Gli incentivi per le attività di ricerca e sviluppo

Il Decreto Destinazione Italia, recentemente convertito in Legge n. 9/2014, ha introdotto una serie di incentivi, alcuni finalizzati alla promozione di attività di ricerca e sviluppo altri, invece, destinati a favorire la digitalizzazione e la connettività delle imprese di minori dimensioni. In questo contributo verrà illustrato il nuovo credito d’imposta a favore delle PMI che investono in attività di ricerca e sviluppo (art. 3 del D.L. 145/2013), rinviando a un successivo commento gli incentivi destinati a favorire la digitalizzazione delle imprese.

 

L’art. 3 del D.L. 145/2013 del decreto “Destinazione Italia” ha introdotto – nel limite complessivo di 600 milioni di euro per il triennio 2014-2016 – un nuovo credito d’imposta a favore delle PMI che investono in attività di ricerca e sviluppo. Più precisamente, l’agevolazione in commento è riconosciuta alle sole aziende con fatturato inferiore ad € 500.000.000, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza e dal regime contabile adottato. Possono usufruire della agevolazione in commento anche i consorzi e le reti d’impresa: in tale circostanza l’agevolazione dovrà essere ripartita secondo criteri proporzionali, che tengano debitamente conto della partecipazione di ciascuna impresa alle spese agevolate.

 

Sono ammissibili al credito d’imposta in argomento, le spese sostenute per l’implementazione di attività di ricerca e sviluppo quali, ad esempio, gli oneri sostenuti per lo svolgimento di lavori sperimentali (o teorici), ovvero le spese per lo svolgimento di ricerca pianificata o di indagini critiche finalizzate ad acquisire nuove conoscenze, ivi inclusa la creazione di nuovi brevetti. Ad ogni modo, non si considerano attività di ricerca e sviluppo (e come tali non produrranno la maturazione di alcun credito d’imposta) le spese sostenute per apportare modifiche ordinarie o periodiche a prodotti, linee di produzione, processi di fabbricazione, servizi esistenti e altre operazioni in corso, anche quando tali modifiche dovessero apportare significativi miglioramenti all’impresa. Sono invece ammissibili, tra le altre, le spese del personale impiegato nell’attività di ricerca e sviluppo, nonché i costi della ricerca svolta in collaborazione con le università e gli organismi di ricerca. L’agevolazione in esame consiste nel riconoscimento di un credito d’imposta nella misura del 50% degli incrementi annuali di spesa nelle attività di ricerca e sviluppo, a condizione che siano sostenute spese almeno pari a 50.000 euro in ciascuno dei suddetti periodi d’imposta (e fino ad un importo massimo annuale di 2.500.000 euro).

 

Il credito d’imposta deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di maturazione del credito e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d’imposta nei quali lo stesso è utilizzato (non è previsto un limite massimo di tempo decorso il quale detto creditoviene perso).Sempre per espressa previsione normativa, il credito d’imposta in commento non è soggetto al limite annuale di cui all’articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (crediti d’imposta da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi nel limite annuale di Euro 250.000) e non concorre alla formazione del reddito e della base imponibile IRAP. Il credito in esame potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione (con altri tributi e contributi) tramite modello F24 e, pertanto, si ritiene che lo stesso non potrà essere richiesto a rimborso.

Per ottenere il riconoscimento di tale credito d’imposta, il contribuente dovrà munirsi di apposita certificazione – che dovrà poi essere allegata al bilancio d’esercizio – rilasciata da un revisore iscritto nel registro dei revisori dei conti o dal collegio sindacale. Tale controllo è richiesto anche per le imprese che non sono soggette a revisione contabile e prive di Collegio sindacale, le quali dovranno comunque avvalersi, per la certificazione delle…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it