Diario quotidiano del 20 marzo 2014: più flessibile la rateazione delle cartelle di pagamento

Pubblicato il 20 marzo 2014



Gestione ex Enpals: presentazione telematica delle domande di rinnovo dell’assegno ordinario d’invalidità; modifiche al T.U. Immigrazione apportate dalla Legge n. 9/2014; Cassazione: scelta dei lavoratori da mobilità; revisione del sistema fiscale; rateazione più flessibile per le cartelle di pagamento; protezione dati personali: adozione in Parlamento

  

 Indice:

 1) Gestione ex Enpals: presentazione telematica delle domande di rinnovo dell’assegno ordinario d’invalidità

 2) Modifiche al T.U. Immigrazione apportate dalla Legge n. 9/2014

 3) Cassazione: scelta dei lavoratori da mobilità

 4) Revisione del sistema fiscale

 5) Rateazione più flessibile per le cartelle di pagamento

 6) Protezione dati personali: adozione in Parlamento

 

1) Gestione ex Enpals: presentazione telematica delle domande di rinnovo dell’assegno ordinario d’invalidità

A seguito dell’entrata in vigore del D.L. n. 201/2011 che ha previsto, all’art. 21, comma 1, la soppressione, a decorrere dal 1° gennaio 2012, dell’Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza per i Lavoratori dello Spettacolo (Enpals) e l’attribuzione delle relative funzioni all’INPS, il Presidente dell’Istituto ha adottato la determinazione n. 95 del 30 maggio 2012 recante “Istanze e servizi INPS Gestione ex Inpdap ed ex Enpals - Presentazione e consultazione telematica in via esclusiva - Decorrenza -”, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 213 del 12 settembre 2012.

Nelle more del completamento del processo d’integrazione, con circolare n. 156 dell’8 novembre 2013 è stata estesa alla gestione ex Enpals la presentazione telematica in via esclusiva delle domande di pensione, ricostituzioni e certificazione del diritto a pensione.

Al fine d’implementare ulteriormente il processo di telematizzazione, l’Inps rappresenta che, a partire dal 1 aprile 2014, anche la presentazione delle domande di conferma di assegno ordinario d’invalidità dovrà avvenire in via esclusivamente telematica.

In particolare, la presentazione telematica delle istanze suddette potrà essere effettuata attraverso uno dei seguenti canali, secondo le modalità già illustrate con la circolare citata n. 156 del 2013, cui si rimanda per maggiori informazioni:

-       WEB – servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN attraverso il portale dell’Istituto - servizio di “Invio OnLine”;

-       Patronati – attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi;

-       Contact Center - chiamando da rete fissa il numero verde 803164 oppure da telefono cellulare il numero 06164164 a pagamento secondo il piano tariffario del proprio gestore telefonico. Il Contact Center fornirà al cittadino tutte le informazioni in materia, nonché l’assistenza in merito al servizio web per orientarlo al corretto utilizzo dello stesso, supportandolo in tutte le fasi.

Istruzioni per gli operatori del Polo specialistico “Previdenza Pals”

A seguito dell’avvio del processo di telematizzazione si precisa che tutte le domande pervenute in modalità telematica dovranno essere lavorate senza attendere il cartaceo.

L’Inps specifica inoltre che:

-      le domande acquisite telematicamente sono caricate in automatico sul sistema informatico, al pari delle altre tipologie di domande.

-      Le domande entrano con il tipo domanda “AOC” (Conferma Assegno Ordinario). Per tale tipologia, oltre alle fasi di lavorazione già codificate, è stata introdotta l’ulteriore fase di definizione “ANC” (Assegno non confermato).

-      Per quanto riguarda la visita medica, la gestione delle domande di conferma AOI (Assegno Ordinario di invalidità) segue lo stesso iter già attivato per la altre tipologie di domande per le quali è stato inviato telematicamente il modello SS3. Tale procedura prevede la possibilità per l’operatore della sede/polo “Previdenza PALS” di trasferire la domanda ad altra sede per consentire l’espletamento dell’iter

(Inps, circolare n. 3384 del 18 marzo 2014)

 

2) Modifiche al T.U. Immigrazione apportate dalla Legge n. 9/2014

Il Ministero del Lavoro ed il Ministero dell’Interno, con la circolare congiunta del 17 marzo 2014, forniscono alcuni chiarimenti in merito alle modifiche apportate dal Decreto Legge n. 145/2013 (convertito dalla Legge n. 9/2014) in materia di ingresso a lavoro di cittadini extraUE.

