Diario quotidiano del 10 marzo 2014: regole Iva più chiare per il trasferimento comunitario di beni

Pubblicato il 10 marzo 2014



nuovo look per la visura camerale che sbarca su smart-phone; Decreto Tasi pubblicato in G.U.; nuovo concordato in bianco: circolare IRDCEC; le sole presunzioni tributarie non dimostrano la commissione del reato; trasferimento comunitario di beni: regole Iva più chiare; visure e altri servizi catastali a pagamento non sono delle Entrate; versamento IVA 2013 a saldo: circolare FIGC; entrate Tributarie 2013 in linea con il 2012; conversione del milleproroghe: SISTRI, servizi pubblici locali, contratti pubblici, pagamenti elettronici

   Indice:

 1) Nuovo look per la visura camerale che sbarca su smart phone

 2) Decreto Tasi pubblicato in G.U.

 3) Nuovo concordato in bianco: circolare IRDCEC

 4) Le sole presunzioni tributarie non dimostrano la commissione del reato

 5) Trasferimento comunitario di beni: regole Iva più chiare

 6) Visure e altri servizi catastali a pagamento non sono delle Entrate

 7) Versamento IVA 2013 a saldo: circolare FIGC

 8) Entrate Tributarie 2013 in linea con il 2012

 9) Conversione del milleproroghe: SISTRI, servizi pubblici locali, contratti pubblici, pagamenti elettronici

 

1) Nuovo look per la visura camerale che sbarca su smart phone

Novità per la visura camerale relativa alle aziende iscritte al Registro Imprese della Camera di Commercio.

Dal 05 marzo 2014, la visura si è rinnovata nella grafica, nei contenuti e nelle modalità di accesso, rendendo la consultazione dei dati del Registro Imprese più facile, completa e garantita.

La nuova grafica propone fin dalla prima pagina del documento le principali informazioni sull’azienda, i dati anagrafici ed economici, quelli sull’attività e un riepilogo dei documenti e delle certificazioni dell’impresa.

L’indice navigabile consente poi di accedere direttamente alle informazioni che interessano e di ottenere un quadro sintetico delle informazioni principali.

L’innovazione principale è il QR Code, che, sempre sulla prima pagina, permette di verificare l’autenticità di qualunque documento cartaceo confrontandolo, tramite smartphone, tablet o personal computer, con l’originale archiviato nel Registro Imprese alla data di emissione del documento. La lettura del QR Code avviene tramite l’app “RI QR Code” realizzata da InfoCamere, la società di informatica delle Camere di Commercio, e scaricabile gratuitamente.

“Con la nuova visura il Registro Imprese delle Camere di Commercio, che contiene le informazioni su oltre 6 milioni di imprese e 10 milioni di persone (imprenditori, amministratori, soci, ecc.) diventa ancora più trasparente e, grazie al QR Code, più garantito. Un sistema all’avanguardia in Europa per semplificazione burocratica e innovazione tecnologica.”

 

2) Decreto Tasi pubblicato in G.U.

È stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 54 del 6 marzo 2014, il Decreto Legge n. 16 del 6 marzo 2014, contenente disposizioni urgenti in materia di finanza locale, nonché misure volte a a garantire la funzionalità dei servizi svolti nelle istituzioni scolastiche, noto anche come “Salva Roma-ter”.

Tra le principali novità in evidenza:

- la possibilità per i comuni di aumentare la Tasi dello 0,8 per mille per finanziare detrazioni d’imposta o altre misure agevolative sulla prima casa;

- vengono inoltre confermate le esenzioni sugli immobili esclusivamente destinati all’esercizio del culto e sui fabbricati di proprietà della Santa Sede nel Comune di Roma indicati nei Patti Lateranensi;

- la riproposizione della proroga al 31 marzo 2014 del termine per aderire alla sanatoria delle cartelle esattoriali.

L’art. 1 comma 3 di tale D.L. introduce alcune esenzioni dalla TASI che si aggiungono a quelle consentite al comune dall’art. 1 comma 679 della L. 147/2013, previa approvazione di apposito regolamento.

