La compensazione tra debiti fiscali e crediti commerciali vantati nei confronti della Pubblica Amministrazione

di Massimo Pipino

Pubblicato il 12 marzo 2014



pubblichiamo una guida di 11 pagine alle modalità di compensazione dei debiti delle Pubbliche Amministrazioni coi debiti tributari compensati dai contribuenti

In data 1° febbraio 2014 l’Agenzia delle Entrate ha provveduto alla pubblicazione sul proprio sito Internet istituzionale (www.agenziaentrete.gov.it) del Provvedimento datato 31 gennaio 2014, n. 2014/13917 (“Approvazione del modello di versamento “F24 Crediti PP.AA.” e delle specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati, per l’esecuzione dei versamenti unitari di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, relativi agli istituti definitori della pretesa tributaria e deflativi del contenzioso tributario, mediante compensazione dei crediti nei confronti di Pubbliche Amministrazioni, ai sensi dell’articolo 28-quinquies del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602. Approvazione delle modifiche al modello di quietanza dei versamenti eseguiti con modalità telematiche mediante modello F24”) che, unitamente alla Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate – Direzione Centrale Servizi ai Contribuenti - del 4 febbraio 2014, n. 16/E (“Istituzione del codice tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite il modello “F24 Crediti PP.AA.”, dei crediti nei confronti di Pubbliche Amministrazioni, ai sensi dell’articolo 28-quinquies del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602”), definisce ulteriormente le modalità con cui può trovare applicazione quanto viene stabilito ad opera dell’articolo 9 del D.L. 35/2013 convertito, con modificazioni, nella Legge 64/2013, in materia di compensazione tra i debiti fiscali derivanti dall'utilizzo degli istituti definitori della pretesa fiscale e deflativi del contenzioso tributario quali adesione, acquiescenza, definizione agevolata delle sanzioni, conciliazione giudiziale e mediazione ed i crediti che sono stati maturati dalle imprese dei confronti della Pubblica Amministrazione in seguito a somministrazioni, forniture, appalti e prestazioni professionali. Sono stati, infatti, approvati, rispettivamente, con il Provvedimento del 31 gennaio 2014, n. 2014/13917, il Modello F24 telematico (“F24 Crediti PP.AA.”) con il quale effettuare materialmente le compensazioni in parola e con la Risoluzione n. 16/E del 4 febbraio 2014 il codice tributo, relativo ai crediti commerciali vantati nei confronti della Pubblica Amministrazione, denominato “PPAA”. Tali Provvedimenti vanno ad aggiungersi al Decreto del Ministro dell’economia e finanze 14 gennaio 2014, titolato “Compensazione di crediti con somme dovute in base agli istituti definitori della pretesa tributaria e deflativi del contenzioso tributario”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.18 del 23 gennaio 2014, che contiene le modalità applicative della citata tipologia di compensazione, in vigore a partire dal 23 gennaio 2014.

Come si ricorderà, in base al Decreto in parola i soggetti titolari di crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, che siano maturati entro la data del 31 dicembre 2012 nei confronti dello Stato, degli enti pubblici nazionali, delle Amministrazioni regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano, degli Enti locali e degli Enti del Servizio sanitario nazionale, per somministrazioni, forniture e appalti, certificati ai sensi dell’articolo 9, comma 3-bis o 3-ter lettera b), ultimo periodo, del Dl 185/2008, possono richiedere di utilizzare detti crediti per effettuare il pagamento mediante compensazione, con modello F24, dei propri debiti da accertamento tributario. Il medesimo decreto del Ministro dell’economia e finanze 14 gennaio 2014 provvede poi a stabilire le modalità con le quali le Amministrazioni debitrici, diverse dallo Stato, devono effettuare il pagamento, entro 60 giorni dalla data prevista per il pagamento del credito ed indicata nella certificazione, delle somme riferite al credito utilizzato in compensazione. Data la complessità ed articolazione della normativa in materia di compensazioni debiti-crediti maturati dagli operatori economici privati nei confronti della Pubblica Amministrazione stratificatasi nel tempo attraverso i numerosi interventi del legislatore, si ritiene opportuno provvedere a fare il punto sullo stato attuale della situazione.

