Diario quotidiano del 12 febbraio 2014: le prime anticipazioni sulla IUC

Pubblicato il 12 febbraio 2014



compensazioni: ampliato il meccanismo per l’impresa in credito con la P.A.; assicurazioni: bilanci al fair value; Iva di gruppo: al via la liquidazione cumulativa dell’imposta; in aumento le nuove partite Iva; prime indiscrezioni sul bollettino Iuc 2014; al via la comunicazione annuale dei dati IVA; studi di settore: giustificazioni fino al 28 febbraio; rimborsi da eseguire mediante procedure automatizzate: ecco il provvedimento delle Entrate che individua le modalità di esecuzione di tutte le tasse

 

 Indice:

 1) Compensazioni: ampliato il meccanismo per l’impresa in credito con la P.A.

 2) Assicurazioni: bilanci al fair value

 3) Iva di gruppo: al via la liquidazione cumulativa dell’imposta

 4) In aumento le nuove partite Iva

 5) Prime indiscrezioni sul bollettino Iuc 2014

 6) Al via la comunicazione annuale dei dati IVA

 7) Studi di settore: giustificazioni fino al 28 febbraio

 8) Rimborsi da eseguire mediante procedure automatizzate: ecco il provvedimento delle Entrate che individua le modalità di esecuzione di tutte le tasse

 

 

1) Compensazioni: ampliato il meccanismo per l’impresa in credito con la P.A.

Compensazioni senza vincoli per le imprese. Nel 2014 potranno portare in compensazione tutti i tributi iscritti a ruolo in presenza di un credito certificato nei confronti della pubblica amministrazione. Addio, quindi, al limite dei tributi erariali e alla necessità della notifica della cartella esattoriale entro il 31 dicembre 2012. Spetterà poi al ministero dell’Economia e delle finanze emanare l’apposito decreto attuativo entro 90 giorni. Ha trovato, quindi, conferma, nel corso delle votazioni che si sono svolte in Aula a Montecitorio l’emendamento riformulato dal governo all’art. 12 del DL 145/2013 (Destinazione Italia).

Compensazioni svincolate

Compensazioni senza vincoli per le imprese titolari di un credito certificato nei confronti della pubblica amministrazione. Queste, infatti, potranno ottenere la compensazione di tutte le somme iscritte a ruolo senza distinzione, qualora la somma sia inferiore o pari al credito vantato. Resta da vedere, però, su quali fronti deciderà di agire il Mef. Posta la necessità del "rispetto del vincoli di finanza pubblica", previsti dall’emendamento stesso, spetterà al decreto individuare "gli aventi diritto, nonché le modalità di trasmissione dei relativi elenchi all’agente della riscossione". Resta, però, il fatto che per tutto il 2014 almeno, viene riposta in soffitta la disciplina attuale in base alla quale sono compensabili solo i crediti certificati non prescritti, certi, liquidi ed esigibili verso lo stato, regioni e province autonome, enti locali, enti del Servizio sanitario nazionale per aver effettuato somministrazioni, forniture e appalti, con debiti tributari (dello stato, delle regioni e degli enti locali), previdenziali e assistenziali oggetto di cartelle di pagamento di Equitalia, di accertamento esecutivo dell’Agenzia delle entrate e di avviso di addebito dell’Inps, notificate entro il 31 dicembre 2012. Addio, inoltre, al meccanismo in base al quale le imprese potevano agire in compensazione solo nei confronti della p.a. con cui vantavano un credito.

Incentivi, fideiussioni a riscossione immediata

Le garanzie da presentare per ottenere gli anticipi sui contributi da parte del Ministero dello sviluppo economico hanno un nuovo schema. Lo stesso ministero, con propria circolare n. 4075 del 5 febbraio 2014, ha infatti provveduto a modificare il testo dello schema di fideiussione allegato alla circolare n. 43138/2012 da utilizzarsi ai fini dell’erogazione, a titolo di anticipazione, della prima quota delle agevolazioni finanziarie gestite dalla direzione generale per gli incentivi alle imprese. La decorrenza del nuovo testo è immediata. Le imprese che hanno ottenuto contributi sulle leggi di incentivazione del ministero e intendono richiedere un anticipo del contributo devono adeguarsi al nuovo testo che emerge dalla circolare, integralmente disponibile sul sito del ministero www.sviluppoeconomico.gov.it.

