Diario quotidiano del 29 aprile 2014: operativo il bonus di € 80 in busta paga

Pubblicato il 29 aprile 2014



istituiti codici tributo per il versamento con F24 EP del tributo per i servizi indivisibili TASI; operativo il bonus di € 80,00 in busta paga; scendono le aliquote Irap; P.A.: anticipata l’entrata a regime della fattura elettronica; transazioni da lavoro: non tutte le somme sono esenti da contribuzione; misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale; ipse dixit: “Senza la previsione di maggiori oneri e di nuove sessioni di esame”; riduzione del cuneo fiscale per lavoratori dipendenti e assimilati: circolare delle Entrate

 

 

Indice:

 

1) Istituiti codici tributo per il versamento con F24 EP del tributo per i servizi indivisibili TASI

 2) Operativo il bonus di € 80,00 in busta paga

 3) Scendono le aliquote Irap

 4) P.A.: anticipata l’entrata a regime della fattura elettronica

 5) Transazioni da lavoro: non tutte le somme sono esenti da contribuzione

 6) Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale

 7) Ipse dixit: “Senza la previsione di maggiori oneri e di nuove sessioni di esame”

 8) Riduzione del cuneo fiscale per lavoratori dipendenti e assimilati: circolare delle Entrate

 

 

 

1) Istituiti codici tributo per il versamento con F24 EP del tributo per i servizi indivisibili TASI

L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 47/E del 24 aprile 2014, per consentire il versamento, tramite modello F24 EP, del tributo per i servizi indivisibili (TASI) di cui al comma 639, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, e successive modificazioni, ha istituito i seguenti codici tributo:

- “374E” denominato “TASI - tributo per i servizi indivisibili per fabbricati rurali ad uso strumentale - art. 1, c. 639, L. n. 147/2013 e succ. modif.”;

- “375E” denominato “TASI - tributo per i servizi indivisibili per le aree fabbricabili - art. 1, c. 639, L. n. 147/2013 e succ. modif.”;

- “376E” denominato “TASI - tributo per i servizi indivisibili per altri fabbricati - art. 1, c. 639, L. n. 147/2013 e succ. modif.”.

Inoltre, per consentire il versamento delle sanzioni e degli interessi dovuti a seguito dell’attività di controllo, ha istituito i seguenti codici tributo:

- “377E” denominato “TASI - tributo per i servizi indivisibili - art. 1, c. 639, L. n. 147/2013 e succ. modif. - INTERESSI”;

- “378E” denominato “TASI - tributo per i servizi indivisibili - art. 1, c. 639, L. n. 147/2013 e succ. modif. - SANZIONI”.

Infine, per consentire il versamento, tramite modello F24EP, della tassa sui rifiuti (TARI) e della tariffa, di cui ai citati commi 639 e 668, ha ridenominato i codici tributo “365E”, “368E”, “366E”, “367E”, “369E” e “370E”, istituiti con la risoluzione n. 42/E del 28 giugno 2013, nel modo seguente:

- “365E” - denominato “TARI - tassa sui rifiuti - art. 1, c. 639, L. n. 147/2013 –

TARES - art. 14 DL. n. 201/2011”;

- “368E” - denominato “TARIFFA - art. 1, c. 668, L. n. 147/2013 - art. 14, c. 29, DL. n. 201/2011”;

- “366E” denominato “TARI - tassa sui rifiuti - art. 1, c. 639, L. n. 147/2013 - TARES - art. 14 DL. n. 201/2011 - INTERESSI”;

- “367E” denominato “TARI - tassa sui rifiuti - art. 1, c. 639, L. n. 147/2013 - TARES - art. 14 DL. n. 201/2011 - SANZIONI”;

- “369E” denominato “TARIFFA - art. 1, c. 668, L. n. 147/2013 - art. 14, c. 29 DL. n. 201/2011 - INTERESSI”;

- “370E” denominato “TARIFFA - art. 1, c. 668, L. n. 147/2013 - art. 14, c. 29 DL. n. 201/2011 - SANZIONI”.

 

 

2) Operativo il bonus di € 80,00 in busta paga

Con la pubblicazione, sulla Gazzetta Ufficiale n. 95 del 24 aprile 2014, è divenuto operativo il bonus di 80 euro in busta paga, disposto dall’art. 1 del D.L. n. 66 del 24 aprile 2014, il quale prevede numerosi interventi finalizzati a favorire il rilancio del Paese.