Mentre le predette riduzioni o esenzioni comunali sembrano direttamente connesse alla finalità del tributo (la copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni), le esenzioni in commento sono legate al soggetto che possiede l’immobile.

Pertanto, il regolamento comunale può ridurre il carico TASI, ad esempio, nel caso di abitazioni con unico abitante ovvero tenute a disposizione sulla base del fatto che in questi casi la fruizione dei servizi comunali avviene in misura ridotta.

Con riferimento, invece, alle esenzioni introdotte dall’art. 1 comma 3 del D.L. 16/2014, si fa riferimento essenzialmente alla disciplina IMU, esentando ex lege dal tributo:

- gli immobili posseduti dallo Stato, nonché gli immobili posseduti, nel proprio territorio, dalle Regioni, dalle Province, dai Comuni, dalle comunità montane, dai consorzi fra detti enti, ove non soppressi, dagli enti del servizio sanitario nazionale, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali;

- i fabbricati classificati o classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9 (art. 7 comma 1 lett. b) del DLgs. 504/92);

- i fabbricati destinati ad usi culturali ex art. 5-bis del DPR n. 601/73 (es. musei, biblioteche, archivi, ecc.);

- i fabbricati destinati esclusivamente all’esercizio del culto, purché compatibile con le disposizioni degli artt. 8 e 19 Cost., e le loro pertinenze (art. 7 comma 1 lett. d) del DLgs. 504/92);

- i fabbricati di proprietà della Santa Sede (art. 7 comma 1 lett. e) del DLgs. 504/92);- i fabbricati appartenenti agli Stati esteri e alle organizzazioni internazionali per i quali è prevista l’esenzione da ILOR dei fabbricati in base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia (art. 7 comma 1 lett. f) del DLgs. 504/92);

- gli immobili utilizzati da enti pubblici e privati diversi dalle società, residenti nel territorio dello Stato e non aventi per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali, destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di culto cui all’art. 16 lett. a) della L. n. 222/85 (art. 7 comma 1 lett. i) del DLgs. 504/92).

In materia di immobili utilizzati da enti non commerciali, l’art. 1 comma 3 del D.L. 16/2014 richiama espressamente l’art. 91-bis del DL 1/2012 introdotto ai fini IMU.

Tale norma dispone che, ai fini dell’esenzione, gli immobili devono essere utilizzati per lo svolgimento delle attività non profit con modalità non commerciali. Nel caso di immobili ad utilizzazione mista, l’esenzione è riconosciuta solo sulla porzione di unità immobiliare che soddisfa tale condizione e non su quella complementare, che deve essere autonomamente iscritta in Catasto e scontare il tributo. In alternativa, dove non sia possibile lo scorporo, l’esenzione è riconosciuta in proporzione allo svolgimento dell’attività non profit (con modalità non commerciali), sulla base di apposita dichiarazione.

 

3) Nuovo concordato in bianco: circolare IRDCEC

Sull’istituto del concordato in bianco interviene l’IRDCEC con la circolare n. 38 del 3 marzo 2014.

Con il concordato “in bianco” (o “con riserva”) l’imprenditore può depositare il ricorso contenente la domanda di concordato, insieme ai bilanci relativi agli ultimi tre esercizi e all’elenco nominativo dei creditori con l’indicazione dei rispettivi crediti, riservandosi di presentare proposta, piano e documentazione entro un termine fissato dal giudice (tra 60 e 120 giorni, prorogabile di non oltre 60 giorni con giustificati motivi). Nello stesso termine, in alternativa e con conservazione sino all’omologazione degli effetti prodotti dal ricorso, il debitore può depositare domanda di omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti.

Il commissario giudiziale vigila sull’adempimento degli obblighi informativi disposti dal Tribunale da parte del debitore circa la gestione finanziaria dell’impresa e l’attività compiuta per la predisposizione della proposta e del piano e viene sentito in ordine all’eventuale manifesta inidoneità dell’attività svolta dal debitore per la predisposizione della proposta e del piano. In tal caso, il debitore rischia che il termine concesso venga abbreviato su disposizione del Tribunale, anche d’ufficio, e sentito in ogni caso, come si è detto, il commissario giudiziale e il debitore (art. 161, comma 8, L. fall.).