 

2) Assicurazioni: bilanci al fair value

Bilanci delle assicurazioni su misura dei nuovi principi contabili. Con provvedimento n. 14 del 28 gennaio 2014, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 33 del 10 febbraio 2014, l’Isvap, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni ha modificato il precedente regolamento del 2007 in merito agli schemi per il bilancio delle imprese tenute all'adozione dei principi contabili internazionali. I ritocchi puntano in particolare a recepire le principali modifiche recentemente apportate allo Ias 1 e l’introduzione dell’Ifrs 13. Tra le molte novità, quella della valutazione al fair value di una serie di voci: per esempio, il dettaglio delle attività e delle passività finanziarie per livello lascia il posto alle attività e passività valutate al fair value su base ricorrente e non e all’elenco dei prospetti è aggiunto quello "Attività e passività non valutate al fair value: ripartizione per livelli di fair value".

Il provvedimento prevede tuttavia che sia consentito all’impresa, per il solo esercizio 2013, di non riportare l’informazione comparativa riferita ai livelli di fair value nei seguenti prospetti: "Attività e passività valutate al fair value su base ricorrente e non: ripartizione per livelli di fair value" e "Attività e passività non valutate al fair value: ripartizione per livelli di fair value". Le disposizioni del provvedimento si applicano comunque espressamente a decorrere dal bilancio dell’esercizio 2013.

 

3) Iva di gruppo: al via la liquidazione cumulativa dell’imposta

L’opzione andrà esercitata entro il 17 febbraio 2014. Le società controllanti e controllate che nel 2014 intendono avvalersi della possibilità di liquidazione cumulativa dell’Iva devono esercitare l’opzione entro tale scadenza.

A tal fine occorre trasmettere in via telematica il modello Iva 26. L’opzione esplicita è indispensabile e non può essere surrogata dal comportamento concludente, ma eventuali ritardi potranno essere sanati entro settembre con la procedura di remissione in bonis.

Società interessate

Sono ammesse alla liquidazione di gruppo le società controllanti e controllate. Queste ultime, in base all’art. 2 del DM 13/12/79, devono essere società di capitali le cui azioni o quote sono possedute per oltre il 50%, fin dall’inizio dell’anno solare precedente (1/1/2013), dall’ente o società controllante o da un’altra società da questi controllata. La società controllante che risulti, a sua volta, controllata da altra società, può assumere la veste di capogruppo solo se la società che la controlla rinuncia ad avvalersene. Alla procedura possono aderire anche le società residenti in altri paesi Ue, aventi forme giuridiche equivalenti alle nostre società di capitali, che operino in Italia attraverso stabile organizzazione, rappresentante fiscale o identificazione diretta.

Il consolidamento delle liquidazioni Iva

L'Iva di gruppo nazionale è un meccanismo di compensazione dei saldi Iva periodici dei soggetti collegati. Gli eventuali versamenti d’imposta, sia periodici sia a saldo, sono effettuati, per tutte le società aderenti, soltanto dalla controllante, previa compensazione delle eccedenze detraibili trasferite dalle partecipanti. Le eccedenze detraibili trasferite al gruppo, nella misura in cui avranno trovato effettiva compensazione con debiti trasferiti al gruppo stesso, dovranno essere garantite mediante apposita fideiussione, secondo le indicazioni della capogruppo. Ai sensi dell'art. 8, comma 1, del DPR n. 542/99, i crediti e debiti Iva trasferiti dalle società al gruppo non possono formare oggetto della compensazione di cui al DLgs n. 241/97; sono invece ammessi alla compensazione i crediti risultanti dai prospetti riepilogativi annuali delle dichiarazioni di gruppo prodotti dalla capofila e, sussistendo i presupposti per il rimborso infrannuale, quelli trimestrali risultanti dal mod. TR.

