Diario fiscale del 25 marzo 2014: tante novità per i crediti d’imposta

Pubblicato il 25 marzo 2014



rideterminati i crediti d’imposta: D.M. in G.U.; JOB ACT: circolare Fondazione studi dei Consulenti del lavoro; start-up innovative - pubblicazione del decreto di attuazione; accertamento mediante parametri contestabile anche dopo; accertamento emesso prima dei 60 giorni; lavoratori agricoli: pubblicazione elenco online

 

 Indice:

 1) Rideterminati i crediti d’imposta: D.M. in G.U.

 2) JOB ACT: circolare Fondazione studi dei Consulenti del lavoro

 3) Start-up innovative - Pubblicazione del decreto di attuazione

 4) Accertamento mediante parametri contestabile anche dopo

 5) Accertamento emesso prima dei 60 giorni

 6) Lavoratori agricoli: pubblicazione elenco online

 

 

 

1) Rideterminati i crediti d’imposta: D.M. in G.U.

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 67 del 21 marzo 2014, il D.P.C.M. 20 febbraio 2014, attuativo dell’art. 1, comma 577 della Legge n. 147/2013 (c.d. Legge di Stabilità 2014), che prevede la rideterminazione di taluni crediti d’imposta.

In particolare, è stata stabilita la riduzione nella misura massima del 15%, a decorrere dal 1° gennaio 2014, dei seguenti crediti d’imposta:

- credito d’imposta per gli esercenti sale cinematografiche (art. 20, comma 1, D.Lgs. n. 60/1999);

- credito d’imposta in favore dei gestori di reti di teleriscaldamento (art. 2, comma 12, L. n. 203/2008);

- credito d’imposta per l’agevolazione delle nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo (art. 13, L. n. 388/2000);

- riduzioni delle aliquote di accisa su gasolio, benzina e gas naturale impiegati come carburanti per il servizio pubblico da banchina per il trasporto di persone (punto 12 della Tabella A allegata al D.Lgs. n. 504/1995);

- credito d’imposta per l’acquisto di veicoli alimentati a metano o GPL o a trazione elettrica o per l’installazione di impianti di alimentazione a metano e GPL (art. 1, D.L. n. 324/1997).

Sono, invece, rinviati al 2015 i tagli per i crediti d’imposta per agevolazione sul gasolio per autotrazione degli autotrasportatori ed i crediti d’imposta per l’erogazione di borse di studio a studenti universitari.

 

2) JOB ACT: circolare Fondazione studi dei Consulenti del lavoro

E’ stato pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale n. 66 marzo 2014, il Decreto Legge n. 34 del 20 marzo 2014, recante “Disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese”, in cui sono contenuti alcuni importanti novità in materia di contratto a tempo determinato, apprendistato e documento unico contributiva. Le novità sono entrate in vigore il giorno dal 21 marzo 2014.

La Fondazione studi del Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro, con la circolare n. 5 del 21 marzo 2014 analizza i contenuti nel decreto con particolare riguardo alle novità relative alle modifiche contrattuali e al Durc, rinviando ad una successiva circolare l’approfondimento di altri aspetti del decreto.

Tempo determinato

Riguardo il contratto a termine, l’analisi si sofferma:

- sull’eliminazione dell’obbligo di causale per i contratti a termine e per la somministrazione a termine;

- sui limiti percentuali;

- sulle proroghe.

In particolare, viene segnalata l’interpretazione relativa ai limiti percentuali stabiliti dai CCNL in forza della quale la Fondazione ritiene che gli stessi prevalgano sul limite legale sia nel caso in cui siano superiori che inferiori al 20%.

La Fondazione sostiene, inoltre, che la nuova disciplina sulle proroghe si applichi anche ai contratti di lavoro a termine in corso di validità alla data di entrata in vigore del decreto legge.

Apprendistato

Sulle modifiche all’apprendistato viene evidenziata la questione relativa all’interpretazione della previsione secondo cui la formazione di tipo professionalizzante e di mestiere, svolta sotto la responsabilità dell’azienda può essere integrata nei limiti delle risorse annualmente disponibili, dall’offerta formativa pubblica.

La circolare poi sottolinea come la locuzione “può essere integrata” potrebbe riferirsi non tanto al datore di lavoro, ma all’offerta formativa pubblica con la conseguenza che la facoltà introdotta dal decreto sarebbe rivolta alle Regioni le quali avrebbero la facoltà, appunto, di integrare la formazione con un proprio provvedimento normativo.

DURC

La Fondazione Studi, pur valutando positivamente la semplificazione in materia di DURC, rileva due profili di criticità:

- il rilascio del Durc in presenza di crediti nei confronti della PA;- il c.d. preavviso di accertamento negativo.

