Diario quotidiano del 15 aprile 2014: inizia la fase calda dell’elaborazione dei modelli 730

Pubblicato il 15 aprile 2014



in scadenza il Modello 730/2014 al sostituto d’imposta; niente Irap anche in presenza di ingenti spese; antiriciclaggio: linee guida del Notariato; licenziamento del disabile solo previo intervento della Commissione medica; disponibile il software di compilazione CreditoSisma2012; chiarimenti in merito all’obbligo del certificato penale in caso di rapporto di lavoro con minori; siglato il decreto sulle assunzioni congiunte nel settore agricolo; nuovo regolamento europeo in materia di aiuti di Stato de minimis

 

 Indice:

 1) In scadenza il Modello 730/2014 al sostituto d’imposta

 2) Niente Irap anche in presenza di ingenti spese

 3) Antiriciclaggio: linee guida del Notariato

 4) Licenziamento del disabile solo previo intervento della Commissione medica

 5) Disponibile il software di compilazione CreditoSisma2012

 6) Chiarimenti in merito all’obbligo del certificato penale in caso di rapporto di lavoro con minori

 7) Siglato il decreto sulle assunzioni congiunte nel settore agricolo

 8) Nuovo regolamento europeo in materia di aiuti di Stato de minimis

 

1) In scadenza il Modello 730/2014 al sostituto d’imposta

Si avvicina la prima scadenza di presentazione del Modello 730/2014. Ne seguiranno poi tante altre.

La prima scadenza è, infatti, quella del 30 aprile 2014, data in cui il contribuente può presentare al proprio sostituto d’imposta la dichiarazione Modello 730/2014 e la busta contenente il Mod. 730-1 per la scelta della destinazione dell’8 e del 5 per mille.

Poi vi è la scadenza del 31 maggio 2014 (prorogata al 3 giugno dal momento che il 31 cade di sabato e il 2 giugno è festività). Il sostituto d’imposta controlla la regolarità formale della dichiarazione presentata dal contribuente ed effettua il calcolo delle imposte. Quindi consegna al contribuente la copia del modello 730/2014 e il prospetto di liquidazione (modello 730-3).

Entro la data del 30 giugno 2014, il sostituto d’imposta trasmette telematicamente i dati delle dichiarazioni elaborate e dei relativi prospetti di liquidazione all’Agenzia delle Entrate.

Dal mese di luglio 2014, il sostituto d’imposta trattiene le somme dovute per le imposte o effettua i rimborsi spettanti. Qualora la liquidazione presenti importi a debito e lo stipendio, la pensione o il compenso sia insufficiente per il pagamento delle imposte dovute, trattiene la parte residua da quanto erogato nei mesi successivi.

Entro il 30 settembre 2014, il contribuente può comunicare al sostituto d’imposta di non voler effettuare il secondo o unico acconto dell’IRPEF o di volerlo effettuare in misura inferiore rispetto a quello indicato nel Mod. 730-3.

Si passa poi al 30 novembre 2014 (scadenza prorogata al 1 dicembre perché il 30 cade di domenica), data in cui il sostituto d’imposta trattiene le somme dovute a titolo di acconto IRPEF.

Se la retribuzione è insufficiente per il pagamento delle imposte, il sostituto d’imposta trattiene la parte residua dalla retribuzione del mese di dicembre.

Le scadenze fiscali variano leggermente nel caso in cui l’assistenza fiscale sia prestata da un CAF o da un professionista abilitato.

Scadenze fiscali in caso di assistenza prestata da un CAF o un professionista abilitato

Si inizia con la data del 31 maggio 2014 (prorogata al 3 giugno dal momento che il 31 cade di sabato e il 2 giugno è festività). Entro tale data il contribuente può presentare al CAF o ad un professionista abilitato i documenti per la compilazione della dichiarazione o la dichiarazione stessa (precompilata) e la busta contenente il Mod. 730-1 per la scelta dell’8 e del 5 per mille.

Entro il 15 giugno (slitta al 16 perché la scadenza cade la domenica), il CAF o il professionista abilitato, verifica la conformità dei dati esposti nella dichiarazione, effettua il calcolo delle imposte e consegna al contribuente la copia della dichiarazione Modello 730/2014 e il relativo prospetto di liquidazione Mod. 730-3.

Entro il 30 giugno il CAF o il professionista trasmette telematicamente i dati delle dichiarazioni elaborate, dei relativi prospetti di liquidazione e della destinazione dell’8 e del 5 per mille.