In relazione al deposito da parte del debitore, in sede di presentazione del ricorso contenente la domanda di concordato, dei bilanci degli ultimi tre esercizi e dell’elenco nominativo dei creditori con indicazione dei rispettivi crediti, l’IRDCEC afferma che, in funzione dei compiti di vigilanza e nell’ottica dello scambio di informazioni, il debitore dovrebbe comunque tenere a disposizione del commissario tutte le scritture contabili.

 

4) Le sole presunzioni tributarie non dimostrano la commissione del reato

Ricavi in nero più difficili da provare. Infatti, i versamenti sospetti sul conto corrente bancario intestato al contribuente o a un suo familiare non legittimano, da soli, la condanna penale per evasione e mancata presentazione della dichiarazione.

Lo sostiene la Corte di Cassazione con la sentenza n. 10811 del 6 marzo 2014, che, peraltro, ha accolto l’ultimo motivo di ricorso presentato da un contribuente accusato di evasione fiscale in relazione a dei movimenti sospetti sul conto bancario della moglie.

La Corte d'appello di Brescia aveva pronunciato la condanna sulla base di una serie di dati raccolti presso l’istituto di credito: versamenti ingiustificati che sembravano ricavi in nero.

Una prova, questa, contestata dalla difesa che in Cassazione ha parlato di presunzioni insufficienti. Il motivo è stato accolto. Sul punto la terza sezione penale ha infatti ricordato che “in tema di reati tributari, ai fini della configurabilità del reato di omessa dichiarazione ai fini di evasione dell’imposta sui redditi (art. 5, DLgs 10 marzo 2000, n. 74) non può farsi ricorso alla presunzione tributaria secondo cui tutti gli accrediti registrati sul conto corrente si considerano ricavi dell’azienda (art. 32, comma primo n. 2, DPR 29 settembre 1973, n. 600), in quanto spetta al giudice penale la determinazione dell’ammontare dell’imposta evasa procedendo d’ufficio ai necessari accertamenti, eventualmente mediante il ricorso a presunzioni di fatto”.

In tali casi spetta esclusivamente al giudice penale il compito di accertare e determinare l’ammontare dell'imposta evasa, da intendersi come l’intera imposta dovuta, attraverso una verifica che può venire a sovrapporsi e anche entrare in contraddizione con quella eventualmente effettuata dinanzi al giudice tributario, non essendo configurabile alcuna pregiudiziale tributaria.

 

5) Trasferimento comunitario di beni: regole Iva più chiare

Il regime sospensivo previsto per i trasferimenti intracomunitari di beni effettuati a scopo di lavorazione è applicabile soltanto a condizione che, al termine della prestazione, i beni siano rispediti nello stato membro di origine, e non anche quando vengano inviati altrove. Lo ha statuito la Corte di giustizia Ue nella sentenza 6 marzo 2014, cause riunite C-606/12 e C-607/12, rispondendo alla Commissione tributaria provinciale di Genova, che aveva sollevato la questione nell’ambito di una controversia tra una società francese e l’Agenzia delle entrate. Oggetto del contendere era la qualificazione delle movimentazioni di beni che la società aveva introdotto in Italia a scopo di assemblaggio, dopo di che i prodotti assemblati venivano inviati in altri stati membri, diversi dalla Francia. Secondo la società, che opera mediante un rappresentante fiscale, queste movimentazioni danno luogo ad acquisti intracomunitari “in entrata” e a cessioni intracomunitarie “in uscita”. L’Amministrazione riteneva invece applicabile il regime sospensivo contemplato dall’art. 38, comma 5, lett. a), del D.L. n. 331/93, secondo cui non costituisce acquisto intraUe l’introduzione nel territorio dello stato di beni oggetto di lavorazioni, se i beni sono successivamente trasportati o spediti al committente, soggetto passivo d’imposta, nello stato membro di provenienza o per suo conto in altro stato membro ovvero fuori del territorio dell’Ue.