Agevolazione “piena” per i redditi complessivi da 8.145 a 24.000 euro, “a scalare” per quelli da 24.000 a 26.000 euro.

Infatti, con l’inserimento del nuovo comma 1-bis nell’art. 13 del TUIR, viene riconosciuto un credito non soggetto ad imposizione fiscale e contributiva (c.d. “bonus”) ai percettori di redditi di lavoro dipendente e di alcuni redditi assimilati, con un reddito complessivo IRPEF non superiore a 26.000 euro.

In particolare, il nuovo bonus riguarda i contribuenti titolari di redditi di lavoro dipendente ai sensi dell’art. 49 del TUIR (escluse le pensioni) e/o dei seguenti redditi assimilati al lavoro dipendente, ai sensi dell’art. 50 comma 1 del TUIR:

- compensi dei soci lavoratori delle cooperative;

- indennità e compensi percepiti a carico di terzi dai prestatori di lavoro dipendente per incarichi svolti in relazione a tale qualità;

- borse di studio e assegni di formazione professionale;

- compensi percepiti per rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, compresi i contratti di lavoro “a progetto”;

- remunerazioni dei sacerdoti;

- prestazioni pensionistiche erogate da forme di previdenza complementare;- compensi percepiti dai lavoratori socialmente utili.

Sono esclusi dal bonus in questione i lavoratori dipendenti o assimilati con un reddito complessivo fino a 8.145 euro.

Per i contribuenti con un reddito complessivo superiore al suddetto limite di “incapienza”, il riconoscimento del bonus avviene con modalità differenziate a seconda che abbiano un reddito complessivo:

- fino a 24.000 euro;

- oppure superiore a 24.000 euro, ma non a 26.000 euro.

Inoltre, occorre tenere conto che il bonus:

- si applica solo per il periodo d’imposta 2014 e va ripartito tra le retribuzioni erogate dopo il 24 aprile 2014 (data di entrata in vigore del D.L. 66/2014), a partire dal primo periodo di paga utile;

- è attribuito sugli emolumenti corrisposti in ciascun periodo di paga, rapportandolo al periodo stesso;

- va rapportato al periodo di lavoro nell’anno.

Quindi, nella generalità dei casi, il bonus riguarderà otto retribuzioni mensili del 2014, a partire da quella di maggio e fino a quella di dicembre.

Se il reddito complessivo non è superiore a 24.000 euro, infatti, è previsto un bonus di 640 euro, che suddiviso per 8 mensilità fanno esattamente gli 80 euro netti in più in busta paga.

Per i contribuenti rientranti nel limite di 24.000 euro, il bonus di 80 euro mensili è fisso ed è uguale per tutti, non è legato al livello di reddito complessivo.

Se, invece, il reddito complessivo è superiore a 24.000 ma non a 26.000 euro, viene previsto che il credito di 640 euro spetti per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 26.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 2.000 euro.

In tal caso si applica quindi un meccanismo “a scalare”, analogo a quello previsto per le detrazioni IRPEF, che riduce progressivamente l’importo del bonus effettivamente spettante, al crescere del reddito complessivo, fino ad annullarlo al raggiungimento del limite di 26.000 euro.

Infine, il bonus viene riconosciuto, in via automatica, dai sostituti d’imposta di cui agli artt. 23 e 29 del DPR n. 600/73 (es. datori di lavoro e committenti, privati e pubblici).

3) Scendono le aliquote Irap

Meno Irap, a partire dal periodo d’imposta 2014, a carico di imprese e professionisti.

Lo dispone il Decreto Legge n. 66 del 24 aprile 2014.

Le aliquote ordinarie passano:

- da 3,9 a 3,5%, per la generalità dei contribuenti;

- da 1,9 a 1,7%, per il settore agricolo e le cooperative di piccola pesca;

- da 4,65 a 4,2%, per le banche e gli altri soggetti finanziari;

- da 5,9 a 5,3%, per le imprese di assicurazione;

- da 4,2 a 3,8%, per le imprese titolari di concessioni per la gestione di servizi e opere pubbliche diverse da quelle di costruzione e gestione di autostrade e trafori.

Una riduzione generalizzata, quindi, intorno al 10%.

Il beneficio potrà essere fruito, parzialmente, già in occasione del primo acconto 2014: nel calcolare l’importo dovuto con il metodo previsionale, si potranno applicare le seguenti aliquote (nell’ordine, a seconda dell’attività svolta: 3,75%, 1,8%, 4,5%, 5,7%, 4%). (articolo 2).