Dal mese di luglio, il contribuente riceve la retribuzione (o la pensione) con i rimborsi o con le trattenute per le somme dovute al fisco. Nel caso in cui la retribuzione sia insufficiente per il pagamento delle imposte, la parte residua verrà trattenuta dalle retribuzioni dei mesi successivi.

Per arrivare poi al 30 settembre quando il contribuente può comunicare al sostituto d’imposta di non voler effettuare il secondo o unico acconto IRPEF o di volerlo effettuare in misura inferiore rispetto a quello indicato nel Mod. 730-3.

Entro la data del 25 ottobre 2014, il contribuente può invece presentare al CAF o al professionista abilitato la dichiarazione Modello 730 integrativo. Il modello 730 integrativo deve essere presentato al CAF o al professionista anche se il modello precedente era stato presentato al datore di lavoro o all’ente pensionistico.

Entro la data del 10 novembre, il CAF o il professionista abilitato verifica la conformità dei dati esposti nella dichiarazione integrativa, effettua il calcolo delle imposte e consegna al contribuente la copia della dichiarazione Mod. 730 integrativo e il relativo prospetto di liquidazione.

Nel mese di novembre, il contribuente riceve la retribuzione (o la pensione) con le trattenute delle somme dovute a titolo di acconto IRPEF. Se la retribuzione è insufficiente per il pagamento delle imposte, la parte residua viene maggiorata degli interessi mensili e trattenuta dalla retribuzione del mese di dicembre.

 

 

2) Niente Irap anche in presenza di ingenti spese

Il professionista non versa l’imposta anche in presenza di spese superiori a 10 milioni di vecchie lire. Non sussiste autonoma organizzazione.

Il professionista non versa l’Irap se non dispone di un’attività organizzata con stabilità. In particolare la Corte di Cassazione con la sentenza n. 8527 del 2014 ha precisato che l’imposta non è dovuta anche in presenza di ingenti compensi a terzi, di rilevanti spese relative a immobili, di spese per acquisto di beni strumentali nonchè di spese per prestazioni alberghiere superiori ai 4 milioni di vecchie lire.

La disciplina dell’imposta regionale sulle attività produttive è contenuta nel Decreto Legislativo 446/1997, il quale all’articolo 2 prevede che il presupposto dell’imposta è l’esercizio abituale di una attività autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi. L’attività esercitata dalle società costituisce in ogni caso presupposto di imposta e al successivo articolo 3, comma 1, lettera c), stabilisce che sono soggetti all’imposta le società semplici e quelle ad esse equiparate. Al riguardo la Cassazione ha chiarito che, agli effetti impositivi dell’Irap, il presupposto d’imposta è la sussistenza di una organizzazione autonoma, restando indifferente il mezzo giuridico col quale quest’ultima è attuata (dipendenti ovvero società di servizi), che rende possibile lo svolgimento dell’attività dei professionisti, attraverso la disponibilità di beni strumentali, capitali e stabili forme di collaborazione, funzionali all'espletamento delle particolari incombenze (Cassazione, ordinanza 25 maggio 2009 n. 12078).

Più precisamente, il requisito dell’autonoma organizzazione il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente: - sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell'organizzazione, e non sia quindi inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; - impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l'esercizio dell’attività.

 

 

3) Antiriciclaggio: linee guida del Notariato

Il notaio non può e non deve svolgere, ai fini antiriciclaggio, indagini esterne che esulano dal contenuto della prestazione notarile e le verifiche vanno graduate e approfondite in ragione del profilo di rischio riferibile al cliente.

Sono alcune delle indicazioni operative desumibili dalle “Linee guida in materia di adeguata verifica della clientela ai sensi dell’art. 8, comma 1, del D.Lgs. 231/2007”.

Il documento è stato predisposto dal Gruppo Antiriciclaggio del Cnn, previo confronto con il Mef, l’Uif e la Guardia di finanza, allo scopo di elaborare prassi operative che tengano conto delle peculiarità dell’attività dei professionisti e adeguarle agli standard normativi, anche internazionali, anticipando, così in parte alcuni contenuti della IV direttiva antiriciclaggio. Così, analogamente ai documenti predisposti in precedenza dal Cndcec per i commercialisti ed alla Banca d’Italia per gli istituti di credito, anche il Notariato si è dotato di linee guida che forniscono alla categoria indicazioni in merito alle modalità tecnico operative da seguire nell’assolvimento degli obblighi. Di particolare interesse la precisazione secondo la quale l’inosservanza delle linee guida comporta l’applicazione delle sanzioni comminabili per l’inottemperanza alle norme di cui ai principi di deontologia professionale dei notai.

