La FISCALITA' LOCALE dopo la Legge di stabilità

IUC 

La Legge di stabilità ai commi 639 e seguenti riforma nuovamente il sistema di tassazione posto sugli immobili, che si spera non replichi nel 2014 la sequela incessante di rinvii e modifiche che ha contraddistinto la produzione legislativa del 2013 in materia.

La Legge di stabilità introduce la IUC (imposta unica comunale). L’imposta si basa su due presupposti impositivi, uno costituito dal possesso di immobili e collegato alla loro natura e valore e l’altro collegato all’erogazione e alla fruizione di servizi comunali. La IUC è distinta in realtà in tre componenti fra loro alquanto diverse per modalità di calcolo e platea di contribuenti ad esse soggetti:

  • IMU (Imposta municipale propria), la cui disciplina rimane la medesima del 2013 salvo escludere in modo strutturale le abitazioni principali non «di lusso»;

  • TARI (Tassa sui rifiuti), diretta discendente del passato tributo ambientale (nelle varie forme di Tarsu, TIA 1 o TIA 2), la cui disciplina riprende nella sostanza quella della versione definitiva della Tares, con obbligo di copertura integrale dei costi di gestione e di investimento relativi al servizio (salvo eventuali riduzioni deliberate dal comune fino al 7% dei costi del servizio con copertura assicurata dalla sua fiscalità generale;

  • TASI (Tributo servizi indivisibili), tributo destinato a finanziare i servizi indivisibili, che sostituirà l’attuale maggiorazione Tares da 30 centesimi al metro quadrato versata lo scorso mese di dicembre a titolo di una tantum statale.

IMU

Base di calcolo e aliquote

La base imponile è data dalla rendita catastale dell’immobile, rivalutata del 5% e moltiplicata per:

  • 160 per i fabbricati del gruppo catastale A (esclusi gli A/10) e delle categorie catastali C/2, C/6 e C/7

  • 140 per i fabbricati del gruppo catastale B e delle categorie catastali C/3, C/4, e C/5

  • 80 per i fabbricati della categoria catastale A/10 e D/5

  • 65 per i fabbricati del gruppo catastale D (esclusi i D/5)

  • 55 per i fabbricati della categoria catastale C/1

Per i terreni agricoli, il valore è costituito da quello ottenuto applicando all’ammontare del reddito dominicale risultante in catasto, vigente al 1° gennaio dell’anno di imposizione, rivalutato del 25 per cento , un moltiplicatore pari a 135, che nel caso di terreni agricoli, anche non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola diventa pari a 75.

Alla base imponibile si applica poi un’aliquota base del 7,6 per mille, che i Comuni possono variare in aumento o in diminuzione del 3 per mille.

Come detto in precedenza la Legge di stabilità a decorrere dal 2014 esclude dall’IMU le abitazioni principali e le relative pertinenze eccetto quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. Per queste ultime tipologie di abitazioni (le cosiddette abitazioni di lusso con relative pertinenze). continuano ad applicarsi l’aliquota del 4 per mille (modificabile dal comune in aumento o in diminuzione sino al 2 per mille) e una detrazione pari a 200 euro rapportati al periodo dell’anno durante il quale si protrae tale destinazione,che il Comune può comunque decidere di elevare fino all’azzeramento dell’imposta.

Assimilazioni all’abitazione principale

La Legge di stabilità integra il comma 2 della disciplina IMU all’interno dell’articolo 13 del Decreto-legge 6 dicembre 2011 n. 201, convertito, con modificazioni, dalla Legge 22 dicembre 2011 n. 214 (cosiddetta Manovra Monti) introducendo delle fattispecie di assimilazioni di particolari categorie di immobili all’abitazione principale, che potrebbero pertanto essere esclusi dall’applicazione dell’imposta salvo i casi in cui si tratta di immobili di lusso, soggetti all’imposizione secondo le modalità sopra descritte.

Al Comune è pertanto concessa la facoltà di assimilare all’abitazione principale:

  • l’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di…

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