Diario quotidiano del 23 aprile 2014: i controlli contro le false partite IVA

Pubblicato il 23 aprile 2014

contratti di solidarietà: le modifiche della riforma Renzi; modello unico di dichiarazione ambientale entro il 30 aprile; i documenti contabili non possono essere esibiti in contenzioso solo in presenza di dolo; certificazione dei contratti di lavoro: no alle false partite Iva; ricorso per cassazione: impugnazione della sentenza della CTR – inclusione; familiari a carico: la cedolare secca entra nel limite di 2.840,51 euro

 

 Indice:

 1) Contratti di solidarietà: le modifiche della riforma Renzi

 2) Modello unico di dichiarazione ambientale entro il 30 aprile

 3) I documenti contabili non possono essere esibiti in contenzioso solo in presenza di dolo

 4) Certificazione dei contratti di lavoro: no alle false partite Iva

 5) Ricorso per cassazione: impugnazione della sentenza della CTR – inclusione

 6) Familiari a carico: la cedolare secca entra nel limite di 2.840,51 euro

 

1) Contratti di solidarietà: le modifiche della riforma Renzi

Il D.L. 34/2014 apporta modifiche alle agevolazioni previste per le imprese che avviano contratti di solidarietà.

L’agevolazione consisteva nella riduzione della contribuzione previdenziale e assistenziale dei lavoratori con orario di lavoro ridotto (art. 6 comma 4, del 1 ottobre 1996, n. 510).

La circolare n. 9 del 22 aprile 2014 della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro analizza le modifiche del decreto per comprendere i nuovi criteri con cui i datori di lavoro potranno beneficiare della riduzione contributiva.

L’art. 6, comma 4, del D.L. 1 ottobre 1996 n, 510, convertito nella L. 28 novembre 1996, n. 608, prevede, a favore delle imprese che avviano contratti di solidarietà, una misura agevolativa, nei limiti delle disponibilità del Fondo per l’occupazione e per un periodo non superiore a due anni, consistente nella riduzione della contribuzione previdenziale ed assistenziale dei lavoratori interessati dalla riduzione di orario di lavoro.

La misura della riduzione degli oneri sociali è diversificata a seconda dell’intensità della riduzione oraria adottata nel contratto di solidarietà:

- per le riduzioni superiori al 20%: spetta una riduzione nella misura del 25%;

- per le riduzioni superiori al 30%: spetta una riduzione nella misura del 35%;

e della dislocazione geografica del datore di lavoro (cento per le aree di cui agli obiettivi 1 e 2 del regolamento CEE n. 2052/88 del Consiglio del 24 giugno 1988):

- per le riduzioni superiori al 20%: spetta una riduzione nella misura del 35%;

- per le riduzioni superiori al 30%: spetta una riduzione nella misura del 40%.

Questo comporta che il datore di lavoro, dopo aver avviato il contratto di solidarietà:

- retribuisce a suo carico le sole ore effettivamente lavorate (mentre per le ore non prestate per effetto della riduzione c’è l’intervento della cassa straordinaria nella misura del 70%);

- potrà recuperare sulle predette ore a suo carico una parte dei contributi previdenziali ed assicurativi ordinariamente dovuti.

L’effettiva fruizione dell’agevolazione contributiva è tuttavia subordinata alla disponibilità delle risorse finanziarie nell’ambito del fondo per l’occupazione;

circostanza questa che di fatto negli ultimi anni aveva reso non utilizzabile per le aziende il predetto beneficio.

Infatti l’ultimo sblocco di fondi che ha consentito l’utilizzo dell’agevolazione risale