Indicazioni operative

I notai devono osservare specifici canoni di diligenza nell’identificazione del cliente e nella conservazione degli atti, già in ottemperanza alle disposizioni contenute nella legge notarile e nel regolamento di attuazione; tali canoni sono ritenuti modalità idonee anche ai fini antiriciclaggio. Per le prestazioni non finalizzate al ricevimento di un atto notarile, il notaio è invece tenuto a osservare le norme generali contenute nel decreto antiriciclaggio sull’identificazione del cliente e sulla registrazione e conservazione dei dati e delle informazioni.

Le linee guida tenendo conto delle specificità della prestazione notarile e la diversità in termini di scala e dimensioni di uno studio professionale rispetto ad un intermediario finanziario precisano che la legge presume che le prestazioni professionali siano caratterizzate da una certa durata e che, il professionista disponga di un certo orizzonte temporale, grazie al quale acquisire le informazioni necessarie alla conoscenza del proprio cliente, alla definizione del relativo profilo di rischio e all’adozione di misure di adeguata verifica proporzionate rispetto al rischio riscontrato. In particolare, l’attività notarile normalmente si esaurisce nella realizzazione di specifici e occasionali interessi dei clienti che non necessariamente danno luogo a rapporti duraturi che si snodano nel lungo termine. In caso di anomalie, quindi, emerse in sede di adeguata verifica, in via cautelare, è opportuno che il notaio conservi traccia scritta dell’iter logico che lo ha indotto a ritenere non sussistenti i presupposti per la segnalazione di operazione sospetta alla Uif. Tale cautela, in caso di controllo ispettivo, anche a distanza di tempo, potrebbe agevolare la dimostrazione della diligenza osservata dal notaio nell’assolvimento dell'obbligo di adeguata verifica. Nel documento si precisa, poi, che, anche negli studi con strutture organizzative più complesse, è sempre la persona del professionista l’unico responsabile del risultato finale, per cui le misure organizzative da adottare riguardano:

- le istruzioni ai collaboratori e dipendenti per l’identificazione del cliente e del titolare effettivo, per l’attività di archiviazione e registrazione di dati e informazioni;

- la predisposizione di strumenti idonei alla registrazione e alla conservazione (dieci anni) di dati secondo standard di sicurezza.

Obblighi di registrazione e conservazione

Infine, le linee guida affermano che il legislatore ha ritenuto che l’attività che il notaio espleta quale pubblico ufficiale sia sufficientemente tracciabile ai fini antiriciclaggio e quindi ha stabilito la sostanziale equivalenza tra gli obblighi di registrazione e conservazione e gli obblighi di tenuta di atti e repertori notarili. Per le sole attività non notarili, il notaio deve adeguarsi alla normativa generale dei professionisti e quindi adottare un registro (cartaceo) della clientela o un archivio formato e gestito a mezzo di strumenti informatici.

4) Licenziamento del disabile solo previo intervento della Commissione medica

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8450 del 10 aprile 2014, ha affermato che un soggetto invalido, assunto tramite le liste di collocamento per disabili, può essere licenziato solo se l'impossibilità di reinserimento all'interno dell’azienda viene accertata da una apposita Commissione medica.

Licenziamento per assenze ingiustificate ed onere probatorio in capo al datore di lavoro

Inoltre, la Suprema Corte di Cassazione, con sentenza n. 7108 del 2014, ha stabilito che in tema di licenziamento per giusta causa dovuto ad assenze ingiustificate del lavoratore, l’onere della prova è in capo al datore di lavoro. In pratica, spetta al datore di lavoro provare le assenze del lavoratore, mentre in capo a questi permane la possibilità di dimostrare che tali assenze non derivino da cause addebitabili allo stesso.

Retribuzioni differenti nel contratto a termine

Infine, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4911 del 2014, ha affermato che non è illegittimo il comportamento del datore di lavoro che, in caso di elargizione di gratifiche a titolo di premi di produttività, escluda i lavoratori con contratti a termine, se l’erogazione degli emolumenti mira a premiare e fidelizzare i dipendenti con prospettive di collaborazione duratura nel tempo.

 

 

5) Disponibile il software di compilazione CreditoSisma2012

Il software CreditoSisma2012 (versione software 1.0.0 del 14/04/2014) consente la compilazione delle richieste di attribuzione del credito d’imposta di cui all’art. 67-octies del D.L. n. 83 del 22/06/2012.