Altre novità dal D.L. 66/2014

Cancellato definitivamente l’obbligo (introdotto dalla “legge europea 2013”) per gli intermediari finanziari di effettuare una ritenuta d’acconto del 20% sui trasferimenti di denaro provenienti dall’estero costituenti redditi da investimenti o da attività di natura finanziaria. L’adempimento sarebbe dovuto partire dal prossimo 1 luglio. (articolo 4).

Stabilizzata la possibilità di utilizzare in compensazione i crediti commerciali vantati verso le pubbliche amministrazioni per pagare le somme dovute in caso di ricorso agli istituti deflativi del contenzioso (adesione al pvc o all’invito al contraddittorio, accertamento con adesione, acquiescenza, definizione agevolata delle sanzioni, conciliazione giudiziale, mediazione). È stato infatti eliminato il limite temporale presente nella norma di riferimento, che circoscriveva l’opportunità ai soli crediti maturati fino al 31 dicembre 2012. (articolo 39).

Estesa invece alle cartelle e agli atti esecutivi notificati fino al 30 settembre 2013 (non più fino al 31 dicembre 2012) la possibilità di compensare gli stessi crediti per somministrazioni, forniture, appalti e prestazioni, con i debiti a ruolo relativi a tributi erariali, regionali e locali, contributi previdenziali e assistenziali, premi Inail. (articolo 40).

Novità, dall’1 ottobre 2014, per i versamenti tramite F24: in caso di saldo finale pari a zero per effetto di compensazione, dovranno avvenire soltanto tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate; potranno invece viaggiare anche attraverso i servizi telematici offerti dagli intermediari della riscossione convenzionati con la stessa Agenzia, gli F24 oggetto di compensazioni con saldo finale positivo e gli F24 con saldo finale di importo superiore a 1.000 euro. (articolo 11).

Dall’1 luglio 2014 sale dal 20% al 26% la tassazione sulle rendite finanziarie, redditi di capitale e capital gain. Immutato, invece il prelievo sugli interessi dei titoli di Stato (12,50%), i proventi dei titoli di risparmio per l’economia meridionale (5%) e il risultato netto delle forme di previdenza complementare (11%). (articolo 3).

Passa dal 12 al 26% l’imposta sostitutiva sulla rivalutazione dovuta dagli istituti di credito che posseggono quote della Banca d’Italia: il versamento andrà effettuato in unica soluzione entro il termine per il saldo delle imposte sui redditi per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013. (articolo 4).

Stessa scadenza per le società che rivalutano i beni aziendali sulla base della disposizione normativa contenuta nella Stabilità 2014: l’imposta sostitutiva andrà pagata in unica soluzione, non più in tre quote annuali. (articolo 4).

Dal 2014, i redditi derivanti dall’attività di produzione di energie da fonti rinnovabili agroforestali o fotovoltaiche vanno determinati applicando ai corrispettivi registrati ai fini IVA il coefficiente di redditività del 25% (fino al 2013, erano considerati produttivi di reddito agrario). La disposizione rileva già in sede di determinazione del primo acconto 2014. (articolo 22).

Dal 2014, con apposito decreto ministeriale, sarà ridefinito l’elenco dei comuni montani e di collina, nei quali i terreni sono esclusi dall’applicazione dell’Imu. L’obiettivo è assicurare maggiori entrate per almeno 350 milioni di euro all’anno. (articolo 22).

È differito dall’1 maggio all’1 agosto 2014 la decorrenza dell’incremento del prelievo fiscale sui prodotti da fumo, previsto dal D.L. 91/2013. (articolo 5)

 

 

4) P.A.: anticipata l’entrata a regime della fattura elettronica

Anticipata l’entrata a regime della fattura elettronica alla pubblica amministrazione: la generalizzazione dell’obbligo di fatturazione digitale delle forniture agli enti pubblici scatterà il 31 marzo 2015, circa due mesi prima rispetto alla data del 6 giugno 2015 fissata precedentemente.

Inoltre, adesso le fatture elettroniche emesse nei confronti della p.a. devono contenere anche il codice identificativo di gara e il codice unico di progetto, salvo i casi di esclusione.

