Diario fiscale del 19 febbraio 2014: “nuova Sabbatini”, l’agevolazione è operativa

Pubblicato il 19 febbraio 2014



subentro da parte di Onlus ad attività di albergo-ristorante; agevolazioni per l’acquisto di nuovi impianti e macchinari: “nuova Sabatini”; entro fine mese vanno certificati gli utili distribuiti nel corso del 2013; in scadenza la consegna delle certificazione dei compensi erogati e delle ritenute operate nel 2013; l’esperto che assaggia olio non paga tassa; IVA di gruppo: trattamento del credito IVA chiesto a rimborso prima dell’adesione alla procedura e poi denegato

 Indice:

 1) Subentro da parte di Onlus ad attività di albergo-ristorante

 2) Agevolazioni per l’acquisto di nuovi impianti e macchinari: “nuova Sabatini”

 3) Entro fine mese vanno certificati gli utili distribuiti nel corso del 2013

 4) In scadenza la consegna delle certificazione dei compensi erogati e delle ritenute operate nel 2013

 5) L’esperto che assaggia olio non paga tassa

 6) IVA di gruppo: trattamento del credito IVA chiesto a rimborso prima dell’adesione alla procedura e poi denegato

 

 

1) Subentro da parte di Onlus ad attività di albergo-ristorante

Il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), con la risoluzione n. 15452 del 30 gennaio 2014, ha risposto a due quesiti, nei quali veniva chiesto se sia possibile che:

- un’associazione non riconosciuta avente la qualifica di ONLUS possa svolgere attività ricettiva (subentro nell’attività di pubblico esercizio-albergo);

- il rappresentante legale di un’associazione polisportiva dilettantistica possa svolgere l’attività di somministrazione di bevande/alimenti su aree pubbliche.

A riguardo, è stato precisato che:

- non è consentito agli enti iscritti nell’anagrafe delle ONLUS pena la perdita della qualifica di ONLUS subentrare all’attività di un pubblico esercizio albergo - ristorante poiché detta attività non è riconducibile tra le attività istituzionali né tra le attività connesse che possono essere svolte dalle ONLUS;

- sotto il profilo fiscale l’associazione sportiva può, essendo ente non commerciale, esercitare anche attività commerciale purché questa non risulti prevalente rispetto all’attività istituzionale.

 

2) Agevolazioni per l’acquisto di nuovi impianti e macchinari: “nuova Sabatini”

Con il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 27/11/2013 (pubblicato in G.U. n. 19 del 24/01/2014) e successiva circolare ministeriale n. 4567 del 10 febbraio 2014 sono disciplinate le modalità di accesso alle agevolazioni previste dalla “Nuova Sabatini” per nuovi investimenti aziendali.

Sono state recentemente disciplinate alcune interessanti misure di incentivo finanziario alle acquisizioni di beni da impiegare nei processi produttivi (quali macchinari, impianti ed attrezzature aziendali, nuove di fabbrica) con la finalità di promuovere lo sviluppo degli investimenti aziendali.

Soggetti interessati

Rientrano tra i soggetti interessati le piccole e medie imprese (PMI) che alla data di presentazione della domanda di contributo possiedono i seguenti requisiti:

a) hanno una sede operativa in Italia e sono regolarmente costituite ed iscritte nel Registro delle imprese ovvero nel Registro delle imprese di pesca;

b) sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali;

c) non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;

d) non si trovano in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà' così come

individuate nel regolamento GBER (CE n.800/2008).

Spese ammissibili

Gli investimenti ammissibili sono rappresentati da macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, nonché hardware, software e tecnologie digitali, classificabili, nell’attivo dello stato patrimoniale, alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4, dell’art. 2424 del codice civile, e destinati a strutture produttive già esistenti o da impiantare, ovunque localizzate nel territorio nazionale.

Gli investimenti ammissibili devono essere destinati, fatte salve specifiche limitazioni settoriali, a:

a) creazione di una nuova unità produttiva;

b) ampliamento di una unità produttiva esistente;

c) diversificazione della produzione di uno stabilimento;

d) cambiamento fondamentale del processo di produzione complessivo di una unità produttiva esistente;

e) acquisizione degli attivi direttamente connessi ad una unità produttiva, nel caso in cui l’unità produttiva sia stata chiusa o sarebbe stata chiusa qualora non fosse stata acquisita e gli attivi vengano acquistati da un investitore indipendente.

