Diario quotidiano del 26 febbraio 2014: San Marino in G.U., non è più nella black-list

Pubblicato il 26 febbraio 2014



valore dei fabbricati “D” delle imprese: aggiornati i coefficienti ai fini IMU e TASI; San Marino non più tra i territori con regime fiscale privilegiato: decreto in G.U.; antiriciclaggio: delibera della Consob sui Revisori legali; incertezze normative: quando non sono dovute le sanzioni Irap; Dogane: niente incremento accise sulla birra per l’anno 2014; Inps: introduzione della fatturazione elettronica; applicazione da parte dell’Inps delle misure di prevenzione della corruzione previste dalla legge; Ministero del Lavoro: vigilanza sulle società ed associazioni sportive dilettantistiche; associazioni sportive: devono osservare gli adempimenti contabili altrimenti non viene riconosciuta la finalità non lucrativa

 

 Indice:

 1) Valore dei fabbricati “D” delle imprese: aggiornati i coefficienti ai fini IMU e TASI

 2) San Marino non più tra i territori con regime fiscale privilegiato: decreto in G.U.

 3) Antiriciclaggio: delibera della Consob sui Revisori legali

 4) Incertezze normative: quando non sono dovute le sanzioni Irap

 5) Dogane: niente incremento accise sulla birra per l’anno 2014

 6) Inps: Introduzione della fatturazione elettronica

 7) Applicazione da parte dell’Inps delle misure di prevenzione della corruzione previste dalla legge

 8) Ministero del Lavoro: vigilanza sulle società ed associazioni sportive dilettantistiche

 9) Associazioni sportive: devono osservare gli adempimenti contabili altrimenti non viene riconosciuta la finalità non lucrativa

 

 

1) Valore dei fabbricati “D” delle imprese: aggiornati i coefficienti ai fini IMU e TASI

E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 45 del 24 febbraio 2014, il Decreto del Ministero dell’Economia 19 febbraio 2014, che aggiorna i coefficienti per la determinazione del valore dei fabbricati di cui all’art. 5, comma 3 del DLgs. 504/92, agli effetti dell’imposta municipale propria (IMU) e del tributo per i servizi indivisibili (TASI), dovuti per l’anno 2014.

Si tratta dei fabbricati che sono classificabili nel gruppo catastale D, non iscritti in Catasto, interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati.

Aggiornamento dei coefficienti per i fabbricati a valore contabile

Agli effetti dell'applicazione dell'imposta municipale propria (IMU) e del tributo per i servizi indivisibili (TASI) dovuti per l’anno 2014, per la determinazione del valore dei fabbricati di cui all’art. 5, comma 3, del Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, i coefficienti di aggiornamento sono stabiliti nelle seguenti misure:

- Ad es. per l’anno 2014 = 1,01;

- ad es. per l’anno 2013= 1,02.

 

 

2) San Marino non più tra i territori con regime fiscale privilegiato: decreto in G.U.

E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 45 del 24 febbraio 2014, il Decreto del 12 febbraio 2014 relativo all’individuazione di Stati e territori aventi un regime fiscale privilegiato e che modifica il Decreto 4 maggio 1999.

Modifica dell’elenco degli Stati e territori aventi un regime fiscale privilegiato

Dall’elenco di cui all’art. 1 del Decreto del Ministro delle finanze 4 maggio 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 107 del 10 maggio 1999, é eliminato il seguente Stato: “San Marino (Repubblica di San Marino)”.

 

 

3) Antiriciclaggio: delibera della Consob sui Revisori legali

Antiriciclaggio, adeguata verifica proporzionata. Obbligo di svolgere l’adeguata verifica della clientela in modo proporzionato al rischio di riciclaggio dei proventi di azioni criminose e di finanziamento del terrorismo, durante l’attività professionale. E di realizzare un controllo costante, avvalendosi di procedure informatiche e algoritmi predefiniti in grado di classificare il grado di pericolosità correlato a tali reati. È quanto afferma la Consob, Commissione nazionale per le società e la borsa, attraverso la delibera n. 18802 (Adozione del provvedimento recante disposizioni attuative in materia di adeguata verifica della clientela da parte dei revisori legali e delle società di revisione con incarichi di revisione su enti di interesse pubblico, ai sensi dell’art. 7, comma 2, del DLgs n. 231/2007), che sta per essere pubblicata in Gazzetta Ufficiale.