In particolare, la circolare definisce gli ambiti delle modifiche prodotte al TU sull’Immigrazione (D.L.vo n. 286/98) e cioè:

- ingresso e soggiorno per la ricerca scientifica;

- ingresso e soggiorno per lavoratori altamente qualificati (carta Blu UE).

 

3) Cassazione: scelta dei lavoratori da mobilità

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6112 del 17 marzo 2014, ha stabilito che nella scelta dei lavoratori da inserire nelle liste di mobilità al termine della procedura, il datore di lavoro non può limitarsi a considerare soltanto il personale di un reparto (quand’anche soppresso) ma deve estendere l’esame circa i lavoratori da individuare all’intera azienda, se il personale dello stesso reparto può lavorare anche altrove.

Motivazione del licenziamento del dirigente

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6110 del 17 marzo 2014, ha stabilito che un dirigente può essere licenziato con qualsiasi motivo “purché esso possa costituire la base per una motivazione coerente è sorretta da apprezzabili sul piano del diritto, a fronte del quale non è necessaria un’analitica verifica di specifiche condizioni, ma è sufficiente una valutazione globale che escluda l’arbitrarietà del licenziamento in quanto riferito a circostanze idonee a turbare il legame di fiducia con il datore, nel cui ambito rientra l'ampiezza dei poteri attribuiti al dirigente”.

 

4) Revisione del sistema fiscale

È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge n. 23 del 11 marzo 2014 contenente una delega al Governo per la revisione del sistema fiscale (Legge delega per la revisione del sistema fiscale).

La legge è composta da 16 articoli e i numerosi principi in essa contenuti interessano differ­enti settori del sistema fiscale: reddito di impresa, IRES, IVA, IRAP, società di comodo, interpello, accertamento, contenzioso, abuso del diritto, lotta all’evasione, sanzioni penali, catasto, giochi ecc.

Tali principi per diventare operativi ed avere effetti diretti nei confronti dei contribuenti dovranno essere attuati con decreti legislativi da adottare entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge (27 marzo 2014) nel rispetto di una procedura complessa che comprende la partecipazione delle Commissioni parlamentari competenti.

In generale, la revisione del sistema fiscale persegue l’obiettivo di razionalizzare e semplifi­care gli adempimenti, ridurre la pressione tributaria sui contribuenti, anche attraverso la crescita economica ed estendere il meccanismo della compensazione tra crediti d’imposta spettanti al contribuente e debiti tributari a suo carico.

Nella tabella seguente sono riportati i principali argomenti che saranno oggetto di revisione, con l’indicazione dei criteri stabiliti dalla legge delega che in alcuni casi sono molto detta­gliati mentre in altri sono alquanto generici.

L’emanazione dei provvedimenti attuativi sarà oggetto di altre notizie che terranno aggiornati i cortesi lettori in merito all'evoluzione della riforma.

Reddito di impresa IRPEF (art. 11, c. 1)

Introduzione di norme volte ad assimilare il reddito di impresa individuale, compresi quelli prodotti in forma associata dai soggetti passivi dell'IRPEF al regime dell’IRES, assoggettandoli quindi ad un’imposta sul reddito imprenditoriale, con aliquota proporzionale allineata a quella dell’IRES, e prevedendo che siano deducibili dalla base imponibile della predetta imposta le somme prelevate dall’imprenditore e dai soci e che le predette somme concorrano alla formazione del reddito complessivo imponibile ai fini dell’IRPEF dell’imprenditore e dei soci.

Istituzione:

- per i contribuenti di minori dimensioni dei regimi semplificati;

- per i contribuenti di dimensioni minime, dei regimi che prevedano il pagamento forfetario di un’unica imposta in sostituzione di quelle dovute. In tale ambito si potranno prevedere eventuali differenziazioni in funzione del settore economico e del tipo di attività svolta, con eventuale agevolazioni per le nuove attività produttive e in favore dei soggetti che sostengono costi od oneri per il ricorso a mezzi di pagamento tracciabili, coordinandoli con analoghi regimi vigenti.

