Diario quotidiano del 10 aprile 2014: aumenta il limite per la compensazione dei crediti tributari

Pubblicato il 10 aprile 2014



Inail: autoliquidazione 2013/2014 - servizi telematici e guida all’autoliquidazione; Def: esclusa manovra correttiva; aumenta il limite per la compensazione dei crediti tributari; documenti da considerare nel Modello 730-2014; Consulta sull’omesso versamento Iva; piani urbanistici particolareggiati: obbligo di denuncia in caso di mancata utilizzazione edificatoria e/o cessione prima del quinquennio; 5 per mille 2012, online gli elenchi degli ammessi e degli esclusi

 

 Indice:

 1) Inail: autoliquidazione 2013/2014 - servizi telematici e guida all’autoliquidazione

 2) Def: esclusa manovra correttiva

 3) Aumenta il limite per la compensazione dei crediti tributari

 4) Documenti da considerare nel Modello 730-2014

 5) Consulta sull’omesso versamento Iva

 6) Piani urbanistici particolareggiati: obbligo di denuncia in caso di mancata utilizzazione edificatoria e/o cessione prima del quinquennio

 7) 5 per mille 2012, online gli elenchi degli ammessi e degli esclusi

 

1) Inail: autoliquidazione 2013/2014 - servizi telematici e guida all’autoliquidazione

L'Inail, con due note operative del 7 aprile 2014, informa che dal 4 aprile 2014 sono disponibili, sul sito dell’Istituto (www.inail.it) – Servizi Online, i servizi telematici correlati all’autoliquidazione 2013/2014, con gli aggiornamenti che si é reso necessario effettuare per l’applicazione della riduzione prevista dall’art. 1, comma 128, della Legge 147/2013 e per il differimento del pagamento al 16 maggio 2014 dei premi di autoliquidazione 2013/2014:

- AL.P.I. Online;

- Visualizza Basi di calcolo;

- Richiesta Basi di calcolo.

Dalla stessa data é disponibile anche il servizio “Invio telematico dichiarazione salari”, i cui tracciati record sono stati adeguati al modello per la dichiarazione delle retribuzioni, aggiornato con la riduzione riguardante le cooperative agricole e loro consorzi, già illustrata nella circolare 60/2013.

Nella seconda nota, l’Istituto comunica i Coefficienti per il calcolo degli interessi ai sensi della Legge n. 449/97 e Legge n. 144/99.

Per i datori di lavoro che si avvalgono del pagamento rateale ai sensi dell’art. 59, comma 19, della Legge n.449/97, come modificato dall’art. 55, comma 5 della Legge n. 144/1999, i coefficienti da applicare per il calcolo degli interessi alle rate successive al 16 maggio sono i seguenti:

Scadenza rata Coefficiente

16 agosto 2014 0,00524274

16 novembre 2014 0,01048548

Infine, è disponibile la Guida all’autoliquidazione 2013/2014 versione del 4.4.2014.

 

2) Def: esclusa manovra correttiva

Non molliamo, chi ha sempre pagato ora riscuote. Gli 80 euro in più sono una quattordicesima. Arriva la “promozione” di Bruxelles al programma economico di Matteo Renzi: la Commissione Ue, ha detto il portavoce di Olli Rehn “prende nota” del Def, “accoglie con favore” le misure per i lavoratori e ricorda che l’Italia “deve raggiungere il pareggio per ridurre il debito ed essere in linea con le regole” europee. E la commissione vede “con favore” anche “l’accelerazione delle riforme in Italia e l’intenzione di procedere spediti con privatizzazioni, razionalizzazione della spesa, efficienza della p.a.”.

Intanto il giorno dopo l’approvazione del Documento di Economia e Finanza il premier da Vinitaly esclude “una manovra correttiva nel modo più categorico”. “A chi dice che ci sarà bisogno di una manovra correttiva perché i numeri” del Def “sono sovrastimati dico esattamente il contrario: abbiamo tenuto bassa la previsione per serietà. Non mi aspetto brutte sorprese durante l’anno ma positive: ci sarà maggiore spazio d’azione durante l’anno”.

