Sabatini-bis: le istruzioni pratiche per accedere ai contributi

L’art. 2 del DL n. 69/2013 ha previsto l’introduzione di un’agevolazione – attuata con il decreto ministeriale del 27 novembre 2013 – a favore delle piccole e medie imprese che investono nell’incremento della propria produzione, mediante l’acquisto di macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature, hardware, software e tecnologie digitali destinati a strutture produttive già esistenti o da impiantare, ovunque localizzate nel territorio nazionale: sono esclusi dall’incentivo in commento, invece, le commesse interne, l’acquisto di beni usati, nonché le spese di funzionamento. Ad ogni modo, non rientra tra le spese ammissibili, l’acquisto di un terreno o di un fabbricato da destinare ad uso produttivo, poiché le spese relative a “terreni e fabbricati” (incluse le opere murarie) non sono classificabili nell’attivo dello stato patrimoniale alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4 dell’articolo 2424 del codice civile. E’ ammissibile, invece, l’acquisto di un impianto fotovoltaico, purché l’investimento in parola rientri nel concetto di “impianti”: deve trattarsi, quindi, di impianti diversi da quelli infissi al suolo, ed attrezzature varie, classificabili nell’attivo dello stato patrimoniale alle voci B.II.2 e B.II.3 dello schema previsto dall’art. 2424 c.c..
 
Prima di entrare nel merito dell’agevolazione, è bene precisare che possono accedervi le piccole e medie imprese operanti in tutti i settori diversi dai seguenti: industria carboniera, attività finanziarie e assicurative (sezione K della classificazione delle attività economiche ATECO 2007), fabbricazione di prodotti di imitazione o di sostituzione del latte o dei prodotti lattiero-caseari, attività connesse all’esportazione e per gli interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione, secondo quanto previsto dall’articolo 1, comma 2, del regolamento GBER. Recentemente, il MISE (Risposte Min. Sviluppo Economico 10.3.2014) ha precisato che possono accedere all’agevolazione in esame anche le imprese operanti nel settore trasporti, purché vengano rispettati i limiti e le condizioni relative alle spese ammissibili stabiliti nel regolamento comunitario applicabile per settore, nonché le imprese operanti nel settore terziario che intendendo rinnovare il proprio sistema hardware/software.
 
L’incentivo consiste in un aiuto alla realizzazione del progetto, ovvero nella concessione di una garanzia a copertura del finanziamento necessario per la sua realizzazione e la riduzione degli oneri finanziari da sostenere. Più precisamente, l’agevolazione in commento è duplice e consiste nella concessione, da parte del Ministero dello sviluppo economico, di un contributo in favore delle PMI, a parziale copertura degli interessi a carico delle imprese e nella possibilità di beneficiare della garanzia del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, fino alla misura massima prevista (80%), sul finanziamento bancario ottenuto dall’impresa, con priorità di accesso.
 
Il finanziamento agevolabile – che, come detto, può essere assistito da garanzia nel limite dell’80% – deve rispettare determinati parametri, nel senso che deve avere una durata massima di 5 anni (comprensiva del periodo di preammortamento o prelocazione) e può coprire fino al 100% dell’investimento, per un valore compreso tra un minimo di € 20.000 ed un massimo, anche se frazionato in più iniziative, di € 2.000.000. Il contributo concedibile è, invece, pari all’ammontare complessivo degli interessi calcolati al tasso del 2,75% su un piano convenzionale di ammortamento, con rate semestrali costanti e della durata di 5 anni, di importo corrispondente al finanziamento. Il totale del contributo …

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