Rilevata però la corrispondente disposizione comunitaria, contenuta nell'art. 17, par. 2, lett. f), della direttiva 2006/112/CE, che accorda il regime sospensivo ai beni introdotti da un altro paese Ue a fini di lavorazione, qualora i beni, terminati i lavori, siano rispediti al soggetto passivo nello stato membro a partire dal quale erano stati inizialmente spediti o trasportati, la Ctp di Genova decideva di sospendere la causa per chiedere alla Corte di giustizia se un’operazione di trasferimento di beni da uno stato membro nel territorio italiano al fine di verificare l’adattabilità dei beni stessi ad altri beni acquistati nel territorio nazionale, senza che sia eseguito alcun intervento sui beni introdotti, rientri nel concetto di lavorazione sul bene e se l'art. 17, paragrafo 2, lettera f), della direttiva debba essere interpretato nel senso che subordina il regime sospensivo alla condizione che i beni ritornino nello stato membro a partire dal quale erano stati inizialmente spediti o trasportati.

Esaminando anzitutto la seconda questione, la Corte ha osservato che, come risulta dal testo della norma comunitaria, la spedizione di un bene ai fini della prestazione di un servizio resa al soggetto passivo non si considera trasferimento a destinazione di un altro stato membro qualora tale bene sia successivamente rispedito al soggetto passivo nello stato membro di origine, cioè quello a partire dal quale esso era stato inizialmente spedito.

L’applicazione del regime sospensivo è quindi subordinata espressamente alla condizione che il bene sia rispedito nello stato membro di origine.

 

6) Visure e altri servizi catastali a pagamento non sono delle Entrate

Gli uffici dell’Agenzia delle entrate hanno ricevuto diverse segnalazioni di cittadini che hanno utilizzato i siti “www.catasto.it” e “www.agenziadelterritorio.it” per visure e altri servizi catastali a pagamento, ritenendo erroneamente che si trattasse di siti ufficiali dell’Agenzia delle entrate.

L’Agenzia ricorda che il proprio portale istituzionale è www.agenziaentrate.gov.it, accedendo al quale è possibile usufruire gratuitamente dei servizi relativi a:

- Consultazione rendite catastali

- Correzione dati catastali online (Contact Center)

- Fabbricati non dichiarati - Ricerca particelle

- Interrogazione schede monografiche punti fiduciali (Mon)

- Interrogazione stato pratica catastale

- Prenotazione appuntamenti servizi catastali

- Variazioni colturali - Ricerca particelle

I siti “www.catasto.it” e “www.agenziadelterritorio.it” appartengono a una società privata che non ha alcun rapporto con l’Agenzia delle Entrate. Per maggiori informazioni o segnalazioni i contribuenti possono rivolgersi ai nostri uffici.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 29 del 7 marzo 2014)

 

7) Versamento IVA 2013 a saldo: circolare FIGC

L’Ufficio Studi Tributari della Federazione Italiana Giuoco Calcio, con la circolare n. 35 del 6 marzo 2014, ricorda che i soggetti passivi IVA, che presentano la dichiarazione IVA in forma autonoma, quali, ad esempio i soggetti con periodo d’imposta non coincidente per l’anno solare, devono versare entro il 16 marzo 2014 (il termine slitta a lunedì 17) il saldo IVA relativo al periodo 2013.

I soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare (bilancio al 31 dicembre) che possono presentare la dichiarazione UNICO 2014 ai fini IRES ed IVA entro il 30 settembre 2014, hanno la facoltà di provvedere a versare il saldo IVA 2013 entro il termine di versamento delle imposte derivanti da UNICO e cioè entro il prossimo 16 giugno o entro il successivo 16 luglio, applicando la maggiorazione dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese tra il 17 marzo e la data del versamento.

