Diario del 13 febbraio 2014: i contributi Enasarco 2014

Pubblicato il 13 febbraio 2014



Enasarco: aliquote e massimali 2014; incentivi MSE: istanze dal 31 marzo; villa di lusso?: conta il piano regolatore generale; comunicazioni telematiche: circolare INAIL; mediazione tributaria: chiarimenti dalle Entrate; regolarizzazione spontanea di capitali e investimenti: sul sito delle Entrate la bozza di domanda per la voluntary disclosure; convertito in Legge il Decreto “terra dei fuochi”

 

 Indice:

 1) Enasarco: aliquote e massimali 2014

 2) Incentivi MSE: istanze dal 31 marzo

 3) Villa di lusso ?: conta il piano regolatore generale

 4) Comunicazioni telematiche: circolare INAIL

 5) Mediazione tributaria: chiarimenti dalle Entrate

 6) Regolarizzazione spontanea di capitali e investimenti: Sul sito delle Entrate la bozza di domanda per la voluntary disclosure

 7) Convertito in Legge il Decreto “terra dei fuochi”

 

 

1) Enasarco: aliquote e massimali 2014

A partire dal 01 Gennaio 2014, a seguito del nuovo regolamento delle Attività Istituzionali Enasarco, sono entrate in vigore le seguenti modifiche.

L’aliquota contributiva è passata dal 13,75% al 14,20% (di cui la metà - 7,10% - a carico della ditta mandante);

I massimali provvigionali su cui calcolare i versamenti contributivi sono così variati:

Agenti Plurimandatari

il massimale annuo per ciascuna Azienda è di 23.000,00 Euro.

Agenti Monomandatari

il massimale provvigionale annuo è di 35.000,00 Euro.

I minimali sono rimasti invariati:

- Plurimandatari è di 412,00 Euro per ciascuna azienda;

- Monomandatari è di 824,00 Euro per ciascuna azienda

 

2) Incentivi MSE: istanze dal 31 marzo

Al via le domande per l’accesso agli incentivi della “Sabatini bis” varati dal Ministero dello sviluppo economico e garantiti da Cassa depositi e prestiti. Dal 31 marzo 2014, a partire dalle ore 9, è possibile presentare le domande di agevolazione alle banche o agli intermediari finanziari aderenti alle convenzioni. La domanda di agevolazioni compilata in formato elettronico e sottoscritta con firma digitale va inviata attraverso la posta elettronica certificata. Le domande presentate antecedentemente al termine iniziale (31 marzo 2014) sono considerate non ricevibili. Entro il 10 marzo 2014 nella sezione “beni strumentali (nuova Sabatini)” del sito www.mise.gov.it. saranno disponibili la domanda di agevolazione e i relativi allegati. Il mancato utilizzo dei predetti schemi, la sottoscrizione di dichiarazioni incomplete e l’assenza, anche parziale, dei documenti e delle informazioni richieste costituiscono motivo di non ricevibilità della domanda e pertanto di inammissibilità al finanziamento e al contributo. E’ quanto afferma la circolare del Mise, Direzione generale per gli investimenti alle imprese, n. 4567 del 10 febbraio 2014 composta inoltre da un appendice e dalla modulistica necessaria per accedere alle agevolazioni.

Presentazione domanda

La domanda di agevolazione, deve essere compilata dall’impresa in formato elettronico e, unitamente all’ulteriore documentazione eventualmente necessaria deve essere, pena l'invalidità, sottoscritta mediante firma digitale. Va presentata, a partire dalle ore 9 del 31 marzo 2014, esclusivamente attraverso l’invio a mezzo posta elettronica certificata alle banche o intermediari finanziari aderenti alle convenzioni, con i quali l’impresa successivamente dovrà prendere contatto per definire le modalità del finanziamento. L’elenco delle banche o intermediari finanziari aderenti alle convenzioni sarà pubblicato nei siti www.mise.gov.it e www.cassaddpp.it e di volta in volta aggiornato.