CreditoSisma2012 utilizza una nuova tecnologia di distribuzione dei software basati su Java che consente all'utente di usufruire delle applicazioni direttamente dal web. In tal modo è possibile attivare le applicazioni in maniera semplice e con un solo clic, avendo la certezza di utilizzare sempre la versione più aggiornata ed evitando complesse procedure di installazione o aggiornamento.

Sisma 2012: on line il modello per prenotare il credito d’imposta

Agevolabili i costi sostenuti per ricostruire, ripristinare o sostituire i beni distrutti o danneggiati, e per realizzare interventi di miglioramento sismico degli edifici.

Approvato e pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate il modello per la richiesta di attribuzione del credito d’imposta previsto in favore delle imprese e dei lavoratori autonomi operanti nell’area colpita dal sisma del maggio 2012, e da questo danneggiati.

Con il provvedimento dell’11 aprile, scandite anche procedura di invio e tempistica.Si tratta di una forma di risarcimento dei costi sostenuti per ricostruire, sostituire, ripristinare strutture e attrezzature necessarie allo svolgimento dell’attività lese dall’evento calamitoso, e per migliorare il livello di sicurezza antisismica degli edifici. Un help introdotto dall’articolo 67-octies del Dl 83/2012, seguito dal decreto attuativo (Dm 23 dicembre 2013), fino ad arrivare allo strumento concreto fornito dall’Agenzia delle Entrate: il modello, con le sue istruzioni.

In particolare, il bonus fiscale può essere chiesto da aziende e lavoratori autonomi che il 20 maggio 2012 avevano la sede legale o operativa e svolgevano la loro attività nel territorio di uno dei comuni interessati dalle scosse sismiche del 20 e del 29 maggio e, in seguito al terremoto, hanno subito la distruzione o l’inagibilità dell’immobile e/o l’inutilizzabilità di macchinari e attrezzature indispensabili per l’attività.

I danni devono essere certificati dal Comune, vale a dire che il professionista o l’imprenditore, prima di accedere all’agevolazione, deve aver denunciato la situazione all’Amministrazione municipale, per la verifica del danno da parte della stessa.

I costi agevolabili sono quelli sostenuti entro il 30 giugno 2014.

La richiesta va presentata, in via esclusivamente telematica attraverso i canali Entratel e Fisconline, dal 14 aprile al 30 giugno prossimi, per i costi 2012 e 2013. Mentre, per quelli sostenuti nel 2014, la domanda andrà trasmessa dal 2 febbraio al 30 aprile 2015. Tuttavia, in quest’ultima, il contribuente potrà “recuperare” le spese degli anni precedenti eventualmente dimenticate.

L’invio può essere effettuato direttamente dall’interessato, se “autorizzato” all’utilizzo di uno dei canali telematici dell’Agenzia, o da un intermediario abilitato che, ricevuto l’incarico, si impegna alla trasmissione telematica (nel modello c’è un apposito riquadro) e, dopo aver effettuato l’adempimento, consegna al contribuente la comunicazione con la quale l’Amministrazione conferma di aver ricevuto la domanda.

Se, poi, a usufruire del credito d’imposta è una società appartenente a un gruppo, l’invio può avvenire attraverso una qualsiasi società dello stesso gruppo.Infine, quando vengono presentate più richieste nello stesso anno, l’Agenzia prende in considerazione l’ultima arrivata nei termini. Oltre la scadenza, infatti, saranno accettate soltanto le domande di rinuncia al credito. Nel modello è prevista anche questa possibilità.

Per la trasmissione, va utilizzato l’apposito software “Creditosisma2012”.

La percentuale massima di credito spettante a ogni richiedente sarà stabilita dall’Amministrazione finanziaria annualmente, sulla base del rapporto tra l’ammontare del credito complessivamente richiesto e i fondi assegnati (10 milioni di euro per ciascuno degli anni). I risultati del calcolo saranno comunicati con un provvedimento. Il giorno successivo alla sua pubblicazione, il credito d'imposta sarà utilizzabile, esclusivamente in compensazione.

 

 

6) Chiarimenti in merito all’obbligo del certificato penale in caso di rapporto di lavoro con minori

Il Ministero del Lavoro, con la circolare n. 9 del 11 aprile 2014, ha fornito alcuni chiarimenti in merito all’adempimento per i datori di lavoro di richiedere il certificato del casellario giudiziale preventivamente l’assunzione di un lavoratore che dovrà operare in maniera regolare e continuativa con i minori (Decreto Legislativo n. 39/2014 - lotta agli abusi ed allo sfruttamento dei minori).