Nel testo vengono specificati i parametri dell’accertamento, partendo dall’identificazione di chi conferisce l’incarico e dell’eventuale titolare effettivo, e proseguendo con l’acquisizione di informazioni sullo scopo e sulla natura della prestazione, nonché praticando un monitoraggio continuo del flusso dei dati; il testo chiarisce che i revisori non possono dare corso all’esecuzione della prestazione professionale, se non dopo aver adempiuto a tali vincoli, che devono essere assolti in presenza del cliente. Nel caso di persone giuridiche, trust e soggetti giuridici analoghi, bisogna adottare misure adeguate e commisurate alla situazione di rischio per comprendere la struttura di proprietà e di controllo» dell’assistito, servendosi anche delle metodologie, degli strumenti e delle prassi impiegate nell'attività di revisione legale.

Quanto acquisito nel corso dell’adeguata verifica va conservato in formato cartaceo, o elettronico per dimostrare alle autorità di vigilanza le procedure seguite, nonché per consentire analisi e approfondimenti da parte dell’Uif (l’Unità di informazione finanziaria istituita presso la Banca d'Italia) o di qualsiasi altro organo competente. E permetterne l’uso nelle indagini o nei procedimenti su operazioni di riciclaggio, finanziamento del terrorismo o altri reati.

 

 

4) Incertezze normative: quando non sono dovute le sanzioni Irap

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 4394 del 24 febbraio 2014, ha stabilito che il professionista che non ha versato l’Irap prima del 2007 non è tenuto a pagare le sanzioni perché l’incertezza normativa sull’autonoma organizzazione è venuta meno solo da tale anno.

La Suprema Corte ha, così, accolto il ricorso di uno studio professionale al quale era giunto un avviso di accertamento Irap e sanzioni in relazione agli anni 2003, 2004 e 2005.

Per il Collegio di legittimità, dunque, dalla “maxi-udienza” di sette anni fa non vi sarebbe più alcuna incertezza normativa sull’Irap dei piccoli professionisti poiché l’orientamento sull’autonoma organizzazione è ormai consolidato.

Per quanto la tesi sia discutibile, date le numerose inversioni di rotta sull’argomento nell’ambito della stessa sezione tributaria, in questo caso è stata escluso il diritto del fisco alle sanzioni.

Ciò perché, si legge nella sentenza, l’incertezza normativa è venuta meno solo a partire dall’anno 2007, “nel corso del quale questa Corte, con numerose pronunce rese da Collegi, anche in diversa composizione, ha focalizzato le dibattute questioni, individuando i presupposti impositivi e indicandone anche gli elementi indice”.

Ciò in ossequio al principio generale per cui in tema di sanzioni amministrative per violazioni di norme tributarie, l’incertezza normativa oggettiva, che è causa di esenzione del contribuente dalla responsabilità amministrativa tributaria, postula una condizione di inevitabile incertezza sul contenuto, sull’oggetto e sui destinatari della norma tributaria, ovverosia l’insicurezza ed equivocità del risultato conseguito attraverso il procedimento d’interpretazione normativa, riferibile non già a un generico contribuente, o a quei contribuenti che per la loro perizia professionale siano capaci di interpretazione normativa qualificata e tanto meno all'Ufficio finanziario, ma al giudice, unico soggetto dell’ordinamento cui è attribuito il potere-dovere di accertare la ragionevolezza di una determinata interpretazione.

 

 

5) Dogane: niente incremento accise sulla birra per l’anno 2014

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con la nota n. 22057 del 25 febbraio 2014, evidenzia l’avvenuta eliminazione per l’anno 2014, dell’incremento dell’accisa sulla birra decorrente dal 1° marzo 2014.

La legge 21 febbraio 2014, n. 9, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 43 del 21.2.2014, di conversione del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, recante «Interventi urgenti di avvio del piano “Destinazione Italia”, per il contenimento delle tariffe elettriche e del gas, per la riduzione dei premi RC-auto, per l’internazionalizzazione, lo sviluppo e la digitalizzazione delle imprese, nonché misure per la realizzazione di opere pubbliche ed EXPO 2015», inserendo all’art.12 il comma 7-ter è intervenuta in materia di tassazione sulla birra.

Più specificamente, tale disposizione ha stabilito che venga modificata la determinazione del Direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli n. 145744 del 23 dicembre 2013 al fine di eliminare, per l’anno 2014, l’incremento dell’accisa sulla birra, decorrente dal 1° marzo 2014.

In proposito, nel rinviare alle comunicazioni di cui al punto 3, lett.B), della nota n. RU 150836 del 24.12.2013 dell’allora Direzione centrale Gestione Tributi e Rapporto con gli Utenti, si rammenta che la suddetta determinazione, adottata in attuazione dell’articolo 15, comma 2, lettere e-bis) ed e-ter) del D.L. n. 91/2013, ha fissato l’aumento a decorrere dal 1° marzo 2014 delle aliquote di accisa sulla birra oltreché sui prodotti alcolici intermedi e sull’alcole etilico.