Gli investimenti devono essere avviati successivamente alla data della domanda di accesso ai contributi. Per avvio dell’investimento si intende la data del primo titolo di spesa ammissibile. Gli investimenti devono essere conclusi entro il periodo di preammortamento o di prelocazione, della durata massima di 12 mesi dalla data di stipula del finanziamento. A tal fine é presa in considerazione la data dell’ultimo titolo di spesa riferito all’investimento o, nel caso di operazione in leasing, la data di consegna del bene. Gli investimenti, qualora non riferiti ad immobilizzazioni acquisite tramite locazione finanziaria, devono essere capitalizzati e figurare nell'attivo dell’impresa per almeno 3 anni.

Non sono ammessi i costi relativi a commesse interne, le spese relative a macchinari, impianti e attrezzature usati, le spese di funzionamento, le spese relative a imposte, tasse e scorte, nonché i costi relativi al contratto di finanziamento. Non sono altresì ammissibili singoli beni di importo inferiore a 500,00 euro, al netto dell’IVA. Nel caso di operazioni di leasing finanziario il costo ammesso é quello fatturato dal fornitore dei beni all’intermediario finanziario.

Caratteristiche del finanziamento

La concessione delle agevolazioni è condizionata all’adozione di una delibera di

finanziamento, il quale avrà le seguenti caratteristiche:

- deve essere deliberato a copertura degli investimenti;

- deve essere deliberato da una banca o da un intermediario finanziario;

- deve avere durata massima di 5 anni dalla data di stipula del contratto di

finanziamento comprensiva del periodo di preammortamento o di prelocazione;

- deve essere deliberato per un valore non inferiore a 20.000 euro e non superiore a 2.000.000 di euro, anche se frazionato in più iniziative di acquisto per ciascuna impresa beneficiaria;

- deve essere erogato in un’unica soluzione, entro 30 giorni dalla stipula del contratto di finanziamento.

Il finanziamento può coprire fino al 100% degli investimenti ed é concesso entro il 31 dicembre 2016.

Agevolazioni concedibili

Le agevolazioni sono determinate nella forma di un contributo pari all’ammontare complessivo degli interessi calcolati in via convenzionale su un finanziamento al tasso d’interesse del 2,75%, della durata di 5 anni e d'importo equivalente al finanziamento da erogare. Le agevolazioni sono concesse nei limiti dell’intensità di aiuto massima concedibile in conformità all'art. 15 del regolamento GBER ovvero al regolamento (CE) n. 1857/2006 per le imprese agricole e al regolamento (CE) n. 736/2008 per le imprese della pesca e acquacoltura. La concessione del finanziamento/leasing può essere assistita dalla garanzia del Fondo di garanzia, nei limiti e sulla base delle condizioni di operatività del Fondo, nella misura massima dell'80% dell’ammontare del finanziamento.

Presentazione delle domande

Le domande per l’accesso alle agevolazioni potranno essere presentate a partire dalle ore 9.00 del 31 marzo 2014 ed inviate tramite pec, con firma digitale, agli indirizzi pec delle banche/intermediari finanziari aderenti alle convenzioni.

Erogazione del contributo

L’erogazione del contributo avverrà in quote annuali secondo il piano di erogazioni riportato nel provvedimento di concessione ed é subordinata:

- al completamento dell’investimento entro il periodo di preammortamento o di prelocazione della durata massima di 12 mesi dalla stipula del finanziamento;

- al regolare rispetto da parte dell'impresa beneficiaria del piano di rimborso previsto

dal finanziamento;

- alla presentazione della documentazione prevista sottoscritta dal legale rappresentante e dal presidente del collegio sindacale o di un revisore legale.

 

3) Entro fine mese vanno certificati gli utili distribuiti nel corso del 2013

I soggetti Ires che hanno corrisposto utili, i soggetti che hanno corrisposto proventi equiparati agli utili e i soggetti che hanno corrisposto somme all’associato in partecipazione con apporto di capitale o misto sono tenuti a rilasciare entro il 28 febbraio 2014 le certificazioni attestanti le erogazioni di tali somme avvenute nel corso del periodo di imposta 2013. Le somme da certificare mediante tale modello fanno riferimento:

- alle riserve di utili distribuite, anche dalle società che si trovano in regime di trasparenza fiscale (per quest’ultime concorreranno alla formazione del reddito da capitale dei percipienti solo le distribuzioni relative agli utili realizzati ante opzione per trasparenza);

- alle riserve di capitale distribuite, verificandosi la presunzione di cui all’art. 47, co. 1 Tuir (in tal caso la società dovrà specificare la natura delle riserve oggetto della distribuzione e il regime fiscale applicabile);

- all’erogazione di utili derivanti dalla partecipazione in SIIQ e in SIINQ (società di investimento immobiliare quotate o non quotate), assoggettati alla ritenuta alla fonte a titolo di acconto del 20%;

- all’erogazione di proventi derivanti da titoli e strumenti finanziari assimilati alle azioni;

- alle remunerazioni dei contratti di associazione in partecipazione e cointeressenza con apporto di capitale ovvero di capitale e opere o servizi;

- agli interessi (riqualificati come dividendi) dei finanziamenti eccedenti di cui all’art. 98 Tuir (in vigore fino al 31 dicembre 2007) direttamente erogati dal socio o dalle sue parti correlate.