 

3) Start-up innovative - Pubblicazione del decreto di attuazione

Agevolazioni fiscali per investimenti in start-up innovative – Decreto di attuazione 30 gennaio 2014 del Ministero dell’economia e delle finanze.

In materia si sofferma Assonime con una nota del 21 marzo 2014.

E’ stato pubblicato nella G.U. n. 66 del 20 marzo 2014 l’atteso decreto attuativo dell’art. 29 del D.L. n. 179/2012 (Decreto Ministero dell’economia e delle finanze 30 gennaio 2014) relativamente agli incentivi per gli investimenti in start-up innovative.

Come noto, il Decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni, nella legge 17 dicembre 2012, n. 221 (c.d. decreto crescita bis) ha introdotto , con gli artt. da 25 a 29, una serie di rilevanti incentivi di natura fiscale a favore delle imprese start up innovative e delle imprese denominate incubatori certificati, allo scopo di favorirne la costituzione e lo sviluppo.In particolare, allo scopo di promuovere lo sviluppo delle start up innovative, l’art. 29 ha introdotto un’ agevolazione di carattere congiunturale, la cui applicazione è limitata ai periodi d’imposta 2013-2014 e 2015, per favorire gli investimenti da parte di persone fisiche e soggetti IRES.

Merita sottolineare che, come stabilito dal comma 9 di tale articolo, la misura agevolativa è stata notificata, ai sensi dell’art. 109, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell’UE, alla Commissione europea che, con decisione del 5 dicembre 2013 C(2013)8827 ha considerato la misura di aiuto di stato notificata compatibile con il mercato interno.

L’agevolazione, in forma di detassazione, prevede:

a) per i soggetti IRPEF, una detrazione dall’imposta lorda pari al 19% della somma investita nel capitale sociale di una o più start up innovative direttamente, ovvero attraverso organismi di investimento collettivo del risparmio (c.d. “OICR”) o altre società di capitali. Tale percentuale viene elevata al 25%, in caso di investimenti nelle start up a vocazione sociale ( come definite nell’art. 25, comma 4) e nelle start up che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico.

Queste ultime (le start-up innovative) sono quelle che operano esclusivamente in prodotti o servizi innovativi nei settori di attività manifatturiere e dei servizi di cui ai codici ATECO 2007, come individuati nella tabella allegata al decreto 30 gennaio 2014 del MEF.

E’ previsto, poi, che l’ammontare non detraibile nel periodo d’imposta di riferimento possa essere riportato in avanti nei periodi d’imposta successivi, ma non oltre il terzo.

In ogni caso l’investimento massimo detraibile nei tre periodi d’imposta agevolati (successivi a quello in corso al 31 dicembre 2012) non può superare, in ciascun periodo d’imposta, l’importo di euro 500.000 e deve essere mantenuto per almeno due anni, a pena di decadenza dal beneficio e con obbligo di restituire l’importo detratto con gli interessi legali;b) per i soggetti IRES, e sempre per i periodi d’imposta 2013-2014 e 2015, l’art. 29, comma 4, del D.L. n. 179 riconosce una deduzione dal reddito pari al 20% della somma investita nel capitale sociale di una o più start up innovativa direttamente, ovvero per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) o altre società che investano prevalentemente in start up innovative. Anche in questo caso, la misura del 20% viene elevata al 27% in caso di investimenti nelle start up a vocazione sociale e nelle start up che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico.

Per espressa previsione normativa (commi 4 e 6 dell’art. 29), al fine di evitare distorsioni del sistema, è stato espressamente stabilito che l’agevolazione riguardi tutte le imprese che investano, ma non possa essere applicata né nei confronti delle start up “investitrici”, né degli OICR o delle altre società che investano prevalentemente in start up innovative. Le start up, pertanto, possono essere solo destinatarie dei fondi investiti, ma non direttamente agevolate.Il decreto MEF 30 gennaio 2014 stabilisce che le agevolazioni spettano a condizione che gli investitori (soggetti IRPEF, gli organismi di investimento collettivo del risparmio e le altre società di capitali) ricevano e conservino:- una certificazione della start-up innovativa che attesti il non superamento del limite di conferimenti rilevanti di 2.500.000 euro in ogni periodo d’imposta;- copia dei piani di investimento della start-up innovativa, con dettagliate informazioni sull’oggetto dell’ attività, sui prodotti e sull’andamento delle vendite e dei profitti;

- in caso di investimenti nelle start-up a vocazione sociale o innovative, una certificazione della start-up attestante l’oggetto della propria attività

 

4) Accertamento mediante parametri contestabile anche dopo

L’accertamento mediante parametri, ovvero quel metodo di accertamento mediante il quale l’Agenzia delle entrate determina presuntivamente i ricavi (o i compensi) e il volume d’affari del contribuente basandosi sulle caratteristiche dell’attività svolta, si fonda su presunzioni semplici che possono essere superate mediante la prova contraria - anche non documentale - prodotta dal contribuente in sede processuale. E ciò anche nell’ipotesi in cui il contribuente abbia disatteso l’invito al contraddittorio inviato dall’Agenzia.