Tanto richiamato, in esecuzione di quanto stabilito dal suddetto art. 12, comma 7-ter, del D.L. n.145/2013, con determinazione n. RU 21772 del 25.2.2014, il Direttore dell’Agenzia delle dogane e di monopoli ha disposto la soppressione del previsto aumento dell’aliquota di accisa sulla birra che pertanto, in vigenza dell’art. 25, comma 3, lett. a) del D.L. n. 104/2013, permane per l’anno 2014 stabilita nella misura di euro 2,70 per ettolitro e per grado-Plato.

Diversamente, mantengono piena efficacia gli incrementi delle aliquote di accisa sui prodotti alcolici intermedi e sull’alcole etilico fissati, con decorrenza 1° marzo 2014, dall’art.1, lett.a), della suddetta determinazione n.145744.

 

 

6) Inps: Introduzione della fatturazione elettronica

Per fare fronte alle disposizioni normative (per ultimo il Decreto n. 55/2013), l’Inps ha avviato le attività finalizzate alla realizzazione del sistema volto all’implementazione dell’utilizzo della fatturazione elettronica.

Tale Istituto lo rende noto con il messaggio n. 2834 del 25 febbraio 2014.

Tale sistema consente agli operatori economici l’invio delle fatture firmate digitalmente, attraverso validi indirizzi PEC e andrà ad impattare su tutte le strutture centrali e territoriali dell’Istituto.

Pertanto, a decorrere dal 6 giugno 2014, gli operatori economici dovranno trasmettere le fatture esclusivamente in modalità elettronica e l’Istituto dovrà procedere al pagamento delle sole fatture pervenute in tale modalità.

Al fine di dar seguito ai prescritti adempimenti, l’AgID ha avviato, inoltre, un monitoraggio per delineare un quadro sull’adeguamento delle amministrazioni al processo di fatturazione, predisponendo un Piano Operativo invitando le Pubbliche Amministrazioni a fornire le informazioni necessarie attraverso la compilazione dei form.

L’Istituto provvederà a inviare all’AgID, all’indirizzo fatturazione.elettronicapa@agid.gov.it le informazioni in essi contenute al fine di ottemperare a quanto previsto dal sopra citato Piano Operativo.

L’Istituto ha disegnato, quindi, una strategia di adeguamento dell’attuale sistema che prevede i seguenti step:

- identificazione in IPA (Indice delle Pubbliche Amministrazioni istituito con il d.P.C.M. del 31 ottobre 2000) di un nuovo codice AOO centrale apposito per la fatturazione elettronica che rappresenterà il solo punto di comunicazione (polo di smistamento dell’Istituto). È demandato alle procedure interne all’Istituto il compito di veicolare le fatture elettroniche a tutte le strutture destinatarie identificate (Direzioni centrali e Direzioni Territoriali, ecc.) al fine di consentire la gestione di eventuali modifiche organizzative, evitando, nel contempo, impatti sui sistemi esterni (es. IPA);

- identificazione dei contratti in essere al fine di concordare con gli operatori economici le nuove modalità di fatturazione e comunicare il codice IPA, cui dovranno essere trasmesse le fatture in modalità elettronica;

- integrazione del “colloquio” tra sistemi gestionali dell'Istituto con il Sistema di

Interscambio, mediante l’utilizzo dell’indirizzo PEC fatturazioneelettronica@postacert.inps.gov.it collegato al nuovo codice AOO necessario per il processo di acquisizione delle fatture elettroniche e di trasmissione telematica di eventuali riscontri agli operatori economici;

- gestione automatica della protocollazione, gestione documentale e conservazione sostitutiva dei documenti ricevuti.

Alla luce di ciò, l’Istituto, in conformità a quanto richiesto dall’AgID, ha identificato nell’ambito della Direzione Centrale Sistemi Informativi e Tecnologici (DCSIT), il Dott. Giorgio Calò in qualità di “referente dell’amministrazione in materia di fatturazione elettronica”.

Tale referente è responsabile del completamento delle fasi del processo, necessario al rispetto delle tempistiche di seguito rappresentate, al fine di garantire l’avvio, a partire dal 6 giugno 2014, del sistema di fatturazione elettronica.

Poi, con successiva note operative, saranno fornite le necessarie istruzioni per il pieno e corretto utilizzo del sistema.

 

 

7) Applicazione da parte dell’Inps delle misure di prevenzione della corruzione previste dalla legge

L’Inps con la circolare n. 27 del 25 febbraio 2014, illustra i seguenti temi:

Inconferibilità ed incompatibilità degli incarichi dirigenziali; prevenzione fenomeni corruttivi nella formazione di commissioni e nell’assegnazione agli uffici; attività successiva alla cessazione del rapporto di lavoro; rotazione del personale sottoposto a procedimento penale o disciplinare per condotte di natura corruttiva; obblighi di astensione; obblighi di comunicazione.

