Diario quotidiano del 16 aprile 2014: le novità sul Durc interno INPS

Pubblicato il 16 aprile 2014



gestione “DURC interno”; debito societario riversabile sugli amministratori solo con avviso di accertamento; niente sequestro preventivo sui beni dell’amministratore; società tra professionisti: intervento del Notariato a un anno dall’entrata in vigore; TFR: indice di rivalutazione di marzo 2014; lavoro accessorio: i dati 2013; imposta transazioni finanziarie: “Ftt”, il modello per comunicare i dati sui trasferimenti di proprietà di azioni e altri strumenti; lotta all’evasione fiscale: rinnovata convenzione Gdf/Equitalia

 

Indice:

1) Gestione “DURC interno”

2) Debito societario riversabile sugli amministratori solo con avviso di accertamento

3) Niente sequestro preventivo sui beni dell’amministratore

4) Società tra professionisti: intervento del Notariato a un anno dall’entrata in vigore

5) TFR: indice di rivalutazione di marzo 2014

6) Lavoro Accessorio: i dati 2013

7) Imposta transazioni finanziarie: “Ftt”, il modello per comunicare i dati sui trasferimenti di proprietà di azioni e altri strumenti

8) Lotta all’evasione fiscale: rinnovata convenzione Gdf/Equitalia

 

1) Gestione “DURC interno”

Sarà inviato il prossimo 15 maggio il primo “preavviso di DURC interno negativo”, in considerazione delle difficoltà riscontrate in fase di avvio del sistema di gestione. Tale primo preavviso sarà inviato esclusivamente alle aziende per le quali risultino delle irregolarità incidenti sul diritto al riconoscimento dei benefici.

L’Inps, con il messaggio n. 4069 del 14 aprile 2014, ha riepilogato le regole di attribuzione della regolarità in presenza di inadempienze in fase amministrativa sugli archivi del recupero crediti.

Con il messaggio 2889/2014 è stato annunciato il riavvio della gestione del DURC interno, cui sono subordinati i benefici normativi e contributivi, previsti dalla normativa in materia di lavoro e legislazione sociale.

In considerazione delle difficoltà in fase di avvio del sistema delineato dal citato messaggio 2889/2014, il primo “preavviso di DURC interno negativo” verrà inviato il 15 maggio 2014.

Tale primo preavviso sarà inviato esclusivamente alle aziende per le quali risultino delle irregolarità incidenti sul diritto al riconoscimento dei benefici, ovvero per le quali sono state emesse note di rettifica con causale “addebito art. 1, comma 1175, della legge 27 dicembre 2006, n. 296”.

Pertanto le Sedi Inps devono procedere prioritariamente alla sistemazione delle anomalie delle aziende che risultano destinatarie del preavviso di accertamento negativo.

L’istituto previdenziale coglie l’occasione per riepilogare le regole di attribuzione della regolarità in presenza di inadempienze in fase amministrativa sugli archivi del Recupero Crediti (EAP e NRC).

Di norma la presenza di inadempienze con carico contabile non definite o non definibili determina l’attribuzione dell’irregolarità (semaforo rosso) all’azienda interessata indipendentemente dal saldo contabile dell’inadempienza.

Principali eccezioni a tale regola sono:

Inadempienza con CSL che indica la presenza di un contenzioso amministrativo in corso;

Inadempienze in attesa di abbandono totale;

Inadempienza con CSL 8314, 8315 e 9112 per la quale, in sede di apposizione del CSL su NRC, è stato indicato SI nell’apposito campo istituito per determinare la regolarità ai fini DURC (vedi punto B del messaggio 003069/2014);

Inadempienze che rientrano in una rateazione in corso di pagamento.

Per quanto sopra descritto, al fine di ridurre al minimo le forzature da effettuare sul F.E.A., le sedi dovranno:

- effettuare il “Controllo di definibilità” a mano a mano che i versamenti transitano sulle inadempienze;

- monitorare costantemente i pagamenti rateali effettuati dalle aziende e, qualora ne ricorrano i presupposti, revocare con tempestività le dilazioni;

inserire su NRC le informazioni aggiuntive di cui al punto B del messaggio 003069/2014 sulle inadempienze per cui il CSL di sospensione è stato attribuito prima della pubblicazione del citato messaggio.