In ogni caso, è possibile effettuare il versamento anche a rate di pari importo-fino ad un massimo di 9 - applicando una maggiorazione di interessi, a far tempo dalla seconda rata, dello 0,33% mensile sull’importo. Nel caso di soggetti che presentano la dichiarazione unificata ed effettuano il versamento IVA dopo il 17 marzo, l’interesse del lo 0,33% mensile per pagamento rateale va applicato sull’importo IVA dovuto maggiorato, a sua volta, dell’interesse dello 0,40%.

La rateazione deve comunque concludersi per i soggetti che presentano la dichiarazione IVA in forma autonoma, tenuti al pagamento entro il 17 marzo, entro lunedì 17 novembre 2014, mentre gli altri soggetti che intendono avvalersi della rateazione: a) se versano la prima rata il 17 marzo possono pagare in 9 rate fino al 17 novembre; b) se versano la prima rata il 16 giugno, possono pagare in sei rate l’ultima delle quali il 17 novembre; c) se versano la prima rata il 16 luglio, possono pagare in cinque rate l’ultima delle quali il 17 novembre 2014.

Infine, viene ricordato che i soggetti che hanno optato per la legge n. 398/91, sono esonerati dall’obbligo di dichiarazione IVA, effettuano trimestralmente i versamenti IVA e, pertanto, non sono dovuti al pagamento di alcun saldo.

 

8) Entrate Tributarie 2013 in linea con il 2012

Nel 2013 le entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica si sono attestate a 423.385 milioni di euro (-0,2%, pari a -903 milioni di euro), facendo registrare un risultato sostanzialmente in linea con quello dell’anno precedente, che segnala una marcata attenuazione dell’andamento negativo osservato nei primi mesi del 2013.

La dinamica del gettito complessivo è stata sostenuta principalmente dalle imposte dirette che si attestano a 232.308 milioni di euro (+1,4%, pari a +3.299 milioni di euro). Le imposte indirette risultano pari a 191.077 milioni di euro (-2,2%, pari a -4.202 milioni di euro).

IMPOSTE DIRETTE

Il gettito IRPEF registra una flessione rispetto al 2012 dell’1,1% (-7.711 milioni di euro) per effetto della variazione negativa delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente del settore privato (-455 milioni di euro, pari a -0,7%) e delle ritenute sui redditi dei lavoratori autonomi (-686 milioni, pari a -5,3%), legate alla fase sfavorevole del ciclo economico. Risultano, invece, positive le ritenute sui redditi di lavoro dipendente del settore pubblico (+1.676 milioni di euro, pari a +2,7%). I versamenti in autoliquidazione si attestano a 21.047 milioni di euro (-2.635 milioni di euro, pari a -11,1%). Rientra in parte la dinamica negativa registrata nel mese di novembre 2013 (-36,4%) dovuta al differimento a dicembre del versamento dell’acconto 2013.Il gettito IRES registra un incremento del 9,3% rispetto al 2013 (+3.414 milioni di euro) per effetto, sostanzialmente, dell’aumento della percentuale del secondo acconto dal 100% al 102,5% (per gli enti creditizi e finanziari la percentuale di acconto è salita al 130%).

Tra le altre imposte dirette si registra un incremento dell’imposta sostitutiva sui redditi da capitale e plusvalenze (+1.546 milioni di euro, pari a +174,3%) e dell’imposta sostitutiva sulle riserve matematiche dei rami vita (+911 milioni di euro, pari a +64,7%). In aumento anche il gettito dell’imposta sostitutiva sul riallineamento dei valori di bilancio relativi ad attività immateriali (+1.946 milioni di euro, pari a +329,3%). Infine, si registra una variazione positiva del gettito della cedolare secca sugli affitti (+476 milioni di euro, pari a+45,8%).

IMPOSTE INDIRETTE

Nel 2013 l’IVA si attesta a 112.134 milioni di euro (-3.100 milioni di euro, pari a -2,7%), per effetto della sostanziale tenuta della componente del gettito sugli scambi interni (-0,4%) e dell’attenuazione del calo della componente sulle importazioni da Paesi extra UE (-17,1%). Continua la ripresa del gettito IVA sugli scambi interni che recupera 6,7 punti percentuali rispetto al mese di gennaio 2013. A partire dal mese di ottobre la dinamica favorevole del gettito IVA sugli scambi interni riflette anche gli effetti dell’aumento di un punto percentuale dell’aliquota IVA ordinaria dal 21% al 22%.Significativa la variazione positiva del gettito dell’imposta di bollo (+1.525 milioni di euro, pari a+24,7%).