Lo dispone l’art. 25 del D.L. n. 66 del n. 24 aprile 2014, ciò per accelerare il completamento del percorso di adeguamento all’utilizzo della fatturazione elettronica nei rapporti economici tra pubblica amministrazione e fornitori. La stessa data del 31 marzo 2015, secondo la disposizione, vale anche per le fatture emesse nei confronti degli enti locali, per le quali il termine di decorrenza dell’obbligo non è ad oggi ancora ufficializzata, poiché prevista in un decreto ministeriale in corso di emanazione.

 

 

5) Transazioni da lavoro: non tutte le somme sono esenti da contribuzione

Non tutte le somme erogate a titolo transattivo sono esenti da contribuzione per il solo fatto di essere state corrisposte al solo fine di evitare la lite senza riconoscimento di alcun diritto del lavoratore.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9180 del 23 aprile 2014, ha stabilito che “al fine di valutare se siano assoggettabili a contribuzione obbligatoria le erogazioni economiche corrisposte dal datore di lavoro in favore del lavoratore in adempimento di una transazione, spiega limitato rilievo la circostanza che tali somme siano pervenute al lavoratore in adempimento di un accordo transattivo, dovendosi valutare più approfonditamente non solo se manchi uno stretto nesso di corrispettività, ma se risulti un titolo autonomo, diverso e distinto dal rapporto di lavoro, che ne giustifichi la corresponsione, in quanto occorre tener conto sia del principio secondo il quale tutto ciò che il lavoratore riceve,in natura o in denaro, dal datore di lavoro in dipendenza e a causa del rapporto di lavoro rientra nell'ampio concetto di retribuzione imponibile ai fini contributivi (ex art. 12 della legge n. 153 del 1969) sia della assoluta indisponibilità, da parte dell'autonomia privata, dei profili contributivi che l’ordinamento collega al rapporto di lavoro.”

 

 

6) Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale

Il Governo ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 95 del 24 aprile 2014, il Decreto legge n. 66 del 24 aprile 2014, recante “Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale”.

La disposizione legislativa, che dovrà essere convertita in legge entro 60 giorni, contiene una serie di interventi finalizzati a maggior efficienza, razionalizzazione, equità e rilancio del Paese e misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale, tra cui il bonus di 80 euro nella busta paga di maggio che arriveranno attraverso un credito di imposta, per i lavoratori dipendenti e assimilati che guadagnano tra 8.000 e 24.000 euro lordi.

La seconda misura di riduzione fiscale riguarda l’Irap, che viene tagliata del 10% e la cui aliquota principale scenderà dal 3,9% al 3,5%.

Le altre disposizioni previste dal decreto legge sono:

- Rafforzamento del contrasto all’evasione fiscale

- Pagamento dei debiti arretrati delle pubbliche amministrazioni

- Revisione della spesa, semplificazione ed efficienza nelle pubbliche amministrazioni

- Iniziative per la digitalizzazione della Pubblica amministrazione

- Tetto a 240 mila euro per dirigenti e manager della pubblica amministrazione

- Concorso degli organi costituzionali alla riduzione della spesa pubblica

- Rivalutazione quote Bankitalia e rendite finanziarie tra i provvedimenti di copertura

- Ristrutturazione debito regionale e superamento province

- Nuovi fondi per la ristrutturazione delle scuole

 

 

7) Ipse dixit: “Senza la previsione di maggiori oneri e di nuove sessioni di esame”

Comunicato stampa sull’equipollenza dell’Ungdcec.

La conversione del decreto-legge 30 dicembre 2013, n. 150 (cosiddetto Decreto Milleproroghe) sul finire del mese di febbraio u.s. ha previsto, all’art. 9 comma 14 che “ai fini dell’iscrizione al Registro (dei Revisori) sono esonerati dall’esame di idoneità i soggetti che hanno superato gli esami di Stato di cui agli articoli 46 e 47 del decreto legislativo 28 giugno 2005, n. 139, fermo l’obbligo di completare il tirocinio legalmente previsto per l’accesso all’esercizio dell’attività di revisore legale, nel rispetto dei requisiti previsti, in conformità alla direttiva 2006/43/CE, con decreto del Ministro della Giustizia, sentito il Ministro dell’Economia e delle Finanze, da adottare entro venti giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, senza la previsione, per i candidati, di maggiori oneri e di nuove sessioni di esame”.

Si tratta, come più volte ribadito, di un grande risultato per tutti i futuri giovani professionisti, ottenuto a seguito di forti prese di posizione in tale senso da parte dell’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili e grazie alla perseveranza dell’onorevole Enrico Zanetti, ora Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, che a suon di interpellanze ed emendamenti ha condotto questa giusta ed importante battaglia dal punto di vista legislativo.