La modulistica

Ai fini dell’accesso alle agevolazioni finanziarie le imprese sono tenute a presentare:

- domanda di agevolazione rubricata sottoscritta, a pena di invalidità, dal legale rappresentante dell’impresa proponente o da un suo procuratore;

- la/e dichiarazione/i, resa/e secondo le modalità stabilite dalla prefettura competente, in merito ai dati necessari per la richiesta delle informazioni antimafia per i soggetti sottoposti alla verifica (solo per agevolazioni che superano la soglia di 150.000,00 euro);

- copia dell’atto di procura e del documento di identità del soggetto che rilascia la procura, nel caso il modulo di domanda sia sottoscritto dal procuratore dell'impresa.

La domanda di agevolazione e i relativi allegati devono essere compilati utilizzando esclusivamente, pena l’invalidità della domanda i moduli disponibili entro il 10 marzo 2014 nella sezione “beni strumentali (nuova Sabatini)” del sito www.mise.gov.it. Il mancato utilizzo dei predetti schemi, la sottoscrizione di dichiarazioni incomplete e l'assenza, anche parziale, dei documenti e delle informazioni richieste costituiscono motivo di non ricevibilità della domanda e pertanto di inammissibilità al finanziamento e al contributo.

 

3) Villa di lusso?: conta il piano regolatore generale

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3080 del 11 febbraio 2014, interviene sui requisiti per l’ottenimento dei benefici fiscali sulle compravendite immobiliari.

Per definire se la villa è “di lusso” conta il Piano regolatore generale. Se lo strumento urbanistico all’atto della costruzione dell’edificio, non prevedeva che l'area fosse destinata a “villa”, l'edificio non può essere considerato di lusso. La questione è arrivata in Cassazione dopo che le Entrate avevano perso in appello con il contribuente sulla liquidazione delle maggiori imposte di registro, chieste dopo aver accertato che l’abitazione, comprata nel 2005 con le agevolazioni fiscali per la prima casa, si trovava in una zona che il piano regolatore aveva destinato a villa o parco privato.

In particolare, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dall’Amministrazione finanziaria contro la decisione con cui i giudici di merito avevano annullato una rettifica con il recupero della maggiore imposta di registro notificata ad una contribuente. Quest’ultima aveva acquistato un immobile, usufruendo dei benefici fiscali sulla prima casa, in una zona residenziale che, successivamente alla sua costruzione, era stata destinata a ville.Multa per chi espone la frutta

Commette un reato punibile con l’ammenda il commerciante che vende la sua merce (nel caso di specie la frutta) all’aperto. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6108 del 10 febbraio 2014, mette fuori legge l’abitudine di vendere frutta e verdura mettendola in mostra su un carrettino o sulle cassette all’esterno del negozio. Tale uso, in realtà molto consolidato, per la Suprema corte contrasta con la normativa che vieta di mettere in commercio alimenti “insudiciati, invasi da parassiti, in stato di alterazione o comunque nocivi, ovvero sottoposti a lavorazioni o trattamenti diretti a mascherare un preesistente stato di alterazione”.

4) Comunicazioni telematiche: circolare INAIL

L’INAIL, con la circolare n. 11 del 10 febbraio 2014, ha reso note le modalità di effettuazione degli adempimenti relativi alle comunicazioni telematiche, dal sito www.inps.it, dei nominativi dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e della DNA relativa ai soci/collaboratori/coadiuvanti artigiani e non artigiani.

In particolare l’Istituto chiarisce che:

- nel primo caso la comunicazione dei RLS deve essere effettuata per la singola azienda, ovvero per ciascuna unità produttiva in cui si articola l’azienda stessa, nella quale operano i Rappresentanti, tramite il servizio “comunicazione Rls”;

- nel secondo caso la comunicazione deve essere effettuata (in assenza di obbligo di invio del modello UNILAV) utilizzando il “servizio Dna soci”.