Per conciliare le esigenze indicate, le note di rettifica già calcolate per il 15 maggio saranno ricalcolate al 15 giugno 2014 ed inviate alle aziende insieme a quelle programmate per l’invio alla stessa data del 15 giugno secondo il messaggio 2889/2014. Resta ferma l’emissione e l’invio delle restanti note di rettifica al 15 settembre 2014.

 

2) Debito societario riversabile sugli amministratori solo con avviso di accertamento

Il debito della società può essere riversato su coloro che hanno amministrato la società (o ne sono stati soci), occorre però un atto che ne giustifichi questo passaggio e questo atto non può che essere un avviso di accertamento.

La mera iscrizione a ruolo è sufficiente quando è tenuto al rimborso il contribuente originario (o i suoi eredi diretti), non quando l’obbligazione si trasferisce su altri soggetti giacché probabili percettori mediati delle somme, o amministratori responsabili delle stesse.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 8701 del 14 aprile 2014.

Nel caso di specie, una srl ha ottenuto dal giudice dell’ottemperanza una sentenza di condanna alla restituzione di somme a carico dell’Agenzia delle entrate, che sono state corrisposte.

La sentenza del giudice dell’ottemperanza è stata poi ribaltata in sede di impugnazione.Il Fisco, preso atto di ciò, per ottenere la restituzione di quanto, a questo punto, indebitamente versato, ha azionato la pretesa nei confronti dell’amministratore nonché socio di maggioranza della srl, tramite iscrizione a ruolo eseguita nei suoi confronti.

 

3) Niente sequestro preventivo sui beni dell’amministratore

È illegittimo il sequestro preventivo per equivalente sui beni dell’amministratore senza prima escutere le casse dell’azienda.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16186 del 14 aprile 2014.

Nel caso di specie, il giudice per le indagini preliminari, con un decreto emesso a ottobre dello scorso anno, aveva disposto la misura sui beni dell’amministratore dell’azienda per un valore corrispondente al profitto del reato, l’omesso versamento dell’Iva.

Il Tribunale, su ricorso dell’indagato, aveva annullato la misura. Ciò perché, hanno spiegato i giudici di merito, prima di procedere al sequestro preventivo per equivalente nei beni nella disponibilità del contribuente, occorreva procedere al sequestro diretto del profitto del reato, se sussistente, nelle casse della Srl di cui l’uomo era rappresentante legale.

Contro questa decisione la Procura pugliese ha giocato la carta del ricorso in Cassazione ma senza successo. Gli Ermellini hanno infatti motivato che l’ordinanza impugnata è congruamente motivata ed è immune da errori di diritto. Invero è mancato, da parte del Pm e della PG qualsiasi accertamento preliminare in relazione all’eventuale sussistenza nel e Casse della srl di denaro o altri beni fungibili, di beni direttamente riconducibili al profitto del reato tributario contestato. Detto accertamento preliminare era necessario prima di procedere al sequestro preventivo per equivalente di beni nella disponibilità.

 

4) Società tra professionisti: intervento del Notariato a un anno dall’entrata in vigore

Sono ammissibili tutti i tipi societari per la costituzione di società tra professionisti (Stp), sia di persone sia di capitali, compresa la srl ad un euro e la società semplice.

E’ incompatibile con la Stp, invece, la Srl semplificata a causa dell’inderogabilità del modello costitutivo standard. La prestazione professionale diventa oggetto di obbligazione a carico della società con conseguente sua responsabilità. I professionisti devono detenere la maggioranza dei due terzi dei voti pur potendo essere inferiori in numero o detenere meno dei due terzi del capitale sociale. Sono alcuni dei chiarimenti forniti dal Notariato nello Studio di Impresa n. 224-2014/I recante: “Società tra professionisti – questioni applicative a un anno dall'entrata in vigore”, approvato il 3 aprile 2014.

Le Stp non costituiscono un genere autonomo con causa propria, ma appartengono alle società tipiche disciplinate dal codice civile, con la conseguenza che le stesse sono soggette integralmente alla disciplina legale del modello societario prescelto (art. 10, Legge n. 183 del 12/11/2011).

