Patto di stabilità: cosa cambia dopo la Finanziaria 2014?

di Marco Castellani

Pubblicato il 20 gennaio 2014



la Legge di stabilità 2014 è intervenuta in modo massivo in tema di patto di stabilità e finanza locale al fine di contenere il deficit che nasce dalle amministrazioni periferiche

LEGGE DI STABILITA’ 2014

Si riportano le novità di maggiore rilevanza per gli Enti locali introdotte dalla Legge 27 dicembre 2013 n. 147 (cosiddetta Legge di stabilità 2014) in tema di Finanza Locale e Patto di stabilità.

Clausola di salvaguardia per obiettivi Patto

Nella disciplina del Patto di stabilità interno per l'anno 2014, innovata in tal senso dal comma 533 della Legge di stabilità, entra una clausola di salvaguardia per evitare che il nuovo calcolo della manovra comporti effetti peggiorativi superiori al 15% rispetto all'importo determinato dalla normativa precedente.

 

Calcolo degli obiettivi del Patto e bonus per i pagamenti in conto capitale

Il periodo assunto a base di calcolo dell'obiettivo programmatico relativa alla spesa corrente degli enti locali ai fini del Patto di stabilità 2014 viene aggiornato al triennio 2009/2011 (nel 2013 si faceva invece riferimento al triennio 2007/2009).

I Comuni dovranno applicare la percentuale del 15,07% per gli anni 2014-2015 e 15,62% per il biennio successivo (rispetto al 15,61% del 2013 in vigore per gli enti con più di cinquemila abitanti e al 12,81% applicato dagli altri enti minori); mentre le Province dovranno utilizzare la percentuale del 20,25% negli anni 2014-2015 e 21,05% nel biennio successivo (nel 2013 è 19,61%).

Gli effetti della revisione di basi di calcolo e aliquote dovrebbero complessivamente imporre obiettivi di bilancio più severi per gli enti locali che potranno tuttavia sterilizzare parte dei maggiori aggravi avvalendosi della clausola di salvaguardia introdotta dal comma 533.

Si prevede che il valore dell'obiettivo da rispettare deve comunque essere definito con Decreto del Ministero dell'Economia, da emanare entro il 31 gennaio 2014, nella prospettiva di un allentamento del Patto per gli enti concesso mediante il riconoscimento da parte dello Stato del bonus di un miliardo di euro (riservato per 850 milioni ai Comuni e per 150 milioni alle Province) da destinare ai pagamenti di spese in conto capitale sostenuti entro il 30 giugno 2014, e che sarà utilizzato ai sensi del comma 535 per abbassare in modo proporzionale l'importo del risultato di bilancio richiesto ad ogni ente.

 

Pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione

Secondo quanto previsto dal commi 546, 547 e 548 della Legge di stabilità, agli Enti locali saranno riconosciuti 500 milioni di euro di sconti sugli obiettivi del Patto di stabilità da utilizzare per effettuare pagamenti nel 2014, relativi a debiti in conto capitale dagli enti territoriali certi, liquidi ed esigibili maturati entro lo scorso 31 dicembre 2012. Per beneficiare dell'esclusione occorrerà chiedere i relativi spazi finanziari tramite il sito web http://pattostabilitainterno.tesoro.it della Ragioneria generale dello Stato entro il 14 febbraio 2014; di seguito, sulla base delle richieste ricevute, il Ministero dell'Economia provvede ad individuare entro il 28 febbraio 2014 gli importi degli sconti a valere proporzionalmente sul Patto di stabilità dei singoli enti.

È riproposta, su segnalazione dei Revisori dei conti, la sanzione pecuniaria amministrativa, pari a due mensilità nei confronti dei responsabili dei servizi degli enti che non chiedono spazi finanziari senza giustificato motivo o che non li utilizzano entro l'anno per almeno il 90 per cento. La sanzione pecuniaria a carico degli enti inadempienti viene estesa anche all'Organo di revisore nell'ipotesi di ritardata o mancata segnalazione: in tali casi se viene accertata la responsabilità, infatti, anche i Revisori possono essere sanzionati per un importo pari a due mensilità del trattamento retributivo.

Patti di solidarietà

Il comma 542 della Legge di stabilità inserisce una norma che riserva ai Comuni con popolazione compresa fra i 1.000 e i 5mila abitanti il 50 per cento degli spazi finanziari a disposizione del Patto regionale verticale incentivato, da utilizzare fino all'azzeramento del loro obiettivo. Se dalle distribuzioni regionali avanzano spazi finanziari, devono essere comunicati entro il 10 aprile 2014 al Ministero dell’Economia che entro il 30 aprile 2014 li utilizzerà per ridurre, in modo proporzionale, l'obiettivo positivo dei piccoli Comuni.

La Legge di stabilità anticipa il calendario dei Patti di solidarietà che gli enti di territoriali possono stipulare al fine di alleggerire con le opportune compensazioni gli obiettivi di Patto degli enti più in difficoltà. In dettaglio, il Patto regionale verticale incentivato è anticipato al 15 marzo, rispetto al termine del 30 giugno del 2013. Ai fini del Patto regionale verticale, gli enti devono comunicare le richieste entro il 1° marzo (anziché entro il 15 settembre) e la Regione le assegna entro il 15 marzo (invece che il 31 ottobre). Mentre il Patto orizzontale nazionale anticipa al 15 giugno il termine per le offerte/richieste dei Comuni di spazi finanziari e viene chiuso dal Ministero del l'Economia entro il prossimo 10 luglio 2014 (anziché il 10 settembre).