 

Il quadro normativo

Come noto l’articolo 9 del D.L. 35/2013 (“Disposizioni urgenti per il pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione, per il riequilibrio finanziario degli enti territoriali, nonché in materia di versamento di tributi degli enti locali”) convertito, con modificazioni, nella Legge 64/2013, nel contesto delle disposizioni finalizzate allo smobilizzo dei crediti vantati dalle imprese nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni in seguito a somministrazioni, forniture, appalti e prestazioni professionali erogate nei loro confronti, e non pagate nei termini contrattualmente previsti, è intervenuto sul preesistente quadro normativo apportando rilevanti modifiche sia in riferimento alle misure ritenute necessarie per consentire alle imprese creditrici di smobilizzare i crediti vantati sia per consentirne la compensazione di tali crediti con i debiti, a vario titolo maturati nei confronti dell'Erario e non ancora saldati. Tra gli interventi di maggiore rilievo in quest'ultimo ambito trovano la loro collocazione sia le disposizioni che sono relative alle modalità di certificazione del credito vantato nei confronti della P.A. sia le disposizioni che, ampliando la possibilità di operare compensazioni tra debiti e crediti (in precedenza confinate alla compensabilità dei crediti maturati nei confronti della Pubblica Amministrazione con i debiti derivanti da cartelle iscritte a ruolo ai sensi dell'articolo 28-quater del DPR 602/1973), definiscono le modalità di utilizzazione dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della P.A. mediante il meccanismo della compensazione con i debiti fiscali derivanti dall'utilizzo degli istituti definitori della pretesa fiscale e deflativi del contenzioso tributario [quali l'adesione (ai sensi degli articoli 5, comma 1-bis, 5-bis e 11, comma 1-bis, del D.Lgs 19 giugno 1997, n. 218), l'acquiescenza (ex articolo 15, D.Lgs. n. 218/1997), la definizione agevolata delle sanzioni (ai sensi degli articoli 16 e 17 del D.Lgs. n. 472/1997), la conciliazione giudiziale (ai sensi delll'articolo 48 del D.Lgs. n. 546/1992) e la mediazione (articolo 39, comma 9, del decreto-legge n. 98 del 2011], facilitandone le pratiche possibilità di impiego.

In particolare, e sotto il primo aspetto, ovvero quello relativo ai contenuti della certificazione dei crediti vantati dagli operatori economici privati nei confronti della Pubblica Amministrazione, i commi 01-02 dell’articolo 9 del D.L. 35/2013 hanno modificato la disciplina cui sono soggette le procedure di compensazione dei crediti commerciali vantati nei confronti dello Stato, degli Enti pubblici nazionali, delle Regioni, degli Enti locali e degli Enti del Servizio Sanitario Nazionale, con le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo (di cui all’articolo 28-quater del D.P.R. 602/1973) in riferimento alle certificazioni necessarie per operare la suddetta compensazione.

Tali certificazioni, in forza di quanto previsto dai citati commi, devono ora indicare la data che viene prevista per il pagamento, devono essere emesse mediante l’apposita piattaforma elettronica e possono essere utilizzate a richiesta del creditore, per il pagamento, totale o parziale, di quanto dovuto a seguito dell’iscrizione a ruolo di cartelle esattoriali in data antecedente a quella prevista per il pagamento del credito. Sempre in questo ambito, inoltre, il comma 02 del medesimo articolo 9, D.L. 35/2013 differisce dal 30 aprile 2012 al 31 dicembre 2012 il termine entro il quale devono essere state notificate le cartelle di pagamento o gli atti d’accertamento per poter usufruire delle compensazioni con i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati nei confronti dello Stato e degli enti pubblici nazionali per somministrazioni, forniture e appalti.