Pertanto, secondo il Notariato, i soci possono liberamente scegliere sia nell’ambito dei modelli personalistici che di quelli capitalistici, sino alle coop purché il numero minimo dei soci non sia inferiore a tre. Nessun ostacolo pertanto alla costituzione di una Srl di capitale tra 1 e 10.000 euro, mentre per la Srl semplificata si incontra l’ostacolo di clausole statutarie incompatibili con l’inderogabilità del modello standard richiesta dal comma 3 dell’art. 2463-bis c.c. ammessa anche la società semplice poiché l’attività professionale pur rientrando nelle attività economiche non è attività d’impresa. Non è infine vietato che la Stp configuri una start-up innovativa (art. 25, D.L. 179/2012) benché sia difficile ipotizzare che “lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico”, quale oggetto sociale esclusivo o prevalente della start-up innovativa, possa rinvenirsi nell’esercizio in via esclusiva dell’attività professionale da parte dei soci.

Responsabilità del tipo sociale scelto

La scelta del tipo sociale implica il diverso regime di responsabilità dei soci per le obbligazioni sociali. Nello studio si evidenzia che la controversia sulla questione se la responsabilità per le prestazioni professionali eseguite dal singolo professionista ricada sulla società, o piuttosto sul singolo professionista incaricato, sembra essere preferibilmente risolta nel senso che il rapporto d’opera si instauri tra società e cliente poiché la designazione del professionista se non fatta dall’utente è deputata alla società, ed è sempre quest’ultima a dover garantire la continuità nell’espletamento dell'incarico. Da non trascurare, poi, la necessità di iscrizione della Stp all’albo, la soggezione di questa al regime disciplinare dell'ordine e la stipula da parte della stessa della polizza rca per la copertura dei rischi derivanti dalla responsabilità civile per i danni causati ai clienti dai singoli soci professionisti. La Stp in sostanza non può essere una semplice società di mezzi, quindi, scegliendo un modello di società in cui i soci rispondono illimitatamente delle obbligazioni sociali, ogni socio risponderà con il proprio patrimonio dell’operato di ciascun professionista.

Categorie professionali per la Stp

La costituzione di Stp è consentita per l'esercizio di professioni regolamentate nel sistema ordinistico ed è riservata alle professioni protette come quelle sanitarie (medico-chirurgo, veterinario, levatrice, assistente sanitaria visitatrice o infermiera professionale, nonchè fisioterapista, massoterapista, psicologo) finanche a quella dei maestri di sci. Per quanto riguarda, invece, le professioni regolate da leggi speciali quali quelle di ingegneri ed avvocati esse sono escluse dall’applicazione della legge 183/2001 in quanto resta ancora legittimo il ricorso all’associazione professionale (art. 1, legge 1815/39) e la disciplina specifica delle società tra professionisti regolate in precedenti leggi ad hoc (dlgs 163/2006 per le società di ingegneria e dlgs 96/2001 per le società tra avvocati). Per le professioni non protette è escluso l'ambito di applicazione della Stp e le prestazioni possono essere rese anche in forma societaria ma agendo come imprenditori, senza il rispetto dei vincoli ex lege 183/11. Sarà possibile costituire una Stp tra esercenti professioni protette e non protette, a condizione che il numero dei soci professionisti e la partecipazione al capitale sociale dei professionisti sia tale da determinare la maggioranza di due terzi nelle deliberazioni o decisioni dei soci. In pratica, coloro che esercitano professioni non protette possono partecipare alla Stp in qualità di soci per prestazioni tecniche, o per finalità di investimento.

Conferimenti

I professionisti nella Stp possono conferire la propria opera professionale ma nulla osta che gli stessi possano preferire il conferimento di denaro o beni funzionali al perseguimento degli interessi sociali. È ammessa, inoltre, nella prassi la possibilità di conferire in società il proprio studio professionale comprensivo di avviamento e della clientela. In sostanza il professionista può assumere l’impegno nei confronti della società di invitare la clientela pregressa a proseguire il rapporto con la nuova società subentrante.

5) TFR: indice di rivalutazione di marzo 2014

L’indice di rivalutazione del TFR di marzo 2014 é 0,445028.

L’Istat ha reso noto che l’indice dei prezzi al consumo per il mese di marzo 2014 è pari a 107,2 punti.

L’incidenza percentuale della differenza rispetto all’indice in vigore al 31 dicembre 2013 è pari a 0,093371; il calcolo del coefficiente di rivalutazione si esegue sommando il 75% di tale valore con un tasso fisso dell’1,5% annuo, per cui si avrà un indice di rivalutazione del TFR pari a 0,445028.