Catasto dei fabbricati (art. 2)

Revisione della disciplina relativa al sistema estimativo del catasto al fine di adeguare le rendite catastali alla realtà del mercato, con relativo abbandono dei vecchi criteri di stima e con il coinvolgimento dei comuni. In sostanza, l’intento è quello di correggere le sperequazioni determinate dall’attuale sistema delle rendite, per cui, spesso, un immobile storico, situato al centro di una città, ha un valore catastale inferiore rispetto a uno periferico e di pregio sicuramente inferiore.

Devono essere rispettati i seguenti principi:

- suddivisione dei fabbricati in 2 grandi categorie: ad uso ordinario e ad uso speciale;

- utilizzo come unità di misura del metro quadrato, anzichè i vani che compongono l'unità abitativa;

- previsione di nuove qualificazioni dei fabbricati;

- determinazione avente ad oggetto non solo la rendita media ordinaria ma anche il valore patrimoniale medio ordinario dell’unità immobiliare;

- possibilità per il contribuente di ricorrere in autotutela sull’attribuzione delle nuove rendite;

- garanzia dell’invarianza del gettito delle singole imposte immobiliari.

IRES (art. 12)

- Revisione della disciplina impositiva riguardante le operazioni transfrontaliere, con particolare riferimento:

- all’individuazione della residenza fiscale,

- al regime di imputazione per trasparenza delle società controllate estere e di quelle collegate,

- al regime di rimpatrio dei dividendi provenienti dagli Stati black list e al regime di deducibilità dei costi di transazione commerciale dei soggetti insediati in tali Stati,

- al regime di applicazione delle ritenute transfrontaliere,

- al regime dei lavoratori all’estero e dei lavoratori transfrontalieri,

- al regime di tassazione delle stabili organizzazioni all'estero e di quelle di soggetti non residenti insediate in Italia,

- al regime di rilevanza delle perdite di società del gruppo residenti all’estero.

- Revisione dei regimi di deducibilità degli ammortamenti, delle spese generali, degli interessi passivi e di particolari categorie di costi, salvaguardando e specificando il concetto di inerenza e limitando le differenziazioni tra settori economici.

- Revisione della disciplina delle società di comodo e del regime dei beni assegnati ai soci o ai loro familiari, con l’obiettivo di evitare vantaggi fiscali dallìuso di schermi societari per utilizzo personale di beni aziendali e di dare continuità all'attività produttiva in caso di trasferimento della proprietà, anche tra familiari.

- Armonizzazione del regime di tassazione degli incrementi di valore emergenti in sede di trasferimento d’azienda a titolo oneroso, allineandolo, ove possibile, a quello previsto per i conferimenti.

Semplificazioni degli adempimenti (art. 7)

Revisione degli adempimenti, con particolare riferimento a quelli superflui o che diano luogo a duplicazioni anche in riferimento alla struttura delle addizionali regionali e comunali, ovvero a quelli che risultino di scarsa utilità per l’Amministrazione Finanziaria ai fini dell'attività di controllo e di accertamento.

Semplificazione delle funzioni dei sostituti d’imposta e di dichiarazione, dei CAF, i quali devono fornire adeguate garanzie di idoneità tecnico-organizzativa, e degli intermediari fiscali, con potenziamento dell’utilizzo dei sistemi informatici, avendo anche riguardo ai termini dei versamenti delle addizionali comunali e regionali all’IRPEF.

IVA (art. 13, c. 1)

Razionalizzazione e semplificazione dei regimi speciali, in funzione della particolarità dei settori interessati.

Attuazione del regime dell’IVA gruppo secondo le disposizioni comunitarie, in base alle quali tutti i soggetti appartenenti al gruppo vengono considerati come un unico soggetto d’imposta (attualmente, invece, in Italia si ha solo la compensazione dei saldi delle imprese del gruppo, che restano soggetti autonomi). Le operazioni tra i vari componenti del gruppo diventeranno quindi irrilevanti.

Imposte indirette (art. 13, c. 2)

Revisione, ai fini di una semplificazione e di un accorpamento, delle imposte di registro, di bollo, ipotecarie e catastali e delle altre imposte di trascrizione e di trasferimento, nonché delle imposte sulle concessioni governative, sulle assicurazioni e sugli intrattenimenti.

