Diario quotidiano del 14 aprile 2014: tante novità sulla riscossione dei tributi

 

 Indice:
 1) Certificato penale del casellario da richiedere anche per gli autonomi
 2) Governo: Decreto Flussi 2014 per lavoratori non comunitari stagionali: dal 10 aprile le domande online
 3) La cartella esattoriale deve essere ben motivata
 4) Attività sportive dilettantistiche: indennità chilometriche
 5) Imprese e lavoratori autonomi danneggiati dal sisma del maggio 2012: ecco il modello per richiedere il credito d’imposta
 6) Osservatorio sulle partite IVA: sintesi dei dati di febbraio 2014
 7) Fissata la misura degli interessi di mora per ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo

 
1) Certificato penale del casellario da richiedere anche per gli autonomi
Il certificato antipedofilia chiesto anche per le partite IVA. La fedina penale pulita serve anche a professionisti, artigiani e commercianti se nell’esercizio delle rispettive attività entrino in contatto con minori. Occorre, ad esempio, al musicista che insegna in corsi organizzati da associazioni culturali rilasciando fattura, oppure al distributore di popcorn al cinema o all’azienda che fa refezione scolastica nelle scuole.
Lo rende noto il Ministero della giustizia nelle Faq pubblicate il 10 aprile 2014 su internet al nuovo adempimento in vigore dal 6 aprile.
Le Faq dilatano il concetto di datore di lavoro, ritenendo tale non chi impiega al lavoro una persona (come peraltro precisato dall’art. 2 del dlgs n. 39/2014), ma chi genericamente dà lavoro.
Solo prestazioni corrispettive. In tutto sono otto le nuove Faq. Una risponde alla domanda in quali casi il datore di lavoro ha l’obbligo di richiedere il certificato. Il Ministero spiega che l’obbligo sussiste in tutti i casi in cui s’instaura, con la persona della quale serve il certificato penale, un rapporto contrattuale con prestazioni corrispettive, per attività che comportino un contatto diretto e regolare coi minori. E aggiunge che l’obbligo, invece, non sorge per le forme di collaborazione che non si strutturino all’interno di un definito rapporto di lavoro. In questo secondo caso andrebbero ascritte le mini co.co.co. e le prestazioni occasionali (quelle retribuite con i voucher), mentre le co.co.co. e il lavoro a progetto dovrebbero ritenersi definiti rapporti di lavoro e, dunque, soggetti al nuovo obbligo.
Attività professionali e volontarie
Con una seconda Faq il ministero, rispondendo alla domanda “che cosa s’intenda per attività professionali o attività volontarie organizzate”, precisa che si tratta di tutte le professioni o i lavori (per esempio quelle di insegnante, bidello, pediatra, allenatore, educatore) per i quali l’oggetto della prestazione comporta un contatto diretto e regolare con i minori a fronte di uno specifico rapporto di lavoro. In base a ciò, allora, il pediatra ospedaliero sarebbe soggetto alla presentazione del certificato (perché dipendente da Asl), mentre il pediatra che fa libera professione no (perché la visita medica al figlio minore non determina un rapporto di lavoro con i genitori).
Lavoratori con partita Iva
Con la terza Faq il Ministero risponde a unassociazione culturale che organizza corsi di scuola di musica, la quale ha chiesto di sapere se deve richiedere il certificato penale al musicista che insegna a minori il quale rilascia fattura per la prestazione d’insegnamento, essendo titolare di partita Iva. Il ministero risponde affermativamente spiegando che l’obbligo ricorre qualora l’attività svolta dal professionista sia oggetto di un contratto, comunque qualificato, che faccia sorgere un rapporto di lavoro con prestazioni corrispettive. Secondo questa Faq dunque tutti i titolari di partita Iva (professionisti, artigiani, commercianti ecc.) sono tenuti a produrre il certificato penale. La conclusione scaturisce dal …

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