Il medesimo articolo 9, al comma 1, e qui entriamo nel vivo della questione, interveniva poi ad estendere la facoltà di operare una compensazione tra i medesimi crediti commerciali vantati nei confronti della Pubblica Amministrazione anche con le somme dovute a seguito dell’adesione alle forme di deflazione del contenzioso(nuovo articolo 28-quinquies del D.P.R. 602/1973 - vedi nota n. 1). Nello specifico, con l'articolo 9, comma 1, veniva stabilita la possibilità di compensare i crediti non ancora caduti in prescrizione, certi, liquidi ed esigibili, maturati al 31 dicembre 2012, nei confronti dello Stato, degli enti pubblici nazionali, delle Amministrazioni regionali, degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale, relativi a contratti per somministrazioni, forniture e appalti, con i debiti derivanti dall’utilizzo degli strumenti di chiusura anticipata delle liti fiscali (accertamento con adesione, definizione agevolata, acquiescenza, definizione agevolata delle sanzioni, conciliazione giudiziale e mediazione). A questo scopo, al creditore viene fatto obbligo di acquisire la certificazione, relativa all’esigibilità del credito, rilasciata dall’ente debitore, con l’indicazione della data prevista per il pagamento, ai sensi dell’articolo 9, comma 3-bis, ovvero 3-ter, lettera b, del D.L. 185/2008, convertito, con modificazioni, dalla legge 2/2009 (secondo cui la P.A. debitrice certifica, entro 30 giorni dalla data di ricezione dell’istanza a cura del creditore, se il credito sia certo, liquido ed esigibile, anche al fine di consentirgli la cessione pro soluto o pro solvendo a favore di banche o intermediari finanziari. Scaduto il predetto termine, su nuova istanza del creditore, è nominato un Commissario ad acta, con oneri a carico dell'ente debitore).

Inoltre, con l'articolo 9, comma 1 del D.L. 35/2013 (“Disposizioni urgenti per il pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione, per il riequilibrio finanziario degli enti territoriali, nonché in materia di versamento di tributi degli enti locali”) convertito, con modificazioni, nella Legge 64/2013, sono state introdotte disposizioni con validità specifica relative all’ipotesi in cui la Pubblica Amministrazione non abbia provveduto a versare l’importo certificato del credito, entro 60 giorni dal termine indicato nella certificazione medesima, in un apposito fondo di bilancio. In tal caso, l’Agenzia delle Entrate procede al recupero coattivo del debito nei confronti dell’Ente pubblico (mediante riduzione delle somme dovute alla Pubblica Amministrazione in questione a qualsiasi titolo, in misura corrispondente all’importo del credito certificato). Infine, il comma 2-bis, dell’articolo 9 ha previsto che i soggetti creditori nei confronti della Pubblica Amministrazione, in sede di dichiarazione dei redditi, debbano allegare un elenco dei crediti certi, liquidi ed esigibili vantati, alla data di chiusura del periodo d’imposta al quale la dichiarazione si riferisce, relativi alle cessioni di beni e prestazioni di servizi resi alle medesime pubbliche amministrazioni. Tale elenco, per il quale il Ministero dell’economia e delle finanze deve predisporre con decreto un modello, viene trasmesso all’amministrazione finanziaria per via telematica.

Alla luce di quanto sopra è stato esposto il contribuente, quindi, ha a disposizione diversi strumenti di utilizzo dei crediti commerciali vantati nei confronti della Pubblica Amministrazione, quali:

 

  • la compensazione con i debiti fiscali dovuti a seguito della chiusura anticipata delle liti (ai sensi dell’articolo 28-quinquies del D.P.R. 602/1973);

  • la compensazione con i debiti fiscali iscritti a ruolo (i sensi dell’articolo 28-quater del D.P.R. 602/1973);

 

oltre alla cessione del credito (per la quale è prevista la detassazione, consistente nell’esenzione da imposte, tasse e diritti di qualsiasi tipo, ad eccezione dell'IVA – l'argomento verrà approfondito nell'ambito di un prossimo intervento).