IRAP (art. 11, c. 2)

Introduzione di una più chiara definizione di autonoma organizzazione, basata su criteri oggettivi ricavati dai consolidati principi desumibili dalla giurisprudenza, ai fini della non assoggettabilità dei professionisti, degli artisti e dei piccoli imprenditori all'IRAP.

Si tratta di identificare il limite dell’eventuale lavoro di terzi utilizzato e, soprattutto, il grado di capitale investito che costituisca elemento sufficiente per far assumere la veste di soggetto passivo IRAP.

Riordino delle agevolazioni (art. 4)

Introduzione di norme dirette a ridurre, eliminare o riformare le spese fiscali che appaiono, in tutto o in parte, ingiustificate o superate alla luce delle mutate esigenze sociali o economiche ovvero che costituiscono una duplicazione.

Resta ferma come priorità la tutela dei redditi di lavoro dipendente e autonomo, dei redditi di imprese minori e dei redditi di pensione, della famiglia, della salute, delle persone economicamente o socialmente svantaggiate, del patrimonio artistico e culturale, della ricerca e dell’istruzione, nonchè dell’ambiente e dell’innovazione tecnologica.

Accertamento: cooperazione rafforzata e tutoraggio (art. 6, c. 1 – 4)

Introduzione di:

- norme che prevedano forme di comunicazione e di cooperazione rafforzata, anche in termini preventivi rispetto alle scadenze fiscali, tra le imprese e l’Amministrazione Finanziaria, nonché, per i soggetti di maggiori dimensioni, la previsione di sistemi aziendali strutturati di gestione e di controllo del rischio fiscale, con una chiara attribuzione di responsabilità nel quadro del complessivo sistema dei controlli interni, prevedendo l’organizzazione di strutture dell’Amministrazione appositamente dedicate;

- disposizioni per revisionare e per ampliare il sistema di tutoraggio al fine di garantire una migliore assistenza ai contribuenti, in particolare a quelli di minori dimensioni e operanti come persone fisiche, per l’assolvimento degli adempimenti, per la predisposizione delle dichiarazioni e per il calcolo delle imposte, prevedendo a tal fine anche la possibilità di invio ai contribuenti e di restituzione da parte di questi ultimi di modelli precompilati. Inoltre, in favore dei contribuenti che aderiranno ai sistemi di tutoraggio verrà previstà una riduzione degli adempimenti.

Interpello (art. 6, c. 6)

Revisione generale della disciplina degli interpelli, allo scopo di garantirne una maggiore omogeneità, anche ai fini della tutela giurisdizionale e di una maggiore tempestività nella redazione dei pareri, procedendo in tale contesto all’eliminazione delle forme di interpello obbligatorio nei casi in cui non producano benefici ma solo aggravi per i contribuenti e per l'amministrazione.

Abuso del diritto (art. 5)

I principi cardine cui dovrà attenersi il governo sono:

- la definizione di condotta abusiva, che avrà carattere generale e interesserà l’intero settore impositivo, è identificata nell’uso distorto di strumenti giuridici idonei ad ottenere un risparmio d’imposta, ancorché tale condotta non sia in contrasto con alcuna specifica disposizione;

- per tutelare la certezza del diritto, è posto, in capo all’Amministrazione finanziaria, l’onere di provare la sussistenza del disegno abusivo e di motivare l’avviso di accertamento tramite l’individuazione formale e puntuale della condotta abusiva oggetto di contestazione;

- devono essere introdotte specifiche regole procedimentali che garantiscano un efficace contraddittorio anche nella fase procedimentale, consentendo al contribuente di addurre, sin da subito, le ragioni fiscali non marginali sottese all’operazione contestata ed evitando, così, un defatigante e oneroso contenzioso.

Potenziamento dell’attività di controllo (art. 9)

Rafforzamento dei controlli mirati sfruttando al meglio gli elementi contenuti nelle banche di dati e prevedendo, ove possibile, sinergie con altre autorità pubbliche nazionali, europee e internazionali, con particolare rafforzamento del contrasto delle frodi carosello, degli abusi nelle attività di incasso e trasferimento di fondi (money transfer) e dei fenomeni di alterazione delle basi imponibili attraverso un uso distorto del transfer pricing e di delocalizzazione fittizia di impresa, nonchè delle fattispecie di elusione fiscale.

Potenziamento dei sistemi di tracciabilità dei pagamenti e promozione di adeguate forme di coordinamento con gli Stati esteri, in particolare con gli Stati UE.