Infine, viene comunicato che dal 15 febbraio 2014 il servizio fax n. 800657657 sarà dismesso e quindi non potrà più essere utilizzato per l’effettuazione dei predetti adempimenti.

 

5) Mediazione tributaria: chiarimenti dalle Entrate

L’Agenzia delle entrate con la circolare n. 1/E del 12 febbraio 2014 spiega le novità che hanno interessato la disciplina della mediazione tributaria (art. 17-bis del D.Lgs. 546/1992), come modificata dalla Legge di stabilità 2014 ((art. 1, comma 611, Legge 147/2013).

In base alla citata Legge 147/2013, diventa improcedibile e non più inammissibile il ricorso presentato dal contribuente in CTP senza prima aver aspettato l’esito della mediazione. Si dovrà, quindi, attendere il compimento dei 90 giorni dal ricevimento dell’istanza da parte dell’Agenzia prima che il contribuente possa costituirsi in giudizio entro i successivi 30 giorni.

Alle domande di mediazione relative ad atti notificati a partire dal 2 marzo si applicheranno le normali disposizioni sui termini processuali. Ciò significa che il termine di 90 giorni previsto per la conclusione del procedimento di mediazione dovrà essere calcolato al “lordo” del periodo di sospensione feriale, dal primo agosto al 15 settembre.

Procedimento amministrativo

Al termine di 90, entro il quale deve concludersi il procedimento di mediazione, si applicano le disposizioni sui termini processuali e quindi, diversamente da quanto previsto dalla previgente disciplina, le sospensioni e le proroghe previste per i medesimi termini, quali ad esempio le regole per il computo dei termini processuali e la sospensione nel periodo feriale di cui alla legge 742/1969.

Improcedibilità del ricorso

Dunque, la presentazione del reclamo non è più condizione di ammissibilità del ricorso, ma di procedibilità.

La circolare afferma che l’improcedibilità può essere eccepita dall’Agenzia delle entrate mediante il deposito delle controdeduzioni (art. 23, comma 3, D.Lgs. 546/1992), entro il termine di 150 giorni dalla presentazione dell’istanza, termine che si ricostruisce sommando, ai 90 giorni per lo svolgimento del procedimento di mediazione, i 60 per la costituzione in giudizio del resistente.

Ciò significa che se il giudice fissa l’udienza in data antecedente al termine di cui all’art. 17-bis del Dlgs 546/1992 (90 giorni per lo svolgimento del procedimento di mediazione + 60 giorni per la costituzione in giudizio dell’ufficio + 30 giorni per l’invio dell’avviso di trattazione), l’ufficio - prima dell’udienza - si costituisce in giudizio, eccepisce l’improcedibilità del ricorso e chiede il rinvio dell’udienza al fine di consentire il corretto e tempestivo esercizio del diritto di difesa.

In caso di mancato accoglimento dell’eccezione di improcedibilità da parte della Commissione tributaria provinciale, la sentenza emessa all’esito del giudizio può essere impugnata dall’Agenzia.

Sospensione della riscossione

La riscossione e il pagamento delle somme dovute in base all’atto impugnato sono sospesi automaticamente in pendenza del procedimento di mediazione, a prescindere dalla presentazione di una richiesta di parte.

La circolare precisa che l’Agenzia non procede all’affidamento del carico se l’atto impugnato è un accertamento esecutivo o una successiva intimazione di pagamento, oppure comunica all’Agente della riscossione la sospensione della riscossione se l’atto impugnato è un ruolo, o ancora non procede all’iscrizione a ruolo in tutti gli altri casi.

Decorso il termine di 90 giorni dalla presentazione dell’istanza senza che vi sia stato accoglimento della stessa o sia stato formalizzato un accordo di mediazione e in caso di deposito del ricorso da parte del contribuente prima del decorso del termine di 90 giorni dalla presentazione dell’istanza, la sospensione viene meno e sono dovuti gli interessi previsti dalle singole leggi d’imposta, ferma restando la normativa “speciale” sulla riscossione straordinaria.