Tra le altre imposte indirette si registra l’andamento negativo dell’imposta di fabbricazione sugli oli minerali (-4,5%) e dell’imposta di consumo sul gas metano (-4,7%) che continua a risentire del calo dei consumi dei prodotti energetici.Le entrate dell’imposta sul consumo dei tabacchi mostrano una flessione del 4,9% (-543 milioni di euro).

ENTRATE DA GIOCHI

Presentano, nel complesso, una lieve flessione dello 0,2% (-26 milioni di euro).

ENTRATE DA ACCERTAMENTO E CONTROLLO

Le entrate tributarie derivanti dall’attività di accertamento e controllo ammontano a 8.183 milioni di euro (+282 milioni di euro pari a +3,6%).- Mef, comunicato stampa n. 60 del 06 marzo 2014 -

Entrate Tributarie gennaio 2014: Aumento tendenziale del 3,5% del totale delle entrate tributarie. In ripresa l’IVA sugli scambi interni (+6,4%).

Nel mese di gennaio 2014 le entrate tributarie erariali, accertate in base al criterio della competenza giuridica, ammontano a 33.188 milioni di euro, registrando una crescita tendenziale del 3,5% (+1.132 milioni di euro), rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Va premesso che il primo mese dell’anno non è particolarmente significativo per l’andamento delle entrate tributarie, sia in termini di ammontare, sia in termini tendenziali, considerata l’assenza di particolari scadenze o di versamenti di importo rilevante.

IMPOSTE DIRETTE

Le imposte dirette registrano un incremento complessivo del 2% (+444 milioni di euro) pari a 22.731 milioni di euro, rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Il gettito IRPEF aumenta dell’1,6% (+347 milioni di euro) e riflette, sostanzialmente, l’incremento delle ritenute sui redditi dei dipendenti del settore pubblico (+3,4%) e la flessione delle ritenute sui redditi dei dipendenti del settore privato (-0,7%) e dei lavoratori autonomi (-4,5%). L’IRES presenta una crescita di 273 milioni di euro (+162 milioni di euro, pari a +145,9%).

IMPOSTE INDIRETTE

Registrano un incremento del 7% (+688 milioni di euro), pari a 10.457 milioni di euro.

L’IVA risulta ancora in flessione del 3,6% (-184 milioni di euro) per effetto del calo del gettito sulle importazioni (-24,8%, pari a -407 milioni di euro). È importante evidenziare che il gettito IVA sugli scambi interni – dopo il costante recupero mostrato a partire dalla seconda metà del 2013 – fa registrare per la prima volta un risultato positivo (+6,4%, pari a +223 milioni di euro). Tra le altre imposte indirette si segnala l’incremento del gettito dell’imposta di fabbricazione sugli olii minerali (+464 milioni di euro, pari +47,9%). Al contrario, l’imposta di consumo sul gas metano mostra una lieve flessione (–16 milioni di euro, pari a –4,9%). Il gettito derivante dalla maggiorazioneTares ammonta a 277 milioni di euro. Tali entrate rappresentano code di versamento dell’anno 2013 dovute al differimento al 24 gennaio 2014 della scadenza di versamento disposto dalla Legge di Stabilità per il 2014. ENTRATE DA GIOCHI

Le entrate relative ai giochi presentano, nel complesso, un aumento dell’1,3% (+13 milioni di euro).

ENTRATE DA ACCERTAMENTI DI CONTROLLO

Le entrate tributarie derivanti dall’attività di accertamento e controllo risultano pari a 460 milioni di euro, in linea con il risultato registrato a gennaio dello scorso anno.