In tale clima di generale soddisfazione collegato al riconoscimento del fatto che “il commercialista è revisore”, è emersa come nota piuttosto stonata l’anticipazione secondo cui sarebbe ormai imminente l’emanazione da parte del Ministero della Giustizia del decreto che fisserà le nuove regole d’accesso al Registro dei Revisori sulla base delle seguenti previsioni:

- garantire l’equipollenza a chi, alla data di entrata in vigore del Decreto in questione, avrà superato l’esame da Dottore Commercialista, dopo aver comunque maturato i tre anni di tirocinio necessari per il decorso della pratica da Revisore Legale (è a tal fine importante la recente “riapertura” del Registro dei revisori legali);

- necessità da parte dei soggetti non rientranti nella precedente fattispecie di svolgere, in modo facoltativo, una prova aggiuntiva riguardante le materie previste dall’art. 8 della Direttiva Europea n.2000/43/Ce in tema di revisione.

L’UNGDCEC si oppone fortemente a tale secondo potenziale sviluppo della disciplina. La norma afferma esplicitamente che ai fini dell’iscrizione al Registro dei Revisori i neo abilitati dottori commercialisti non debbano sostenere maggiori oneri (e ci mancherebbe altro!), ma soprattutto non debbano affrontare nuove sessioni di esame. L’introduzione quindi di una quarta prova, oltre a caratterizzare l’intera procedura di verifica quale una snervante “maratona” composta da 4 prove scritte ed una prova orale, va esplicitamente contro una norma di legge già approvata. CIO’ NON E’ POSSIBILE.

Oltre a ciò, ribadiamo come sia INSPIEGABILE introdurre una quarta prova su argomenti già oggetto di accertamento nelle prove precedenti, ed in particolare nella prima e nella terza prova.

È infatti previsto che per l’iscrizione nella Sezione A dell’Albo, le prove scritte consistono in “a) una prima prova vertente sulle seguenti materie: ragioneria generale e applicata, revisione aziendale, tecnica industriale e commerciale, tecnica bancaria, tecnica professionale, finanza aziendale; (…); c) una prova a contenuto pratico, costituita da un'esercitazione sulle materie previste per la prima prova scritta ovvero dalla redazione di atti relativi al contenzioso tributario”.

Da cosa pertanto dovrebbe essere motivata la tanto temuta sanzione a carico dello Stato italiano paventata da alcuni (in particolare dall’Istituto Nazionale Revisori Legali) in caso di riconoscimento dell’equipollenza tra i due esami visto che la materia della “revisione aziendale” è oggetto di ben due delle tre possibili prove di accertamento per l’esame da Dottore Commercialista? La principale motivazione addotta viene identificata sulla base di una assolutamente discutibile nota della Commissione Europea a firma del Dott. Ugo Bassi, che motiva la possibile non equipollenza sulla base del fatto che l’esame di abilitazione alla professione di Dottore Commercialista non prevedrebbe la verifica delle competenze sulle seguenti materie: “c) principi contabili internazionali; (…); f) gestione del rischio e controllo interno; g) revisione contabile e capacità professionali; h) obblighi giuridici e norme professionali riguardanti la revisione legale dei conti ed i revisori legali; i) principi di revisione internazionali; j) deontologia professionale ed indipendenza”. Si tratta di FOLLIA PURA. Stupisce di scorgere tanta leggerezza, per usare un eufemismo, nella nota in oggetto, soprattutto da un ente rappresentativo di una istituzione quale la Commissione Europea che da sempre ci ha abituato a interpretazioni sostanziali, e non prettamente letterali, delle norme. Dire che la materia “ragioneria generale ed applicata” non include la tematica dei “principi contabili internazionali” sarebbe come dire che la materia di “diritto tributario” non include la tematica dell’IRES, in quanto non esplicitamente prevista; o, per restare in tema, che la materia della “revisione aziendale” non include, tra le altre, “revisione contabile e capacità professionali” o “principi di revisione internazionali”. Come è evidente anche a chi non è particolarmente ferrato in materia, le seconde rappresentano tematiche specifiche della più ampia materia “revisione aziendale”, che da sempre il commercialista conosce e pratica proprio perché “il commercialista è revisore”. In definitiva, quindi, le materie elencate dal D.Lgs. 39/2010, che riprende la direttiva europea in materia di revisione, devono essere necessariamente lette come una declinazione del più ampio concetto espresso dal termine “revisione aziendale”, già presente nel D.Lgs. 139/2005.