Questi i punti principali del Def:

Sgravi Irpef

Viene prevista una riduzione dell’Irpef, per i lavoratori dipendenti, da 6,7 miliardi di euro tra maggio e dicembre 2014 e da 10 miliardi l’anno a partire dal 2015, che su base annua si traduce in un taglio strutturale della spesa pubblica di 10 miliardi di euro a regime. Dal calo delle tasse si attende una cifra pari a circa 80 euro in più in busta paga per i lavoratori dipendenti con reddito annuo lordo sotto i 25 mila euro, già a partire dal 27 maggio 2014. Si stima circa 10 milioni di persone, che così arriveranno ad avere in busta paga circa 1.000 euro netti. Il decreto con il quale si dovrà definire il taglio sarà presentato in Cdm il prossimo 18 aprile.

Bonus incapienti

E’ previsto uno sconto, anche se non fiscale, per le cd. persone incapienti. Si tratta di tutti coloro che sono titolari di contratti flessibili e discontinui che hanno redditi talmente bassi che già non scontano l’Irpef, per cui non avrebbero alcun beneficio dal nuovo sistema di aumento delle detrazioni. Per essi è, dunque, allo studio un nuovo sistema di contributi.

Irap

Confermato l’alleggerimento del 10% dell’Irap sulle imprese, che dovrebbe essere finanziato con le risorse derivanti dall’aumento dal 20 al 26% della tassazione delle rendite finanziarie.

Stipendi pubblici

Si vuole inserire un tetto agli stipendi di manager e dirigenti pubblici. Tali retribuzioni non potranno superare quella del presidente della Corte di Cassazione (poco più di 300mila euro l’anno), ma si potrebbe andare anche oltre, fino a scendere ai 238mila euro riconosciuti al capo dello Stato.

Taglio ai beni/servizi e agli enti inutili

Le Pa dovranno garantire risparmi per circa 800 milioni di euro, tagliando ogni tipo di spesa improduttiva e aumentando allo stesso tempo i servizi. Taglio anche ai cod. “enti inutili” con ricollocazione del personale sempre nella pubblica amministrazione.

 

2) Consulta sull’omesso versamento Iva

Con Sentenza 8 aprile 2014 n. 80, la Corte Costituzionale ha stabilito che non è reato l’omesso versamento dell’IVA fino all’importo annuo di euro 103.291,38 per i fatti commessi entro il 17 settembre 2011.

La Corte ha ravvisato che la soglia di punibilità di euro 50.000,00, nel quadro normativo all’epoca in vigore, era lesiva del principio di uguaglianza in quanto irragionevole ed inferiore rispetto ad altre fattispecie penali di maggiore gravità.

Emergeva pertanto una disparità di trattamento fra il contribuente che, in debito d’IVA per importo compreso fra 50,000 mila e 77.468 euro, non aveva presentato la relativa dichiarazione annuale e il contribuente che, nella stessa situazione, aveva invece presentato la dichiarazione senza però versare il tributo.

La Consulta, quindi ha dichiarato illegittimo l’art. 10-ter, D.Lgs, n. 74/2000, nella parte in cui, per fatti commessi sino al 17/9/2011, punisce l’omesso versamento dell’IVA dovuta in base alla relativa dichiarazione annuale per importi non superiori, per ciascun periodo di imposta, a 103.291,38 euro.

 

3) Aumenta il limite per la compensazione dei crediti tributari

Dal 2014 aumenta la soglia di compensabilità dei crediti tributari: Difatti, l’art.9, comma 2 del D.L. n.35/13, proprio a decorrere da quest’anno, ha aumentato ad € 700.000 il limite alla compensazione che precedentemente era fissato dall’art. 34, comma 1 L. n.388/00 ad € 516.456,90 (ossia il miliardo delle vecchie lire).

Tale limite riguarda congiuntamente:

- tanto gli utilizzi in compensazione dei crediti, da valutarsi cumulativamente in relazione a tutti i crediti d’imposta e contributivi, utilizzabili in compensazione “orizzontale” nel modello F24;

- quanto i rimborsi in conto fiscale, pertanto, nel verificare tale soglia, occorre detrarre quanto il contribuente a già chiesto a rimborso con tale procedura.