Con la legge n. 190/2012 sono state approvate le “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”.

Con tale provvedimento legislativo è stato introdotto anche nel nostro ordinamento un sistema organico di prevenzione della corruzione che mira a garantire l’attuazione coordinata delle strategie elaborate in materia a livello nazionale ed internazionale e, al contempo, a fornire alle pubbliche amministrazioni le linee di indirizzo per la corretta applicazione delle misure e

degli strumenti di prevenzione previsti dalla legge.

Sotto tale ultimo aspetto, riveste un ruolo fondamentale il Piano Nazionale Anticorruzione (di seguito PNA), predisposto dal Dipartimento della Funzione Pubblica ed approvato dalla CIVIT con delibera n. 72 dell’11.9.2013, che fornisce una serie di diposizioni volte a guidare le amministrazioni nell’attuazione della normativa, attraverso l’emanazione di direttive interne idonee ad adeguare le procedure interne e a conformare la condotta dei dipendenti agli obblighi di legge.

Dunque, l’Inps fornisce le direttive che, da un lato, completano la disciplina degli ambiti già trattati e, dall’altro, regolamentano ulteriori aspetti previsti dalle previsioni normative in materia.

 

 

8) Ministero del Lavoro: vigilanza sulle società ed associazioni sportive dilettantistiche

Il Ministro del Lavoro, ha pubblicato la nota n. 4036 del 21 febbraio 2014, con la quale ha fornito alcune indicazioni operative circa le verifiche ispettive da effettuare presso società ed associazioni sportive dilettantistiche.

In particolare, il ministero evidenzia la necessità di concentrare la propria attività ispettiva sulle diverse realtà imprenditoriali evidentemente non riconosciute dal CONI, dalle Federazioni sportive nazionali o dagli enti di promozione sportiva e non iscritte nel Registro delle società e associazioni sportive dilettantistiche.

 

 

9) Associazioni sportive: devono osservare gli adempimenti contabili altrimenti non viene riconosciuta la finalità non lucrativa

Secondo la Commissione Tributaria Provinciale di Firenze (sentenza n. 107/4/2014), le associazioni sportive nell’ambito dell’attività istituzionale, anche se non sono obbligate alla tenuta delle scritture contabili obbligatorie, devono comunque porre in essere una serie di adempimenti documentali, da cui si possa dedurre la natura “dilettantistica” e le modalità di esercizio dell’attività, laddove il rendiconto economico finanziario rappresenta senza dubbio uno strumento di trasparenza e di controllo dell’intera gestione economica e finanziaria dell’associazione, da cui poter desumere non soltanto il risultato economico del’anno, ma anche la corretta destinazione degli utili di esercizio prodottisi nel corso degli anni ovvero delle modalità di copertura delle eventuali perdite.

Senza un controllo della contabilità e del rendiconto non vi é dunque modo per l’associazione di dimostrare all’Amministrazione finanziaria che tutti i proventi riscossi rientrino tra quelli di natura istituzionale e che l’eventuale avanzo di gestione sia stato reinvestito nell’ambito dell’attività sociale.

E trattandosi di un onere probatorio posto a carico dell’associazione che voglia usufruire delle agevolazioni fiscali previste in tema di Asd, legittimamente il fisco ne ha fatto scaturire, assieme ad altri elementi, la perdita di tali agevolazioni fiscali.

In particolare, nel caso di specie, si è verificata la:

- mancata dimostrazione della partecipazione alla vita e alla gestione dell’associazione da parte dei soci;

- mancata dimostrazione della validità delle assemblee, del numero legale dei presenti, dell’effettiva partecipazione alle stesse;

- mancata istituzione di scritture sociali (libro del Consiglio direttivo, libro soci) in violazione delle previsioni statutarie;

- mancata redazione del rendiconto (violazione dell'obbligo di redigere e approvare annualmente un rendiconto economico e finanziario secondo le disposizioni statutarie da parte del Consiglio direttivo e in base a quanto previsto anche all’art. 148, comma 8, del Tuir);

- mancata possibilità di riscontro dell’assenza del fine di lucro;

- mancata possibilità di riscontro del divieto di distribuzione di utili;

- mancata possibilità di riscontro dell’entità delle entrate derivanti dalle quote associative e/o dai corrispettivi specifici eventualmente versati dagli associati per usufruire dei corsi e della destinazione degli stessi agli scopi sociali;

- mancata possibilità di riscontro della correttezza dell’erogazione dei compensi agli istruttori.

 

Vincenzo D’Andò