Il nuovo accordo sulla fiscalità immobiliare

è stato finalmente trovato l’accordo tra governo e Comuni per la mancanza di risorse derivanti dal passaggio da Imu a Tasi: i nuovi patti fra Governo e Comuni

ll Governo ed i Comuni, rappresentati rispettivamente il ministro degli Affari regionali, Graziano Delrio, il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, e il presidente dell’Anci, Piero Fassino , hanno raggiunto un accordo su una sistemazione auspicabilmente definitiva della tassazione sulla casa.

Va evidenziata l’importanza dell’accordo specie per i Comuni, che vedono una quota rilevante delle loro entrate rappresentata dalla fiscalità locale sugli immobili, e che in vista delle prossime elezioni amministrative sono a caccia di certezze sugli importi potenzialmente a loro disposizione al fine di poter chiudere i propri bilanci di previsione entro il prossimo mese di marzo.

L’accordo prevede che i sindaci riceveranno 700 milioni di euro a titolo di ristoro per la perdita di gettito dovuta al passaggio dall’Imu alla Tasi. La copertura sarà assicurata per 500 milioni di euro dalla decurtazione dei fondi inizialmente stanziati dalla Legge di stabilità 2014 (e che il Governo voleva incrementare fino 2,2 miliardi di euro) per l’introduzione da parte dei Comuni di un sistema di detrazioni a valere sulla tassazione ai fini della Tasi. Per i residui 200 milioni il Governo si impegna invece ad individuare a breve nel proprio bilancio le risorse necessarie.

Di fatto l’accordo restringe la discrezionalità dei Comuni nel riconoscimento e nella rimodulazione delle detrazioni ai fini della tassazione Tasi, svincolando parte delle risorse a tal scopo previste dalla Legge di stabilità 2014. Tali risorse rientrano ora nella piena disponibilità dei Comuni, che possono decidere o di riattribuirle ai propri contribuenti (attraverso la revisione di aliquote e detrazioni dell’imposizione locale) o se invece utilizzarle per contribuire al finanziamento del proprio bilancio.

Nell’accordo si conferma inoltre l’introduzione di un’addizionale dello 0,8 per mille sull’aliquota massima Tasi per il 2014, già annunciata dal Governo in una nota dello scorso 8 gennaio 2014.

Entrambe le modifiche saranno inserite nel primo provvedimento utile che si presenterà una volta che il Governo avrà sciolto i dubbi in merito alla residua copertura di 200 milioni di euro ancora da individuare. A quel punto si spera di riuscire a chiudere definitivamente la partita della fiscalità immobiliare per il 2014, senza ripetere l’infausta esperienza del 2013, conclusasi fuori tempo massimo con il pagamento della Mini-Imu e della maggiorazione Tares.

31 gennaio 2014

Marco Castellani

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