Diario quotidiano del 17 marzo 2014: sarà abolito il reato di omesso versamento IVA?

Pubblicato il 17 marzo 2014



benefici per il reimpiego di lavoratori licenziati; reato di omesso versamento Iva: sarà abrogato dalla riforma fiscale; rettifica Iva senza operazione; Corte dei Conti contro alcuni istituti fiscali: studi di settore da limitare; redditometro: presto partiranno le lettere; TFR: aggiornato il coefficiente di rivalutazione per il mese di febbraio 2014; con la mediazione più della metà dei contribuenti evita il ricorso al giudice; recepimento della direttiva sui diritti dei consumatori; estensione della durata dei diritti connessi al diritto d’autore; incremento addizionale comunale sui diritti d’imbarco; regolamentazione comunitaria: accordi per lavoratori inviati in Francia; documento AIDEA-IRDCEC - Principi di attestazione dei piani di risanamento

 

 Indice:

1) Benefici per il reimpiego di lavoratori licenziati

2) Reato di omesso versamento Iva: sarà abrogato dalla riforma fiscale

3) Rettifica Iva senza operazione

4) Corte dei Conti contro alcuni istituti fiscali: studi di settore da limitare

5) Redditometro: presto partiranno le lettere

6) TFR: aggiornato il coefficiente di rivalutazione per il mese di febbraio 2014

7) Con la mediazione più della metà dei contribuenti evita il ricorso al giudice

8) Recepimento della direttiva sui diritti dei consumatori

9) Estensione della durata dei diritti connessi al diritto d’autore

10) Incremento addizionale comunale sui diritti d’imbarco

11) Regolamentazione comunitaria: Accordi per lavoratori inviati in Francia

12) Documento AIDEA-IRDCEC - Principi di attestazione dei piani di risanamento

 

1) Benefici per il reimpiego di lavoratori licenziati

I datori di lavoro che nel 2013 hanno assunto lavoratori licenziati nei dodici mesi precedenti per giustificato motivo oggettivo - connesso a riduzione, trasformazione o cessazione di attività o di lavoro - possono essere ammessi ad un beneficio mensile di € 190 per sei mesi - per rapporti a tempo determinato - ovvero per dodici mesi – per rapporti a tempo indeterminato.

A seguito di specifica istanza, l’incentivo è autorizzato dall’Inps nei limiti delle risorse appositamente stanziate dal decreto. Tale Istituto, con la circolare n. 32 del 13 marzo 2014, illustra alcune precisazioni inerenti la disciplina del beneficio e le modalità operative concernenti l’invio delle istanze e la fruizione degli importi autorizzati. L’incentivo è applicabile ad alcune forme di “apprendistato”.

Disciplina del beneficio

E’ stata prevista – nel limite complessivo di 20.000.000 di euro – la concessione di un beneficio economico in favore dei datori di lavoro privati che nel 2013 hanno assunto lavoratori, i quali, nei dodici mesi precedenti l’assunzione, siano stati licenziati da imprese che occupano anche meno di quindici dipendenti per giustificato motivo oggettivo connesso a riduzione, trasformazione o cessazione di attività o di lavoro.

Il beneficio può essere riconosciuto anche in caso di proroga e trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto instaurato nel 2013 e già agevolabile.

Il beneficio può altresì essere riconosciuto in caso di proroga e trasformazione a tempo indeterminato - effettuata nel 2013 - di un rapporto instaurato prima del 2013 con lavorato riiscritti nelle allora vigenti liste della cosiddetta “piccola mobilità”.

L’ammissione al beneficio presuppone che il lavoratore sia stato oggetto di licenziamento nei 12 mesi precedenti l’originaria assunzione.

Domanda di ammissione ai benefici

Per accedere ai benefici è necessario inoltrare all’Inps specifica istanza; la domanda va presentata, a pena di decadenza, entro 30 giorni dalla data di pubblicazione della presente circolare.