Non devono essere certificati da parte delle società emittenti:

- gli utili e gli altri proventi assoggettati a ritenuta a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva ai sensi degli artt. 27 e 27-ter D.P.R. n .600/73 (tali dati vanno monitorati in quanto da dichiarare nel modello 770 ordinario da parte del soggetto emittente);

- gli utili e i proventi relativi a partecipazioni detenute nell’ambito di gestioni individuali di portafoglio di cui all’art. 7 D.Lgs. n. 461/97.

I dati contenuti nella certificazione saranno utilizzati:

- dal soggetto percipiente persona fisica ai fini della dichiarazione nel modello Unico 2014 (o nel modello 730/2014);

- dal soggetto che ha corrisposto le somme ai fini della compilazione del modello 770 ordinario 2014.

 

4) In scadenza la consegna delle certificazione dei compensi erogati e delle ritenute operate nel 2013  (abbiamo predisposto un software per le certificazioni...)

Entro il prossimo 28 febbraio devono essere consegnate, o spedite ai percipienti, da parte dei sostituti d’imposta, le certificazioni attestanti l’effettuazione delle ritenute fiscali e contributive operate nel corso dell’anno 2013 sui:

- compensi corrisposti ai lavoratori autonomi, abituali o occasionali;

- compensi corrisposti agli intermediari di commercio.

Vanno inoltre predisposte e consegnate le certificazioni delle ritenute operate dai condomini per contratti di appalto di opere o di servizi e le certificazioni delle ritenute operate dalle Banche e dalle Poste Italiane al momento dell’accredito ai beneficiari dei bonifici relativi all’esecuzione di lavori che fruiscono delle detrazioni del 50% e del 55%.

Non si prevede una forma obbligatoria per le certificazioni, tuttavia esse devono contenere i seguenti dati:

- identificativi del sostituto di imposta (che sottoscrive la certificazione);

- identificativi del soggetto che ha subito la ritenuta (percipiente);

- causale del versamento (es. prestazioni di consulenza, provvigioni, ecc.);

- importo delle somme corrisposte, con indicazione di quelle non imponibili;

- ammontare delle ritenute operate;

- ammontare degli eventuali contributi previdenziali trattenuti (ad esempio Gestione separata Inps, Enasarco, ecc.);

- periodo di erogazione del compenso, ai fini del controllo della tempestività del versamento della ritenuta.

E’ opportuno richiamare l’attenzione su alcuni particolari compensi:

- sportivi dilettanti

nella certificazione dei compensi erogati agli sportivi dilettanti, deve essere evidenziata anche la somma di € 7.500 che non concorre alla formazione del reddito ai sensi dell’art. 69, co. 2 Tuir,

- nuove iniziative produttive - regime agevolato ex art 13 L. n. 388/00

non è obbligatorio certificare i compensi erogati ad esercenti prestazioni di lavoro autonomo che hanno optato per il regime agevolato di cui all’art. 13 L. n.388/00 in quanto trattasi di compensi sui quali non vanno trattenute le ritenute di acconto,

- imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità ex art. 27, D.L. n. 98/11

sono da riportare nel modello 770 i compensi corrisposti a soggetti che si avvalgono del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità previsto dall’art. 27 D.L. n. 98 del 6 luglio 2011, anche se tali compensi non sono assoggettati a ritenuta d’acconto. E, quindi, opportuna la certificazione anche di tali compensi nella misura complessiva delle somme erogate.

- ricercatori residenti all’estero

le somme erogate quale compensi per lavoro autonomo a ricercatori residenti all’estero di cui al D.L. n. 185/08 non vanno certificate per la parte che non ha concorso a formare il reddito imponibile ovvero il 90% dell’ammontare erogato,

- finanziamenti fruttiferi

vanno certificate le ritenute applicate, all’atto del pagamento, sugli interessi corrisposti ai soci.

In tale caso occorre redigere un documento dal quale risultino le caratteristiche del finanziamento, quali il piano di rimborso, l’onerosità e l’esplicito impegno alla restituzione delle somme oggetto del finanziamento.