Nel caso di specie, l’Agenzia delle entrate, dopo aver riscontrato un disallineamento tra i compensi e i ricavi dichiarati e quelli risultanti dall’applicazione dei parametri, aveva notificato un invito al contraddittorio. Tale invito era stato tuttavia disatteso dal contribuente il quale in sede processuale non aveva neppure provato mediante l’esibizione di documenti l’inapplicabilità dei predetti parametri.

Per tale motivo le Commissioni tributarie respingevano il ricorso presentato dal contribuente.

Viceversa, la Suprema Corte ha ribaltato la decisione riconoscendo la tesi esposta dallo stesso contribuente, il quale rilevava che l’accertamento tributario mediante parametri aveva un valore unicamente presuntivo ampiamente superabile tramite la prova contraria prodotta dal ricorrente nell’ambito del giudizio tributario.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 5675 del 12 marzo 2014)

 

5) Accertamento emesso prima dei 60 giorni

E’ nullo l’avviso di accertamento emesso prima dei 60 giorni dalla chiusura delle indagini per imminente prescrizione.

L’immediato approssimarsi dei termini di prescrizione della pretesa fiscale, non giustifica l’adozione da parte dell’Amministrazione finanziaria dell’avviso di accertamento prima dei 60 giorni previsti dalla legge.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6666 del 21 marzo 2014.

La Commissione Tributaria Regionale aveva respinto l’appello proposto dall’Agenzia delle entrate avverso la decisione di primo grado, con la quale era stato accolto il ricorso proposto da una S.r.l. nei confronti dell’avviso di accertamento, emesso ai fini IVA.

Secondo l’Agenzia che ricorreva per cassazione, avrebbe, invero errato la C.T.R. nel ritenere che l’avviso di accertamento, emesso prima del termine di 60 giorni dal rilascio al contribuente della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni di verifica effettuate dalla Guardia di Finanza, fosse da ritenersi illegittimo, per violazione del disposto dell’art. 12, co. 7 Legge 212/2000. Di diverso avviso la Suprema Corte: già le Sezioni Unite hanno di recente chiarito in materia, che, in tema di diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali, l’art. 12, co. 7, della Legge n. 212/00 deve essere interpretato nel senso che l’inosservanza del termine dilatorio di 60 giorni per l’emanazione dell’avviso di accertamento - termine decorrente dal rilascio al contribuente, nei cui confronti sia stato effettuato un accesso, un’ispezione o una verifica nei locali destinati all’esercizio dell'attività, della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni - determina di per sé, salvo che ricorrano specifiche ragioni di urgenza, l’illegittimità dell’atto impositivo emesso “ante tempus”. Ciò poiché il suddetto termine è posto a garanzia del pieno dispiegarsi del contraddittorio procedimentale, il quale costituisce primaria espressione dei principi, di derivazione costituzionale, di collaborazione e buona fede tra amministrazione e contribuente ed è diretto al migliore e più efficace esercizio della potestà impositiva.

 

6) Lavoratori agricoli: pubblicazione elenco online

A partire dal 31 marzo, e per tutti i quindici giorni consecutivi, gli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli utili per l’anno 2013 saranno pubblicati con valore di notifica sul sito dell’Inps, www.inps.it, con accesso libero e senza utilizzo di PIN (circolare Inps n. 43 del 21 marzo 2012). Entro i venti giorni successivi alla pubblicazione, gli elenchi saranno trasmessi ai competenti Centri per l’Impiego. Per tutto il periodo di pubblicità sarà possibile accedere agli elenchi direttamente dalla home page del sito, dove è presente un apposito collegamento -“Pubblicazione elenchi lavoratori agricoli” - all’interno dello spazio “Avvisi e concorsi”. La pubblicazione online avrà valore di notifica agli interessati a tutti gli effetti di legge. Gli elenchi saranno consultabili per singola Provincia e singolo Comune, e ognuno sarà accompagnato da un frontespizio riportante l’anno di validità, il numero dei lavoratori, i riferimenti normativi e procedurali a base delle iscrizioni, l’organo e i termini per gli eventuali ricorsi amministrativi. Anche gli elenchi trimestrali delle variazioni, che saranno effettuate successivamente alla pubblicazione degli elenchi annuali 2013, saranno pubblicati esclusivamente sul sito dell’INPS con valore di notifica e, pertanto, gli interessati non riceveranno alcuna comunicazione riguardo alle variazioni effettuate.

(Inps, nota del 24 marzo 2014)

 

Vincenzo D’Andò