 

Piani di riequilibrio

La Legge di stabilità 2014 al comma 573 concede per il 2014 agli Enti locali che hanno ricevuto il diniego all’approvazione da parte del Consiglio comunale del piano di riequilibrio finanziario (e che non abbiano dichiarato il dissesto finanziario) la possibilità di riproporre il piano entro il prossimo 31 marzo 2014 a condizione che si dimostri alla Corte dei conti il miglioramento dei parametri di enti strutturalmente deficitari.

Norme di favore per le gestioni associate

La Legge di Stabilità introduce norme di favore al fine di incentivare le forme di aggregazione della gestione delle funzioni da parte dei piccoli Comuni.

Il comma 730 della Legge di stabilità destina una quota del Fondo di solidarietà comunale, di importo non inferiore a 60 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2014 al 2016 all’incremento del contributo spettante per metà alle Unioni di comuni e per la parte residua ai Comuni risultanti da precedenti fusioni di Comuni.

In favore delle gestioni associate di funzioni e servizi attraverso lo strumento della convenzione si evidenzia il comma 534 della Legge di stabilità, che prevede la sterilizzazione degli effetti negativi che lo strumento comporterebbe nei confronti dei Comuni capofila, che verrebbero chiamati a sostenere spese anche per gli altri enti convenzionati, con conseguente appesantimento dei propri obiettivi di finanza pubblica. Per effetto della disposizione tale aggravio viene neutralizzato grazie al corrispondente spostamento delle spese riconducibili alle funzioni convenzionate sui comuni associali non capofila. Entro il 15 marzo i Comuni devono inviare i dati all'ANCI, che entro il successivo 30 marzo li trasmetterà al Ministero dell’Economia.

 

Tempistica delle gestioni associate

Il comma 370 della Legge di stabilità rimodula la tempistica per l’avvio, disposto dall'articolo 14, comma 31-ter del D.L. n. 78/2010, convertito dalla Legge n. 122/2010, della gestione associata delle funzioni da parte dei piccoli Comuni. L’intervento prevede una prima scadenza per i piccoli comuni (che già alla fine del 2012 avevano avviato la gestione associata di tre funzioni) al prossimo 30 giugno 2014, chiamato entro tale data a gestire assieme altre tre funzioni. A partire dal 31 dicembre 2014 la gestione associata dovrà infine abbracciare la totalità delle loro funzioni. Da una lettura della disposizione si può rilevare come il nuovo timing per la realizzazione dell’obbligo di gestione associata invero non appaia in linea con i tempi tecnico-amministrativi degli enti, che nel corso del 2014 saranno chiamati in larga parte a rinnovare le proprie amministrazioni nel corso delle prossime elezioni amministrative. Posto che la stragrande maggioranza degli enti ha finora deciso di avviare la gestione associata di funzioni che spesso erano già da tempo gestite secondo tali modalità (ad esempio i servizi di polizia locale) o prive di rilevanti impatti sul piano organizzativo (come ad esempio il catasto), si evidenziano le prevedibili difficoltà che amministrazioni appena insediate potrebbero incontrare nel rispettare l’obbligo di avvio di altre funzioni, ben più gravose sotto il profilo organizzativo, entro la stretta tempistica fissata dalla Legge di stabilità. Non appare pertanto improbabile la riedizione dell’ennesima proroga dei tempi di attuazione dell’obbligo, che in passato ha già ripetutamente conosciuto analoghi differimenti.

 

Fondo di solidarietà comunale e fabbisogni standard

Il comma 340-quater, aggiunto all'articolo 1 della Legge 24 dicembre 2012 n. 228 dal comma 730 della Legge di stabilità 2014 affida la distribuzione ai Comuni appartenenti a Regioni a statuto ordinario del 10 per cento dell'importo del Fondo di solidarietà comunale ai fabbisogni standard approvati dalla Commissione tecnica paritetica per l'attuazione del federalismo fiscale di cui all'articolo 4 della Legge 5 maggio 2009 n. 42, entro il 31 dicembre dell'anno precedente a quello di riferimento.

Va segnalato che l’esordio dei fabbisogni standard nell’ambito della finanza locale avrà portata limitata, dal momento che ad oggi sono stati approvati i fabbisogni standard di una sola delle nove funzioni fondamentali dei Comuni (l'«amministrazione generale», ossia l’apparato burocratico dell’ente) e che il processo di monitoraggio dei fabbisogni standard sta incontrando l’opposizione di buona parte del mondo delle amministrazioni locali.

 

Limiti ad indebitamento dei Comuni

Il comma 735 della Legge di stabilità modificando l’articolo 204 del TUEL (D.Lgs. n. 267/2000) aumenta il tetto dell’indebitamento dei Comuni, con limite che per il 2011 passa dall’8 al 12% ed a partire dal 2012 in poi si eleva dal 6% all’8% delle entrate relative ai primi tre titoli delle entrate del rendiconto del penultimo anno precedente quello in cui viene prevista l'assunzione dei mutui.

 

Blocco dei derivati

Il comma 572 della Legge di stabilità, a compimento di un lungo cammino di penalizzazione dell’utilizzo dei contratti derivati da parte delle amministrazioni pubbliche, fa espresso divieto agli enti locali di stipulare contratti derivati o di rinegoziare quelli già sottoscritti.

Parcheggi a pagamento

La Legge di stabilità al comma 451 opera un’espressa modifica dell’articolo 7, comma 7 del Codice della Strada, prevedendo che i proventi derivanti dai parcheggi a pagamento vanno anche destinati direttamente al finanziamento del trasporto pubblico locale (in precedenza la destinazione era solo per le somme eccedenti) al fine del miglioramento della mobilità urbana.


20 gennaio 2014

Marco Castellani