 

Come operano le disposizioni relative alla compensazione con i debiti derivanti dalla chiusura anticipata delle liti

L’articolo 9, comma 1, del D.L. 35/2013 prevede la possibilità di compensare i crediti commerciali, che sono maturati sino alla data del 31 dicembre 2012, con le somme dovute a seguito dell’adesione alle forme di deflazione del contenzioso (articolo 28-quinquies del D.P.R. 602/1973). Nello specifico, viene stabilita la possibilità di compensare i crediti non ancora caduti in prescrizione, certi, liquidi ed esigibili, maturati sino al 31 dicembre 2012, nei confronti dello Stato, degli enti pubblici nazionali, delle Amministrazioni regionali, degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale, relativi a contratti per somministrazioni, forniture e appalti, con i debiti derivanti dall’utilizzo degli strumenti di chiusura anticipata delle liti fiscali (accertamento con adesione, definizione agevolata, acquiescenza, definizione agevolata delle sanzioni, conciliazione giudiziale e mediazione).

A tal fine, il creditore è tenuto ad acquisire la relativa certificazione, riferita all’effettiva esigibilità del credito, rilasciata dall’ente debitore (mediante l'impiego di una specifica piattaforma elettronica di certificazione), con l’indicazione della data prevista per il pagamento, ai sensi dell’articolo 9, commi 3-bis, e 3-ter, lettera b, del D.L. 185/2008, convertito, con modificazioni, dalla legge 2/2009. L'avvenuta utilizzazione in compensazione del credito ha come conseguenza la liberazione definitiva del creditore dal proprio debito con il Fisco, che dovrà essere assolto direttamente a cura dell’Ente debitore, versando, in un apposito fondo di bilancio, l’importo certificato del credito, entro 60 giorni dal termine indicato nella certificazione medesima. Nell’ipotesi in cui l’Ente debitore non proceda a tale versamento, l’Agenzia delle Entrate procede al recupero coattivo del debito nei confronti dell’ente pubblico (mediante riduzione delle somme dovute alla Pubblica Amministrazione a qualsiasi titolo, in misura corrispondente all’importo del credito certificato).

Le modalità attuative di questa tipologia di compensazione sono state demandate al Decreto del Ministro dell’Economia e Finanze, pubblicato in G.U. il 23 gennaio 2014 (D.M. 14 gennaio 2014), al quale si sono, in seguito, aggiunti il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate 31 gennaio 2014 e la Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate – Direzione Centrale Servizi ai Contribuenti - 4 febbraio 2014, n.16/E, che hanno approvato, rispettivamente:

 

  • il Modello F24 telematico (“F24 Crediti PP.AA.”)

  • il codice tributo, relativo ai crediti commerciali vantati nei confronti della P.A., denominato “PPAA” (“Crediti nei confronti di Pubbliche Amministrazioni per il pagamento di somme dovute in base agli istituti definitori della pretesa tributaria e deflativi del contenzioso tributario-articolo 28-quinquies del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602”).

 

Nel dettaglio le modalità applicative

L’articolo 2, comma 1 del D.M. 14 gennaio 2014 prevede che la compensazione dei crediti certificati verso la Pubblica Amministrazione con i debiti derivanti dall’utilizzo da parte del contribuente di strumenti di chiusura anticipata delle liti fiscali debba avvenire esclusivamente mediante l'utilizzo del Modello F24 telematico (a questo proposito è necessario evidenziare che, nel caso in cui il soggetto creditore della Pubblica Amministrazione disponga unicamente di certificazioni rilasciate in forma cartacea, per poter accedere alla compensazione con i predetti debiti tributari, le stesse devono essere convertite in formato telematico, a richiesta del creditore stesso, attraverso l’apposita funzione prevista nella piattaforma elettronica. In proposito si veda quanto viene stabilito dall'articolo 5, comma 1, in vigore a partire dal 23 gennaio 2014) ovvero attraverso i servizi telematici messi a disposizione dell’Agenzia delle Entrate (Entratel o Fisconline), come confermato anche nel Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 2014/13917 e nella R.M. 16/E/2014. A questo scopo, nel Modello F24, approvato con il Provvedimento n. 2014/13917, dovranno essere inseriti:

 

  • la tipologia di debito, individuata mediante appositi codici tributo (l’elenco dei codici tributo è contenuto nell’Allegato 1 al medesimo D.M. 14 gennaio 2014), da indicare in corrispondenza della voce “importi a debito versati”;

