Legge di Stabilità 2014: la deduzione per i neoassunti ai fini IRAP

1. Premessa.
La Legge 27 dicembre 2013 n. 146 (pubblicata in GU Serie Generale n. 302 del 27.12.2013, Suppl.Ordinario n. 87) ha introdotto specifiche disposizioni integrative alla disciplina dell’Imposte Regionale sulle Attività Produttive, volte a riconoscere una deduzione dalla relativa base imponibile correlata all’incremento occupazionale verificatosi all’interno del sistema organizzativo dei soggetti passivi, a decorrere dal 1° gennaio 2014.
In particolare, la c.d. Legge di Stabilità 2014 ha modificato, all’art.11 del D.Lgs. n. 446/1997, i commi 4 quater e 4 septies, in ragione dei quali – a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2014 – per i soggetti passivi (di cui all’articolo 3, comma 1, lettere da a. ad e.), che incrementano il numero di lavoratori dipendenti assunti con contratto a tempo indeterminato rispetto al numero dei lavoratori assunti con il medesimo contratto mediamente occupati nel periodo d’imposta precedente, è deducibile il costo del predetto personale per un importo annuale non superiore a 15.000 euro per ciascun nuovo dipendente assunto, e nel limite dell’incremento complessivo del costo del personale classificabile nell’articolo 2425, primo comma, lettera B), numeri 9) e 14), del codice civile per il periodo d’imposta in cui è avvenuta l’assunzione con contratto a tempo indeterminato e per i due successivi periodi d’imposta.

2. Caratteri generali dell’IRAP
L’imposta regionale sulle attività produttive, istituita con il Decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 4461, è un’imposta a carattere reale, non deducibile ai fini delle imposte sui redditi, che colpisce il valore della produzione netta derivante dall’attività esercitata nel territorio regionale. Ai sensi dell’art.2 del provvedimento de quo, il presupposto della fattispecie impositiva in esame è rappresentato dall’esercizio abituale di una attività autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi. L’art.3, così come modificato dall’art.1 del D.Lgs. 30 Dicembre 1999 n.506 e dalla Legge n. 225/2010, dispone che i soggetti passivi dell’imposta sono: a) le società di capitali e gli enti commerciali di cui all’art. 87, comma 1, lett. a e b, T.U.I.R.; b) le società in nome collettivo e in accomandita semplice e quelle ad esse equiparate dall’art. 5, comma 3, T.U.I.R., nonché le persone fisiche esercenti attività commerciali ai sensi dell’art. 51 dello stesso testo unico; c) le persone fisiche, le società semplici e quelle ad esse equiparate, esercenti arti e professioni ai sensi dell’art. 49, comma 1 T.U.I.R.; d) i produttori agricoli titolari di reddito agrario, di cui all’art. 32, T.U.I.R., (esclusi i produttori esonerati dagli adempimenti contabili ai fini I.V.A. ex art. 34, comma 6 DPR n. 633 del 1972); e) gli enti privati non aventi per oggetto principale o esclusivo l’esercizio di attività commerciali di cui all’art. 87, comma 1, lett. c) nonché le società di ogni tipo e gli enti non residenti, di cui all’art. 87, comma 1, lett. d; e-bis) le Amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1, comma 2, d.lgs. 3 febbraio 1993, n. 29, nonché le amministrazioni della Camera dei deputati, del Senato, della Corte Costituzionale, della Presidenza della Repubblica e gli organi legislativi delle regioni a statuto speciale.
Non sono soggetti passivi dell’imposta gli organi di investimento collettivo del risparmio ad esclusione delle società di investimento a capitale variabile (a partire dal 1° luglio 2011); i fondi pensione di cui al decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124; i gruppi economici di interesse europeo (GEIE) di cui al decreto legislativo 23 luglio 1991, n. 240, salvo quanto disposto…

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