Decorrenza dei termini per la costituzione in giudizio

Qualora il procedimento di mediazione non si sia concluso con l’accoglimento o con la formalizzazione di un accordo, i termini per la costituzione in giudizio delle parti decorrono, in ogni caso, dal compimento dei 90 giorni dal ricevimento dell’istanza da parte dell’Agenzia. Pertanto, la notifica del provvedimento dell’Agenzia che respinge o accoglie parzialmente l’istanza non rileva più ai fini della decorrenza dei termini per la costituzione in giudizio delle parti.

Contributi previdenziali e assistenziali

Come era stato già chiarito con la circolare 9/2012, la mediazione produce effetti anche sui contributi previdenziali e assistenziali la cui base imponibile è riconducibile a quella delle imposte sui redditi. Ne deriva che il pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali rileva ai fini del perfezionamento della mediazione e va effettuato tramite modello F24.

Sulle somme dovute a titolo di contributi previdenziali e assistenziali non si applicano sanzioni e interessi.

Entrata in vigore delle modifiche

La circolare, infine, precisa che le modifiche apportate dalla Legge di stabilità 2014 alla mediazione tributaria “si applicano agli atti notificati a decorrere dal sessantesimo giorno successivo all’entrata in vigore della presente legge” e, quindi, dal 2 marzo 2014. Continuano invece ad applicarsi le precedenti disposizioni con riferimento alle istanze presentate avverso atti notificati antecedentemente a quella data.

Instaurazione del giudizio

Chiarisce l’Agenzia delle entrate che per le istanze presentate avverso gli atti notificati a decorrere dal 2 marzo 2014, qualora il procedimento di mediazione non si sia concluso con un accoglimento o con la formalizzazione di un accordo, i termini per la costituzione in giudizio delle parti (artt. 22 e 23 del D.Lgs. n. 546 del 1992) decorrono, in ogni caso, dal compimento dei 90 giorni dal ricevimento dell’istanza da parte dell’Ufficio.

In sostanza, diversamente da quanto stabilito dalla previgente disciplina, la notifica del provvedimento dell’Ufficio che respinge o accoglie parzialmente l’istanza non rileva ai fini della decorrenza dei termini per la costituzione in giudizio delle parti.

Inoltre, per espressa previsione normativa, il termine di 90 giorni deve essere computato applicando le disposizioni sui termini processuali e quindi, diversamente da quanto previsto dalla previgente disciplina, tenendo conto anche della sospensione feriale dei termini processuali dal 1° agosto al 15 settembre, di cui alla Legge n. 742 del 1969. Trovano inoltre applicazione tutte le disposizioni relative alla sospensione o interruzione dei termini processuali.

Riguardo, invece, le istanze presentate avverso gli atti notificati prima del 2 marzo 2014, alle quali continua ad applicarsi la previgente disciplina i termini per la costituzione in giudizio del ricorrente e del resistente iniziano a decorrere:

- dal compimento dei 90 giorni dal ricevimento dell’istanza da parte dell’Ufficio, qualora non sia stato notificato il provvedimento di accoglimento della stessa ovvero non sia stato formalizzato l’accordo di mediazione;

- dalla notificazione, prima del decorso dei predetti 90 giorni, del provvedimento con il quale l’Ufficio respinge o accoglie parzialmente l’istanza.

 

 

6) Regolarizzazione spontanea di capitali e investimenti: Sul sito delle Entrate la bozza di domanda per la voluntary disclosure

E’ pronta la bozza di richiesta di adesione alla procedura di collaborazione volontaria introdotta dal D.L. n. 4/2014.