  • i crediti certificati, il cui codice, denominato “PPAA” (“Crediti nei confronti di Pubbliche Amministrazioni per il pagamento di somme dovute in base agli istituti definitori della pretesa tributaria e deflativi del contenzioso tributario-articolo 28-quinquies del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602”), è stato individuato dall’Agenzia delle Entrate con la citata R.M. 16/E/2014. In particolare, il codice “PPAA” deve essere inserito nel Modello in corrispondenza delle somme indicate nella colonna relativa agli “importi a credito compensati”;

  • gli estremi relativi alla certificazione del credito che è stata ottenuta dalla Pubblica Amministrazione debitrice (nell’apposito campo del Modello F24 - “numero certificazione credito”).

 

Nell'ipotesi in cui l'importo dei debiti risultanti a carico del contribuente riferiti all’“accertamento tributario” risulti essere di un ammontare superiore a quello dei crediti che sono stati certificati da parte delle Pubbliche Amministrazioni debitrici, è possibile provvedere al versamento della differenza attraverso lo stesso Modello, oppure con una distinta operazione. L’eventuale differenza fra l'ammontare relativo ai debiti e l'importo totale dei crediti (attenzione che i crediti a cui fa riferimento il D.M. 14 gennaio 2014 sono sia quelli che sono stati certificati dalla P.A. in riferimento a somministrazioni, forniture, appalti e prestazioni professionali, sia crediti diversi, che vengono utilizzati in compensazione nell'ambito dello stesso Modello F24 ai fini del pagamento) è corrisposta mediante addebito su conto corrente bancario o postale del contribuente. Viceversa, nel caso in cui l'ammontare dei crediti che viene utilizzato in compensazione risulti essere superiore all'importo relativo ai debiti fiscali derivanti dall'utilizzo degli istituti definitori della pretesa fiscale e deflativi del contenzioso tributario, la differenza viene comunicata telematicamente da parte dell'Agenzia delle Entrate alla piattaforma elettronica di certificazione (in tal caso, dagli archivi della piattaforma elettronica viene cancellata, per l'importo corrispondente alla differenza in parola, l’informazione relativa all’utilizzo in compensazione di tali importi). Ove l'eccedenza sia imputabile all'utilizzo in compensazione di crediti oggetto di diverse certificazioni, l'eccedenza stessa è imputata a partire dalla certificazione la cui data di pagamento risulta essere più remota. Inoltre, l’articolo 3 del D.M. 14 gennaio 2014 stabilisce quali sono le condizioni in presenza delle quali può essere considerato definitivamente avvenuto il pagamento dei citati debiti tributari. Tali condizioni, che devono verificarsi congiuntamente, sono le seguenti:

 

  • i crediti devono risultare dalla certificazione rilasciata da parte della Pubblica Amministrazione attraverso la piattaforma elettronica e non devono essere stati già pagati dalla P.A. stessa, ovvero impiegati per le altre finalità (al riguardo, viene stabilito che i crediti vengano individuati attraverso gli estremi identificativi della relativa certificazione, attribuiti dalla citata piattaforma elettronica);

  • la certificazione rechi la data in cui è avvenuto il pagamento del credito certificato;

  • vi sia corrispondenza tra soggetti titolare dei debiti e quello che è titolare delle somme costituenti i crediti, così come risultante dalle relative certificazioni. Tale soggetto è individuato esclusivamente mediante il proprio codice fiscale. Nel caso in cui si verifichi una variazione della titolarità del credito (va sottolineato come nella piattaforma elettronica di certificazione sia stata predisposta una funzione apposita per tale eventualità), l'articolo 3, comma 1, lettera c) del DM 14 gennaio 2014 stabilisce che l’interessato è tenuto a fornire tempestivamente alla Pubblica Amministrazione debitrice la documentazione necessaria per aggiornare i dati presenti sulla certificazione del credito;

  • nel modello F24 telematico utilizzato per la compensazione non devono essere presenti pagamenti diversi da quelli identificati dai codici tributo stabiliti con il D.M. 14 gennaio 2014;

  • l'utilizzo in compensazione di eventuali altri crediti, diversi da quelli certificati, nello stesso Modello F24 presentato per il pagamento dei debiti da “accertamento tributario”, deve essere conforme alla normativa in tema di controllo preventivo delle compensazioni effettuate tramite Modello F24;

  • l'addebito dell'eventuale differenza positiva fra l'ammontare dei debiti e l'importo dei crediti sia andato a buon fine.