Il rimborso

La società controllante è la sola legittimata a chiedere il rimborso dell'eccedenza del gruppo attraverso il prospetto PR della dichiarazione annuale o, per il credito infrannuale, il modello TR, fermo restando che i presupposti per il diritto al rimborso, incluso quello dell’assenza dello status di "società di comodo", devono sussistere in capo a ciascuna società titolare del credito.

Il vincolo sul credito ante-procedura

Agli effetti delle dichiarazioni e dei versamenti Iva del gruppo da parte della società controllante, non si tiene conto delle eccedenze detraibili, risultanti dalle dichiarazioni annuali relative al periodo d’imposta precedente, degli enti e società diversi da quelli per i quali anche in tale periodo l’ente o società controllante si è avvalso della facoltà di liquidazione consolidata. Per dette eccedenze si applicano le disposizioni dell’art. 30, DPR 633/72. In altre parole, la società che aderisce nel 2014 a una procedura di gruppo alla quale non partecipava nel 2013, non può trasferire al gruppo l’eventuale credito risultante dalla propria dichiarazione annuale per il 2013; tale credito resta nella disponibilità esclusiva della società, che potrà chiederlo a rimborso se ricorrono i presupposti di legge, o utilizzarlo in compensazione esclusivamente "orizzontale". La preclusione in esame opera anche in caso di variazione della controllante.

Remissione in bonis

L’opzione per attivare l'Iva di gruppo non può essere manifestata attraverso il comportamento concludente, per espressa disposizione del dpr n. 442/97, ma va necessariamente comunicata dalla società controllante presentando in via telematica il modello Iva26 all’Agenzia delle entrate. L’eventuale ritardata od omessa presentazione del modello, però, può essere sanata in base alle disposizioni dell’art. 2, comma 1, del DL n. 16/2012 (cd. remissione in bonis).

 

4) In aumento le nuove partite Iva

Nello scorso mese di dicembre sono state aperte 24.899 nuove partite Iva; in confronto al corrispondente mese dell’anno precedente si registra un aumento del 2,9%.

E’ quanto emerge dall’Osservatorio sulle partite Iva pubblicata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), sui dati di dicembre 2013.

La distribuzione per natura giuridica mostra che il 58,3% delle nuove aperture è attribuibile a persone fisiche, il 31,6% a società di capitali ed il 9% a società di persone. Anche in questo mese si registra un sensibile calo di aperture, rispetto al dicembre 2012, da parte di società di persone (-13,7%), mentre le aperture di partite iva riferite a società di capitali e a persone fisiche sono in aumento rispettivamente dell’8,6% e del 2,8%.

Riguardo alla ripartizione territoriale delle aperture, circa il 43% è avvenuto al Nord, il 23% al Centro ed il 33% al Sud ed Isole. Il confronto con dicembre dello scorso anno mostra consistenti aumenti di aperture in Abruzzo (+81%), Basilicata (+19%), prov. di Bolzano (+17,1%) e Sardegna (+11%). Di contro, le flessioni più decise si sono avute in Val d’Aosta (-17,5%), Molise (-12,9%) e prov. di Trento (-9,7%).

La classificazione per settore produttivo conferma che il commercio continua a registrare il maggior numero di aperture di partite Iva: oltre il 27% del totale delle aperture del mese di dicembre 2013, seguito dalle attività legate ad alloggio e ristorazione ed all’agricoltura, ambedue intorno al 10%. Rispetto a dicembre 2012, tra i principali settori produttivi, gli aumenti più sensibili sono dovuti alla sanità (+27,2%), comunicazioni, ed agricoltura, mentre le flessioni, tutte peraltro modeste, si limitano all’edilizia, alle attività immobiliari, professionali ed artistiche.

