Esenzione dal bollo per fatture e quietanze dei Comuni

Grande clamore stanno assumendo le conclusioni cui è giunta la Direzione provinciale di Trento dell’Agenzia delle Entrate, che nella risposta del 13 marzo 2014 all’interpello Prot. n. 906-7/2014 presentato all’inizio di quest’anno dal Comune di Trento, aderisce all’interpretazione avanzata dall’ente secondo cui le fatture dei Comuni e le quietanze di pagamento rilasciate dai suoi tesorieri sono esenti dall’imposta di bollo.

La non debenza dell’imposta di bollo per le fatture esenti Iva emesse dai comuni viene motivata richiamando l’articolo 5 della Tabella – Allegato B al DPR n. 642/1972 che, al comma 4, comprende tra le esenzioni dall’imposta gli atti relativi al procedimento anche esecutivo per la riscossione dei tributi, dei contributi e delle entrate extra tributarie, dello Stato, delle regioni, delle province, dei comuni e delle istituzioni pubbliche di beneficienza. La Direzione provinciale annovera tra gli atti relativi ad entrate extratributarie anche le fatture emesse per servizi forniti ai cittadini dai Comuni per attività esenti da IVA quali servizi di gestione pompe funebri, asili nido, servizi socio-assistenziali eccetera, e di conseguenza ritiene operante per questi atti l’esenzione dall’imposta di bollo disposto da citato comma 4 dell’articolo 5 della Tabella – Allegato B del DPR n. 642/1972. Va detto che l’orientamento avallato dalla Direzione provinciale di Trento sulla questione trova riscontro nelle risposte di altre Direzioni provinciali dell’Agenzia fornite nel corso del 2013 ad analoghi interpelli formulati da aziende di servizi pubblici alla persona.

Nella risposta all’interpello si sostiene inoltre che anche le quietanze rilasciate dal tesoriere ai sensi dell’articolo 228 del TUEL per attestare l’avvenuto pagamento delle somme dovute dal Comune stesso al beneficiario indicato nel mandato di pagamento sono esenti da bollo. L’Agenzia motiva l’esenzione assoluta da bollo ritenendo che tali documenti vanno inquadrati nei “conti delle gestioni degli agenti dello Stato, delle regioni, province, comuni”, per i quali l’imposta non è applicabile ai sensi dell’articolo 27 della Tabella – Allegato B. In questo caso l‘interpretazione confermata dalla Direzione provinciale nella risposta all’interpello riprende precedenti conclusioni che dottrina e giurisprudenza avevano già in precedenza avanzato e che consideravano le quietanze del tesoriere attestanti il pagamento dei mandati disposti dall’ente locale come documenti contabili che fanno parte della gestione del servizio di tesoreria dell’ente stesso.

Si evidenzia l’elevato risparmio economico che le interpretazioni della Direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate rappresenterebbero per i Comuni, non più tenuti a seguire la prassi odierna di apposizione delle marche da bollo su tutte le fatture esenti iva e sulle quietanze dei tesorieri emesse.

Sulle conclusioni della Direzione provinciale di Trento, quantomeno in riferimento all’esenzione dall’imposta di bollo delle fatture esenti Iva emesse dai Comuni, paiono tuttavia profilarsi alcuni dubbi, soprattutto con riguardo all’atteggiamento che sarà assunto dagli organi centrali dell’Agenzia delle Entrate nel prossimo futuro sul tema.

Finora infatti gli uffici centrali dell’Agenzia delle Entrate non hanno avuto alcun ruolo nella decisione della Direzione provinciale. Come da prassi, una volta che i suoi uffici centrali avranno ricevuti la copia della risposta all’interpello l’Agenzia sarà chiamata decidere, a livello interno, se validare la risposta (conformandosi così ad essa), se non pronunciarsi su di essa oppure se disconoscerla.

Si presume tuttavia che i tempi per un’eventuale pronuncia dell’Agenzia non saranno affatto brevi, pertanto spetterà agli enti decidere nel frattempo come comportarsi in merito.

L’auspicabile conformazione degli enti alle conclusioni della Direzione provinciale di Trento potrebbe tuttavia generare un vasto contenzioso con l’Agenzia delle Entrate nel caso in cui in…

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