La domanda di ammissione ai benefici potrà essere inviata esclusivamente in via telematica accedendo al modulo “LICE”, disponibile all’interno del Cassetto previdenziale Aziende ovvero all’interno del Cassetto previdenziale Aziende agricole, presso il sito internet www.inps.it.

Dell’avvenuta definizione verrà dato avviso mediante la pubblicazione di un apposito messaggio sul sito internet dell’Istituto; i singoli datori di lavoro riceveranno specifica comunicazione, con l’indicazione – in caso di accoglimento dell’istanza - dell’importo complessivo spettante e delle quote di ripartizione mensile; per i rapporti di lavoro a tempo determinato degli operai agricoli (OTD) sarà cura del datore di lavoro individuare, in base al numero di giornate effettivamente lavorate nel singolo mese, la quota di ripartizione mensile da esporre nella denuncia DMAG.

In caso di insufficienza delle risorse, l’ordine di priorità nell’accesso al beneficio è rappresentato dalla data dell’assunzione, proroga o trasformazione a tempo indeterminato.

I datori di lavoro ammessi al beneficio ne potranno fruire mediante conguaglio o compensazione con i contributi dovuti.

 

2) Reato di omesso versamento Iva: sarà abrogato dalla riforma fiscale

Il reato di omesso versamento Iva sarà abrogato nell’ambito dei decreti delegati della riforma fiscale.

Il sottosegretario del Ministero dell’economia ha ricordato l’impegno dell'esecutivo, precisando che con riguardo alla risposta data dal sottoscritto in occasione del Question Time in Commissione Finanze alla Camera, relativamente al quesito sul reato di omesso versamento Iva, “a corollario degli elementi di risposta predisposti dall’Agenzia delle entrate per iscritto” il governo si ritiene impegnato all’abrogazione della fattispecie di reato in questione, nell’ambito dei decreti delegati della riforma, in forza dell'ordine del giorno 9/00282-A/042 approvato in tal senso alla camera lo scorso 24 settembre 2013. Nella risposta fornita in commissione è emerso che in caso di crisi di liquidità, per l’omesso versamento Iva può scattare la causa di esclusione della punibilità della forza maggiore. L’accertamento, però, spetta al giudice e la causa di forza maggiore deve essere provata dal contribuente.

 

3) Rettifica Iva senza operazione

L’Iva detratta in relazione a una fattura d’acconto per una futura operazione imponibile deve essere rettificata nel caso in cui l’operazione non è stata e non sarà effettuata, anche se l’importo dell’acconto non è stato restituito e a prescindere dal fatto che il fornitore resti debitore dell’imposta verso l’erario.

Lo ha stabilito la Corte di giustizia Ue nella sentenza 13 marzo 2014, causa C-107/13, risolvendo le questioni pregiudiziali sollevate dai giudici bulgari nell’ambito di una controversia interna, dirette a chiarire se, ai sensi delle disposizioni della direttiva 2006/112/Ce, la detrazione dell’Iva operata dal destinatario di una fattura relativa al pagamento di un acconto per una cessione di beni deve essere rettificata nel caso in cui la cessione non sia stata poi effettuata, anche qualora il fornitore resti debitore di tale imposta e non abbia rimborsato l’acconto.

 

4) Corte dei Conti contro alcuni istituti fiscali: studi di settore da limitare

La mediazione tributaria obbligatoria è una procedura che dissimula l’autotutela totale o parziale che l’Amministrazione finanziaria avrebbe dovuto adottare senza alcuna formalità. Meglio sarebbe prevedere un obbligo generale dell’esercizio di autotutela, anche in caso di errore del contribuente. Anche gli studi di settore, che coinvolgono un gran numero di soggetti, sembrano aver fatto il loro tempo. Sarebbe preferibile limitarne l’operatività alle attività che si rivolgono al consumatore finale e che presentano obiettive difficoltà nel controllo dei ricavi conseguiti.