Relativamente alle persone fisiche, la ripartizione per sesso è sempre stabile, con i maschi cui appartiene il 63,7% di nuove partite Iva. Il 46% delle aperture è dovuta a giovani fino a 35 anni e circa il 35% alla classe 36-50 anni. Rispetto al dicembre 2012, tutte le classi mostrano lievi incrementi.

Tra le persone fisiche, 3.205 soggetti (pari al 12,9% del totale delle aperture) hanno aderito al regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità; tale regime per cinque anni limita l’imposta dovuta al 5% degli utili dichiarati, esonerando da Iva e Irap.

 

5) Prime indiscrezioni sul bollettino Iuc 2014

Iniziano a emergere i primi dettagli sulla Iuc 2014, il balzello che sostituirà, in un colpo, Imu e Tares, almeno nelle accezioni più note, quelle per le prime case. Si stanno scaldando i motori, infatti, per il debutto della nuova service tax e, così, emergono alcuni particolari imprevisti. Uno su tutti, non specificato nella legge di stabilità 2014 che ha tenuto a battesimo la nuova imposta, è quello del bollettino precompilato.

È atteso a giorni il decreto che dovrebbe specificare tutte le applicazioni e le caratteristiche della Iuc, la nuova imposta unica sugli immobili, approvata dopo un anno di battaglie sulla fiscalità immobiliare, in legge di stabilità. Secondo le prime indiscrezioni sul provvedimento che dovrebbe togliere definitivamente il velo dalla tassa più attesa del 2014, il comune, ente riscossore del tributo, potrà decidere sulle modalità di pagamento, che potrà essere effettuato anche tramite bollettino precompilato da versare all’ufficio postale.

Questa opzione, se concretizzata, potrebbe portare con sé un potenziale di disturbo per i contribuenti, tenendo conto del fatto che, all’interno della Iuc, sono comprese ben tre diverse imposte, l’Imu ancora in vigore su seconde case e abitazioni di lusso, la Tasi che prenderà il posto dell’Imu prima casa e la Tari che sostituisce la Tares sui rifiuti.

Il coinvolgimento degli uffici postali, dunque, potrebbe portare, addirittura, all’affidamento del compito direttamente alle Poste, per la stampa e la preparazione dei bollettini precompilati, con l’effetto di generare un possibile caos, tra contribuenti che non sapranno a chi rivolgersi in caso di richieste e la società delle Poste che si troverebbe in capo a responsabilità non proprie.
Queste, comunque, le parole che dovrebbero apparire nel decreto di applicazione sulla Iuc 2014: "Il Comune può richiedere a Poste italiane l’integrazione dei bollettini prestampando l’importo del tributo": toccherà, insomma, all’ente locale stabilire se fornire ai contribuenti i bollettini precompilati o, addirittura, chiedere agli stessi cittadini di procedere al conteggio in autonomia, un po’ come già avvenuto con la mini Imu, con tutte le conseguenze ben poco piacevoli del caso.

 

6) Al via la comunicazione annuale dei dati IVA

Entro il prossimo 28 febbraio la presentazione della Comunicazione dati IVA annuale.

La Comunicazione annuale dati IVA riepiloga i dati contabili delle operazioni effettuate nell’anno solare precedente a quello di presentazione.

Soggetti obbligati

Sono obbligati tutti i titolari di partita IVA che sono tenuti alla presentazione della dichiarazione IVA anche se nell’anno non hanno effettuato operazioni imponibili o non sono tenuti ad effettuare le liquidazioni periodiche.

Viceversa, sono esonerati dalla presentazione della comunicazione annuale dati IVA i seguenti soggetti:

- le persone fisiche con fatturato fino a 25 mila euro;

- i produttori agricoli esonerati dagli adempimenti ai sensi dell’art. 34, comma 6 e cioè i produttori agricoli che nell’anno solare precedente hanno realizzato un volume d’affari non superiore a 7.000 euro;

- coloro che esercitano attività di organizzazione di giochi, intrattenimenti e le altre attività di cui alla tariffa allegata al DPR 640/72 esonerati dagli adempimenti IVA ai sensi dell’art. 74, sesto comma, che non hanno optato per l’applicazione dell’IVA nei modi ordinari;