 

Nell’ipotesi in cui il pagamento delle somme dovute dal contribuente a seguito dell'utilizzo degli istituti definitori della pretesa fiscale e deflativi del contenzioso tributario quali adesione, acquiescenza, definizione agevolata delle sanzioni, conciliazione giudiziale e mediazione sia regolarmente andato a buon fine, viene rilasciata dalla piattaforma elettronica di certificazione una quietanza di versamento, il cui Modello, corredato dalla relativa legenda, è stato approvato con il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 2014/13917.In caso contrario, ovvero nell'ipotesi in cui una delle condizioni che sono state sopra menzionate non risulti essere stata rispettata, tutti i pagamenti contenuti nel Modello F24 vengono considerati come se non fossero mai avvenuti così come peraltro viene specificato anche nel Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 2014/13917, nella R.M. 16/E/2014 ed ai sensi dell'articolo 3, comma 2, del DM 14 gennaio 2014 (“Nel caso in cui una delle condizioni di cui al comma 1 non risulti rispettata, tutti i pagamenti contenuti nello stesso modello F24 telematico sono considerati come non avvenuti”).Ricorrendo tale ipotesi, l'Agenzia delle Entrate è tenuta a provvedere alla comunicazione al contribuente che ha inviato il Modello F24 telematico del mancato rispetto di tali condizioni, tramite apposita ricevuta, consultabile attraverso il sito dei servizi telematici della medesima Agenzia. A tal fine, la verifica sul rispetto delle prime 3 citate condizioni (effettiva risultanza dei crediti dalla certificazione rilasciata da parte della Pubblica Amministrazione attraverso la piattaforma elettronica; corretta datazione della certificazione; corrispondenza tra il soggetto che è titolare dei debiti e quello che è titolare delle somme costituenti i crediti, così come risultante dalle relative certificazioni) avviene mediante sistemi di interscambio di informazioni tra l’Agenzia delle Entrate e la piattaforma elettronica di certificazione (articolo 4, comma 6). In particolare, attraverso la piattaforma elettronica viene comunicato all'Agenzia delle Entrate, in modalità telematica, l'esito dei controlli, specificando:

 

  • in caso di esito positivo della procedura di compensazione, la data prevista per il pagamento del credito certificato utilizzato in compensazione, indicata nella relativa certificazione;

  • in caso di esito negativo, i motivi che hanno determinato tale esito, al fine di consentire all'Agenzia delle Entrate di informare in proposito il soggetto che ha trasmesso il Modello F24, tramite la citata ricevuta.

 

Al riguardo, viene precisato, altresì che, ai fini dei suddetti controlli, le Pubbliche Amministrazioni che hanno rilasciato le certificazioni comunicano tempestivamente, attraverso la medesima piattaforma elettronica, i pagamenti dei crediti certificati effettuati (si veda in proposito quanto stabilito dall'articolo 4, comma 5).

 

SCHEMA RIEPILOGATIVO

CREDITI UTILIZZABILI IN COMPENSAZIONE

Crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati alla data del 31 dicembre 2012, relativi a somministrazioni, forniture, appalti e prestazioni professionali

ENTI DEBITORI

  • Stato

  • Enti pubblici nazionali

  • Amministrazioni regionali

  • Enti locali

  • Enti del servizio sanitario nazionale

 

CONDIZIONE

Preventiva acquisizione, da parte del creditore, della certificazione, emessa in forma elettronica, relativa all’esigibilità del credito, rilasciata dall’ente debitore, con la data prevista per il pagamento, ai sensi dell’articolo 9, commi 3-bis, e 3-ter, lettera b, del D.L. 185/2008, convertito, con modificazioni, dalla Legge 2/2009