Incentivazione, mediante una riduzione degli adempimenti amministrativi e contabili a carico dei contribuenti, dell’utilizzo della fatturazione elettronica e della trasmissione telematica dei corrispettivi.

Diffusione del meccanismo dell'inversione contabile (reverse charge) e rafforzamento della tracciabilità dei mezzi di pagamento per il riconoscimento, ai fini fiscali, di costi, oneri e spese sostenuti, prevedendo disincentivi all'utilizzo del contante, nonché incentivi all’utilizzo della moneta elettronica.

Introduzione di sistemi di tassazione delle attività transnazionali, ivi comprese quelle connesse alla raccolta pubblicitaria, basati su adeguati meccanismi di stima delle quote di attività imputabili alla competenza fiscale nazionale.

Lotta all’evasione fiscale (artt. 3 e 4)

Introduzione di norme volte a:

- definire una metodologia di rilevazione dell’evasione fiscale, riferita a tutti i principali tributi, basata sul confronto tra i dati della contabilità nazionale e quelli acquisiti dall’anagrafe tributaria, utilizzando criteri trasparenti e stabili nel tempo, dei quali deve essere garantita un'adeguata pubblicizzazione;

- prevedere che i risultati della rilevazione siano calcolati e pubblicati con cadenza annuale;

- istituire una commissione di esperti per redigere un rapporto annuale sull’evasione fiscale e contributiva, al fine di valutarne l’ampiezza e la diffusione. Gli esperti dovranno inoltre illustrare le strategie e gli interventi definiti e attuati dall'amministrazione pubblica per contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale e contributiva;

- definire le linee di intervento per favorire l’emersione di base imponibile, anche attraverso l’emanazione di disposizioni per l’attuazione di misure finalizzate al contrasto d'interessi tra contribuenti, selettivo e con particolare riguardo alle aree maggiormente esposte al mancato rispetto dell’obbligo tributario. In pratica, lo scopo è quello di stimolare, attraverso il riconoscimento di deduzioni e detrazioni fiscali, la richiesta dei documenti di spesa (fatture, ricevute, scontrini), analogamente a quanto previsto per gli interventi di ristrutturazione edilizia e per le spese sanitarie.

Le maggiori entrate rivenienti dal contrasto dell’evasione fiscale, al netto di quelle necessarie al mantenimento dell’equilibrio di bilancio e alla riduzione del rapporto tra il debito e il prodotto interno lordo devono essere destinate esclusivamente alla riduzione strutturale della pressione fiscale.

Sanzioni penali (art. 8)

Riforma del sistema sanzionatorio penale in ossequio ai principi di predeterminazione e proporzionalità rispetto alla gravità dei comportamenti, anche distinguendo tra evasione ed elusione/abuso del diritto.

In particolare, si dovrà prevedere:

- la punibilità con la pena detentiva compresa tra un minimo di 6 mesi e un massimo di 6 anni, dando rilievo alla configurazione del reato per i comportamenti fraudolenti, simulatori o finalizzati alla creazione e all’utilizzo di documentazione falsa, per i quali non possono comunque essere ridotte le pene minime previste dalla legislazione vigente;

- l’efficacia attenuante o esimente dell’adesione alle forme di comunicazione e di cooperazione rafforzata sopra illustrata;

- la revisione del regime della dichiarazione infedele e del sistema sanzionatorio amministrativo al fine di meglio correlare, nel rispetto del principio di proporzionalità, le sanzioni all'effettiva gravità dei comportamenti;

- la possibilità di ridurre le sanzioni per le fattispecie meno gravi o di applicare sanzioni amministrative anzichè penali, tenuto anche conto di adeguate soglie di punibilità;

- l’estensione della possibilità, per l’autorità giudiziaria, di affidare in custodia giudiziale i beni sequestrati nell'ambito di procedimenti penali relativi a delitti tributari agli organi dell’Amministrazione Finanziaria che ne facciano richiesta al fine di utilizzarli direttamente per le proprie esigenze operative.

In relazione al raddoppio dei termini di decadenza dell’accertamento in presenza di reati tributari previsione che il raddoppio venga subordinato all’effettivo invio della denuncia entro un termine correlato allo scadere del termine ordinario di decadenza, al fine di evitare un uso strumentale della disposizione.

