Decreto destinazione Italia: le news per gli enti locali

di Marco Castellani

Pubblicato il 24 marzo 2014



il decreto Destinazione Italia (DL 145 2013) prevede alcuni importanti provvedimenti anche per gli enti locali: pagamento della stazione appaltante, le agevolazioni per l'accoglienza turistica

Si illustrano le principali novità per gli enti locali introdotte dal Decreto-legge del 23 dicembre 2013 n. 145, convertito, con modificazioni, dalla Legge 21 febbraio 2014 n. 9, recante “Interventi urgenti di avvio del piano "Destinazione Italia", per il contenimento delle tariffe elettriche e del gas, per l'internazionalizzazione, lo sviluppo e la digitalizzazione delle imprese, nonché misure per la realizzazione di opere pubbliche ed EXPO 2015” (cosiddetto Decreto Destinazione Italia).



Compensazione delle cartelle esattoriali con crediti vanti nei confronti delle pubbliche amministrazioni

Il comma 7-bis dell’articolo 12 della Legge di conversione del Decreto consente la compensazione, nell'anno 2014, delle cartelle esattoriali in favore delle imprese titolari di crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, per somministrazioni, forniture, appalti e servizi, anche professionali, maturati nei confronti della Pubblica amministrazione, certificati secondo le modalità previste dai Decreti del Ministro dell'Economia e delle Finanze 22 maggio 2012 e 25 giugno 2012, nei casi in cui la somma iscritta a ruolo è inferiore o pari al credito vantato. L’effettiva attuazione della procedure di compensazione, l’individuazione della platea di soggetti aventi diritto e le procedure di compensazione sono demandate all’approvazione di un apposito Decreto del Ministro dell'Economia e delle finanze, da emanare, di concerto con il Ministro dello Sviluppo economico, entro il termine ordinatorio di novanta giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di conversione del Decreto.

La formulazione del comma 7-bis è alquanto concisa e lascia perciò agli organi tecnici del Ministero ampia discrezionalità nella stesura del decreto attuativo. Da una lettura della disposizione si può presumere che la procedura di compensazione dovrebbe interessate la generalità delle imprese e, verosimilmente, anche i professionisti, poiché sono esplicitamente menzionati i crediti per prestazioni professionali. Si fa presente che la compensazione prevista dal comma 7-bis riguarda le sole cartelle di pagamento e non può trovare applicazione quindi né per gli avvisi bonari né per gli importi derivanti da istituti definitori della pretesa tributaria (quali la conciliazione giudiziale, l’accertamento con adesione, eccetera).



Pagamenti diretti della stazione appaltante in caso di crisi dell’affidataria

Il comma 10 dell’articolo 13 del Decreto Destinazione Italia apporta un’opportuna modifica dell’articolo 118 del D.Lgs. n. 163/2003 (Codice dei contratti pubblici), che introduce per la stazione appaltante, nei casi in cui ricorrano condizioni di crisi di liquidità finanziaria dell'affidatario, comprovate da reiterati ritardi nei pagamenti dei subappaltatori o dei cottimisti, o anche dei diversi soggetti che eventualmente lo compongono, la facoltà di provvedere per i contratti di appalto in corso, sentito l'affidatario, anche in deroga alle previsioni del bando di gara, al pagamento diretto alle mandanti, alle società, anche consortili, eventualmente costituite per l'esecuzione unitaria dei lavori, nonché al subappaltatore o al cottimista dell'importo dovuto per le prestazioni dagli stessi eseguite.

Il nuovo comma 3-bis dell’articolo 118 del Codice dei contratti pubblici introdotto dal comma 10 dell’articolo 13 del Decreto consente inoltre alla stazione appaltante, anche per i contratti di appalto in corso, nella pendenza di procedure di concordato preventivo con continuità aziendale, di provvedere ai pagamenti dovuti per le prestazioni eseguite dagli eventuali diversi soggetti che costituiscano l'affidatario, quali le mandanti, e dalle società, anche consortili, eventualmente costituite per l'esecuzione unitaria dei lavori, dai subappaltatori e dai cottimisti, secondo le determinazioni del tribunale competente per l'ammissione alla predetta procedura.

In tali casi la stazione appaltante, ferme restando le disposizioni previste in materia di obblighi informativi, pubblicità e trasparenza, è comunque tenuta a dare informazione delle somme liquidate con l'indicazione dei relativi beneficiari, provvedendo alla pubblicazione degli importi nel proprio sito istituzionale.



Progetti di valorizzazione dell’accoglienza turistica

I commi 24, 25, 26, 27 e 28 dell’articolo 13 del Decreto dispongono il finanziamento, per un importo complessivo di 500 milioni di euro, di progetti che individuino uno o più interventi di valorizzazione e di accoglienza tra loro coordinati finalizzati alla valorizzazione di aree territoriali di tutto il territorio nazionale, di beni culturali e ambientali, nonché al miglioramento dei servizi per l'informazione e l'accoglienza dei turisti. I progetti in questione devono essere presentati da comuni, da più comuni in collaborazione tra loro o da unioni di comuni con popolazione tra 5.000 e 150.000 abitanti.

A questi progetti deve essere annessa una richiesta di finanziamento che non potrà essere inferiore a 1 milione di euro e superiore a 5 milioni di euro. Per potere accedere al finanziamento i progetti devono prevedere interventi per i quali siano assumibili i relativi impegni finanziari entro il 30 giugno 2014. Tali interventi dovrebbero essere conclusi entro i venti mesi successivi quest'ultima data (ossia il entro il prossimo 30 agosto 2017).

In via subordinata, possono essere finanziati anche interventi di manutenzione straordinaria collegati ai medesimi obiettivi di valorizzazione della dotazione di beni storici, culturali, ambientali e di attrattività turistica inseriti nei progetti di cui al presente comma, per un importo non inferiore a 100.000 euro e non superiore a 500.000 euro. La norma prevede che nel caso in cui il costo complessivo del progetto sia superiore ai limiti di finanziamento indicati, il soggetto o i soggetti interessati dovranno indicare la copertura economica, a proprie spese, per la parte eccedente.

I criteri per l’utilizzo delle risorse le modalità di attuazione della disposizione sono demandati ad un Decreto del Ministro per gli Affari regionali e le autonomie, sentito il Ministro per la Coesione territoriale, da emanare entro il termine ordinatorio di trenta giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di conversione del Decreto.



Osservatorio dei servizi pubblici locali

Il comma 25-bis dell’articolo 12 della Legge di conversione del Decreto stabilisce che gli enti locali sono tenuti a trasmettere le relazioni sui propri affidamenti di servizi pubblici locali di rilevanza economica, predisposte ai sensi dei commi 20 e 21 dell’articolo 34 del D.L. n. 179/2012 convertito dalla Legge n. 221/2012 (cosiddetto Decreto Crescita), all’Osservatorio per i servizi pubblici locali, da istituire presso il Ministero dello sviluppo economico. L’Osservatorio, una volta insediatosi, provvederà alla pubblicazione delle relazioni ricevute nel proprio portale telematico contenente dati concernenti l'applicazione della disciplina dei servizi pubblici locali di rilevanza economica sul territorio.

Si evidenzia il blando carattere cogente della norma, che non contiene alcuna indicazione in riferimento alla tempistica dell’invio delle relazioni da parte degli enti affidanti e non prevede alcuna sanzione a carico delle amministrazioni eventualmente inadempienti.



24 marzo 2014

Marco Castellani