Diario quotidiano del 19 marzo 2014: in arrivo i bollettini Mav per il pagamento dei contributi colf

invio dei bollettini Mav per il pagamento dei contributi da lavoro domestico; scambio di informazioni tra stati UE a tutto campo; Iva: esentati i fondi pensione; voucher: novità per il 2014; deduzione delle spese telefoniche per professionisti e imprese; DPS privacy: norme rimaste in vigore

 

 Indice:

 1) Invio dei bollettini Mav per il pagamento dei contributi da lavoro domestico

 2) Scambio di informazioni tra stati UE a tutto campo

 3) Iva: esentati i fondi pensione

 4) Voucher: novità per il 2014

 5) Deduzione delle spese telefoniche per professionisti e imprese

 6) DPS privacy: Norme rimaste in vigore

 

1) Invio dei bollettini Mav per il pagamento dei contributi da lavoro domestico

i contributi dovuti dal datore di lavoro domestico possono essere versati esclusivamente secondo le seguenti modalità (Inps, circolare 49 del 13 marzo 2011):

– rivolgendosi ai soggetti aderenti al circuito “Reti Amiche”;

– online sul sito Internet www.inps.it >Servizi on line>Portale dei pagamenti> Lavoratori domestici, utilizzando la carta di credito per perfezionare il pagamento;

– telefonando al Contact Center numero gratuito 803.164 (solo da rete fissa) o il numero 06 16416406 164164 (solo da telefono cellulare, con tariffazione stabilita dal proprio gestore), utilizzando la carta di credito;

– utilizzando il bollettino MAV – Pagamento mediante avviso – ricevuto al proprio domicilio oppure generato attraverso il sito Internet www.inps.it >Servizi on line>Portale dei pagamenti>Lavoratori domestici.

Comunicazioni relative al pagamento dei contributi

Con particolare riferimento all’utilizzo del bollettino Mav, l’Istituto provvede ad inviare al datore di lavoro domestico due tipologie di comunicazioni cartacee che allegano tali bollettini:

– la comunicazione di accoglimento della richiesta di iscrizione del rapporto di lavoro che costituisce la conferma dell’avvenuta attivazione dello stesso e che viene inviata all’indirizzo di residenza del datore di lavoro;

– la comunicazione di rinnovo che viene inviata a tutti i datori con rapporti di lavoro attivi che non abbiano disabilitato tale servizio utilizzando l’apposita funzione di cui al messaggio n.10289/2013. Tale comunicazione, che ha tradizionalmente lo scopo di ricordare le scadenze di pagamento quantificando i contributi da versare, viene inviata all’indirizzo indicato per il recapito.

A partire dal 2014 la comunicazione di accoglimento del rapporto di lavoro conterrà in allegato i bollettini Mav in numero variabile fra uno e quattro, a seconda del trimestre di inizio del rapporto di lavoro, e comunque a copertura del primo anno solare di contribuzione.

Sempre a partire dal 2014, la comunicazione di rinnovo verrà inviata una volta l’anno e conterrà in allegato i bollettini Mav in numero variabile fra uno e quattro, anche in relazione alla durata definita per il rapporto di lavoro, e comunque a copertura della contribuzione dovuta per l’anno in corso.

Come di consueto i bollettini Mav cartacei inviati al domicilio possono essere utilizzati per il pagamento dei contributi qualora il rapporto di lavoro non abbia subito variazioni nei parametri che determinano il calcolo dei contributi da versare (quali ad esempio le ore lavorate nel trimestre, la retribuzione o la configurazione delle settimane retribuite), ovvero qualora il datore di lavoro non si avvalga di qualche forma di assistenza contrattuale in quanto i Mav prodotti dall’Istituto non possono tenere conto della relativa quota.

(Inps, circolare n. 3381 del 18 marzo 2014)

 

2) Scambio di informazioni tra stati UE a tutto campo

L’Italia, con il Decreto Legislativo 29/2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 17 marzo 2014, si allinea agli indirizzi comunitari nell’ambito dello scambio di informazioni tra Stati della UE. Sarà possibile lo scambio automatico, cioè senza precondizioni, per le informazioni disponibili dall’anno d’imposta 2014, e riguarderanno in una prima fase i redditi di lavoro dipendente, e in una seconda fase i dividendi, le plusvalenze e le royalties. Il decreto stabilisce anche le esclusioni: Iva, dazi doganali, accise, contributi previdenziali obbligatori dovuti a uno stato membro, diritti per certificati e altri documenti pubblici, tasse di natura…

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