Processo tributario (art. 10)

Introduzione di norme per il rafforzamento della tutela giurisdizionale del contribuente, assicurando la terzietà del giudice, nonchè per l’accrescimento dell’efficienza nell'esercizio dei poteri di riscossione delle entrate, secondo i seguenti principi:

- rafforzamento e razionalizzazione dell’istituto della conciliazione , anche a fini di deflazione del contenzioso, con particolare riguardo ai contribuenti nei confronti dei quali sono configurate violazioni di minore entità;

- migliorare la funzionalità della giurisdizione tributaria mediante la possibilità di affidare ad un giudice monocratico le controversie di modico valore;

- revisione delle soglie in relazione alle quali il contribuente può stare in giudizio anche personalmente;

- eventuale ampliamento dei soggetti abilitati a rappresentare i contribuenti dinanzi alle commissioni tributarie.

Giochi (art. 14)

Riordino delle disposizioni vigenti in materia di giochi pubblici, inserendole in un codice, fermo restando il modello organizzativo fondato sul regime concessorio e autorizzatorio, indispensabile per la tutela della fede, dell’ordine e della sicurezza pubblici, per la prevenzione del riciclaggio dei proventi di attività criminose, nonchè per garantire il regolare afflusso del prelievo tributario gravante sui giochi.

Le disposizioni devono:

- rispettare i principi stabiliti nella UE;

- tutelare i minori dalla pubblicità dei giochi;

- prevenire i fenomeni di ludopatia;

- armonizzare aggi e compensi per i concessionari;

- riordinare i controlli e l'accertamento sui tributi gravanti sui giochi.

Fiscalità energetica e ambientale (art. 15)

Introduzione di nuove forme di fiscalità finalizzate a:

- orientare il mercato verso modi di consumo e produzione sostenibili,

- rivedere la disciplina delle accise sui prodotti energetici e sull’energia elettrica, anche in funzione del contenuto di carbonio e delle emissioni di ossido di azoto e di zolfo, in conformità con i principi comunitari.

Previsione che il maggior gettito sia destinato prioritariamente alla riduzione della tassazione sui redditi, in particolare sul lavoro generato dalla green economy, alla diffusione e innovazione delle tecnologie e dei prodotti a basso contenuto di carbonio e al finanziamento di modelli di produzione e consumo sostenibili, nonché alla revisione del finanziamento dei sussidi alla produzione di energia da fonti rinnovabili.

 

5) Rateazione più flessibile per le cartelle di pagamento

Otto rate di tolleranza anche per i piani di pagamento pre “Decreto Fare”. Possono avvalersi della norma agevolativa che ha innalzato da due a otto il numero delle rate il cui mancato pagamento comporta la decadenza dal beneficio della rateazione delle somme iscritte a ruolo anche i piani di rateazione in corso alla data del 22 giugno 2013, data di entrata in vigore dal Decreto Fare (D.L. n. 69/2013).

L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 32/E del 19 marzo 2014 precisa, infatti, che si applicano anche al mancato pagamento delle rate le regole introdotte dal decreto di attuazione del 6 novembre scorso in materia di durata del piano di rateazione, che hanno consentito, anche ai piani di pagamento in corso, l’ampliamento del numero di rate - da 72 a 120 - su richiesta del contribuente.

Allo stesso modo, afferma l’Agenzia, il beneficio della rateazione si perde, anche per i piani di rateazione già attivati prima dell’entrata in vigore del Decreto Fare, solo in caso di mancato versamento di otto rate, anche non consecutive.

Il D.L. 69/2013 (“decreto del fare”), ha introdotto alcune novità di maggior favore per il contribuente in tema di dilazione del pagamento delle somme iscritte a ruolo.

L’art. 52 del provvedimento, infatti, ha parzialmente riscritto l’art. 19 del Dpr 602/1973, che disciplina non solo la dilazione delle somme iscritte a ruolo ma, per il rinvio operato dall’art. 29 del D.L. 78/2010, anche quella degli importi richiesti attraverso atti di accertamento con valore esecutivo.

