Diario quotidiano del 9 aprile 2014: bilancio dell’anno 2013: iter approvazione e deposito

Pubblicato il 9 aprile 2014

norme del decreto crescita applicabili alle decisioni delle C.T.R.; scadenza contributi relativi al 1° trimestre 2014 per i lavoratori domestici; attività di estetista: affidamento della direzione tecnica dell’impresa anche ad un associato in partecipazione; approvazione del bilancio 2013: iter approvazione e deposito; acquisto delle mappe catastali on line con Sister; pregeo: software per l’aggiornamento dei terreni

 

Indice:

 1) Norme del decreto crescita applicabili alle decisioni delle C.T.R.

 2) Scadenza contributi relativi al 1° trimestre 2014 per i lavoratori domestici

 3) Attività di estetista: affidamento della direzione tecnica dell’impresa anche ad un associato in partecipazione

 4) Approvazione del bilancio 2013: iter approvazione e deposito

 5) Acquisto delle mappe catastali on line con Sister

 6) Pregeo: software per l’aggiornamento dei terreni

 

 

1) Norme del decreto crescita applicabili alle decisioni delle C.T.R.

Può essere sollevato l’omesso esame di fatto storico. Il decreto Crescita si applica anche alla fase del processo fiscale che si svolge di fronte alla Suprema corte. In particolare, contro le decisioni della C.T.R. è possibile sollevare un nuovo vizio, l’omesso esame di un fatto storico, che sarà possibile solo ove la valutazione della circostanza avrebbe determinato un diverso esito della lite.

A queste rilevanti conclusioni sono giunte le Sezioni unite civili della Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 8053 del 7 aprile 2014, hanno risolto una questione della massima importanza.

La Suprema Corte ha prima di tutto affermato che le norme del decreto Crescita del 2012 sono applicabili anche alla fase di legittimità del processo tributario che ha i connotati di giudizio speciale in primo e in secondo grado che si attenuano davanti alla stessa Suprema corte.

Poi viene spiegato che la riforma ha introdotto un nuovo vizio di motivazione, l’omesso esame di un fatto storico, che può essere sollevato solo quando avrebbe determinato un esito diverso della lite.

Nelle lunghe motivazioni si legge infatti che il nuovo testo del n. 5) dell'art. 360 cod. proc. civ. introduce nell’ordinamento un vizio specifico che concerne l’omesso esame di un fatto storico, principale o secondario, la cui esistenza risulti dal testo della sentenza o dagli atti processuali, che abbia costituito oggetto di discussione tra le parti e abbia carattere de