La verifica di tale limite riguarda l’anno solare e non l’anno di compensazione del credito.

Dunque, in tema di compensazioni, il limite di € 700.000 si applica:

- cumulativamente, a tutti i crediti d’imposta (e contributivi) utilizzabili in compensazione “orizzontale” nel modello F24, in particolare sia ai crediti Iva annuali che a quelli trimestrali;

- a tutte le compensazioni che vengono effettuate in un anno solare, indipendentemente dalla natura del credito e dall’anno della sua formazione.

Il limite relativo ai subappaltatori edili (coloro cioè che hanno un volume d’affari relativo all’anno precedente costituito almeno per l’80% da prestazioni rese nell’ambito di contratti d’appalto) non subisce invece alcuna variazione e quindi resta fissato in € 1.000.000,00.

Inoltre, godono di diritto di priorità al rimborso i soggetti che svolgono una delle seguenti attività:

- subappalto in applicazione della lettera a), comma 6 dell’art.17, D.P.R. n. 633/72,

- attività di recupero e preparazione per il riciclaggio di cascami e rottami metallici (codice 37.10.1);

- produzione di zinco, piombo, stagno e semilavorati degli stessi di base non ferrosi (codice 27.43.0);

- produzione di alluminio e semilavorati (codice 27.42.0).

La compensazione oltre soglia è sanzionata; non si applicherà però la sanzione per utilizzo dei crediti inesistenti, ma quella relativa alle irregolarità di versamento, pari al 30% dell’importo utilizzato oltre soglia (risoluzione n. 452/E/2008). Il credito viene infatti utilizzato indebitamente, ma detto credito esiste. Tale irregolarità può essere comunque sanata dal contribuente tramite riversamento del credito compensato oltre il limite, con la possibilità di azionare il ravvedimento operoso per definire la sanzione.

Occorre comunque ricordare che, al di là di tale soglia massima di compensazione, i crediti potrebbero avere anche altre limitazioni specifiche:

- Già dal 2010 i crediti Iva (annuale o infrannuale) utilizzati in compensazione richiedono la presentazione della dichiarazione (la compensazione è legittima dal giorno 16 del mese successivo quello in cui viene presentata la dichiarazione in questione);

- il credito annuale Iva (anche questo fin dal 2010) richiede l’apposizione del visto di conformità per essere compensati oltre la soglia di € 15.000;

- dal 2014 anche i crediti per imposte dirette (Irpef e addizionali, Ires, Irap, imposte sostitutive delle imposte dirette, ritenute) necessitano del visto di conformità per le compensazioni oltre la soglia di € 15.000;

- nel caso di debiti erariali iscritti a ruolo per somme superiori ad € 1.500, le compensazioni di crediti erariali non sono ammesse, pena l’applicazione di una sanzione del 50%.

 

4) Documenti da considerare nel Modello 730-2014

In relazione al modello 730-2014, il contribuente deve esibire la seguente documentazione ai Caf, ecc.:

- Copia del codice fiscale proprio, del coniuge e/o dei familiari a carico e relativi documenti di identità;

- copia della dichiarazione Unico o del modello 730 dell’anno precedente;

- ultima busta paga del 2014 in possesso al momento della compilazione del modello 730/2014;

- eventuali deleghe di pagamento degli acconti Irpef (Modelli F24);

- deleghe di versamento dell’acconto e del saldo IMU (Modelli F24);

- copia della dichiarazione o della comunicazione IMU;

- modelli CUD lavoratori dipendenti, pensionati e collaboratori;

- certificazioni di indennità o delle somme erogate da Enti (INPS, INAIL, Casse edili, ecc…) non segnalate al proprio sostituto d’imposta per il conguaglio;

- atto di vendita o di acquisto di terreni e/o fabbricati;

- documentazione relativa ad altri redditi posseduti (affitti, dividendi su utili, collaborazioni, prestazioni occasionali, ecc.);

