TASI: le prime note operate e la bozza di regolamento

di Federico Gavioli

Pubblicato il 19 marzo 2014

l'introduzione della TASI richiederà ai Comuni un notevole sforzo legislativo; proponiamo alcune valutazioni sui punti critici della nuova imposta ed una bozza di regolamento

L’Anci Emilia-Romagna ha reso disponibile la nota operativa , prot. 36 dell’11 febbraio 2014, e uno schema di regolamento relativamente all’applicazione della TASI dove emergono interessanti spunti; il Gruppo Tributi di ANCI Emilia-Romagna evidenzia nell’analisi che, nella Legge di Stabilità 2014, che ha introdotto il nuovo tributo TASI vi sono “mancanze” e “illogicità della disciplina”che rischiano di rendere inapplicabile la TASI, componente della IUC, la nuova imposta unica comunale introdotta con la Legge di Stabilità 2014.

Il presupposto impositivo è nel comma 669, dell’articolo 1, della Legge di Stabilità 2014, che però risulta a tutt'oggi "indeterminato" per una “mancata definizione degli oggetti attratti ad imposizione, con particolare riferimento alla nozione di area scoperta", non definibile nemmeno con rimando alla disciplina IMU.

Ciò nonostante, l'Anci Emilia Romagna ha messo in bozza uno schema di Regolamento che individua in 15 articoli, l'oggetto e gli interessati dal nuovo tributo.

La Legge di Stabilità per il 2014 ha introdotto due nuovi tributi immobiliari (la TASI e la TARI) collocati all’interno di un comune “contenitore”, denominato “IUC” (Imposta Unica Comunale), che raccoglie anche la già nota IMU, modificata in pochi, ma significativi, aspetti rispetto alla disciplina in vigore nel biennio 2012-2013. Sia la TASI che la TARI sono tributi riferiti alla copertura dei costi dei servizi prestati dai comuni. In particolare, la TARI rappresenta l’ultima “evoluzione” in ordine di tempo della tassa volta a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti ed é caratterizzata da modeste novità rispetto alla disciplina della TARES, già in vigore per il 2013.

La TASI rappresenta una novità (Tributo sui Servizi Indivisibili, quali la manutenzione del verde pubblico e delle strade comunali, l’arredo urbano, l’illuminazione pubblica e l’attività svolta dalla polizia locale) e, in particolare, sulla sua disciplina e sul rapporto di stretta complementarietà con l’IMU (l’Imposta Municipale Propria), come modificata, a sua volta, dalla Legge di Stabilità per il 2014, si attendono chiarimenti applicativi.

Il presupposto impositivo dell’IMU, imposta di natura patrimoniale, è il possesso di immobili, alla cui natura e valore l’applicazione del tributo, posto a carico del possessore, è collegata. Ciò già avveniva nella disciplina in vigore nel biennio 2012-2013 ed è confermato anche nella normativa applicabile nel 2014, con l’importante differenza che da quest’ultima restano espressamente escluse le abitazioni principali, con alcune eccezioni. In tal modo si ritorna all’impostazione originaria del tributo, come delineata dall’art. 8, c. 2, del D.Lgs. n. 23/2013, in materia di federalismo fiscale municipale, poi superata dalla disciplina sperimentale dell’IMU oggetto del D.L. “Salva Italia” n. 201/2011.

Il presupposto impositivo della TASI, dovuta sia dal possessore, che dall’utilizzatore dell’immobile, è dato, invece, dal possesso o dalla detenzione a qualsiasi titolo di fabbricati, compresa l’abitazione principale come definita ai fini IMU, di aree scoperte (escluse quelle pertinenziali o accessorie a locali imponibili, non operative, e le aree comuni condominiali di cui all’articolo 1117 del codice civile che non siano detenute o occupate in via esclusiva), nonché di aree edificabili, a qualsiasi uso adibiti.

Secondo quanto affermato nella Nota di aggiornamento al DEF 2013, la nuova imposta dovrebbe consolidare il decentramento fiscale mantenendo la parte di imposizione sull’immobile e introducendo una componente diretta a tassare i servizi indivisibili e la gestione dei rifiuti.

Il Gruppo studio dell’ANCI E/R, in riferimento al presupposto impositivo, evidenzia che tale definizione ha evidenti profili di indeterminatezza derivante da una mancata definizione degli oggetti attratti ad imposizione, con particolare riferimento alla nozione di “area scoperta”, neppure definibile, a differenza dei fabbricati, con un rimando alla disciplina Imu. La mancata definizione dell’oggetto imponibile potrebbe essere integrata attraverso i criteri di determinazione della base imponibile, che in base al comma 675, dell’articolo 1, della Legge di Stabilità 2014, sono gli stessi previsti per l’applicazione dell’Imu. Da qui se ne potrebbe ricavare il seguente principio generale: tutti gli oggetti per i quali è possibile determinare una base imponibile Imu sono anche soggetti a TASI.



La TASI è a carico anche del locatario

Il comma 681, dell’articolo 1, della Legge di Stabilità 2014, precisa che l’occupante è tenuto a versare la TASI nella misura, stabilita dal comune nel regolamento, compresa fra il 10 e il 30 per cento dell'ammontare complessivo della TASI; la restante parte è corrisposta dal titolare del diritto reale sull'unità immobiliare.

Il Gruppo studio Anci evidenzia che la previsione che i possessori, o gli occupanti, sono tenuti all’adempimento dell’unica obbligazione tributaria è rafforzata dal fatto che non è previsto il pagamento in ragione della quota di possesso.

È evidente che la previsione normativa è inapplicabile nel caso in cui lo stesso fabbricato abbia destinazioni diverse per i vari comproprietari. Il documento analizza l’esempio di due fratelli comproprietari di un fabbricato che è abitazione principale di uno solo dei fratelli. Se il Comune ha un’aliquo