 

6) Lavoro Accessorio: i dati 2013

È stato pubblicato nel portale Inps l’aggiornamento periodico dell’Osservatorio statistico sul Lavoro accessorio con i dati al 31 dicembre 2013. La banca dati si compone di due sezioni: la prima contiene i dati sulla vendita dei buoni lavoro (voucher) su tutto il territorio nazionale, la seconda offre informazioni sui lavoratori prestatori di lavoro accessorio, retribuiti con il sistema dei buoni. L’utilizzo dei buoni lavoro per retribuire le prestazioni di lavoro occasionale di tipo accessorio, previste dagli articoli 70-73 D.Lgs. 276/2003 e successive modificazioni, dopo una fase iniziale di sperimentazione (iniziata ad agosto 2008 nell’ambito delle vendemmie) è ormai prassi diffusa, sull’intero territorio nazionale e nei vari settori produttivi che ne possono fruire.

Il valore nominale di ogni singolo buono/voucher, pari a 10 euro, è comprensivo della contribuzione a favore della Gestione separata Inps (convenzionalmente stabilita per questa tipologia lavorativa nell’aliquota del 13%), di quella in favore dell’Inail (7%) e di una quota pari al 5% per la gestione del servizio.

Sulla base dei dati presenti negli archivi gestionali, il Coordinamento generale statistico-attuariale dell’Istituto, ha progettato e aggiorna questa banca dati, utile strumento di monitoraggio messo a disposizione di tutti gli operatori. I dati elaborati derivano dalla vendita dei buoni, attraverso il diversi canali dedicati (sportelli Inps e uffici postali, procedura telematica nel portale Inps, rete dei tabaccai e banche popolari convenzionate), e dalla successiva riscossione da parte dei lavoratori.

 

7) Imposta transazioni finanziarie: “Ftt”, il modello per comunicare i dati sui trasferimenti di proprietà di azioni e altri strumenti

Disponibili, sul sito internet dell’Agenzia delle entrate, le versioni editabili, in italiano e in inglese, del modulo approvato con provvedimento del 27 dicembre scorso, da utilizzare per la comunicazione annuale degli elementi necessari all’applicazione dell’imposta sulle transazioni finanziarie (Financial transaction tax).La comunicazione delle informazioni per l’applicazione dell’imposta sulle transazioni finanziarie deve essere inviata telematicamente entro il 31 marzo di ogni anno e adesso, con le nuove versioni editabili del modello Ftt, si può compilare anche solo con tastiera e mouse.

Entrambe le versioni del modello, in italiano e adesso anche inglese, sono corredate delle loro istruzioni e dei relativi allegati:

- fac-simile della lettera di assunzione dell’impegno da parte della stabile organizzazione ad assolvere agli obblighi di versamento, presentazione della dichiarazione e a conservare i registri e la documentazione, relativamente alle operazioni ovunque compiute dal soggetto di appartenenza;

- fac-simile della comunicazione da parte della stabile organizzazione in Italia del soggetto non residente nel territorio dello Stato, localizzato in Stati o territori con i quali non sono in vigore accordi per lo scambio di informazioni o per l’assistenza al recupero dei crediti;

- fac-simile della comunicazione di avvenuta nomina di rappresentante fiscale;

- fac-simile della lettera di assunzione dell’impegno a trasmettere le risposte alle richieste di documentazione e/o informazioni.

 

8) Lotta all’evasione fiscale: rinnovata convenzione Gdf/Equitalia

È stata rinnovata ieri, presso il comando generale del corpo, la convenzione che disciplina le forme di collaborazione tra la Guardia di finanza ed Equitalia sulla base di quanto stabilito dal Decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 18 luglio 2007.

In particolare, le attività della Gdf si concretizzeranno nel fornire assistenza nell’ambito dei pignoramenti mobiliari e nell’elaborazione di dati e notizie finalizzati al completamento delle procedure di riscossione dei tributi. L’attività congiunta sarà indirizzata verso le sacche di evasione più ampie. Gli accertamenti, infatti, saranno eseguiti nei confronti di imprese e/o lavoratori autonomi operanti sul mercato e iscritti a ruolo per debiti erariali tendenzialmente superiori ai 100 mila euro.

 

Vincenzo D’Andò