- le persone fisiche che si avvalgono del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità di cui all’art. 27, commi 1 e 2 del D.L. 98/2011;

- coloro che presentano la dichiarazione annuale IVA in forma autonoma entro febbraio;

- i soggetti passivi d’imposta, residenti in altri stati membri dell’UE, nell’ipotesi ex art. 44, comma 3, D.L. n. 331/93, qualora abbiano effettuato nell’anno d’imposta solo operazioni non imponibili, esenti, non soggette o comunque senza obbligo di pagamento dell’imposta;

- le imprese individuali che hanno dato in affitto l’unica azienda e che nel 2013 non hanno esercitato altra attività rilevanti ai fini IVA;

- i soggetti che hanno esercitato l’opzione per l’applicazione delle disposizioni recate dalla L. 398/1991 esonerati da tutti gli adempimenti IVA per tutti i proventi conseguiti nell’esercizio di attività commerciali connesse agli scopi istituzionali;

- i contribuenti che nel 2013 hanno registrato esclusivamente operazioni esenti ex art. 10 DPR 633/72, nonché coloro che essendosi avvalsi della dispensa dagli obblighi di fatturazione e di registrazione ai sensi dell’art. 36-bis abbiano effettuato soltanto operazioni esenti, ancorché siano tenuti per lo stesso anno alla presentazione della dichiarazione annuale IVA in conseguenza dell’effettuazione delle rettifiche di cui all’art. 19-bis2;

- gli organi, le amministrazioni dello Stato e gli enti pubblici che svolgono funzioni statali, i comuni, i consorzi tra enti locali, le associazioni e gli enti gestori dei demani collettivi, le comunità montane, le province e le regioni, gli enti privati di previdenza obbligatoria che svolgono attività previdenziali e assistenziali;

- in generale i soggetti esonerati dalla presentazione della Dichiarazione IVA;

- i soggetti sottoposti a procedure concorsuali.

Con la comunicazione annuale dati IVA il contribuente deve riportare le risultanze periodiche relative al 2013, per determinare l’IVA dovuta o a credito, senza però prendere in considerazione le eventuali operazioni di rettifica o di conguaglio (che andranno indicati invece in dichiarazione IVA annuale).

La comunicazione annuale dati IVA infatti non ha natura dichiarativa e non ha lo scopo di determinare l’imposta dovuta.

Per quanto riguarda le modalità e i termini di presentazione, il modello di comunicazione annuale dei dati IVA deve essere presentato esclusivamente per via telematica entro il 28 febbraio 2014.

 

7) Studi di settore: giustificazioni fino al 28 febbraio

Scadrà il prossimo 28 febbraio il termine ultimo per l’invio telematico della comunicazione all’Agenzia delle entrate con le cause giustificative della non congruità, non normalità e non coerenza derivanti dall’applicazione degli studi di settore per l’anno d’imposta 2012 (modello Unico 2013).

L’Agenzia delle entrate (comunicato del 4 dicembre scorso) ha informato che è stato messo a disposizione il software giustificativo necessario per le comunicazioni e che il canale telematico per consentire ai soggetti interessati dagli studi di settore di segnalare dati e informazioni utili a giustificare le situazioni anomale resta aperto dal 5 dicembre fino al 28 febbraio 2014.

Tutti coloro che si trovano in una situazione di non allineamento con le aspettative di Gerico devono, dunque, valutare l’opportunità – e non l’obbligo – di anticipare al Fisco le ragioni che hanno portato ad effettuare determinate scelte dichiarative, dal momento che la dichiarazione che si rende volontariamente anticipa, di fatto, il contradditorio con gli uffici evitando di essere iscritti nelle liste dei soggetti da controllare.

Per l’invio delle comunicazioni si può utilizzare il programma dell’Agenzia delle Entrate denominato "Segnalazioni 2013" disponibile gratuitamente sul sito web dell’Agenzia nell’apposita sezione dedicata alle applicazioni informatiche a supporto degli studi di settore.

