proprie attività e far fronte alle proprie passività durante il normale svolgimento dell’attività aziendale.

Il codice civile, all’art. 2423-bis, dispone infatti che, nella redazione del bilancio, “la valutazione delle voci deve essere fatta secondo prudenza e nella prospettiva della continuazione dell’attività”. La crisi economica che perdura ormai da anni gioca un ruolo fondamentale in materia di approvazione del bilancio 2013 ediventa quindi fondamentale tenere ben presente i principi cardine che devono guidare i redattori dei bilanci d’esercizio. I principi contabili, internazionali e nazionali, cui fare riferimento sono i seguenti.

Principi contabili Internazionali (IAS 1): la direzione aziendale deve effettuare una precisa valutazione sulle capacità dell’impresa di continuare ad operare nel futuro (da sottolineare come anche l’art. 2423-bis c.c. detta importanti regole volte ad indicare che i valori iscritti in bilancio devono essere considerati secondo prudenza e nella prospettiva della continuità dell’attività dell’impresa nel presupposto che l’azienda possa normalmente proseguire la sua attività senza adire ad ipotetiche procedure di liquidazione o procedure concorsuali).

Principio contabile OIC 5: con riferimento ai bilanci di liquidazione, relativamente al principio di continuità, si dispone che l’azienda come complesso funzionante è destinato a funzionare almeno per i dodici mesi successivi alla data di riferimento del bilancio.

Principio contabile OIC 11: la formazione del bilancio d’esercizio inteso come strumento di informazione patrimoniale, finanziarie ed economica dell’impresa in funzionamento, cioè di un’impresa caratterizzata da una continuità operativa, si fonda sui principi contabili.

Principio contabile OIC 29: si deve tener conto anche dei fatti successivi alla data di riferimento del bilancio che possono far venire meno, totalmente o parzialmente, il presupposto della continuità aziendale.

– Bisogna ricordare infine il principio di revisione nazionale n. 570 relativo alla continuità aziendale e l’intervento in materia da parte della CONSOB, ISVAP e Banca d’Italia nel febbraio 2009 con un documento congiunto in cui si ribadisce l’importanza dell’osservanza di tale aspetto.

 

Nel presente contesto economico, caratterizzato dalla crisi e dalla volatilità dei mercati, non risulta di facile attuazione la valutazione dei beni e dei rischi aziendali (si pensi alla valutazione delle attività immateriali, dell’avviamento e delle partecipazioni) rendendo quindi molto difficile agli Amministratori e ai Sindaci l’elaborazione di previsioni che possano definirsi attendibili in conformità ai principi contabili. Si rammenta che ai fini della redazione del Bilancio in continuità aziendale gli Amministratori devono procedere alle valutazioni attraverso l’applicazione di particolari indici (l’elenco non è da considerarsi esaustivo) che appartengono a diverse tipologie.

 

1) Indicatori finanziari

– situazione di deficit patrimoniale o di capitale circolante netto negativo;

– prestiti a scadenza fissa e prossimi alla scadenza senza che vi siano…

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