Infatti, dal 12 febbraio 2014 sul sito www.agenziaentrate.it è possibile consultare la versione non definitiva del modello da presentare all’Agenzia delle entrate per regolarizzare le attività finanziarie e gli investimenti detenuti all’estero, al 31 dicembre 2012 o prima di questa data, in violazione della normativa sul monitoraggio fiscale. Sempre sul sito delle Entrate sono disponibili le due schede da allegare alla domanda, in cui andranno indicati i dati relativi al richiedente e alle attività estere rilevanti. Nell’ottica della fattiva collaborazione tra amministrazione fiscale e contribuenti, eventuali osservazioni sul modello di richiesta e sulle schede allegate possono essere inviate alla casella di posta elettronica bozzadisclosure@agenziaentrate.it entro il 15 marzo 2014. Le richieste presentate utilizzando il modello in consultazione saranno comunque ritenute valide ai fini del perfezionamento della procedura anche se il modello definitivo dovesse essere modificato a seguito delle osservazioni pervenute.

Chi può presentare la domanda

Potranno partecipare alla disclosure tutti i contribuenti che non sono formalmente a conoscenza di verifiche, accertamenti amministrativi o procedimenti penali attivati nei loro confronti in materia di violazione di norme tributarie sulle attività estere rilevanti. La partecipazione è preclusa anche se la

formale conoscenza è stata acquisita da soggetti solidalmente obbligati in via tributaria o da soggetti concorrenti nel reato tributario. Inoltre, l’adesione alla procedura dovrà riguardare tutte le attività detenute dai richiedenti e tutti i periodi di imposta per i quali non siano scaduti i termini per l’accertamento o la contestazione della violazione degli obblighi di dichiarazione previsti dalla legge per chi detiene capitali o investimenti all’estero.

Un modello flessibile a tre livelli

La richiesta è strutturata in modo da garantire una piena, spontanea e tempestiva disclosure sia ai singoli contribuenti con più attività estere, sia ai contribuenti cointeressati nella stessa attività. In questi casi sarà possibile aderire alla procedura presentando contestualmente un'unica istanza, ma ciascun contribuente istante dovrà compilare una distinta scheda “richiedente” e una singola scheda “attività” per ogni attività estera da far emergere.

La disclosure dalla A alla Z

Per aiutare i contribuenti a compilare la domanda, in appendice alle istruzioni l’Agenzia ha realizzato un breve glossario con le definizioni di tutti i termini ricorrenti. Dalla A di Apporto alla V di Valore Patrimoniale, un aiuto in più per evitare sviste ed errori.

Cosa comporta la voluntary disclosure

Se perfezionata, l’adesione alla collaborazione volontaria permetterà di fruire della riduzione delle sanzioni minime alla metà, sia nel caso di detenzione o trasferimento delle attività “svelate” al Fisco in Italia, in un Paese dell’Unione Europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo spazio economico europeo incluso nella cosiddetta “white list”, sia nel caso in cui il richiedente autorizzi l’intermediario finanziario estero a trasmettere alle autorità finanziarie italiane tutti i dati relativi alle attività oggetto di disclosure. In tutti gli altri casi le sanzioni minime sono ridotte di un quarto. La procedura si perfezionerà esclusivamente dopo il versamento di tutte le somme dovute e non prevede la possibilità di avvalersi della compensazione.

Il modello e le istruzioni per la voluntary disclosure sono disponibili sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.it, nella sezione “Modelli in bozza”.

Potranno essere regolarizzate, pertanto, tutte le attività estere rilevanti, detenute fino al 31 dicembre 2012 e non dichiarate in Unico nel modulo Rw. L’adesione deve riguardare tutte le attività detenute e tutti i periodi di imposta per i quali non sono scaduti i termini per l’accertamento o la contestazione della violazione degli obblighi di dichiarazione previsti per chi detiene capitali o investimenti all’estero.

Schede da allegare

Nella scheda R vanno riportati i dati anagrafici e i recapiti del contribuente che presenta la domanda, e specificati i collegamenti esistenti tra il richiedente e le attività estere (ad esempio: titolare effettivo intestatario, titolare effettivo ma non intestatario, erede del titolare, eccetera).