Il Ministero, usando il condizionale, fa rientrare tra i soggetti obbligati alla richiesta del certificato anche i committenti, nel caso di instaurazione di rapporti di natura autonoma che comportino un contatto continuativo con i minori. A titolo esemplificato, vengono ipotizzate le collaborazioni anche a progetto e le associazioni in partecipazione.

Inoltre, la nota pone l’obbligo dispositivo anche in carico alle agenzie di somministrazione qualora, dal relativo contratto di fornitura, risulti evidente l’impiego del lavoratore nelle attività in questione.

Ecco tutti i chiarimenti ministeriali:

- l’obbligo riguarda esclusivamente i nuovi rapporti di lavoro (non si applica ai rapporti di lavoro in essere);

- l’obbligo si applica anche alle collaborazioni di natura autonoma;

- l’obbligo non riguarda i rapporti di volontariato;

- non vi è obbligo di richiedere il certificato nei rapporti di lavoro domestici (es. baby sitter);

- le agenzie di somministrazione rientrano tra i datori di lavoro obbligati all’adempimento legislativo;

- l’obbligo non riguarda i dirigenti, i responsabili, preposti e tutte quelle figure che sovraintendono alla attività svolta dall'operatore diretto, che possono avere un contatto solo occasionale con i minori;

- l’obbligo sussiste soltanto nelle attività che implicano un contatto necessario ed esclusivo con una platea di minori. Restano esclusi quelle attività che non hanno una platea di destinatari preventivamente determinabile, in quanto rivolte ad una utenza indifferenziata;

- in carenza della certificazione è comunque possibile impiegare il lavoratore sulla base di una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà da esibire agli organi di vigilanza.

 

 

7) Siglato il decreto sulle assunzioni congiunte nel settore agricolo

Il Ministero del Lavoro ha firmato il decreto che definisce le modalità di comunicazione delle assunzioni congiunte in agricoltura.

La notizia appare sul sito internet dello stesso Ministero del Lavoro con un titolo fuorviante, in quanto parla di “Job sarin” che non è, però, quello previsto comunemente dall’art. 41 e ss. del D.Lgs. n. 276/2003 come Lavoro ripartito.

Il decreto - previsto dal comma 3-ter dell’art. 31 del D.Lgs. n. 276/2003, così come introdotto dalla Legge n. 98/2013 (di conversione del D.L. n. 76/2013 - c.d. Decreto Lavoro) - si applica alle assunzioni congiunte di lavoratori dipendenti per lo svolgimento di prestazioni lavorative nelle imprese del settore agricolo, anche cooperative, e in quelle legate da un contratto di rete, quando almeno il 50% è costituto da imprese agricole. In questo modo le aziende del settore agricolo, al momento in forte crescita, possono cogliere nuove opportunità di sviluppo e assumere specialisti, ripartendosene gli oneri.

Il decreto stabilisce che le comunicazioni di assunzione, trasformazione, proroga e cessazione concernenti le assunzioni congiunte devono essere effettuate al Centro per l'Impiego tramite il modello UniLav, disciplinato con Decreto interministeriale 30 ottobre 2007.

Con apposito decreto direttoriale saranno successivamente apportate le modifiche alle classificazioni del modello UniLav.

La piena operatività del decreto è subordinata alla registrazione della Corte dei Conti ed alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

 

 

8) Nuovo regolamento europeo in materia di aiuti di Stato de minimis

La circolare di Assonime del 14 aprile 2014 illustra il nuovo regolamento europeo sugli aiuti di importo minore (“de minimis”) che non rientrano nel controllo degli aiuti di Stato perché si presume che non incidano significativamente sulla concorrenza e sugli scambi tra Stati membri. Gli aiuti “de minimis” non vanno notificati preventivamente alla Commissione europea. Il regolamento, che si applicherà fino al 2020, conferma il massimale di 200.000 euro su un orizzonte di tre anni previsto per il trattamento “de minimis” dal precedente regolamento (CE) n. 1998/2006. La disciplina viene chiarita e semplificata in linea con gli obiettivi del progetto generale di modernizzazione del controllo europeo degli aiuti di Stato. In particolare, viene specificata la nozione di impresa unica, individuando nella presenza del controllo l’elemento essenziale della fattispecie. Il regolamento si applica anche alle imprese in difficoltà finanziaria e, a certe condizioni, agli aiuti concessi sotto forma di prestiti sino a 1.000.000 euro. Gli Stati membri devono organizzarsi per raccogliere e conservare le informazioni riguardanti l’applicazione del regolamento “de minimis” al fine di consentire il controllo ex post da parte della Commissione europea.

 

Vincenzo D’Andò