Questo a seguito dell’audizione resa dal presidente della Corte dei conti, Raffaele Squitieri, innanzi alla Commissione parlamentare per la semplificazione amministrativa. Numerosi gli esempi di complessità e appesantimenti procedurali additati. Uno di questi è dato dalla mediazione tributaria obbligatoria fino a ventimila euro di valore della lite. Il contribuente vi deve necessariamente sottostare anche quando non intenda richiedere alcuna mediazione all’ufficio tributario. Ma secondo Squitieri, questa procedura, onerosa per il contribuente poiché l’istanza di mediazione deve avere i contenuti di un ricorso giurisdizionale, dissimula l’autotutela che il fisco avrebbe dovuto adottare senza alcuna formalità. Un procedimento che si potrebbe evitare se solo si introducesse un obbligo generale di autotutela a carico dell’amministrazione, anche nel caso di errori da parte del contribuente, con l’unico limite del giudicato e senza onerose formalità a carico del soggetto interessato. E poi, gli studi di settore. Sono circa 200 e coinvolgono un gran numero di soggetti per i quali l’applicazione “non risulta concretamente produttiva di risultati benefici” a causa della natura dell’attività che, con metodi statistici, risulta “poco misurabile”.

 

5) Redditometro: presto partiranno le lettere

Dal prossimo mese di aprile dovrebbero partire le lettere relative ai controlli da nuovo redditometro. Saranno intorno a 20mila. Nel mirino del fisco finiranno le persone fisiche con gli scostamenti 2009 più rilevanti. Cioè coloro che hanno sostenuto spese incompatibili con il reddito dichiarato per quell’anno. La tolleranza prevista dall’Ufficio sarà più ampia dell’annunciato 20%.

L’Amministrazione finanziaria ha anche predisposto un fac-simile di quello che sarà un vero e proprio invito a comparire, con tanto di possibili sanzioni per chi non si presenterà o fornirà risposte incomplete o non lo farà affatto. Allegato alla lettera ci sarà un prospetto personalizzato che servirà al contribuente per fornire le giustificazioni dell’incompatibilità della spesa sostenuta nel 2009 con il reddito prodotto in quello stesso anno. I controlli da nuovo redditometro avverranno con un invito a comparire che è un atto ufficiale per cui il mancato riscontro può comportare conseguenze sanzionatorie. L’invito a comparire, dunque, è cosa diversa dalle segnalazioni di anomalia utilizzate in passato per le quali la mancata risposta non comportava alcun effetto sanzionatorio sul contribuente interessato. Chi non si presenta all’invito paga una sanzione che va da 258 euro a 2.065 euro. La mancata presentazione può inoltre spingere l’Ufficio ad effettuare controlli più minuziosi ed utilizzare, ad esempio, le indagini bancarie. Per reperire la documentazione necessaria a “convincere” le Entrate il contribuente ha a disposizione 15 giorni, ma dovrebbe essere possibile chiederne una proroga motivata.

 

6) TFR: aggiornato il coefficiente di rivalutazione per il mese di febbraio 2014

Le quote di TFR, accantonate al 31 dicembre 2013, vanno rivalutate dello 0,320028%.

L’Istat ha reso noto che l’indice dei prezzi al consumo per il mese di febbraio 2014 è pari a 107,2 punti.

L’incidenza percentuale della differenza rispetto all’indice in vigore al 31 dicembre 2013 è pari a 0,093371; il calcolo del coefficiente di rivalutazione si esegue sommando il 75% di tale valore con un tasso fisso dell’1,5% annuo.

 

7) Con la mediazione più della metà dei contribuenti evita il ricorso al giudice

Liti minori chiuse con l’accordo nel 57 per cento dei casi. Le controversie fiscali di valore fino a 20mila euro si risolvono nella maggior parte dei casi con la mediazione, senza arrivare davanti al giudice. Su circa 125mila mediazioni attivate dal 2 aprile 2012 al 2 ottobre 2013 quasi 72mila si sono chiuse con un accordo, registrando un indice di definizione di circa il 57%. Un risultato significativo anche in termini di celerità dell’azione amministrativa, visto che il 97% circa delle richieste di mediazione si chiude in 90 giorni, che incide positivamente sull’intera gestione del contenzioso tributario riducendo il tasso di “litigiosità”. Infatti, il numero dei ricorsi presentati in commissione tributaria è stimato in discesa di quasi 39 punti percentuali in due anni, passando dai 159.392 del 2011 a meno di 100mila del 2013. Continua a crescere, infine, la percentuale delle controversie vinte dall’Amministrazione finanziaria, che ha ragione in circa il 65% dei casi. Ancor più positivo è il trend registrato dall’indice di vittoria per valore, che è pari al 75%, contro il 70% nel 2012.