Già in precedenza, peraltro, il legislatore aveva ridisegnato il meccanismo della

rateazione, rendendolo più flessibile con le seguenti misure:

- la proroga del piano di rateazione di 72 rate mensili (sei anni) per un ulteriore pari periodo in caso di “comprovato peggioramento” della “temporanea situazione di obiettiva difficoltà” del contribuente;

- la concessione di rate variabili di importo crescente per ciascun anno, anziché di rate costanti, per consentire al debitore di differire nel tempo lo sforzo finanziario, ossia di versare, all’inizio, rate “più leggere”, nella prospettiva di un

successivo miglioramento delle proprie condizioni economiche;

- la decadenza dal beneficio della rateazione in caso di mancato pagamento di due rate consecutive anziché della sola prima rata;

- la preclusione, per l’agente della riscossione, di iscrivere ipoteca sui beni del debitore in pendenza del piano di rateazione o dell’esame della relativa istanza.

Da ricordare inoltre che, con la direttiva del 7 maggio 2013, Equitalia aveva innalzato, da 20mila a 50mila euro, la soglia dell’importo per ottenere la rateazione automaticamente, senza la necessità di dover allegare alcuna documentazione comprovante la situazione di difficoltà economica.

In questo contesto di progressivo “allentamento” della procedura di riscossione coattiva, il “decreto del fare” ha introdotto il cosiddetto “piano di rateazione straordinario”.

Il nuovo comma 1-quinquies dell’art. 19 del Dpr 602/1973, infatti, prevede che il piano di rateazione in 72 rate mensili e la sua proroga possa essere allungato fino a un massimo di 120 rate mensili. Ciò nel caso in cui il debitore si trovi “per ragioni estranee alla propria responsabilità, in una comprovata e grave situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica”.

Il presupposto per la concessione del piano di rateazione straordinario, quindi, non è la mera difficoltà finanziaria del contribuente, ma la grave difficoltà che derivi esclusivamente dalla crisi economica generale e non sia imputabile alla sua responsabilità.

A tale proposito, la norma richiede che nel caso concreto sussistano entrambe le condizioni: l’impossibilità per il contribuente di assolvere al pagamento del credito tributario secondo un piano di rateazione ordinario, e la solvibilità di quest’ultimo misurata in relazione al piano di rateazione straordinario che può essere concesso. Le modalità per accedere a tale piano di rateazione sono state stabilite con decreto del ministro dell’Economia e delle Finanze dell’8 novembre 2013.

I due tipi di piani di rateazione, quello ordinario e quello straordinario, sono alternativi: in caso di mancata concessione di una dilazione straordinaria, il contribuente può comunque chiedere una rateazione ordinaria.

Il “decreto del fare”, inoltre, ha modificato, nel senso più favorevole per il contribuente, la disciplina della decadenza dal beneficio della rateazione, senza peraltro intervenire sui relativi effetti (che consistono nella riscossione immediata e automatica dell’intero importo ancora dovuto e nella preclusione di un’ulteriore rateazione).

 

6) Protezione dati personali: adozione in Parlamento

Il 12 marzo 2014, il Parlamento europeo riunito in seduta plenaria ha adottato il pacchetto legislativo sul trattamento dei dati personali. Il pacchetto si compone di una proposta di regolamento che concerne il trattamento dei dati personali sia nel settore pubblico che in quello privato e di una proposta di direttiva relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali da parte delle autorità competenti a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali, e la libera circolazione di tali dati.

La proposta di regolamento adottata dal Parlamento prevede, in particolare:

- che il consenso dell’interessato al trattamento dei suoi dati personali deve essere libero ed espresso con uno statement o una chiara azione affermativa;

- il diritto di cancellare i propri dati;

- nuove restrizioni sul “profiling”;

- la richiesta di un’autorizzazione preventiva all’autorità nazionale di protezione dei dati prima di divulgare i dati personali di un cittadino dell’Unione a un paese terzo. L’impresa deve anche informare la persona interessata della richiesta.

In caso di inosservanza da parte di un’impresa sono previste sanzioni fino a 100 milioni di euro o fino al 5% del fatturato mondiale annuo (la sanzione più gravosa delle due).

L’adozione del testo in prima lettura da parte del Parlamento europeo consolida il lavoro di questa legislatura. L’esame del testo continuerà dopo le elezione del Parlamento che si terranno in maggio. Il nuovo Parlamento potrà decidere se ripartire da questo testo oppure adottarne uno nuovo.

(Assonime, nota del 19 marzo 2014)

 

Vincenzo D’Andò