- spese sanitarie con prescrizione medica, scontrini farmacia, ricevute per visite specialistiche, acquisto di medicinali e protesi, ricevute per esami di laboratorio, cure mediche dentistiche e omeopatiche, prestazioni di medico generico, ricevute e fatture relativi a ricoveri, degenze e interventi chirurgici, ticket per analisi e radiografie, fatture per acquisto di occhiali e lenti da vista, ricevute per apparecchi per l’udito, ricevute di spese per patologie esenti, attrezzature sanitarie, ricevute e fatture per spese sostenute per portatori di handicap, veicoli per portatori di handicap, assistenza sanitaria, spese di acquisto di cani guida, ricevute e fatture per spese mediche rateizzate in anni precedenti;

- interessi passivi di mutui ipotecari per abitazione principale, interessi passivi mutui per altri immobili, interessi passivi su mutui per recupero edilizio;

- spese per interventi di recupero edilizio sostenuti in proprio e interventi finalizzati al risparmio energetico 55% (bonifici, fatture, comunicazione ASL, ecc.);

- spese per interventi su involucro edifici, sostituzione impianti di climatizzazione, pannelli solari;

- spese per arredo immobili ristrutturati;

- assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni (allegare quietanze e contratto oppure dichiarazione rilasciata dall’assicurazione sulla detraibilità del premio pagato);

- assicurazioni aventi ad oggetto il rischio di morte, di invalidità permanente (anche in questo caso allegare quietanze e contratto oppure dichiarazione rilasciata dall’assicurazione della detraibilità del premio pagato);

- contributi volontari, contributi obbligatori e contributi relativi a personale domestico (colf);

- contributi INAIL casalinghe;

- fondi pensione integrativi;

- fatture di pagamento per spese funebri;

- assegni periodici corrisposti al coniuge esclusa la quota di mantenimento per i figli;

- sentenza separazione/divorzio per assegni di mantenimento;

- ricevute di versamento di tasse scolastiche scuola secondaria ed universitaria;

- spese sostenute per locazioni per studenti fuori sede;

- spese sostenute per locazioni di cui alla Legge 431/98;

- ricevute e spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale nei casi di non autosufficienza;

- ricevute di versamento per erogazioni liberali ad associazioni sportive dilettantistiche;

- ricevute di versamento per erogazioni a vari enti, istituzioni o associazioni;

- ricevute di versamento per erogazioni a partiti politici;

- ricevute di versamento per erogazioni a enti religiosi;

- ricevute per spese veterinarie;

- spese sostenute per ragazzi tra 5 e 18 anni per iscrizione annuale o abbonamento ad associazioni sportive, palestre, piscine, ecc.;

- spese sostenute per la frequenza di asili nido;

- spese sostenute per contributi per il riscatto del corso di laurea;

- documenti relativi immobili e attività finanziarie detenute all’estero.

 

5) Consulta sull’omesso versamento Iva

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 80 del 8 aprile 2014, ha stabilito che non è reato l’omesso versamento dell’IVA fino all’importo annuo di euro 103.291,38 per i fatti commessi entro il 17 settembre 2011.

La Corte ha ravvisato che la soglia di punibilità di euro 50.000,00, nel quadro normativo all’epoca in vigore, era lesiva del principio di uguaglianza poiché irragionevole ed inferiore rispetto ad altre fattispecie penali di maggiore gravità.

Emergeva pertanto una disparità di trattamento tra il contribuente che, in debito d’Iva per importo compreso tra 50,000 mila e 77.468 euro, non aveva presentato la relativa dichiarazione annuale e il contribuente che, nella stessa situazione, aveva invece presentato la dichiarazione senza però versare il tributo.

La Consulta, quindi ha dichiarato illegittimo l’art. 10-ter, D.Lgs, n. 74/2000, nella parte in cui, per fatti commessi fino al 17/09/2011, punisce l’omesso versamento dell’IVA dovuta in base alla relativa dichiarazione annuale per importi non superiori, per ciascun periodo di imposta, a 103.291,38 euro.