Signori, ma allora: di che cosa stiamo parlando? di cosa abbiamo realmente paura? Dell’Europa davvero? O l'Europa rappresenta solo un decantato pretesto che cela squallidi tentativi di parte?

Indipendentemente da quale sia l'effettiva risposta, l’UNGDCEC attende impaziente di leggere nell'emanando DM l’unica soluzione equa e razionale, peraltro normativamente disposta, all’annosa quanto strumentale questione.

(Comunicato stampa del 28 aprile 2014 dell’UNGDCEC)

 

 

8) Riduzione del cuneo fiscale per lavoratori dipendenti e assimilati: circolare delle Entrate

Dalle Entrate tutte le regole sul bonus Irpef: Ai dipendenti il credito in busta paga a partire da maggio 2014.

Il bonus Irpef per lavoratori dipendenti e assimilati sarà riconosciuto in busta paga, a partire da maggio, senza dover fare alcuna domanda. Il credito, riservato a chi guadagna fino a 26mila euro, sarà infatti erogato direttamente dai datori di lavoro in tutti i casi in cui l’imposta lorda dell’anno è superiore alle detrazioni per lavoro dipendente. Chi ha tutti i requisiti per ricevere il bonus ma non ha un sostituto d’imposta, ad esempio perché il rapporto di lavoro si è concluso prima del mese di maggio, potrà comunque richiederlo nella dichiarazione dei redditi per il 2014. Sono alcune delle indicazioni contenute nella circolare n. 8/E del 28 aprile 2014, con cui l’Agenzia delle Entrate fornisce le istruzioni per applicare il credito introdotto dal Dl n. 66/2014 per la riduzione del cuneo fiscale nel 2014.

Chi beneficia del bonus – I contribuenti che hanno diritto al credito sono i soggetti che nel 2014 percepiscono redditi da lavoro dipendente (e alcuni redditi assimilati) - al netto del reddito da abitazione principale - fino a 26 mila euro, purché l’imposta lorda dell’anno sia superiore alle detrazioni per lavoro dipendente. Il bonus spetta invece se l’imposta lorda è azzerata da altre categorie di detrazioni, ad esempio quelle per carichi di famiglia.

Importo del credito –Il credito complessivo di 640 euro, 80 euro mensili a partire da maggio, vale per i redditi fino a 24mila euro. Se il reddito supera i 24mila il bonus si riduce gradualmente fino a 26 mila. Il bonus (che non concorre alla formazione del reddito) andrà ai lavoratori dipendenti e assimilati la cui imposta lorda sia superiore all’importo della propria detrazione per lavoro dipendente. Inoltre, per espressa previsione del Decreto legge, il credito “è rapportato al periodo di lavoro nell’anno”.

Per questo motivo il credito dovrà essere calcolato in relazione alla durata del rapporto di lavoro, considerando il numero di giorni lavorati nell’anno.

La tempistica per il 2014 – I sostituti d’imposta riconosceranno il credito spettante ai beneficiari a partire dalle retribuzioni erogate nel mese di maggio. Nel caso in cui ciò non sia possibile per ragioni tecniche legate alle procedure di pagamento degli stipendi, i sostituti riconosceranno il credito a partire dalle retribuzioni del mese di giugno, ma dovranno comunque assicurare al lavoratore tutto il credito spettante nel corso del 2014.

Il bonus va anche ai contribuenti senza sostituto d’imposta – I soggetti titolari nel corso dell’anno 2014 di redditi di lavoro dipendente, le cui remunerazioni sono erogate da un soggetto che non è sostituto di imposta, tenuto al riconoscimento del credito in via automatica, e tutti i soggetti il cui rapporto di lavoro si è concluso prima del mese di maggio, potranno chiedere il credito nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta 2014, utilizzarlo in compensazione, oppure richiederlo a rimborso.

Cosa fare nel caso di credito non spettante – I contribuenti che non hanno i requisiti per il ricevere il bonus, ad esempio perché hanno un reddito complessivo superiore a 26mila euro per via di altri redditi (oltre a quelli erogati dal sostituto d’imposta), devono comunicarlo al sostituto che recupererà il credito nelle successive buste paga. Se un contribuente ha comunque percepito un credito in tutto o in parte non spettante dovrà restituirlo nella dichiarazione dei redditi.

 

Vincenzo D’Andò