Giù del 25% i ricorsi sulle liti minori

La diminuzione considerevole del contenzioso si registra soprattutto sulle liti fino ai 20mila euro cioè quelle interessate dalla mediazione. Nei primi nove mesi del 2013, infatti, le mini controversie scendono del 25% rispetto allo stesso periodo del 2012, passando da circa 59mila a 44.229. Si attesta intorno a 31mila il numero dei ricorsi di importo superiore ai 20mila euro, segnando una lieve variazione dello 0,5% tra il periodo di riferimento del 2013 e lo stesso periodo del 2012. Questo dato rimarca indirettamente proprio l’efficacia deflativa della mediazione.

Aumentano le conciliazioni col Fisco

Nel 2013 cresce anche il dato sulle conciliazioni: al 31 dicembre scorso, infatti, sono 4.720 le conciliazioni raggiunte tra Agenzia e contribuenti, contro le 2.857 del 2012. Salgono anche gli importi conciliati, pari a 401 milioni di euro circa nel 2013 rispetto ai 308 milioni del 2012.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 33 del 14 marzo 2014)

 

8) Recepimento della direttiva sui diritti dei consumatori

Nella Gazzetta Ufficiale n. 58 dell’11 marzo 2014 è stato pubblicato il decreto legislativo 21 febbraio 2014, n. 21 di attuazione della direttiva 2011/83/UE sui diritti dei consumatori. La direttiva unifica e sostituisce la direttiva 85/577/CEE sulla tutela dei consumatori in caso di contratti negoziati fuori dei locali commerciali e la direttiva 97/7/CE sulla protezione dei consumatori in materia di contratti a distanza. Essa inoltre apporta una modifica alla direttiva 93/13/CE sulle clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori e alla direttiva 99/44/CE su alcuni aspetti della vendita e delle garanzie dei beni di consumo.

Le nuove disposizioni, che sostituiscono gli artt. da 45 a 67 del Codice del consumo, si applicano ai contratti conclusi tra un professionista e un consumatore.

Le principali novità della disciplina sono la previsione di maggiori informazioni precontrattuali da fornire al consumatore non solo per i contratti a distanza e negoziati fuori dei locali commerciali ma anche per le altre tipologie di contratti, nonché un termine più ampio e modalità semplificate per l’esercizio del diritto di recesso del consumatore dai contratti a distanza e negoziati fuori dei locali commerciali. Sono inoltre previste alcune novità in materia di consegna dei beni e di passaggio del rischio nel caso di spedizione dei beni, che si applicano ai contratti di vendita e ai contratti di servizio. La competenza per la tutela amministrativa è affidata all’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

L’art. 1, comma 6 del decreto interviene sul riparto di competenze tra AGCM e autorità di settore nell’applicazione della disciplina delle pratiche commerciali scorrette.

(Assonime, nota del 14 marzo 2014)

 

9) Estensione della durata dei diritti connessi al diritto d’autore

Nella Gazzetta ufficiale n. 58 dell’11 marzo 2014 è stato pubblicato il decreto legislativo 21 febbraio 2014, n. 22 di recepimento della direttiva 2011/77/UE sulla durata della protezione del diritto d’autore e di alcuni diritti connessi. Il decreto legislativo modifica alcune disposizioni della legge 22 aprile 1941, n. 633 (legge sul diritto d’autore) ed estende da cinquanta a settanta anni la durata dei diritti connessi degli artisti (interpreti o esecutori) e dei produttori di fonogrammi sulle interpretazioni musicali fissate in fonogrammi.