Nella scheda A, invece, il richiedente deve fornire alcune importanti informazioni sulle attività da regolarizzare, a partire dalla loro ubicazione (in caso di attività di natura finanziaria, ad esempio, va indicato, oltre allo Stato estero, anche l’intermediario finanziario presso cui l’attività è detenuta). Inoltre, va chiarito se, nel corso dei periodi d’imposta accertabili, l’attività è stata trasferita da uno Stato estero a un altro e, in caso affermativo, vanno specificati gli Stati.

Termini di presentazione

I contribuenti potranno presentare la richiesta e le schede, entro il 30 settembre 2015, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno oppure direttamente, a una delle sedi dell’ufficio centrale per il Contrasto agli illeciti fiscali internazionali (Ucifi) dell’Agenzia delle entrate. La documentazione allegata alla richiesta può essere presentata anche su supporto informatico non riscrivibile (ad esempio, cd-rom o dvd).

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 18 del 12 febbraio 2014)

 

7) Convertito in Legge il Decreto “terra dei fuochi”

Con la Legge n. 6 del 6 febbraio 2014, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 32 dell’8 febbraio 2014, è stato convertito il D.L. n. 136 del 10 dicembre 2013.

Tra le modifiche al testo originario introdotte in sede di conversione, Assonime con una nota del 12 febbraio 2014 segnala:

- la modifica dell’articolo 3 del decreto, che ha introdotto nel Codice dell’ambiente il reato di combustione illecita di rifiuti (articolo 256 bis del Codice). La norma prevede ora l’obbligo del responsabile del reato di ripristinare lo stato dei luoghi, risarcire il danno ambientale e pagare le spese relative alla bonifica. Nel caso in cui il delitto sia commesso nell’ambito dell’attività d’impresa o comunque di un’attività organizzata – ipotesi che integra una circostanza aggravante - la responsabilità dell’impresa viene estesa all’autonomo profilo dell’omessa vigilanza sull’operato degli autori materiali del delitto comunque riconducibili all’impresa. Infine, in aggiunta alla confisca dell’area in cui il reato è commesso, è ora prevista anche la confisca dei mezzi utilizzati per il trasporto dei rifiuti da bruciare;

- in relazione agli interventi di monitoraggio, tutela e bonifica nella regione Campania (art. 2), la previsione della possibilità di costituire consigli consultivi della comunità locale al fine di agevolare l’informazione e la partecipazione dei cittadini residenti nelle aree interessate;

- il potenziamento degli studi epidemiologici e l’obbligo per le regioni Campania e Puglia di definire, entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione, per gli anni 2014-1015, le modalità di offerta di esami gratuiti per la prevenzione e il controllo dello stato di salute della popolazione residente nei comuni specificati;

- l’introduzione dell’art. 2bis, che attribuisce al prefetto della provincia di Napoli il compito di coordinare le attività volte a prevenire le infiltrazioni della criminalità organizzata nell’affidamento e nell’esecuzione dei contratti pubblici e nelle erogazioni di provvidenze connesse all’attività di monitoraggio e bonifica delle aree inquinate nella regione Campania. La norma prevede altresì l’istituzione, a supporto delle funzioni del prefetto, di una sezione specializzata del Comitato di coordinamento per l’alta sorveglianza delle grandi opere nonché l’istituzione, presso il Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’interno, del Gruppo interforze centrale per il monitoraggio e le bonifiche delle aree inquinate (GIMBAI). Viene infine stabilito che lo svolgimento dei controlli antimafia sui contratti pubblici deve avvenire nel rispetto delle linee guida indicate dal Comitato di coordinamento per l’alta sorveglianza delle grandi opere, anche in deroga alle previsioni del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione.

- in merito alle disposizioni relative al commissariamento straordinario di stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale (art. 7), l’attribuzione al commissario straordinario, nel caso in cui l’impresa commissariata sia esercitata in forma societaria, del potere di aumentare il capitale sociale a pagamento nella misura necessaria ai fini del finanziamento del risanamento ambientale.

 

Vincenzo D’Andò