 

6) Piani urbanistici particolareggiati: obbligo di denuncia in caso di mancata utilizzazione edificatoria e/o cessione prima del quinquennio

Non è dovuta alcuna sanzione per la decadenza dell’agevolazione fiscale prevista per il trasferimento di immobili inseriti in piani urbanistici particolareggiati, dovuta alla mancata edificazione dell’area negli undici anni successivi all’acquisto o all’alienazione del terreno prima di avere ultimato l’opera residenziale programmata. Si tratta, infatti, in entrambi i casi, di ipotesi che non richiedono al beneficiario l’obbligo di denunciare all’Amministrazione finanziaria il venir meno delle condizioni di accesso all’agevolazione.

La risoluzione dell’Agenzia delle entrate n. 37/E del 09 aprile 2014 riguarda l’eventuale irrogazione di sanzioni nelle seguenti ipotesi di decadenza dal regime fiscale agevolato dei piani urbanistici particolareggiati:

1) mancata utilizzazione edificatoria dei terreni nei cinque anni successivi alla registrazione dell'atto di acquisto;

2) alienazione dell'immobile prima del termine quinquennale.

La norma di riferimento prevede un regime fiscale agevolato in base al quale il

trasferimento di immobili compresi in piani urbanistici particolareggiati diretti all’attuazione di programmi di edilizia residenziale, comunque denominati, sono

assoggettati all’imposta di registro dell’1% a condizione che l’intervento cui è finalizzato il trasferimento sia completato entro cinque anni (termine prorogato di ulteriori sei anni, quindi per un totale di undici anni, dall’art. 6, comma 6, del D.L. n.102 del 2013, convertito nella L. n. 124/2013).

Pertanto, poiché tale regime agevolato prevede una condizione (completamento della costruzione di edificio residenziale) e un termine (undici anni dall'acquisto) entro il quale il soggetto deve completare la costruzione ne deriva che costituiscono ipotesi di decadenza dal predetto regime sia l’alienazione dell’immobile prima dell'ultimazione sia la mancata edificazione nel termine di undici anni.

Con riferimento all’ipotesi di decadenza per decorso del termine (punto 1) occorre tenere presente che l’Ufficio territoriale effettua, con l’ausilio della procedura Campione Unico in cui vanno iscritti gli atti che fruiscono di agevolazioni, un’attività di controllo per appurare il completamento edificatorio;

nessun obbligo di denuncia ex art. 19 del DPR n. 131 del 1986 può, quindi, essere imposto al contribuente che, pur avendo acquistato con aliquota agevolata, non completi l'edificazione nel termine di undici anni.

Altra ipotesi di decadenza dal beneficio in esame è quella in cui il contribuente trasferisce l’immobile prima di completare l’edificazione negli undici anni previsti (punto 2). In tal caso, la presentazione dell’atto di trasferimento dell’immobile per la registrazione ad un Ufficio territoriale, consente all’Amministrazione finanziaria di venire a conoscenza dell'evento che determina la decadenza dall'agevolazione; anche in questa ipotesi, quindi, nessun obbligo di denuncia ex art. 19 del DPR n. 131/1986 può essere imposto al contribuente.

In entrambe le ipotesi di decadenza dall’agevolazione l’Ufficio deve quindi liquidare l’imposta complementare (risultante dalla differenza tra l’aliquota ordinaria e quella agevolata già a suo tempo versata dal contribuente) con applicazione degli interessi di mora (Legge n. 29 del 1961) a far data dalla registrazione dell'atto di acquisto del terreno edificabile inserito in piano urbanistico particolareggiato.

Con riferimento all’eventuale applicazione di sanzioni ne consegue che, avendo escluso per entrambe le descritte ipotesi di decadenza l’obbligo di presentazione della denuncia prevista dall’art. 19 del DPR n. 131/1986, non trova applicazione la relativa sanzione amministrativa di cui all’art. 69 dello stesso decreto.

In ordine all'individuazione del termine di decadenza entro cui l’Amministrazione finanziaria deve svolgere l’attività di accertamento occorre far riferimento all’art. 76, comma 2, lettera a) del DPR 26 aprile 1986, n. 131.