MODALITÀ DI COMPENSAZIONE

Utilizzo del Modello F24 telematico, con l’indicazione di appositi codici, riferiti sia ai debiti tributari, sia ai crediti commerciali oggetto di compensazione

 

 

Come operano le disposizioni relative alla compensazione con i debiti che sono stati iscritti a ruolo

Come noto, a far data dal 1° gennaio 2011, l’articolo 28-quater del D.P.R. 602/1973, introdotto dall’articolo 31, comma 1-bis, del D.L. 78/2010, convertito, con modificazioni, nella legge 122/2010, ha previsto che i crediti non ancora caduti in prescrizione, certi, liquidi ed esigibili, relativi a somministrazioni, forniture ed appalti, vantati da soggetti economici privati nei confronti dello Stato, di Amministrazioni regionali, Enti locali ed Enti del servizio sanitario nazionale, possono essere compensati con le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo di cartelle di pagamento, previa acquisizione da parte del creditore della certificazione relativa all’esigibilità del credito, rilasciata dall’ente debitore ai sensi dell’articolo 9, comma 3-bis, ovvero 3-ter, lettera b), del D.L. 185/2008, convertito, con modificazioni, dalla legge 2/2009. In particolare, a seguito stabilito dal legislatore con l’articolo 9, commi 01-02, del citato D.L. 35/2013, le certificazioni, necessarie per la suddetta compensazione:

 

  • devono indicare la data per la quale è prevista l'operazione di pagamento;

  • sono emesse mediante la già citata piattaforma elettronica;

  • sono utilizzate a richiesta del creditore, per il pagamento, totale o parziale, di quanto dovuto a seguito dell’iscrizione a ruolo in data antecedente a quella prevista per il pagamento del credito.

 

Inoltre, ulteriore condizione per fruire della compensazione debiti/crediti è relativa alla circostanza che le cartelle di pagamento (ovvero gli atti di accertamento) devono essere state notificate entro il 31 dicembre 2012 (originariamente il termine entro cui le cartelle dovevano essere state notificate per risultare compensabili era stato fissato al 30 aprile 2012 ed è stato prorogato dal medesimo D.L. 35/2013, articolo 9, comma 02). L’utilizzazione in compensazione del “credito commerciale” comporta che sia lo stesso ente debitore a versare direttamente all’agente della riscossione l’importo risultante dalla certificazione, in misura corrispondente all’ammontare iscritto a ruolo.

Nel caso in cui lo Stato, l'Amministrazione regionale, l’ente locale, ovvero l’ente del servizio sanitario nazionale non provvedano ad effettuare il versamento derivante dalla compensazione debito/credito entro 60 giorni dal termine stabilito ai fini del pagamento, l’agente della riscossione procederà, in base al ruolo emesso a carico dell’impresa creditrice, al recupero coattivo del debito nei confronti dell’ente pubblico debitore ed inadempiente. A questo proposito, deve essere ricordato che le modalità con cui sono eseguite le operazioni di compensazione dei crediti commerciali, vantati verso la Pubblica Amministrazione, con i debiti derivanti da iscrizione a ruolo sono state definite con il D.M. 25 giugno 2012 ed il D.M. 19 ottobre 2012. In particolare, per effettuare la compensazione, il contribuente deve:

 

  • chiedere la certificazione del credito attraverso la piattaforma elettronica;

  • presentare ad Equitalia la certificazione, differenza di quanto previsto in tema di certificazione ai fini della compensazione dei crediti con i debiti derivanti dall’accesso a forme di chiusura anticipata delle liti fiscali, per il rilascio della quale è richiesta (nel D.M. 14 gennaio 2014) in via obbligatoria la forma elettronica o in forma cartacea o comunicando il numero di certificazione ed il codice di controllo rilasciato dalla piattaforma elettronica.

 

Da parte sua Equitalia, dopo aver effettuato i dovuti controlli, provvede alla registrazione dell’avvenuta compensazione nella piattaforma, con il conseguente rilascio della relativa ricevuta.