(Mef, comunicato stampa n. 59 del 06 marzo 2014)

 

9) Conversione del decreto milleproroghe: SISTRI, servizi pubblici locali, contratti pubblici, pagamenti elettronici

Con la legge 27 febbraio 2014, n. 15 è stato convertito, con modificazioni, il decreto legge 30 dicembre 2013, n. 150, avente ad oggetto la proroga di termini previsti da diverse disposizioni legislative (c.d. decreto mille proroghe).

Con riferimento al SISTRI, ferme restando le scadenze previste per l’avvio del sistema dall’articolo 11 del decreto legge n. 101/2013, convertito con legge n. 125/2013, il decreto milleproroghe, modificando il comma 3-bis della stessa norma, è intervenuto sul termine finale di applicabilità del regime del c.d. doppio binario di tracciabilità (sia informatico che cartaceo) e conseguentemente sul termine iniziale di applicabilità delle sanzioni relative al SISTRI.

Risultano dunque confermate le date iniziali di operatività del SISTRI, divenuto obbligatorio, a partire dal 1° ottobre 2013, per i gestori di rifiuti speciali pericolosi e i nuovi produttori e, a partire dal 3 marzo 2014, per i produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi, i trasportatori di rifiuti speciali pericolosi da loro stessi prodotti, i Comuni e le imprese di trasporto di rifiuti urbani nella regione Campania. La novità riguarda invece la proroga di ulteriori cinque mesi, dal 1° agosto 2014 al 31 dicembre 2014, del periodo transitorio durante il quale continua ad applicarsi, contestualmente al SISTRI, la disciplina previgente contenuta negli articoli 188, 189, 190 e 193 del decreto legislativo n. 152/2006, vale a dire le regole e le sanzioni relative all’invio del MUD e alla compilazione, tenuta e conservazione dei formulari e dei registri cartacei di carico e scarico. Resta, di conseguenza, sospesa, fino al 31 dicembre 2014, l’applicazione delle sanzioni per mancato rispetto della normativa sul SISTRI previste dagli articoli 260-bis e 260-ter del Codice dell’Ambiente.

L’articolo 13 del decreto mille proroghe detta alcune regole per gli affidamenti di servizi pubblici locali non conformi ai requisiti previsti dalla normativa europea. In base all’articolo 34, comma 21 del decreto legge n. 179/2012 tali affidamenti, se non sono stati adeguati secondo gli obblighi previsti dalla disciplina, cessano alla data del 31 dicembre 2013. Il decreto milleproroghe, al fine di garantire la continuità del servizio prevede che nei casi in cui l’ente responsabile dell’affidamento o l’ente di governo d’ambito o bacino territoriale ottimale abbia avviato le procedure per l’adempimento degli obblighi previsti, il servizio può essere espletato dal gestore operante fino al subentro del nuovo gestore e comunque non oltre il 31 dicembre 2014. La mancata istituzione dell’ente d governo d’ambito territoriale o la mancata deliberazione dell’affidamento entro il 30 giugno 2014 comporta l’esercizio dei poteri sostitutivi da parte del Prefetto competente per territorio che potrà provvedere agli adempimenti necessari ad avviare la procedura di affidamento entro il 31 dicembre 2014. In caso contrario gli affidamenti non conformi alla normativa europea cessano il 31 dicembre 2014.

Inoltre il decreto milleproroghe rinvia al 1° luglio 2014 l’entrata in vigore dell’obbligo di acquisire la documentazione comprovante il possesso dei requisiti per la partecipazione alle procedure di affidamento dei contratti pubblici attraverso la Banca dati nazionale dei contratti pubblici (articolo 9, comma 15ter).

Infine, in materia di pagamenti elettronici, l’articolo 9 del decreto interviene sull’articolo 15, comma 4, del decreto legge 18 ottobre 2012 n. 179, rinviando al 30 giugno 2014 l’entrata in vigore (prevista per il 1° gennaio 2014) dell’obbligo, per gli esercizi commerciali e gli studi professionali, di accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito.

(Assonime, nota del 7 marzo 2014)

 

Vincenzo D’Andò