Quindi, l’Ufficio finanziario notifica l’avviso di liquidazione entro tre anni:

1) dal decorso del termine di undici anni dall’acquisto senza che il contribuente

abbia soddisfatto la condizione di ultimare l'edificazione di unità abitative;

2) dalla registrazione dell'atto di trasferimento dell’immobile.

Peraltro, la misura agevolativa di cui sopra concerne gli atti stipulati fino al 31 dicembre 2013 in quanto per effetto dell’art. 10, comma 4, del D.Lgs 14 marzo 2011, n. 23, risulta soppressa dal 1° gennaio 2014 insieme a “tutte le esenzioni ed agevolazioni tributarie”, ancorché previste da leggi speciali.

 

7) 5 per mille 2012, online gli elenchi degli ammessi e degli esclusi

Scelte e importi per la prima volta in versione “aggregata”.

Elenchi new-look e nuova carta d’identità geografica degli enti presenti. Sono le novità collegate alla pubblicazione del 5 per mille 2012, che comprende - come di consueto - i dati completi relativi sia al numero delle scelte espresse dai contribuenti sia agli importi attribuiti agli enti che hanno chiesto di accedere al beneficio. I nuovi elenchi sono consultabili online su www.agenziaentrate.it, nella sezione Documentazione > 5 per mille > 5 per mille 2012.

Gli elenchi si rifanno il look: consultabili i dati “aggregati” - Più trasparenza nelle scelte espresse e nei relativi importi. È la motivazione che ha guidato l’attuale restyling degli elenchi del 5 per mille nel nuovo formato “aggregato” e che esordisce in coincidenza con la pubblicazione degli importi e delle scelte relative al 2012. In pratica, per la prima volta, in un elenco a parte, sono consultabili gli enti destinatari del contributo ammessi in differenti categorie di beneficiari, per esempio ricerca sanitaria e volontariato, con l’indicazione, per ciascun ente, dei dati e delle scelte totali ricevute con i relativi importi complessivi. Al riguardo risultano essere 97, per il 2012, gli enti beneficiari ammessi in diverse categorie i cui profili sono riportati nel nuovo elenco disaggregato.

L’identikit geografico del 5 per mille - Inoltre, per facilitare l’identificazione geografica degli enti, sempre dal 2012 gli elenchi degli ammessi e degli esclusi in aggiunta ai dati consueti, codice fiscale, denominazione, numero di scelte e importi, sono corredati con le informazioni sulla Regione, sulla Provincia e sul Comune in cui ha sede l’ente, fissando un’istantanea geografica sui flussi del 5 per mille.

Volontariato calamita di preferenze - Il 2012 conferma l’ennesimo primato degli enti del volontariato e delle Onlus come settore predominante nell’attrarre le scelte epresse da milioni di contribuenti italiani. In particolare, tra gli enti con un maggior flusso di ricezione delle destinazioni indicate dai contribuenti compaiono, come nel 2011, in ordine rispetto alle scelte, Emergency, Medici senza frontiere, Associazione italiana per la ricerca sul cancro e al Comitato italiano per l’Unicef.

Il cinque per mille sotto il Campanile - Attività sociali dei Comuni a prova di 5 per mille. Anche nel 2012, infatti, un numero significativo di contribuenti ha scelto di riservare a questa finalità la quota personale del 5 per mille. Il Comune di Roma si conferma come maggior collettore sia nelle scelte sia negli importi, più indietro Milano e Torino. E’ invece siciliano il Comune con l’importo minimo, pari a 0,09 centesimi.

Dal 5 per mille un assist alla Ricerca scientifica e sanitaria - Invariata la mappa degli enti della ricerca sanitaria, scientifica e dell’Università che funzionano da polo d’attrazione delle scelte dei contribuenti. L’Associazione italiana per la ricerca sul cancro, infatti, si conferma il collettore principale delle destinazioni espresse.

(Agenzia delle entrate n. 42 del 09 aprile 2014)

 

Vincenzo D’Andò