La comunicazione della cause giustificative deve avvenire con la compilazione di una scheda informativa, dove il contribuente può riportare le proprie osservazione. Si tratta di una comunicazione simile a quella che si fa utilizzando il campo "annotazioni" contenuto nei vari modelli degli studi di settore.
È necessario indicare nella comunicazione il "Protocollo dichiarazione" e il "Progressivo protocollo" relativi alla dichiarazione di riferimento per poterle fare abbinare. Inoltre, vi sono cinque schede informative, ciascuna dedicata ad una specifica causale. Per chi risulta non congruo e anche non coerente, si potrà effettuare la doppia comunicazione accedendo alle due rispettive maschere.

Soggetti interessati

Sostanzialmente l’invio della comunicazione interessa i soggetti che con riferimento all’esito degli studi di settore 2013 (per l’anno di imposta 2012) risultino non congrui (anche a fronte di una non normalità economica), non coerenti, non normali (anche se congrui).

La comunicazione può essere utilizzata anche da coloro che, presentando situazioni di non congruità, hanno deciso di non adeguarsi ai maggiori ricavi. Con la comunicazione, questi soggetti potranno fornire al fisco le motivazioni del mancato adeguamento e giustificare così la propria posizione.

I contribuenti possono spiegare i motivi per cui la loro situazione reddituale si discosta da quella prevista dagli studi per il settore in cui operano e descrivere in maniera dettagliata le criticità che hanno determinato i minori ricavi o compensi.

 

8) Rimborsi da eseguire mediante procedure automatizzate: ecco il provvedimento delle Entrate che individua le modalità di esecuzione di tutte le tasse

Estesa la procedura automatizzata a tutti i rimborsi di tasse, imposte dirette e indirette di competenza dell’Agenzia delle entrate che, in atto, in assenza di disposizioni normative che prevedano apposite modalità di erogazione, sono concessi dagli uffici fiscali utilizzando i fondi di bilancio.

A disporre l’ampliamento è stato il provvedimento direttoriale n. 18173 del 7 febbraio 2014.

A introdurre la possibilità che le maggiori imposte versate emerse dalla liquidazione delle dichiarazioni dei redditi fossero rimborsate tramite procedura automatizzata, era stato il DM del 29 dicembre 2000, attuativo della disposizione normativa contenuta nell’art. 75 della legge 342/2000.
Poi, la circolare Mef 33/2007 aveva ammesso l’utilizzo della procedura automatizzata anche per pagare i rimborsi relativi al contributo unificato di iscrizione a ruolo.

Sulla base di tali norme, l’Agenzia predispone, con procedura automatizzata, le liste dei beneficiari per ciascun tipo e periodo d’imposta, indicando gli elementi identificativi del contribuente e della relativa "pratica", e l’importo da rimborsare.
Si prevede che gli importi da restituire sono accreditati direttamente sul conto corrente bancario o postale dal beneficiario.

Per quanto riguarda le persone fisiche, però, il pagamento può diventare anche cash, eventualità che si presenta quando l’interessato non comunica le coordinate del c/c all’ufficio.

In questo caso, il contribuente, se l’importo, comprensivo di interessi, è inferiore a mille euro, viene invitato a riscuotere la somma alle Poste; altrimenti, quando quella soglia viene superata, il rimborso arriva con vaglia cambiario non trasferibile della Banca d’Italia.

Il destinatario, che più semplicemente vuole dirottare in banca o alla posta il rimborso, non deve fare altro che indicare le coordinate del suo conto all’Amministrazione, attraverso il modello telematico scaricabile dal sito internet dell’Agenzia delle entrate. Il modulo può essere presentato a un qualsiasi ufficio territoriale o tramite i servizi telematici disponibili.
I dati sono validi fino a nuova comunicazione e, in ogni caso, saranno aggiornati soltanto per i rimborsi ancora non confluiti nell’ultima lista elaborata.

 

Vincenzo D’Andò