- prestiti obbligazionari

la ritenuta sugli interessi dovuti sui prestiti obbligazionari si applica, secondo il disposto dell’art. 2, co. 9 D.L. n. 138/11, nel momento in cui l’interesse è esigibile. Andranno quindi certificate nel 2014 le ritenute versate in relazioni agli interessi esigibili dal 1° gennaio 2013.

Ovviamente, la certificazione delle ritenute sarà utilizzata ai fini della redazione della dichiarazione dei redditi del percipiente e del modello 770 semplificato.

 

5) L’esperto che assaggia olio non paga tassa

I tecnici e gli esperti degli oli di oliva vergini ed extravergini non sono tenuti a

corrispondere la tassa sulle concessioni governative per ottenere l’iscrizione nell’elenco nazionale.

Lo ha precisato l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 22/E del 18 febbraio 2014, che, ripercorrendo i passaggi normativi susseguitisi negli anni per disciplinare gli albi e gli elenchi degli esperti assaggiatori di oli d’oliva, giunge a sostenere che la tassa sulle concessioni governative non debba essere versata dai soggetti che intendano iscriversi nell’elenco degli assaggiatori tenuto presso il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali.

A tale proposito, l’Agenzia cita la legge 169/1992 (“Disciplina per il riconoscimento della denominazione di origine controllata degli oli di oliva vergini ed extravergini”) che, con l’articolo 17, comma 1, istituisce l’albo nazionale degli assaggiatori al fine di certificare la qualità dell’olio e di effettuare prove di assaggio, ai sensi del regolamento Cee n. 2568/91 dell’11 luglio 1991.

Tale albo, con l’articolo 3 della legge 313/1998, viene “…soppresso e sostituito da un elenco nazionale di tecnici ed esperti degli oli d’oliva vergini ed extravergini, articolato su base regionale e tenuto presso il Ministero per le politiche, agricole, formati e selezionati secondo i criteri previsti dal regolamento (CEE) 2568/91 della Commissione, dell’11 luglio 1991, e

successive modificazioni”.

In tutti i passaggi normativi che sono stati considerati non si rinviene mai alcuna informazione sulla natura abilitante (o meno), all’esercizio di professioni o attività, dell’iscrizione nell’albo degli assaggiatori, prima, e dell’elenco nazionale che lo ha sostituito, poi.

Questo dato, invece, risulta particolarmente importante ai fini dell’applicazione della tassa sulle concessioni governative, disciplinata dal Dpr 642/1972 che, all’articolo 1.

E’ proprio grazie al parere reso dal Mipaaf, che l’Agenzia delle entrate ha potuto risolvere il dubbio sulla debenza o meno della tassa sulle concessioni governative, stabilendo che la stessa non trova applicazione nel caso dell’iscrizione nell’elenco nazionale di tecnici ed esperti degli oli d’oliva vergini ed extravergini, in quanto tale formalità non abilita all’esercizio di alcuna attività.

 

6) IVA di gruppo: trattamento del credito IVA chiesto a rimborso prima dell’adesione alla procedura e poi denegato

Le eccedenze maturate prima dell’adesione al regime, recuperabili solo tramite compensazione, non possono essere trasferite nella liquidazione unitaria della compagine.

L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 21/E del 18 febbraio 2014, scioglie alcuni dubbi interpretativi sorti in merito alla procedura di liquidazione dell’Iva di gruppo, chiarendo che il credito dell’Iva chiesto a rimborso dalle società prima del 2008 e prima dell’adesione alla speciale procedura, se rifiutato dall’ufficio con provvedimento di diniego successivo a tale data per mancanza dei presupposti, non può essere riportato nelle proprie liquidazioni periodiche e, conseguentemente, trasferito al gruppo.

Adempimenti dichiarativi

Da ultimo, la risoluzione fornisce chiarimenti in merito agli aspetti dichiarativi da porre in essere, precisando che, tra le novità del modello di dichiarazione Iva 2014 per l’anno d’imposta 2013, è stato inserito il campo 2 del rigo VL8 nel quale indicare il credito chiesto a rimborso in anni precedenti e non ammesso dall’ufficio, al fine di evitare che lo stesso sia trasferito al gruppo.

Coerentemente, le medesime istruzioni inibiscono la compilazione del rigo VL27 della dichiarazione, concernente il “credito chiesto a rimborso in anni precedenti e computabile in detrazione a seguito di diniego dell’ufficio”, ai soggetti che hanno partecipato alla liquidazione “collettiva” per l’intero anno d’imposta, rinviando, a tal fine, alla compilazione del rigo VL8.

 

Vincenzo D’Andò