Direttive su appalti pubblici e concessioni, requisiti degli affidamenti in house, la fatturazione elettronica

di Marco Castellani

Pubblicato il 12 marzo 2014

una rassegna di tutte le novità che riguardano le società partecipate dagli enti locali

Gestioni associate delle funzioni

La Corte Costituzionale nella sentenza n. 22/2014 del 11 febbraio 2014 ritiene infondate le questioni di legittimità costituzionale, promosse da alcune Regioni in riferimento all’articolo 19 del D.L. n. 95/2012, convertito dalla Legge n. 135/2012 (cosiddetta Legge Spending review-bis). La Corte Costituzionale riconosce pertanto la legittimità costituzionale fra le altre, delle disposizioni alle lettere da b) a d) del comma 1, che impongono ai Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti (3.000 se in comunità montane) l’esercizio obbligatorio delle funzioni fondamentali, mediante la costituzione di un’Unione o il ricorso allo strumento della convenzione.



Direttive su appalti pubblici e concessioni

Il 15 gennaio 2014 il Parlamento europeo ha approvato i testi delle proposte per la revisione delle direttive sugli appalti pubblici e della nuova direttiva sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, presentati il 20 dicembre 2011 dalla Commissione europea.

Il passaggio è assai rilevante per le notevoli ricadute che tali direttive determineranno in termini di disciplina dell’intero settore dei lavori e degli affidamenti pubblici. Si segnala in particolare l’articolo 12 della Direttiva Appalti, che per la prima volta traduce in un dato normativo gli elementi di principio degli affidamenti in house, dettati a suo tempo dalla sentenza Teckal e sviluppati dalla giurisprudenza della Corte di giustizia, fornendo elementi specificativi dei requisiti di controllo analogo e dell'attività prevalente a favore dell'ente affidante.

Ora si attende l'approvazione da parte del Consiglio. Una volta che il Consiglio avrà formalmente adottato le direttive, la nuova legislazione entrerà in vigore il 20° giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell'UE. Gli Stati membri a quel punto avranno 24 mesi di tempo di disposizione per recepire le direttive.



Requisiti degli affidamenti in house

Si segnalano le interessanti conclusioni presentate dall’Avvocato Generale Paolo Mengozzi, in data 27 febbraio 2014 nella causa n. C-574/12 in merito ai requisiti che devono sussistere affinché un’amministrazione aggiudicatrice possa avvalersi legittimamente dell’eccezione per i cosiddetti affidamenti in house.

Si specifica che l'eccezione all'applicabilità delle norme dell'Unione in materia di appalti prevista per g