L’estensione temporale della protezione tiene conto del fatto che gli artisti spesso iniziano la loro carriera in giovane età e l’attuale durata della protezione delle esecuzioni, fissata in cinquanta anni, può essere inferiore alla vita dell’artista.

Il nuovo termine di protezione si computa a partire dalla prima pubblicazione lecita del fonogramma o dalla sua prima comunicazione lecita al pubblico, a seconda di quale sia avvenuta prima. I termini pubblicazione e comunicazione indicano, rispettivamente, l’esecuzione artistica fissata su supporto fisico e quella diffusa a distanza, elettronicamente. L’estensione del termine si applica solo con riferimento alle interpretazioni musicali fissate in un fonogramma e ai fonogrammi stessi. La protezione rimane stabilita in cinquanta anni per le esecuzioni fissate con un mezzo diverso.

In attuazione della direttiva, il decreto legislativo prevede inoltre una serie di misure dirette a riequilibrare, in favore degli artisti, il contenuto dei contratti di cessione dei diritti connessi stipulati con i produttori di fonogrammi. Per garantire che gli artisti che hanno trasferito o ceduto i loro diritti esclusivi ai produttori di fonogrammi beneficino effettivamente dell’estensione della durata della protezione, il decreto legislativo stabilisce che qualora il contratto di trasferimento o cessione preveda una remunerazione forfettaria, l’artista ha diritto a ricevere dal produttore una remunerazione annua supplementare, irrinunciabile, per ciascun anno successivo al cinquantesimo dalla pubblicazione del fonogramma o dalla sua comunicazione al pubblico. L’importo della remunerazione supplementare è pari al 20% del ricavo che il produttore ha percepito nell’anno precedente dalla riproduzione, distribuzione e messa a disposizione del fonogramma. Il diritto alla remunerazione annua supplementare è gestito da una società di gestione collettiva in possesso dei requisiti stabiliti dalla legge (ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 19 dicembre 2012).

Se invece il contratto prevede pagamenti periodici sotto forma di royalties, dopo il cinquantesimo anno dalla pubblicazione lecita del fonogramma o dalla sua lecita comunicazione al pubblico non è detratto alcun pagamento anticipato né alcuna deduzione prevista contrattualmente.

L’artista può recedere dal contratto con cui ha trasferito o ceduto al produttore di fonogrammi i suoi diritti di fissazione dell’esecuzione qualora il produttore, decorsi cinquanta anni dalla prima pubblicazione lecita o, in mancanza, dalla prima comunicazione al pubblico, non metta in vendita un numero sufficiente di copie o non metta il fonogramma a disposizione del pubblico su filo o senza filo, in maniera tale che ciascun membro del pubblico possa accedervi dal luogo e nel momento da esso scelti. Il diritto di recesso, che è irrinunciabile, può essere esercitato se il produttore, entro un anno dalla comunicazione dell’artista dell’intenzione di recedere, non procede alla pubblicazione e alla comunicazione del fonogramma.

Se un fonogramma contiene la fissazione di esecuzioni di una pluralità di artisti, essi possono recedere dai loro contratti di trasferimento o cessione con il consenso di tutti. In caso di ingiustificato rifiuto di uno o più degli artisti, il diritto di recesso dei soggetti istanti è accertato dall’autorità giudiziaria.

Le nuove disposizioni si applicano alle fissazioni di esecuzioni e ai fonogrammi per i quali l’artista e il produttore erano ancora protetti, sulla base delle disposizioni previgenti, alla data del 1° novembre 2013, nonché alle fissazioni di esecuzione e ai fonogrammi successivi a tale data. In base alle misure transitorie, salvo che il contratto non disponga diversamente, i contratti di trasferimento o cessione dei diritti sul fonogramma conclusi in data anteriore a quella di entrata in vigore delle nuove disposizioni continuano a produrre i loro effetti anche nei venti anni di protezione ulteriore. I contratti di trasferimento e cessione che autorizzano un artista a ricevere pagamenti ricorrenti, conclusi anteriormente all’entrata in vigore delle nuove disposizioni, possono essere rinegoziati di comune accordo tra le parti a vantaggio dell’artista dopo il cinquantesimo anno dalla prima pubblicazione lecita o, in mancanza di essa, dalla prima comunicazione lecita al pubblico.

