I reati tributari - parte XX

Premessa

Dopo quasi un anno dall’ultima puntata, torniamo ad occuparci delle sentenze di legittimità riguardanti i temi relativi al diritto penale tributario.

Le sentenze che esamineremo sono datate 2011 e 2012; nelle prossime puntate cominceremo ad illustrare quelle emesse nel 2013.

 

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Falsità ideologica e materiale delle fatture

Il D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 1, comma 1, lett. a, fornisce una nozione normativa del concetto di fatture per operazioni inesistenti che sono considerate tali quelle emesse a fronte di operazioni non realmente effettuate anche in parte o che indicano i corrispettivi o l’imposta sul valore aggiunto in misura superiore a quella reale ovvero riferiscono l’operazione a soggetti diversi da quelli effettivi. Da tale definizione, risulta chiaro che concretizza l’elemento obiettivo del reato previsto dal citato art. 2, l’utilizzo, al fine della indicazione di elementi passivi fittizi, di fatture per operazioni inesistenti senza alcuna distinzione tra documenti falsi nella loro materialità o falsi in riferimento alle operazioni ivi indicate (si veda anche la sentenza della Cassazione Sez. 3 n. 9673/2011 in un precedente puntata della rassegna giurisprudenziale).

(Cassazione, sezione III penale, sentenza n. 36844/2011)

 

Falsità ideologica e materiale delle fatture

Il reato di occultamento della documentazione contabile, ex art. 10, D.Lgs. n. 74/2000, ha natura di reato permanente in quanto la condotta penale dura sino al momento dell’accertamento fiscale, dies a quo da cui decorre il termine di prescrizione.

(Cassazione, sezione III penale, sentenza n. 3055/2011)

 

L’articolo 11 nelle operazioni straordinarie

Sussiste il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte in presenza di uno stratagemma artificioso del contribuente, tendente a sottrarre, in tutto o in parte, le garanzie patrimoniali alla riscossione coattiva del debito tributario, stratagemma che può assumere le più diversificate forme, potendo estrinsecarsi attraverso l’abuso di strumenti giuridici rientranti solo in apparenza nella fisiologia della vita aziendale o societaria (nella specie, operazione di scissione).

(Cassazione, sezione III penale, sentenza n. 19595/2011)

 

Il calcolo dell’imposta evasa nel reato di omessa dichiarazione

Il termine dilatorio per la presentazione della dichiarazione dei redditi successivamente alla scadenza del termine ordinario non costituisce causa di non punibilità bensì quale ulteriore possibilità di adempiere all’obbligo dichiarativo. Nel processo penale non può farsi riferimento alla sola presunzione stabilita dall’ordinamento fiscale dovendo il giudice penale accertare l’imponibile e l’imposta evasa contestata al contribuente.

(Cassazione, sezione III penale, sentenza n. 43695/2011)

 

Anche la sovrafatturazione parziale è reato

Il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture per operazioni inesistenti è integrato sia nell’ipotesi di inesistenza oggettiva, quanto di inesistenza relativa che di sovrafatturazione qualitativa, in quanto oggetto della repressione penale è ogni tipo di divergenza fra realtà commerciale ed espressione documenta

(Cassazione, sezione III penale, sentenza n. 30250/2011)

 

Per l’omessa contabilizzazione basta contabilizzare i ricavi

La determinazione delle imposte evase è legittimamente operata anche tenendo conto soltanto dei ricavi aziendali in assenza di elementi che facciano ritenere l’esistenza di costi aziendali (si veda la sentenza della Cass. n. 35858, del 4 ottobre 2011, pubblicata in una precedente puntata della rassegna) ed essendo state utilizzate a tal fine le risultanze degli accertamenti eseguiti dal personale di polizia giudiziaria che aveva effettuato la verifica.

(Cassazione, sezione III penale, sentenza n. 20286/2012)

 

Il condono tombale non fa venire meno la responsabilità penale

Il D.Lgs. n. 74 del 2000, ha individuato nel modello dichiarativo la caratteristica essenziale del…

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