 

SCHEMA RIEPILOGATIVO

CREDITI UTILIZZABILI IN

COMPENSAZIONE

Crediti non ancora caduti in prescrizione, certi, liquidi ed esigibili, relativi a somministrazioni, forniture ed appalti

ENTI DEBITORI

  • Stato

  • Enti pubblici nazionali

  • Amministrazioni regionali

  • Enti locali

  • Enti del servizio sanitario nazionale

CONDIZIONI

  • notifica della cartella di pagamento, o dell’atto di accertamento, entro la data del 31 dicembre 2012

  • preventiva acquisizione, da parte del creditore, della certificazione, emessa in forma elettronica, relativa all’esigibilità del credito, rilasciata dall’ente debitore, con la data prevista per il pagamento, ai sensi dell’articolo 9, comma 3-bis, e 3-ter, lettera b), del D.L. 185/2008, convertito, con modificazioni, dalla legge 2/2009

MODALITÀ DI COMPENSAZIONE

  • presentazione ad Equitalia della certificazione (o in forma cartacea, o comunicando il numero di certificazione ed il codice di controllo rilasciato dalla piattaforma). Equitalia, dopo aver effettuato i controlli, registra nella piattaforma l’avvenuta compensazione, con il rilascio della relativa ricevuta.

 

Note

Nota n. 1)

1. I crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati al 31 dicembre 2012 nei confronti dello Stato, degli enti pubblici nazionali, delle regioni, degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale per somministrazioni, forniture e appalti, possono essere compensati, solo su specifica richiesta del creditore, con l'utilizzo del sistema previsto dall'articolo 17, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, ed esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle entrate, con le somme dovute a seguito di accertamento con adesione ai sensi dell'articolo 8, del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, di definizione ai sensi dell'articolo 5, comma 1-bis, dell'articolo 5-bis, dell'articolo 11, comma 1-bis, e di acquiescenza ai sensi dell'articolo 15, dello stesso decreto legislativo, di definizione agevolata delle sanzioni ai sensi degli articoli 16 e 17, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, di conciliazione giudiziale ai sensi dell'articolo 48, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, di mediazione ai sensi dell'articolo 17-bis, dello stesso decreto. A tal fine è necessario che il credito sia certificato ai sensi dell'articolo 9, comma 3-bis, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, o ai sensi dell'articolo 9, comma 3-ter, lettera b), ultimo periodo, del medesimo decreto e che la relativa certificazione rechi l'indicazione della data prevista per il pagamento. La compensazione è trasmessa immediatamente con flussi telematici dall'Agenzia delle entrate alla piattaforma elettronica per la gestione telematica del rilascio delle certificazioni, predisposta dal Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della ragioneria generale dello Stato, con modalità idonee a garantire l'utilizzo univoco del credito certificato. Qualora l'ente pubblico nazionale, la regione, l'ente locale o l'ente del Servizio sanitario nazionale non versi sulla contabilità speciale numero 1778 "Fondi di bilancio" l'importo certificato entro sessanta giorni dal termine indicato nella certificazione, la struttura di gestione di cui all'articolo 22, comma 3, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, trattiene l'importo certificato mediante riduzione delle somme dovute all'ente a qualsiasi titolo, a seguito della ripartizione delle somme riscosse ai sensi dell'articolo 17, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. Nel caso in cui il recupero non sia possibile, la suddetta struttura di gestione ne dà comunicazione ai Ministeri dell'interno e dell'economia e delle finanze e l'importo è recuperato mediante riduzione delle somme dovute dallo Stato all'ente a qualsiasi titolo, incluse le quote dei fondi di riequilibrio o perequativi e le quote di gettito relative alla compartecipazione a tributi erariali. Qualora residuino ulteriori importi da recuperare, i Ministeri dell'interno e dell'economia e delle finanze formano i ruoli per l'agente della riscossione, che procede alla riscossione coattiva secondo le disposizioni di cui al titolo II.

  1. I termini e le modalità di attuazione delle disposizioni di cui al comma 1, sono stabiliti, entro il 30 giugno 2013, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze.

 

13 marzo 2014

Massimo Pipino