(Assonime, nota del 14 marzo 2014)

 

10) Incremento addizionale comunale sui diritti d’imbarco

La Legge 28 giugno 2012, n. 92, articolo 2, commi 47 e seguenti, ha innovato la normativa in materia di riscossione dell’incremento dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco di passeggeri sugli aeromobili, di cui all’art. 2, comma 11, della Legge 24 dicembre 2003, n. 350 ed all’articolo 6-quater, comma 2, del Decreto Legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla Legge 31 marzo 2005, n. 43.

L’importo dell’addizionale era stato, come noto, elevato dall’art.2, comma 5-bis del Decreto Legge 28 agosto 2008, n. 134, convertito in Legge 27 ottobre 2008, n. 166, a 3 euro.

A decorrere dal 1° luglio 2013 (Legge n. 92/2012, art. 4, comma 75) l’addizionale comunale sui diritti d’imbarco di passeggeri è stata ulteriormente incrementata di due euro a passeggero imbarcato.

L’Inps, con il messaggio n. 3332 del 14 marzo 2014, rende noto che con Decreto Legge n. 145/2013 convertito in Legge 21 febbraio 2014, n. 9 è stato disposto che l’addizionale comunale e i successivi incrementi non sono dovuti in relazione al transito di passeggeri su scali aeroportuali nazionali, se provenienti da scali domestici.

 

11) Regolamentazione comunitaria: Accordi per lavoratori inviati in Francia

Con messaggio Inps n. 17764 del 5 luglio 2007, è stato comunicato che il Centro dei Rapporti Europei e Internazionali di Sicurezza Sociale/Centre des Liaisons Européennes et Internationales de Sécurité Sociale (CLEISS), al fine di rilasciare le previste autorizzazioni di esonero, ai sensi dell’art. 16 del regolamento CE n. 883/2004, per i lavoratori inviati in Francia, richiede un questionario, compilato dai datori di lavoro interessati, che contiene informazioni aggiuntive rispetto a quelle normalmente previste in analoghe fattispecie.

Al riguardo la Direzione regionale Piemonte ha fatto presente che l’istituzione francese ha recentemente inviato una versione aggiornata del questionario previsto per i lavoratori dipendenti, evidenziando l’esigenza di informare i datori di lavoro interessati sulla necessità di utilizzare il nuovo questionario, che, rispetto alla precedente versione, richiede informazioni più dettagliate.

Tale prassi, come già precisato nel messaggio sopra citato, considerata la natura dei dati richiesti, non può considerarsi in contrasto con la normativa comunitaria.Pertanto, i datori di lavoro che inviano all’Istituto una richiesta di accordo in applicazione dell’art. 16 del regolamento CEE n. 883/2004, al fine di evitare ritardi nel rilascio delle relative autorizzazioni da parte del CLEISS, sono invitati a compilare il nuovo questionario riportato in allegato al messaggio Inps n. 3326 del 14 marzo 2014.

I datori di lavoro interessati sono invitati, altresì, a compilare il formulario nella versione in lingua francese. La versione italiana viene allegata al solo scopo di rendere più agevole la compilazione.

(Inps, messaggio n. 3326 del 14 marzo 2014)

 

12) Documento AIDEA-IRDCEC - Principi di attestazione dei piani di risanamento

Pubblicata in consultazione la bozza del documento predisposto dall’Istituto di Ricerca dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, dall’Accademia Italiana di Economia Aziendale (AIDEA), dall’Associazione Nazionale Direttori Amministrativi e Finanziari (ANDAF), dall’Associazione Professionisti Risanamento Imprese (APRI) e dall’Osservatorio Crisi e Risanamento delle Imprese (OCRI).

I Principi approfondiscono alcune questioni operative legate al contenuto delle attestazioni e alla figura del professionista incaricato.

(IRDCEC, nota del 14 marzo 2014)

 

Vincenzo D’Andò